{"id":58764,"date":"2020-05-20T11:00:15","date_gmt":"2020-05-20T09:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58764"},"modified":"2020-05-19T13:31:02","modified_gmt":"2020-05-19T11:31:02","slug":"nessun-diritto-per-i-migranti-sulla-rotta-balcanica-durante-la-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58764","title":{"rendered":"Nessun diritto per i migranti sulla rotta balcanica durante la pandemia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Tommaso Meo)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/cover-nnk-pandemia-1280x756.jpg\" alt=\"Nessun diritto per i migranti sulla rotta balcanica durante la ...\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Anche durante la pandemia, i respingimenti violenti non si fermano. In copertina, foto via <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=961816610883290&amp;set=a.312076942523930\">No Name Kitchen<\/a><\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><em><strong><span style=\"font-size: 14pt\">In queste settimane, mentre in Europa si allentano le misure di restrizione, in Bosnia ci sono circa 10 mila rifugiati. In Serbia i migranti ammassati nei campi sono 8700, \u201cchiusi ermeticamente da oltre un mese.\u201d Queste persone, private di ogni diritto, da mesi continuano a subire violenze. Ma all\u2019Unione Europea la condizione di queste persone non sembra interessare.<\/span><\/strong><\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla Grecia alla Bosnia le condizioni gi\u00e0 precarie dei migranti nel limbo della rotta terrestre negli ultimi tempi sono peggiorate a causa delle misure di quarantena per il coronavirus. Se le condizioni problematiche degli affollatissimi campi sulle isole greche sono noti, meno riflettori ha la situazione in Bosnia e in Serbia, i paesi pi\u00f9 vicini al confine croato che rappresentano l\u2019ingresso in Europa per molti rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tutta la regione, da quasi due mesi, ci sono sempre meno volontari sul campo a garantire cibo e sostegno alle persone in movimento. A farne le spese maggiori chi si trova fuori dai campi profughi, per scelta o perch\u00e9 gi\u00e0 al completo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c\u00c8 una situazione drammatica e noi facciamo fatica ad aiutare,\u201d racconta Silvia Maraone, volontaria di Ipsia, Ong che sostiene i migranti sulla rotta Balcanica a Bihac, cittadina del cantone di Una Sana, nella Bosnia nord-occidentale, non lontano dal confine croato. Silvia lavora nei tre campi ufficiali di Bihac gestiti dall\u2019Iom (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) \u2013 Bira, Sedra e Borici \u2013, ma aiuta anche chi si trova negli\u00a0<i>squat<\/i>, ex fabbriche o edifici abbandonati in cui i migranti si riparano e nei quali le condizioni igieniche sono inesistenti. Insieme a Silvia a Bihac sono rimaste sei persone, che in queste\u00a0<i>jungle\u00a0<\/i>ne aiutano 1500. \u201cTutte queste persone fanno fatica ad accedere a cibo e acqua potabile,\u201d spiega Silvia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione, gi\u00e0 problematica per tutti i mesi invernali a causa del freddo e dei respingimenti violenti da parte della polizia croata,\u00a0<a href=\"https:\/\/balkaninsight.com\/2020\/04\/09\/movement-ban-worsens-migrants-plight-in-serbia-bosnia\/?fbclid=IwAR1uWJ5CGkA0V1NEhh6OaQji8T6z0PcwDFS2zAnnjQCSRl-o4osT_SMk7E8\">\u00e8 peggiorata<\/a>\u00a0quando sono entrate in vigore le misure per prevenire i contagi. La Bosnia ha sancito il\u00a0<i>lockdown<\/i>\u00a0il 14 marzo e i primi interessati dai provvedimenti sono stati proprio i migranti. Nonostante nel paese il numero dei contagiati sia abbastanza basso, mentre scriviamo\u00a0<a href=\"https:\/\/covid19.who.int\/region\/euro\/country\/ba\">i casi ufficiali sono poco pi\u00f9 di 2 mila<\/a>\u00a0e nessuno registrato ancora tra i migranti, questi \u201cda met\u00e0 marzo non possono n\u00e9 entrare