{"id":58792,"date":"2020-05-20T17:01:32","date_gmt":"2020-05-20T15:01:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58792"},"modified":"2020-05-20T17:04:59","modified_gmt":"2020-05-20T15:04:59","slug":"il-prof-silvestri-su-covid-19-e-ritorno-alla-normalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58792","title":{"rendered":"Il Prof. Silvestri su Covid-19 e ritorno alla normalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo un lungo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/guido.silvestri.9\/posts\/10221540875607307\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">post del <strong>Prof. Guido Silvestri<\/strong><\/a>, ricco di considerazioni interessanti, che per molti aspetti confermano la bont\u00e0 delle analisi che svolgemmo nel nostro documento &#8220;<a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=57222\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Emergenza coronavirus e crisi economica: come uscirne<\/a>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guido Silvestri \u00e8 professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (Georgia \u2013 USA). Dal 2001 dirige un laboratorio di ricerca specializzato nello studio dell\u2019infezione da HIV, di cui \u00e8 considerato uno dei massimi esperti al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito il post.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lungo post sul &#8220;ritorno alla normalit\u00e0&#8221;, a cui aderiscono diversi amici e colleghi (vedi firme in fondo), \u00e8 il messaggio di COMMIATO per le nostre PILLOLE DI OTTIMISMO. Una rubrica che ha avuto molto successo, e che \u00e8 giusto finisca insieme a questa prima fase di COVID-19. Tuttavia, viste le moltissime richieste di \u201ccontinuare\u201d, sto pensando a come non perdere il contatto che si \u00e8 sviluppato con tante persone che hanno dato fiducia all\u2019OTTIMISMO che viene dalla CONOSCENZA. Per questo aspetto le vostre idee e suggerimenti alla mia email di lavoro (gsilves@emory.edu).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo pezzo finale, di cui ho soppesato a lungo le parole, una per una, penso si riveler\u00e0 un &#8220;sasso nello stagno&#8221;, per il quale temo che non mi verranno risparmiati gli attacchi, presumo anche personali. Sono riflessioni mature che si basano non solo sulla mia analisi &#8220;competente&#8221; della pandemia (perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 accusarmi di non capire niente di virus\u00a0<span title=\"Emoticon smile\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" role=\"presentation\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t4c\/1\/16\/1f642.png\" alt=\"\" width=\"16\" height=\"16\" \/><span aria-hidden=\"true\">:)<\/span><\/span>\u00a0), ma anche sulla mia esperienza personale &#8212; di medico, di scienziato, e di padre. E sono giunto alla conclusione, ponderata, che ho l&#8217;obbligo morale di condividere queste riflessioni con chi mi segue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra doverosa premessa \u00e8 che questo post rappresenta delle mie opinioni e non dei fatti \u2013 opinioni, quindi, sulle quali si pu\u00f2 e si deve discutere. Per\u00f2 ci tengo a sottolineare che non sono opinioni \u201cqualunque\u201d, ma vengono da un osservatorio privilegiato: come virologo (che \u00e8 la disciplina per cui sono noto), ma anche come medico che ha guidato un dipartimento di un grande policlinico universitario durante la tempesta di COVID-19, e come uno studioso attento dei dati epidemiologici e che ha avuto accesso diretto a molti \u201cbig\u201d mondiali del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. L\u2019ALLEGORIA DELLA BARCA TRA DUE SCOGLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia oggi \u00e8 come una barca che naviga tra due scogli \u2013 da un lato il virus e la malattia da esso causata, dall\u2019altra le conseguenze del lockdown, che non solo si fanno sentire a livello economico, ma hanno gravi implicazioni a livello sociale, psicologico ed anche sanitario. La \u201criapertura\u201d (o meglio, l\u2019allentamento progressivo del lockdown) rappresenta una sterzata necessaria per evitare lo scoglio della crisi economica \u2013 ma non si pu\u00f2 ignorare che questa sterzata fatalmente ci avvicini allo scoglio del virus. Come ho detto molte volte, ritengo che in questa fase dobbiamo usare quattro principi chiave: MONITORAGGIO (ci dice la distanza dallo scoglio \u201cvirale\u201d), FLESSIBILITA\u2019 (per cambiare rapidamente direzione, se necessario), COORDINAZIONE (per manovrare in sinergia tra regioni e tra nazioni), e PREPARAZIONE (a livello sanitario e sociale). Notate che non nomino cose del tipo \u201cuso universale delle mascherine\u201d, \u201cdistanziamento sociale\u201d, e tantomeno invoco la distruzione permanente del nostro stile di vita (il cosidetto \u201cnuovo normale\u201d, definizione che sinceramente mi fa orrore). Infatti in questo articolo sosterr\u00f2 la tesi secondo cui, in questa fase della pandemia, \u00e8 assolutamente necessario dare una brusca sterzata lontano dallo scoglio dei disastri economici, sociali, psicologici e sanitari causati dal lockdown, anche a costo di avvicinarsi allo \u201cscoglio virus\u201d. Ma state con me, leggete questo post fino in fondo, e adesso partiamo dal principio, cio\u00e8 dall\u2019arrivo