{"id":58767,"date":"2020-05-21T10:30:05","date_gmt":"2020-05-21T08:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58767"},"modified":"2020-05-19T14:18:31","modified_gmt":"2020-05-19T12:18:31","slug":"nota-su-populismo-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58767","title":{"rendered":"Nota su &#8220;Populismo e dintorni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>Andrea Zhok<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1) Un capovolgimento dello status quo per via politica esige un livello diffuso di consapevolezza, non solo del proprio disagio, ma delle ragioni del disagio e delle opzioni per risolverlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) Per essere operativo questo livello di consapevolezza deve essere diffuso in fasce estese della popolazione, in ultima istanza maggioritarie. Questo per una ragione di fondo: lo status quo premia gi\u00e0 una minoranza che detiene il potere economico, e l\u2019unico modo per superare le resistenze di questa minoranza \u00e8 opporvi la consapevolezza di una maggioranza. L\u2019\u00e9lite economica non ceder\u00e0 spontaneamente nulla, mai. Pu\u00f2 esservi indotta solo da una volont\u00e0 comune della maggioranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) La consapevolezza diffusa nella maggioranza \u00e8 dunque l\u2019estensione di un bene peculiare (che possiamo nominare, con approssimazione, come \u2018conoscenza\u2019). La differenza tra la \u2018conoscenza\u2019 e i beni economici \u00e8 che la conoscenza pu\u00f2 essere condivisa senza perdere di valore al numero delle persone che vi partecipano, al contrario la condivisione dei beni economici ne riduce l\u2019ammontare nelle mani di alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4) La diffusione della \u2018conoscenza\u2019 (la cui natura varia da epoca in epoca) \u00e8 l\u2019unica cosa che pu\u00f2: a) opporsi alla concentrazione di potere delle \u00e9lite economiche; b) diffondersi in forme non coincidenti con la concentrazione economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5) La \u2018conoscenza\u2019 naturalmente non \u00e8 qualcosa di garantita n\u00e9 da titoli di studio, n\u00e9 dal numero dei libri letti. Ma questo non significa neanche per un momento che essa sia un bene \u2018democratico\u2019 nel senso di essere facilmente accessibile a tutti. Non lo \u00e8. Richiede sempre tempo e fatica, e senza guide (come un\u2019efficiente formazione pubblica) \u00e8 raggiungibile solo sporadicamente. (NB: Tale \u2018conoscenza\u2019 non deve avere necessariamente carattere \u2018scientifico\u2019: sono esempi storici di tale \u2018conoscenza\u2019 anche la comunanza di una \u2018gnosi\u2019, o di una \u2018coscienza religiosa\u2019. L\u2019essenziale \u00e8 la comunanza di un codice comunicativo ed etico. Tuttavia nel mondo occidentale, per come ha costituito i suoi paradigmi comunicativi e operativi, ci\u00f2 non pu\u00f2 fare a meno di passare attraverso una certa competenza \u2018scientifica\u2019.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">6) Lo spazio delle battaglie emancipative dalla Rivoluzione francese in poi sono definite da questa linea di confronto: consapevolezza pubblica (maturata intorno ad una \u2018conoscenza\u2019) versus privilegio economico. Il secondo \u00e8 strutturalmente elitario, la prima non \u00e8 necessariamente elitaria, anche se quasi sempre lo \u00e8. Lo spazio per movimenti popolari democratici capaci di rovesciare lo status quo e migliorare le forme di vita sta tutto in quel pertugio definito dalla natura NON NECESSARIAMENTE elitaria della consapevolezza (e della \u2018conoscenza\u2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">7) Se con \u2018populismo\u2019 intendiamo un movimento che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">a) ritiene che un rovesciamento migliorativo dello status quo possa essere prodotto con successo dal popolo, e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">b) ritiene che il \u2018popolo\u2019 (o la \u2018massa\u2019, o varianti) detenga NATURALMENTE consapevolezza pubblica di problemi e soluzioni, allora il populismo \u00e8 un vicolo cieco in politica. Tale consapevolezza pu\u00f2 esserci abbastanza facilmente per la rilevazione dei problemi, ma quasi mai per l\u2019analisi delle cause e la proposta di soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Conclusioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I) Il tema della formazione pubblica \u00e8 il tema politico rivoluzionario per eccellenza: l\u2019unico tema realmente rivoluzionario. Solo una diffusa consapevolezza pubblica consente infatti di concepire e implementare un processo di rivolgimento democratico costruttivo (una \u2018rivoluzione\u2019, non una mera \u2018rivolta\u2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">II) In assenza di tale consapevolezza ogni rivolgimento democratico pu\u00f2 essere solo distruttivo: per abbattere un muro non hai bisogno di sapere come era costruito, ma per edificarne uno migliore invece quella conoscenza \u00e8 indispensabile. Rivolgimenti democratici distruttivi sono regolarmente preda di demagoghi di passaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">III) Perci\u00f2 il destino dei processi distruttivi provvisoriamente guidati da un demagogo \u00e8 sempre, senza eccezioni, un ritorno nelle braccia dei vecchi detentori di potere ed in ultima istanza un rafforzamento dello status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">IV) La formazione pubblica \u00e8 un processo che non ha i tempi dell\u2019agire politico. E\u2019 un processo normalmente generazionale, che pu\u00f2 essere occasionalmente accelerato, ma non di molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">V) N\u00e9 in Italia, n\u00e9 il alcun paese occidentale odierno esiste una formazione pubblica pregressa e diffusa che permetta di avviare un processo rivoluzionario: mancano tutte le premesse \u2018conoscitive\u2019 di cui sopra, manca un linguaggio comune, una cornice etica condivisa, un riconoscimento di minimi paradigmi \u2018scientifici\u2019, ecc.). Le condizioni storiche correnti promuoveranno perci\u00f2 senza dubbio moti di rivolta. Le possibilit\u00e0 che tali moti di rivolta abbiano esiti migliorativi per la condizione dei pi\u00f9 sono le stesse che un televisore guasto riprenda a funzionare con qualche martellata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">P.S.: Riconoscere queste condizioni non pu\u00f2 naturalmente che produrre frustrazione e dunque ripulsa, disgusto, rabbia in chiunque ambisca ad un cambiamento radicale dello status quo. Purtroppo non sono n\u00e9 la frustrazione, n\u00e9 il disgusto, n\u00e9 la rabbia che ci fanno difetto. E quello che ci manca non si pu\u00f2 recuperare in un pomeriggio, o comprare in un supermercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2020\/05\/18\/nota-su-populismo-e-dintorni-di-andrea-zhok\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2020\/05\/18\/nota-su-populismo-e-dintorni-di-andrea-zhok\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Andrea Zhok 1) Un capovolgimento dello status quo per via politica esige un livello diffuso di consapevolezza, non solo del proprio disagio, ma delle ragioni del disagio e delle opzioni per risolverlo. 2) Per essere operativo questo livello di consapevolezza deve essere diffuso in fasce estese della popolazione, in ultima istanza maggioritarie. 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