n\u00e9 uscire dai campi,\u201d racconta Silvia. Non poter uscire vuol dire non poter andare al\u00a0<i>game<\/i>, il gioco, termine con cui viene chiamato il tentativo di valicare i confini per arrivare in Europa: Italia, Austria e Germania soprattutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I migranti, dall\u2019inizio della quarantena, non avendo a disposizione mascherine e guanti, non possono entrare nei supermercati, o nei Western Union per prelevare soldi. \u201cI migranti bloccati nei campi non possono uscire a prendere cibo o medicine. Quelli negli\u00a0<i>squat<\/i>\u00a0sono ugualmente bloccati e non possono entrare nei negozi, n\u00e9 avere l\u2019assistenza nei campi,\u201d spiega la volontaria. Le misure adottate potrebbero sfociare in una crisi umanitaria, proprio per il grande numero di persone fuori dalle sistemazioni ufficiali. Sono 30 mila i rifugiati arrivati \u200b\u200bin Bosnia-Erzegovina lo scorso anno, circa 10 mila sono ancora nel paese, ma solo 6300 sono ospitati nei centri di accoglienza tra Sarajevo, Mostar, Bihac e Velika Kladu\u0161a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre a Ipsia c\u2019\u00e8 un\u2019unica associazione che aiuta i migranti fuori dai campi, Sos Bihac, rimasta con una decina di persone. Gli altri volontari, soprattutto stranieri, sono partiti prima della chiusura dei confini. \u201cC\u2019\u00e8 stato ovviamente un impatto sulla vita associativa. Resiste per ora una rete di donatori tra Italia, Germania, Austria che invia soldi a un gruppo di locali per comprare il necessario per i migranti,\u201d spiega Silvia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nei campi ufficiali di Bihac per\u00f2 le condizioni sono precarie, come conferma Beja Kudiz, volontaria italo-bosniaca: \u201cLa situazione \u00e8 peggiorata perch\u00e9 queste persone sono rinchiuse senza alcun diritto. Fanno file tutto il giorno per mangiare e tante volte manca il cibo per tutti. Oppure, anche se c\u2019\u00e8, non viene dato perch\u00e9 alla scadenza del tempo si smette di dare pasti.\u201d A Kladu\u0161a va anche peggio: \u201cMiral, il campo ufficiale, \u00e8 sovraffollato, e ci dicono che non c\u2019\u00e8 abbastanza cibo anche per chi \u00e8 dentro\u201d prosegue Silvia. Su tutto il territorio bosniaco, poi, \u00e8 stato introdotto il divieto assoluto per mezzi pubblici, taxi e privati cittadini di trasportare migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fine aprile a Lipa, su un altipiano a mezz\u2019ora da Bihac, le autorit\u00e0 bosniache hanno ultimato la costruzione di un campo gestito da Iom e dal Danish Refugee Council (Drc). Potr\u00e0 ospitare fino a 1500 persone, ed \u00e8 pensato per i migranti che vivono negli insediamenti informali. Silvia pensa che quello di Lipa alla lunga sostituir\u00e0 i campi di Miral e Bira, per togliere i migranti dalle citt\u00e0, come la Bosnia vuole fare da tempo. Testimoni raccontano che nel campo, sebbene sia presente internet e i pasti garantiti, non ci sono fognature n\u00e9 acqua corrente e non \u00e8 possibile mantenere il distanziamento tra le persone. Il campo \u00e8 gi\u00e0 descritto da chi ci vive come la giungla di Vucjack, la tendopoli costruita nel fango sopra un\u2019ex discarica di materiali tossici e chiusa a dicembre. \u201cAlcuni migranti tentano di andare al game ora per non finire nel campo e avere in futuro meno possibilit\u00e0 di passare il confine,\u201d racconta Silvia. Per molti altri questo campo sar\u00e0 comunque migliore degli squat, almeno fino alla fine della quarantena. \u201cCredo poi che cambier\u00e0 la rotta e i ragazzi dovranno aprire nuove strade,\u201d racconta la volontaria. \u201cLa loro determinazione gli far\u00e0 trovare un altro modo, perch\u00e9 quello che vogliono \u00e8 andare in Europa.