di COVID-19 e dalla scelta del \u201clockdown\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. ANALISI DI UNA CHIUSURA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arrivo di COVID-19 \u00e8 stato uno shock a livello non solo sanitario ma anche sociale e culturale. Ci sono poche cose nel mondo che terrorizzano pi\u00f9 di un virus nuovo che si trasmette facilmente da una persona all\u2019altra, che causa una malattia sconosciuta, spesso mortale, per la quale non c\u2019\u00e8 n\u00e9 una cura n\u00e9 un vaccino. L\u2019arrivo del ciclone di COVID-19 ha creato paura e sgomento non solo tra la popolazione ma anche tra gli esperti (medici, infermieri, epidemiologi, biologi, etc). La crescita esponenziale del numero dei nuovi contagi, dei ricoveri ospedalieri ed in terapia intensiva, e poi del numero dei morti, che avveniva in un contesto di sostanziale impotenza e impreparazione dei sanitari, ha creato un devastante fattore di amplificazione del danno: il sovraccarico ospedaliero. Ricordo che proprio il sovraccarico ospedaliero \u2013 sperimentato in forme simili a Wuhan a gennaio, in Nord Italia a marzo, e poi a New York tra fine marzo e inizio aprile \u2013 \u00e8 stato aggravato dalla frequente infezione degli operatori sanitari, ed ha causato livelli ancora non ben chiari di mortalit\u00e0 secondaria, cio\u00e8 non dovuta direttamente da COVID-19 (esempio classico: il paziente con infarto che non riceve adeguato trattamento nell\u2019ospedale intasato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel contesto cos\u00ec drammatico ed in situazioni come quella italiana, il \u201clockdown\u201d era l\u2019unica cosa che si potesse e si dovesse fare. Ma due mesi dopo, con una messe di nuovi dati a disposizione \u2013 a livello virologico, immunologico, medico ed epidemiologico \u2013 abbiamo il dovere di chiederci se la situazione attuale richieda ancora un tipo di intervento cos\u00ec potenzialmente distruttivo della nostra societ\u00e0. Soprattutto, dobbiamo chiederci se le nostre scelte attuali in termini di \u201clockdown\u201d siano condizionate pi\u00f9 del necessario dalla traumatica esperienza del marzo scorso. Perch\u00e9 adesso (fine maggio 2020) sappiamo molto, anzi moltissimo di pi\u00f9. Per esempio: sappiamo molto meglio come gestire questi malati; conosciamo tanti aspetti della trasmissione e della storia naturale dell\u2019infezione; abbiamo terapie antivirali ed anti-infiammatorie di una certa efficacia, per non parlare del plasma convalescente e del plasma exchange; stiamo sviluppando vaccini molto promettenti; e molti ipotizzano anche che l\u2019infezione si stia attenuando dal punto di vista della patogenicit\u00e0. Pi\u00f9 di ogni altra cosa, si deve sottolineare come, nel caso di una eventuale seconda ondata di COVID-19, non ci troveremmo pi\u00f9 in una situazione di simile ignoranza ed impotenza di fronte al virus ed alla malattia, ed infatti saremmo molto pi\u00f9 preparati a gestire la situazione, in un modo tale che un ritorno del virus sarebbe associato con tutta probabilit\u00e0 a livelli minori di morbidit\u00e0 e mortalit\u00e0. Questo senza nemmeno contare il fatto che la prima \u201condata\u201d di COVID-19 ha contribuito a creare un certo livello di immunit\u00e0 tra la popolazione. Di fronte a questo cambiamento di scenario ci si deve chiedere: fino a che punto gli interventi draconiani delle scorse settimane sarebbero necessari di fronte ad un nuovo incremento dei casi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 anche doveroso chiedersi: quanto ha veramente \u201cfunzionato\u201d la chiusura? La risposta a questa domanda, che ci piaccia o no, \u00e8 che non lo sappiamo. Noi non sappiamo cosa sarebbe successo se avessimo fatto un \u201clockdown\u201d meno serrato \u2013 come in Svezia, oppure in Florida, oppure ancora nella mia Georgia, dove vivo e lavoro, e dove abbiamo avuto, con un \u201clockdown\u201d all\u2019acqua di rose, meno di un decimo della mortalit\u00e0 pro-capite lombarda. Come non sapremo cosa sarebbe successo se avessimo allentato il lockdown prima del 4 maggio, o se lo avessimo allentato del tutto. Infatti, si tratta del classico esperimento senza controllo, e quindi si possono solo fare modelli e previsioni, che alla fine lasciano il tempo che trovano. Quello che per\u00f2 mi stupisce osservare, in questo frangente, \u00e8 come a fronte di tanti modelli sui danni del virus (ed in particolare i tanto celebrati modelli del \u201cworst case scenario\u201d di cui certi epidemiologi sono ligi e zelanti sostenitori) si vedono circolare ben pochi modelli sui danni potenziali del lockdown. Soprattutto, sembra che i \u201cworst case scenario\u201d spariscano dal discorso quanto si parla sugli effetti negativi che il prolungato lockdown (e con esso il prolungato snaturamento della nostra vita sociale ed affettiva) avranno sulla nostra salute psicologica, e su quella dei nostri figli e nipoti. Qual \u00e8 il \u201cworst case scenario\u201d in termini di suicidi di persone che hanno perso il lavoro e con questo ogni speranza di mantenere la famiglia? E di violenze domestiche causate dal prolungato isolamento? E di depressione o altre malattie psichiatriche causate dai fallimenti e dalle bancarotte? E di disturbi cognitivi e della sfera affettiva e relazionale nei bambini e ragazzi a cui viene sottratta la scuola per mesi e mesi? In realt\u00e0 questi studi esistono, ed i risultati sono molto preoccupanti\u2026 ma sono quasi sempre ignorati dai media e dai decisori politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso questo \u00e8 un esempio di distorsione cognitiva legata alla presenza di una \u201cnarrazione dominante\u201d su COVID-19 centrata sui danni del virus (e non su quelli del lockdown). Ma facciamo un passo alla volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. LO SCOGLIO DEL VIRUS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo scritto sopra, l\u2019arrivo di COVID-19 ha causato un grande shock dal punto di vista sanitario, e non c\u2019 \u00e8 dubbio che l\u2019infezione abbia gi\u00e0 causato a livello globale oltre 318,000 morti nei primi 4.5 mesi del 2020. Se questa cifra \u00e8 indubbiamente alta, \u00e8 comunque importante metterla nella prospettiva del fatto che, nello stesso periodo, AIDS, tubercolosi e malaria hanno creato molti pi\u00f9 morti (e moltissimi pi\u00f9 anni di vita persi). E\u2019 anche importante notare come la distribuzione dei morti da COVID-19 sia stata estremamente irregolare con poche zone ad alta mortalit\u00e0 (Wuhan; Lombardia, nord Emilia-Romagna e Piemonte orientale; metro New York, Detroit e Boston ; Madrid e Barcelone; Ile de France; Guayaquil) e moltissime zone a bassa mortalit\u00e0, anche negli stessi paesi (Italia meridionale; Florida e sud degli USA; Andalusia; sud-ovest Francia; Quito). I motivi alla base di queste differenze non sono affatto chiari, e collegarli unicamente all\u2019effetto della chiusura \u00e8 assolutamente arbitrario. Per quale motivo, per esempio, a oltre due mesi dalla \u201cchiusura\u201d ci sono ancora molti pi\u00f9 nuovi casi in Lombardia che nell\u2019intera Italia Meridionale? Perch\u00e9 la Sveiza, spesso additata come pietra dello scandalo, ha tuttora una mortalit\u00e0 per 100.000 abitanti inferiore a quella del tanto elogiato Veneto (36.15 vs 37.14)? Perch\u00e9 uno stato come la Florida, che praticamente non ha mai \u201cchiuso\u201d, sta andando verso la fine della pandemia con una mortalit\u00e0 per 100.000 abitanti che \u00e8 poco pi\u00f9 di un decimo di New York, dove si \u00e8 praticato un lockdown rigidissimo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di queste inconsistenze, \u00e8 importante ricordare come l\u2019evidenza attualmente disponibile indichi che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(i)<\/strong> tra l\u201980% e il 90% dei contagi accertati avviene tra degenti molto anziani nelle case di riposo e negli ospedali, medici e infermieri e i loro familiari \u2013 analogamente, la mortalit\u00e0 da COVID-19 ha coinvolto in gran parte persone molto anziane con et\u00e0 media 79 anni (mediana 80), gi\u00e0 ricoverate in strutture sanitarie od ospedaliere e che per l\u201980% avevano tre o pi\u00f9 patologie gravi preesistenti [1-2];<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(ii)<\/strong> le infezioni in forma severa sembrano collegate a valori elevati di inoculo virale in ambienti chiusi, dove sono presenti persone malate e dove il contatto con i sani non \u00e8 episodico, ma ripetuto pi\u00f9 volte per una durata di almeno 14 minuti [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come segnalato al punto #2 qui sopra, la mortalit\u00e0 da COVID-19 in questa prima ondata ha risentito in modo drammatico della nostra \u201cignoranza\u201d della malattia e del fenomeno del sovraccarico ospedaliero. A questo punto le vere domande da farsi sono: qual \u00e8 stata finora la letalit\u00e0 effettiva di COVID-19 e quale sarebbe se dovessimo vivere una seconda ondata stagionale nell\u2019inverno 2020-2021? In realt\u00e0 la risposta all prima domanda non la sappiamo, perch\u00e9 tuttora non conosciamo il numero esatto di persone infettate da SARS-CoV-2. Molte stime della letalit\u00e0 sono tra 1% e 3%, ma rimangono stime. Quello che invece \u00e8 lecito presumere \u00e8 che la letalit\u00e0 di una eventuale \u201cseconda ondata\u201d di COVID-19 sar\u00e0 sostanzialmente pi\u00f9 bassa in seguito a: (i) maggiore capacit\u00e0 di tracciare ed isolare i contatti; (ii) aumentate possibilit\u00e0 di trattare i malati in modo pi\u00f9 precoce ed efficace; (iii) migliore preparazione a livello ospedaliero (e conseguente assenza di \u201csovraccarico\u201d); (iv) presenza di un certo livello di immunit\u00e0 nella popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quanto sar\u00e0 pi\u00f9 bassa? Difficile dire, ma se verr\u00e0 confermato che il solo uso del Remdesivir reduce la mortalit\u00e0 di circa il 30% [4], non \u00e8 difficile immaginare un taglio secco della mortalit\u00e0 del 60-70% anche senza tener conto dell\u2019introduzione di nuove terapie, tra cui quella molto promettente del \u201cplasma convalescente\u201d. Continuando in questo calcolo da \u201cback of the envelope\u201d (che in realt\u00e0 non \u00e8 molto diverso da quelli che fanno gli epidemiologi), si potrebbe supporre che se anche riaprissimo tutto come nel febbraio 2020 e decidessimo di richiudere solo nel bel mezzo del ritorno della pandemia (di nuovo, come \u00e8 stato fatto nel marzo scorso), il numero dei morti di questa \u201cseconda ondata\u201d sarebbe intorno a 10.000-15.000. Un numero alto, certamente, ma non altissimo, calcolando che in