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle scorse settimane il ministro della Sicurezza bosniaco Fahrudin Radoncic ha usato parole forti nei confronti dei migranti, sostenendo che il paese non pu\u00f2 e non vuole diventare un parcheggio per i profughi diretti in Europa. Radoncic ha affermato che i migranti sono, oltre che un costo che lo Stato non deve sostenere, un pericolo per la sicurezza, soprattutto in questo periodo. Il ministro ha anche fatto sapere che il servizio per gli Affari degli Stranieri ha gi\u00e0 iniziato a preparare\u00a0<a href=\"https:\/\/balkaninsight.com\/2020\/04\/23\/bosnia-compiles-list-of-illegal-migrants-due-for-deportation\/?fbclid=IwAR0pOPi9DN8zcX6C6rs_Fg42c0RmSaQFSWohhRGgnyogMHJc11e3otCLmQQ\">una lista<\/a>\u00a0per la deportazione dei migranti economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sono cessati neppure i respingimenti violenti di migranti dalla Croazia alla Bosnia. Solo pochi fortunati riescono a varcare i confini nonostante la pandemia e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/fvg\/articoli\/2020\/05\/fvg-migranti-roberti-commissione-consiglio-relazione-sicurezza-7745b934-d4b4-4df6-bff8-3aa9cbceaa6d.html\">arrivare in Italia<\/a>, tra Trieste e Gorizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante la scarsa possibilit\u00e0 di muoversi dei migranti, non passa giorno senza che le associazioni di volontari che se ne occupano non ricevano notizie di ragazzi pestati, derubati e rispediti indietro dalla polizia croata, gran parte dei quali finiscono a Lipa. Il 6 maggio un gruppo di rifugiati, prima di essere respinto vicino a Poljana, non lontano da Velika Kladu\u0161a, \u00e8 stato marchiato con delle croci sulla testa. Sui loro vestiti sono state disegnate con un uno spray arancione, come si fa con il bestiame. Un caso analogo \u00e8 stato segnalato il 2 maggio a Glinica, a 3 chilometri da Poljana. Il Ministero dell\u2019Interno croato, nonostante le foto che testimoniano la nuova pratica, ha risposto a queste accuse definendole prive di fondamento e attaccando le Ong che avevano dato notizia dell\u2019accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La pandemia ovviamente favorisce le tensioni anche all\u2019interno dei campi. Nei giorni scorsi un migrante curdo che viveva con la famiglia nel campo di U\u0161ivak, vicino a Sarajevo, \u00e8 morto in ospedale a seguito di traumi, ma sulla vicenda le versioni sono discordanti. Quella sostenuta da Iom vuole che l\u2019uomo curdo sia stato ferito, o sia caduto, durante una rissa, mentre i suoi compagni\u00a0<a href=\"http:\/\/ba.n1info.com\/English\/NEWS\/a430812\/Migrant-dies-at-Sarajevo-hospital-family-blames-camp-security-for-his-death.html?fbclid=IwAR3795kEAvBiIwkEhn6IXFglSnBtp6LPGfIs47_uRGuZNlyDZeWiKAYVCs0\">sostengono<\/a>\u00a0che sia stato picchiato da una guardia di sicurezza privata del campo. Iom ha fatto sapere che sosterr\u00e0 un\u2019inchiesta trasparente per far luce sull\u2019accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione non \u00e8 migliore in Serbia dove le poche associazioni che vi operavano, come la spagnola No Name Kitchen \u2013 gi\u00e0 pi\u00f9 volte osteggiata dalla polizia e da paramilitari nazionalisti \u2013 sono rimaste senza personale. \u201cTutti i volontari di No Name Kitchen sono stati costretti ad andarsene da Sid,\u201d racconta Adalberto Parenti, volontario di NNK espulso con due compagne dal paese a febbraio,\u00a0<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/rotta-balcanica-attivisti-sotto-attacco\/\">dopo un attacco<\/a>\u00a0da parte di un gruppo ultranazionalista di Cetnici. \u201cL\u2019escalation coi Cetnici era iniziata prima del coronavirus. Queste forze speciali anti migranti erano state spedite per bruciare tende e obbligare tutti a rimanere nei campi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando anche la Serbia ha chiuso i confini, il 16 marzo, i volontari stranieri sono rientrati nei loro paesi. Tra loro anche Selene Lovecchio, che racconta: \u201cNoi siamo potuti tornare a casa, le persone sul confine no.