Italia muoiono circa 700.000 persone all\u2019anno \u2013 e questo per me \u00e8 un \u201cworst case scenario\u201d, perch\u00e9 ho molta fiducia nella nostra possibilit\u00e0 di sviluppare nuove e pi\u00f9 efficaci terapie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. LO SCOGLIO DELLA CHIUSURA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come detto sopra, mentre dei rischi di SARS-CoV-2 e COVID-19 si parla in modo incessante e con una straordinaria attenzione agli scenari peggiori, si parla piuttosto poco dei danni della chiusura. A me qui preme sottolineare non soltanto i danni economici, che pure sono ingentissimi, ma quelli a livello strettamente socio-sanitario. Perch\u00e9 solo un atteggiamento miope ed irresponsabile pu\u00f2 ignorare il fatto che un paese che si impoverisce, possibilmente fino ad arrivare sull\u2019orlo della bancarotta, avrebbe enormi difficolt\u00e0 a provvedere un servizio sanitario di qualit\u00e0. Ed infatti gi\u00e0 adesso tra i danni \u201ccollaterali\u201d di COVID-19 c\u2019\u00e8 la peggior gestione sanitaria di molte altre malattie [5]. Ancora pi\u00f9 sottili, ma possibilmente pi\u00f9 devastanti, sono i danni legati alle difficolt\u00e0 psicologiche causate dall\u2019isolamento di per s\u00e9, dalla crisi finanziaria, e dal peggioramento del servizio sanitario. Tra queste mi preoccupano particolarmente quelle causate a bambini e adolescenti, la cui vita sociale \u00e8 stata completamente sconvolta esponendo la fragilit\u00e0 emotiva e cognitiva tipica dell\u2019et\u00e0 dello sviluppo [6]. Per non parlare dei limiti dell\u2019educazione scolastica a distanza per i bambini delle famiglie senza computer o senza internet, che non pu\u00f2 non introdurre un ulteriore, devastante elemento di discriminazione verso i meno abbienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto tutto questo, il danno pi\u00f9 pervasivo e devastante non solo di una prolungata chiusura ma anche di una riapertura perennemente a met\u00e0, in un mondo fatto di mascherine, guanti, muri di plexiglas, distanziamento sociale esasperato, senza pi\u00f9 potersi stringere la mano o abbracciarsi, senza capire se una persona sta sorridendo o \u00e8 imbronciata, senza poter condividere un piatto di pasta o una partita di calcio o una sala da ballo, mentre ai bambini viene negato perfino il piacere di giocare insieme, \u00e8 quello di snaturare in un modo profondamente assurdo e spaventoso la nostra vera essenza di animali sociali. Come ha scritto un lettore di questa pagina tempo fa, facendomi alquanto riflettere, sarebbe questa la vera vittoria di un virus che altrimenti \u00e8 destinato a perdere la guerra contro la scienza. In questo la metafora di John Iohannidis sarebbe assolutamente appropriata: faremmo come un elefante che infastidito da una mosca scappa via e cade in un precipizio [7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. L\u2019ALLEGORIA DEI DUE SCOGLI \u2013 DOVE SIAMO ADESSO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alla nostra allegoria dei due scogli, la domanda che, a mio avviso, bisogna porsi \u00e8 la seguente: a che distanza siamo dai due scogli, quello del virus e quello della catastrofe sociale? Come probabilmente avrete intuito leggendo i punti precedenti, la mia opinione (informata, anzi, informatissima) \u00e8 che siamo ormai abbastanza lontani dalla scoglio del virus, mentre ci siamo pericolosamente avvicinati a quello della catastrofe sociale. Per come la vedo io, sul versante del virus ci siamo incartati in una narrativa di \u201cworst-case scenarios\u201d epidemiologici spesso con seri problemi metodologici se non addirittura basati su calcoli sbagliati [8, 9]. Una narrativa che ci porta alla ricerca disperata del tanto agognato quanto inarrivabile \u201crischio zero\u201d nei confronti del virus mentre ignoriamo rischi molto pi\u00f9 gravi ed immediati nel versante della chiusura. Strumentale a questa narrativa \u00e8 il cosiddetto catastrofismo mediatico (\u201cdacci oggi il NOSTRO PANICO QUOTIDIANO\u201d, ricordate?), quasi sempre basato su notizie esagerate e\/o male interpretate, se non palesemente false. In base a queste notizie il virus \u00e8 assunto ad uno status di male quasi metafisico, diabolico, in cui si paventa ogni possibilit\u00e0 terribile, tipo quello che non esiste immunit\u00e0, che i giovani in realt\u00e0 muoiono a frotte, che il virus si trasmetta anche nell\u2019aria, all\u2019aperto, ovunque, e che non avremo mai un vaccino perch\u00e9 il virus muta sempre, e naturalmente diventa sempre pi\u00f9 cattivo. Allo stesso modo vengono ignorate o combattute ovviet\u00e0 virologiche come la stagionalit\u00e0 dei Coronavirus, la loro suscettibilt\u00e0 alle alte temperature ambientale, la sostanziale stabilit\u00e0 genetica di SARS-CoV-2 e l\u2019evidenza di robusta immunit\u00e0 protettiva (ora dimostrata in modo formale nelle scimmie). Si arriva fino al punto di tacciare di \u201cpseudo-scienza\u201d chi osa sostenere una possibile attenuazione del virus, come appare ormai piuttosto evidente dal punto di vista clinico, solo perch\u00e9 non ci sarebbe abbastanza \u201cevidenza scientifica\u201d. Salvo poi che questo ardente desiderio di evidenza scientifica evapora istantaneamente quando si tratta di dipingere scenari terrificanti per l\u2019Africa, il Sud-Est Asiatico, o l\u2019America