\u201d A complicare le cose si \u00e8 aggiunto anche il fatto che in Serbia non si \u00e8 mai radicata una rete di locali che desse sostegno ai rifugiati. Per questo motivo in Serbia NNK ha sospeso tutte le proprie attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta serba alla pandemia \u00e8 stata di tipo securitaria e militare: tutti i migranti fuori dai campi sono stati portati all\u2019interno di questi, con il paradossale esito di sovraffollarli. I migranti sono rimasti chiusi in queste strutture per quasi due mesi, con l\u2019esercito ai cancelli e l\u2019impossibilit\u00e0 di uscire. \u201cVere e proprie prigioni incredibilmente sovraffollate. Pochi servizi igienici e assistenza medica,\u201d continua Adalberto. Nei centri in Serbia sono ospitati circa 8700 migranti e tra loro non si registrano finora contagi da coronavirus. Il commissario locale per i profughi Vladimir Cucic ha rivendicato le misure prese. \u201cI nostri centri sono chiusi ermeticamente da oltre un mese, e nessuno pu\u00f2 entrare o uscire. E il fatto che nessuno si \u00e8 contagiato \u00e8 la dimostrazione che l\u2019isolamento \u00e8 la cosa migliore,\u201d ha detto Cucic.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cibo nei campi \u00e8 per\u00f2 spesso insufficiente e quando i ragazzi cercavano di uscire per recuperare cibo nelle cittadine vicine venivano braccati e riportati indietro, spesso con violenze, e a volte derubati dei soldi. Intorno ai campi ora ci sono decine di militari che li circondano e non permettono a nessuno di uscire. Fonti delle Ong riportano che, anche a Belgrado, la polizia cerca i migranti fermando stranieri sulla base dei loro tratti e del colore della pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il distanziamento sociale all\u2019interno dei campi \u00e8 comunque impossibile da mantenere, a causa dell\u2019affollamento. Secondo Selene \u201cquesta condizione \u00e8 una costante di tutti i campi, in Serbia. Nel campo di Principovac, vicino a Sid, che dovrebbe contenere 150 persone, sono in 700. Non distante, ad Adasevci, ce ne sono 2 mila e la capacit\u00e0 \u00e8 di 450. In tutto il paese ci sono tra le 8 mila e le 9 mila persone, quando i posti sono al massimo 5 mila,\u201d afferma. \u201cAl campo di Obrenovac \u2013 continua Selene \u2013 ci sono state delle risse. La drammaticit\u00e0 della situazione sta portando i migranti stessi a combattere tra di loro. Il livello di stress \u00e8 altissimo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 10 aprile, secondo i racconti di Selene, dopo alcune risse nel campo di Krnja\u010da, vicino a Belgrado, sono intervenute truppe delle forze speciali che hanno lanciato gas lacrimogeni dentro le tende e picchiato tre ragazzi. Foto e video degli ospiti del campo lo testimoniano. \u201cQuesta operazione aveva il fine di riempire due pullman di persone e non si sa dove le abbiano portate. Forse in un altro campo per alleggerire la pressione,\u201d sostiene Selene.<\/p>\n<div class=\"btContentWrap btClear\">\n<div class=\"btContentHolder\">\n<div class=\"btContent\">\n<article class=\"btPostSingleItemStandard gutter noPhoto btContententCenter post-41233 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lotta tag-bosnia tag-migrazioni tag-no-name-kitchen tag-nuovo-coronavirus tag-rotta-balcanica tag-unione-europea\">\n<div class=\"port\">\n<div class=\"btPostContentHolder\">\n<div class=\"btArticleContent \">\n<div class=\"btArticleContentInner\">\n<div class=\"btArticleContentInnerInner\">\n<div class=\"bt_bb_wrapper\">\n<p style=\"text-align: justify\">La vicenda \u00e8 confermata anche da Bilal, un ragazzo che si trova nel campo. \u201cNon hanno nessuna ragione per picchiarci ma lo fanno perch\u00e9 durante la quarantena non ci sono Ong e media nel campo a testimoniare quello che succede.\u201d Il motivo? \u201cPenso c\u2019entri il vecchio odio serbo verso i musulmani.\u201d Bilal descrive il campo di Krnja\u010da come una grande prigione dalla quale \u00e8 impossibile uscire e i cui carcerieri non mostrano rispetto per i detenuti: \u201cCi guardano come schiavi.