Latina \u2013 tutti scenari che tranne poche e limitate eccezioni non si sono mai verificati. Ed infatti al di sotto del 35esimo parallelo Nord, dove vive oltre il 65% della popolazione mondiale, si sono registrati meno del 15% dei morti da COVID-19. Per non parlare dei paragoni fatti sempre in modo tale da assecondare la narrativa catastrofista \u2013 pensiamo d nuovo alla Svezia (10.5 milioni di abitanti, minimo \u201clockdown\u201d, e 3.679 morti di COVID), che si paragona sempre in negativo a Finlandia e Norvegia, dimenticando che la mortalit\u00e0 pro-capite degli svedesi senza lockdown rimane molto pi\u00f9 bassa di quella italiana nonostante i nostri due mesi e passa di chiusura rigidissima [10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Nota a margine. A questo catastrofismo a mio avviso fallace ma almeno scientificamente \u201cpresentabile\u201d fa da pendant \u2013 come classico straw-man \u2013 la narrazione cialtrona-negazionista dei vari nanopataccari e del loro entourage demenzial-complottista per cui il virus non esiste ma \u00e8 stato creato in laboratorio e si cura con l\u2019oscillococcinum. Infatti a sostenere l\u2019importanza di allontanarsi dallo \u201cscoglio chiusura\u201d bisogna non solo essere pronti ad una legittima discussione con quelli per cui siamo sempre e comunque troppo vicini allo \u201cscoglio virus\u201d, ma anche guardarsi alle spalle dal rischio di essere assimilati a certa spazzatura.]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 siamo arrivati a questo punto? Perch\u00e9 ha vinto cos\u00ec clamorosamente la paura dello \u201cscoglio virus\u201d su quella dello \u201cscoglio chiusura\u201d? A mio avviso ci sono tre spiegazioni, o meglio, tre colpevoli. Il primo colpevole \u00e8 la \u201cpoliticizzazione\u201d della questione COVID-19, che \u00e8 stata usata in modo grottescamente strumentale per sostenere un gruppo di potere contro un altro. Credo che su questo punto non ci sia bisogno di elaborare molti pensieri \u2013 basti il fatto che, un po\u2019 ovunque, chi sta al governo \u00e8 costantemente sotto attacco per come sta gestendo la pandemia &#8212; e siccome la cosa su cui \u00e8 pi\u00f9 facile attaccare \u00e8 il numero dei morti per COVID-19 (perch\u00e9 i numeri di cui al punto #4 sono pi\u00f9 lenti e difficili da calcolare), si \u00e8 scatenata, con rare eccezioni, la corsa a chi chiude di pi\u00f9 e per pi\u00f9 tempo. Il secondo colpevole \u00e8 l\u2019atteggiamento dei media che \u2013 pur con lodevoli eccezioni, come il mio amato Alberto Matano di RAI-UNO \u2013 hanno scelto l\u2019atteggiamento \u201ccatastrofista\u201d per il motivo pi\u00f9 vecchio del mondo. Quello per cui si fanno pi\u00f9 lettori ( e pi\u00f9 soldi) raccontando di un uomo che ammazza il figlio piuttosto che di mille padri che i loro figli li educano con amore. O, se preferite, per dirla con le parole di un\u2019amica giornalista, la paura vende molto pi\u00f9 della tranquillit\u00e0. Il terzo colpevole \u2013 e qui arriveranno \u201cslings and arrows\u201d, non dubitate \u2013 \u00e8 un certo \u201cfenotipo\u201d di epidemiologo\/a modellista che \u00e8 stato portato alla ribalta da questa pandemia e che, non so se per deformazione professionale o per desiderio di visibilit\u00e0 o cos\u2019altro, ha deciso di rappresentare il corso futuro di questa epidemia in un modo profondamente pessimistico (i famosi \u201cworst case scenarios\u201d di cui ho gi\u00e0 parlato sopra, e che in passato sono stati quasi sempre smentiti dai fatti, come i famosi 50.000 morti di \u201cmucca pazza\u201d previsti da Neil Ferguson, che invece nella vita reale furono 177 [11]).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 quello che mi sorprende negativamente da questo tipo di approccio epidemiologico \u00e8 il fatto che si ignorino completamente (o quasi) le caratteristiche virologiche di SARS-CoV-2, i progressi nella terapia di COVID-19, la pi\u00f9 efficiente prevenzione dei contagi, l\u2019impatto della migliorata preparazione ospedaliera, e via discorrendo. Per non parlare di commenti sulla impossibilit\u00e0 di avere un vaccino per COVID-19 basati su maldestri paragoni con HIV ed influenza \u2013che equivale a sostenere che un bisonte pu\u00f2 arrampicarsi sugli alberi perch\u00e9 in fondo \u00e8 un mammifero tanto quanto uno scoiattolo. Roba da far rizzare i capelli a chiunque capisca un briciolo di virologia molecolare \u2013 ma se un ragionamento del genere viene dal CIDRP o dal Imperial College tutti gi\u00f9 a genuflettersi. Aggiungo solo un ultimo commento sulla narrazione catastrofista di certi scienziati. Quando si vedr\u00e0, penso piuttosto presto, che il gioco non vale la candela, allora qualche politico italiano si alzer\u00e0 e dir\u00e0: \u201cE\u2019 tutta colpa degli scienziati, noi abbiamo solo seguito i loro consigli\u201d. Beh, io voglio avere la coscienza a posto di averlo detto forte e chiaro, da scienziato e da medico, che su questo approccio pessimista ad oltranza, del \u201cworst case scenario\u201d che non tiene conto di troppe variabili, non sono affatto d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la parte a mio avviso pi\u00f9 illogica ed intellettualmente insostenibile in questa narrativa catastrofista \u00e8 l\u2019inseguimento del cosiddetto \u201crischio zero\u201d, che \u00e8 una chimera alla quale \u2013 in ogni altro aspetto della nostra vita \u2013 rinunciamo senza alcun dubbio ed ancor meno problemi. Un esempio? Il fatto che, come societ\u00e0, accettiamo tranquillamente che ogni anno in Italia muoiano ~3.500 persone di incidenti stradali ed infatti nessuno per questo si sogna di richiedere lo stop immediato di tutte le automobili. Mettiamo semafori, cinture di sicurezza, patenti\u2026 ma accettiamo un certo rischio e andiamo avanti. Un ragionamento simile si potrebbe fare per i morti da incidenti domestici e sul lavoro. Invece nel caso di COVID-19 la narrazione catastrofista ha creato la falsa convinzione che niente sia accettabile all\u2019infuori di questo mitico \u201crischio zero\u201d. Su questo lascio la parola al mio caro amico Luciano Butti, che \u00e8 una delle persone pi\u00f9 intellettualmente lucide che io abbia mai conosciuto, il quale affronta lo spinoso concetto del \u201crischio zero\u201d per le scuole: \u201cOccorre poi la consapevolezza che il rischio zero non esiste. Non esiste per medici, infermieri, autisti dei bus, cassieri, addetti alla raccolta rifiuti, molti liberi professionisti, dipendenti pubblici e privati a contatto con il pubblico, lavoratori di aziende strategiche che non hanno mai chiuso (persone non tutte giovani). Bene, anche la scuola \u00e8 un\u2019azienda strategica e il rischio zero non esiste nemmeno per insegnanti, personale, bambini e genitori. Questo rischio tuttavia per i bambini \u00e8 assolutamente trascurabile, mentre per tutti pu\u00f2 essere molto ridotto investendo sulla scuola in questi mesi. Abbiamo bisogno, anche per sostenere l\u2019economia, di una scuola e di una sanit\u00e0 migliori e che non si fermino. Non di una societ\u00e0 iperassistita, paurosa e sempre servilmente in attesa di favori da parte del potere.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. COSA POSSIAMO FARE PER EVITARE LO \u201cSCOGLIO VIRUS\u201d SENZA DISTRUGGERE IL NOSTRO MODO DI VIVERE?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8, alla fine di questo lungo e spero non troppo noioso monologo, la domanda da cento milioni di euro. Allora, tornando ancora alla nostra allegoria della barca, provo a suggerire una modesta proposta, sotto forma di ricetta in tre punti molto semplici, da attuarsi mentre scegliamo di tornare a navigare pi\u00f9 vicino allo \u201cscoglio virus\u201d \u2013 in altre parole, mentre torniamo a fare la nostra vita normale (e quando dico normale, intendo normale per davvero, proprio come nel maggio 2019):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A. NAVIGHIAMO USANDO UN RADAR MOLTO MIGLIORE<br \/>\n<\/strong>Qui si torna, molto semplicemente, al concetto di MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA EPIDEMIOLOGICA, di cui ho parlato molte volte in passato, e che \u00e8 quello che fanno gli epidemiologi veri, a partire dal grande Pier Luigi Lopalco. Si tratta in altre parole di usare in modo copioso i tests virologici e sierologici per determinare sia il ritorno potenziale del virus che lo stato di immunit\u00e0 nella popolazione. Il tutto attraverso campionamenti capillari e ripetuti nel tempo sulla popolazione, analisi dei dati, e se necessario rapido intervento di identificazione ed isolamento dei contatti (cosa che, come insegna l\u2019ottimo Crisanti, pu\u00f2 fare una differenza enorme nel ridurre il numero dei casi e dei morti), fino al possibile instaurare di zone rosse limitate sia nello spazio che nel tempo. E\u2019 chiaro che si tratta di creare una infrastruttura costosa, ma le sofferenze sia economiche che morali che si potrebbero evitare sono enormemente pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>B. NAVIGARE AVENDO RAFFORZATO LA NAVE<\/strong><br \/>\nIn altre parole, si tratta di fare in modo che ci si faccia molto meno male se si torna a sbattere contro lo \u201cscoglio virus\u201d. Qui si torna, ovviamente, a parlare di PREPARAZIONE, a livello di strutture ospedaliere, di gestione delle RSA, della presenza di personale (medici ed infermieri, in primis) preparato a questo tipo di emergenza infettivologica, con un numero adeguato di dispositivi di protezione individuale, scorte di disinfettanti, ventilatori, letti di terapia intensive, e via discorrendo. Si tratta di creare una struttura strategica di riserva che consenta \u2013 se necessario ed in tempi rapidissimi \u2013 di attivare fino a 10.000 posti letto di terapia intensiva in isolamento (due volte e mezzo il picco di ricoveri in terapia intensive per COVID-19 nel marzo scorso), con immediata disponibilit\u00e0 di personale, apparecchiature, etc. Si tratta, dal punto di vista dei medicinali, di mettersi in condizione di poter usare rapidamente decine di migliaia di dosi di farmaci come Remdesivir, Tocilizumab, Baricitinib e possibilmente altri ancora, insieme a decine di migliaia di sacche di plasma di pazienti guariti e convalescent (che si possono tranquillamente congelare per uso fino a 36 mesi). Anche qui si tratta di fare un investimento costoso, ma come detto sopra, il gioco varrebbe sicuramente la candela, per COVID-19 ma anche per altre pandemie che potranno arrivare in mondo sempre pi\u00f9 globalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C. AMMORBIDIRE LO SCOGLIO<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 molto semplicemente il compito della SCIENZA. Sviluppare