\u201d Dopo l\u2019intervento delle forze speciali le forze dell\u2019ordine sono ancora pi\u00f9 temute. \u201cNon abbiamo fiducia nella polizia. Sono solo bestie per le nostre anime.\u201d Nei giorni successivi sono stati esplosi colpi d\u2019arma da fuoco in aria per intimidire le persone all\u2019interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultimo incidente \u00e8 accaduto il 6 maggio, quando un militante ventenne di estrema destra, Filip Radovanivi\u0107, ha superato con la macchina il filo spinato del campo profughi di Obrenovac e ha urlato insulti razzisti verso i migranti, prima di essere fermato dai militari di guardia. Radovanivi\u0107 ha postato il video della sua azione su Facebook. Questo gesto \u00e8 la punta dell\u2019iceberg della crescente insofferenza verso gli stranieri di una parte della societ\u00e0, oltre che della politica, in Serbia.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/STOPNaseljavanjumigranata\/\">STOP Naseljavanju migranata<\/a>\u00a0(Stop all\u2019insediamento di migranti), un gruppo Facebook anti migranti aperto il 25 marzo nel pieno della quarantena, ha gi\u00e0 raggiunto 330 mila membri in poche settimane. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/watch\/?v=175331553721319\">video<\/a>\u00a0di Radovanovi\u0107 ha finora ottenuto oltre 287 mila visualizzazioni, centinaia di commenti ed \u00e8 stato condiviso pi\u00f9 di 2.500 volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente serbo Aleksandar Vuci\u0107 lo scorso 6 maggio ha deciso la fine dello stato di emergenza allentando le misure di contenimento per la popolazione serba, dopo 53 giorni. Per i migranti la quarantena non \u00e8 finita ma \u00e8 stata solo alleggerita, e a chi soggiorna nei campi poteva uscire per un tempo limitato e in casi di necessit\u00e0. Il 16 maggio Vuci\u0107 ha per\u00f2\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rferl.org\/a\/serbia-deploys-army-migrant-camps\/30615755.html\">richiamato l\u2019esercito<\/a>, che aveva nel frattempo lasciato il posto alle forze di polizia a presidio dei centri per migranti, per controllare tre campi a \u0160id. Il presidente serbo ha spiegato questa decisione \u00e8 stata presa per difendere la popolazione locale dalle molestie e i furti che i migranti avrebbero commesso una volta potuti uscire. \u201cLa gente non si sente sicura,\u201d ha detto Vuci\u0107. Le prossime elezioni nel paese sono state da poco fissate per il 21 giugno e la gestione dei migranti nel paese sar\u00e0 uno dei principali terreni di scontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2020\/05\/18\/nessun-diritto-rotta-balcanica-pandemia\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2020\/05\/18\/nessun-diritto-rotta-balcanica-pandemia\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<section class=\"bt_bb_section btRelatedPosts \">\n<div class=\"bt_bb_port\">\n<div class=\"bt_bb_cell\"><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"btSiteFooter\">\n<div class=\"bt_bb_wrapper\">\n<section id=\"bt_bb_section5ec3ac8a1e6db\" class=\"bt_bb_section bt_bb_layout_boxed_800 bt_bb_vertical_align_top bt_bb_style_default\">\n<div class=\"bt_bb_port\">\n<div class=\"bt_bb_cell\">\n<div class=\"bt_bb_cell_inner\">\n<div class=\"bt_bb_row_wrapper\">\n<div class=\"bt_bb_row\" data-structure=\"12\">\n<div class=\"bt_bb_column col-md-12 col-ms-12 bt_bb_align_left bt_bb_vertical_align_top bt_bb_padding_double\" data-width=\"12\">\n<div class=\"bt_bb_column_content\">\n<div class=\"bt_bb_column_content_inner\">\n<div class=\"bt_bb_separator bt_bb_top_spacing_normal bt_bb_border_style_none\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"bt_bb_text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Tommaso Meo) Anche durante la pandemia, i respingimenti violenti non si fermano. 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