un vaccino, trovare terapie pi\u00f9 efficaci, escogitare mezzi sempre pi\u00f9 adatti a tracciare ed isolare le persone infettate (ma solo queste, non un intero paese). E\u2019 questo in fondo il vero messaggio della mia serie di articoli sull\u2019OTTIMISMO BASATO SULLA CONOSCENZA. Il punto centrale di quanto ho cercato di comunicare con i miei post, a volte troppo lunghi, altre volte troppo irruenti, spesso troppo noiosi, ma sempre improntati a questo tema: solo la scienza potr\u00e0 eliminare per sempre questo brutto scoglio dalla nostra vita, ed \u00e8 per questo che dobbiamo investire nella scienza e proteggerla dai suoi tanti nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo ribadendo che noi tutti, come persone e come societ\u00e0, abbiamo non solo il bisogno ma anche il preciso <strong>DOVERE DI TORNARE A FARE UNA VITA ASSOLUTAMENTE NORMALE<\/strong>, mantenendo ovviamente quelle buone abitudini di igiene personale che, grazie al virus, abbiamo finalmente imparato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto ai nostri figli e nipoti, a cui non possiamo chiedere indefinitamente di fare enormi sacrifici solo per calmare le nostre ansie o per alleviare le paure di leader politici timidi ed incompetenti, consigliati da esperti che non sono in grado di elaborare una strategia generale sul come affrontare la pandemia. Soprattutto, dobbiamo fare questa scelta di CORAGGIOSA, CONSAPEVOLE E \u201cPREPARATA\u201d NORMALITA\u2019 basandoci sulla nostra arma migliore: l\u2019ottimismo sereno e razionale che deriva dalla nostra straordinaria capacit\u00e0 di generare ed applicare conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GRAZIE A TUTTI!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PS: Come detto sopra, questo post \u00e8 stato discusso con questo gruppo di amici e colleghi, che ne condividono appieno e pubblicamente il contenuto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano ALCARO, Professore Ordinario di Chimica Farmaceutica, Universit\u00e0 della Magna Grecia<br \/>\nIlaria BAGLIVO, Ricercatrice, Universit\u00e0 della Campania<br \/>\nAndrea BALLABENI, Clinical Research Scientist, Harvard University, USA<br \/>\nMatteo BASSETTI, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Universit\u00e0 di Genova<br \/>\nRossana BERARDI, Professore Ordinario di Oncologia, Universit\u00e0 di Ancona<br \/>\nGiovanna BORSELLINO, Neuroimmunology Unit, European Centre for Brain Research, Fondazione Santa Lucia IRCCS<br \/>\nLuigi BUONAGURO, Medico e Ricercatore, Istituto Nazionale Tumori &#8220;San Pasquale&#8221;, Napoli<br \/>\nLuciano BUTTI, Avvocato e Life Member, Clare Hall College, Cambridge, UK<br \/>\nAchille CAPPIELLO, Professore Ordinario di Chimica, Universit\u00e0 di Urbino<br \/>\nArnaldo CARUSO, Professore Ordinario di Microbiologia, Universit\u00e0 di Brescia<br \/>\nFrancesca CECCHERINI-SILBERSTEIN, Professore Associato di Microbiologia, Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata<br \/>\nFrancesco CECCONI, Professore Ordinario di Biologia dello Sviluppo, Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata<br \/>\nMassimo CLEMENTI, Professore Ordinario di MIcrobiologia, Universit\u00e0 Vita e Salute \u201cSan Raffaele\u201d Milano<br \/>\nPiergiuseppe DE BERARDINIS, Ricercatore, Centro Nazionale della Ricerca (CNR)<br \/>\nRoberto DI LAURO, Professore Emerito, Universit\u00e0 di Napoli, e Direttore Scientifico, CEINGE<br \/>\nGigliola DI RENZO VILLALTA, Professore Ordinario di Diritto Privato, Universit\u00e0 di Milano<br \/>\nRoberto DI SANTO, Professore Ordinario di Chimica, Universit\u00e0 di Roma La Sapienza<br \/>\nLuciano FADIGA, Professore Ordinario di Fisiologia, Universit\u00e0 di Ferrara &amp; IIT<br \/>\nJulia FILINGERI, Professore di Comunicazione Medica, Universit\u00e0 di Trieste, Segretario, Patto Trasversale per la Scienza<br \/>\nValentina FLAMINI Ricercatrice, Cardiff University, UK<br \/>\nAndrea GRIGNOLIO, Professore a Contratto, Universit\u00e0 Vita e Salute \u201cSan Raffaele\u201d Milano<br \/>\nWalter LUCCHESI, Ricercatore, University of London, UK<br \/>\nGiuseppe NUNNARI, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Universit\u00e0 di Catania<br \/>\nAlberto OLIVETI, Presidente Nazionale E.N.P.A.M.<br \/>\nDiego PAVESIO, Medico di Medicina Generale, Tesoriere, Patto Trasversale per la Scienza<br \/>\nClaudia PICCOLI, Professore Ordinario di Medicina Sperimentale e Clinica, Universit\u00e0 di Foggia<br \/>\nCarlo PIROLA, Professore Ordinario di Chimica, Universit\u00e0 di Milano<br \/>\nGiovanni POMPONIO, Dirigente Medico Ospedaliero, Ospedali Riuniti di Ancona<br \/>\nManuela RAFFATELLU, Professore Ordinario di Pediatria, University of California San Diego, USA<br \/>\nLuca SCORRANO, Professore Ordinario di Biochimica, Universit\u00e0 di Padova<br \/>\nLuca SGORBINI, Medico Cardiologo Ospedaliero, P.O. Santo Spirito, Roma<br \/>\nIlaria Maria SOTIS, Giornalista e Scrittrice, Conduttrice RAI Radio Uno<br \/>\nVilberto STOCCHI, Magnifico Rettore, Universit\u00e0 di Urbino<br \/>\nMarco TAMIETTO, Professore Ordinario di Psicologia, Universit\u00e0 di Torino<br \/>\nCarlo TORTI, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Universit\u00e0 della Magna Grecia<br \/>\nAlberto ZANGRILLO, Professore Ordinario e Pro-Rettore, Universit\u00e0 Vita e Salute \u201cSan Raffaele\u201d Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PS2: chi si ritrova in queste parole faccia circolare questo post e lo firmi con nome, cognome e qualifica come COMMENTO al post e su questa pagina (ma non su pagine di condivisione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">References:<br \/>\n[1] Bianco, M.L., Il punto sul Covid-19, per progettare bene il domani. Sbilanciamoci, 19 aprile 2020.<br \/>\n[2] ISS. Epidemia Covid-19. Aggiornamento nazionale. 7 maggio 2020.<br \/>\n[3] Yonghong Xiao, Mili Estee Torok, Taking the Right Measures to Control Covid-19. The Lancet, Vol 20, Maggio 2020.<br \/>\n[4]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.niaid.nih.gov\/news-events\/nih-clinical-trial-shows-remdesivir-accelerates-recovery-advanced-covid-19?fbclid=IwAR1N_S7Dc_EbGqsxsku74uf93Gmy7dmuRM0gpV73q6CWAFGU9bONXvbGyio\">https:\/\/www.niaid.nih.gov\/\u2026\/nih-clinical-trial-shows-remdes\u2026<\/a><br \/>\n[5]\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.medicaleconomics.com%2Fnews%2Fcovid-19-fallout-how-will-other-needed-care-be-provided-during-pandemic%3Ffbclid%3DIwAR3VoCMw7vBxdsqDZPWom4OTJ3e6wm4Vrrj8e-20a5BcOI8WyNB7Ul188V0&amp;h=AT0BpmZYQ4th2JK1L8Hp-YnINyhSM1k4ZXs2qZdq5PZHwjTFNNE4BX2NNGBkPFjvz7UrBgFYVWC_4dT0qx77pmLoGoKnqoQTtoLP1Tag1Lv5cZd0gO8hmYMWfXMGtHA-R6l7Mp64zXymKeegJ6glbnbY12glKw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\">https:\/\/www.medicaleconomics.com\/\u2026\/covid-19-fallout-how-wil\u2026<\/a><br \/>\n[6] Lee J Mental health effects of school closures during COVID-19. Lancet 2020.<br \/>\n[7]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.statnews.com\/2020\/03\/17\/a-fiasco-in-the-making-as-the-coronavirus-pandemic-takes-hold-we-are-making-decisions-without-reliable-data\/?fbclid=IwAR1mxO14d4uIFAh5fVxZ54A_E8gD_SI_exB6x0py1CA-fhyt_91k7zUVmhg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.statnews.com%2F2020%2F03%2F17%2Fa-fiasco-in-the-making-as-the-coronavirus-pandemic-takes-hold-we-are-making-decisions-without-reliable-data%2F%3Ffbclid%3DIwAR1mxO14d4uIFAh5fVxZ54A_E8gD_SI_exB6x0py1CA-fhyt_91k7zUVmhg&amp;h=AT3pUBAnNfCoX2nEc4xfQ4GsZryrxKolWEPSrP4LHk3l_X0MGSIlosNSTWGCOjRxqsmAeK7OeikZ4MFTDYwZSYo5eM9X9NjlEsksCKLtTsGG7Ye0LNXbBLesv-3GCEkYXNw2JH6yfssU0F7aUnJcLbXFRzthqw\">https:\/\/www.statnews.com\/\u2026\/a-fiasco-in-the-making-as-the-c\u2026\/<\/a><br \/>\n[8]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/fase-2-e-alcune-questioni-sul-report-governativo\/maria-luisa-bianco\/2020-05-14?fbclid=IwAR0iyUy8Or3dhrrXeMKUppR-tcNQU0co7C7lEbA8x3WwBB4Q4KtAjoKgkNk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.scienzainrete.it%2Farticolo%2Ffase-2-e-alcune-questioni-sul-report-governativo%2Fmaria-luisa-bianco%2F2020-05-14%3Ffbclid%3DIwAR0iyUy8Or3dhrrXeMKUppR-tcNQU0co7C7lEbA8x3WwBB4Q4KtAjoKgkNk&amp;h=AT3xhpk9FqpTLb9J6Rq6z3fkxt6VwRLDG5QPZOgZ1UXa7-r4Z7HY-AGDSPna9KG11ZnvOjDTN1Ef0dHNWYdtM1ZoTlE_J4lOEaVBKU5SiQpK9E0dGGatf839UQu8j36K7hIdJgJAZdxjRsKYoGnAdW_4xOroLg\">https:\/\/www.scienzainrete.it\/\u2026\/maria-luisa-bian\u2026\/2020-05-14\u2026<\/a><br \/>\n[9]\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2020\/04\/documento-comitato-tecnico-scientifico-errore-calcolo\/?fbclid=IwAR3knSSdtmzi658jU2zgbDC5k2L7SZoCWKFXprqJM_WqJolHTf45WqlcyIY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2F2020%2F04%2Fdocumento-comitato-tecnico-scientifico-errore-calcolo%2F%3Ffbclid%3DIwAR3knSSdtmzi658jU2zgbDC5k2L7SZoCWKFXprqJM_WqJolHTf45WqlcyIY&amp;h=AT0iSMhN6BMltQtN7krlDgD3-0W4jk5Cdbh7jqNdnForMvXaaAYOUCHfI5oMqFkfzgpl6MBFPAZokxhmtDNo_oTani436SN6JRPDCpKJ8tVoxgv2prdx9zJ1dd9TZY4jcFyCkJ49_NgWt_piECjsjUBxtCHRlQ\">https:\/\/www.linkiesta.it\/\u2026\/documento-comitato-tecnico-scie\u2026\/<\/a><br \/>\n[10]\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcontent%2Fa2b4c18c-a5e8-4edc-8047-ade4a82a548d%3Ffbclid%3DIwAR3_Z6t7syfp5SpZhmM-cH-JqBoGTrhXZqgCooSR3LCnpPTLeqcPXU9taD0&amp;h=AT1z78kaBWjb99uNE8fXiIvFxl1vReHjJlpoQ5a2DXXBJ6alqsWH3cxn_Z4rnZoldOT3tmDkCBLr0x9jFhfskExV5bmajL33XXBUrjandr-1kjEM6IJvuE0Wh8S-scPw--PsOo2AB1AhOuedySnrPe-Lor7PKQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"asynclazy\">https:\/\/www.ft.com\/con\u2026\/a2b4c18c-a5e8-4edc-8047-ade4a82a548d<\/a><br \/>\n[11]\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/studi-e-analisi\/articolo.php?articolo_id=85096&amp;fr=n&amp;fbclid=IwAR3OfyJPSr62TqnCx5zET4nhplXiNWjZjmX4tE5TIvNOWZlD-dAKyXDPtB0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow noreferrer\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}\" data-lynx-mode=\"async\" data-lynx-uri=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.quotidianosanita.it%2Fstudi-e-analisi%2Farticolo.php%3Farticolo_id%3D85096%26fr%3Dn%26fbclid%3DIwAR3OfyJPSr62TqnCx5zET4nhplXiNWjZjmX4tE5TIvNOWZlD-dAKyXDPtB0&amp;h=AT1mHLrjX5u9mkr792GSJeSW1g7M8SRM6R-OqrvFBhJv_N6JFcDJ-2CAsq6iAxwfBMDFgoenUwebmvt0Xjau-oMxTCXG6NTwV9Fpda24sKHC6t8nI0evzDe-hWSnhg-vb3Nso6cI6wa7HztMHv1aWWtNgcyyTENi_NID_7Om0TM\">http:\/\/www.quotidianosanita.it\/studi-e-analisi\/articolo.php\u2026<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo un lungo post del Prof. Guido Silvestri, ricco di considerazioni interessanti, che per molti aspetti confermano la bont\u00e0 delle analisi che svolgemmo nel nostro documento &#8220;Emergenza coronavirus e crisi economica: come uscirne&#8220;. 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