{"id":58815,"date":"2020-05-22T10:30:24","date_gmt":"2020-05-22T08:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58815"},"modified":"2020-05-22T01:11:19","modified_gmt":"2020-05-21T23:11:19","slug":"alla-ricerca-della-certezza-del-diritto-perduta-la-riflessione-di-luigi-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58815","title":{"rendered":"Alla ricerca della certezza del diritto perduta. La riflessione di Luigi Caso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Luigi Caso)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">La Corte dei conti pu\u00f2 costituire un utile alleato per adiuvare le amministrazioni nel difficile compito di districarsi tra le numerose norme che affollano il settore dei contratti pubblici, contribuendo non solo alla riaffermazione del diritto ma anche alla pi\u00f9 celere ripresa economica del Paese. L&#8217;intervento di Luigi Caso, consigliere della Corte dei conti, Ufficio controllo preventivo atti Mise e Mipaaf, delegato al controllo Consip<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso del recente dibattito sulle misure da adottare per favorire la ripresa degli investimenti in economia, \u00e8 stata avanzata l\u2019ipotesi di un ampliamento degli atti da sottoporre al controllo preventivo della Corte dei conti nella materia dei contratti pubblici (oggi la Corte controlla preventivamente solo i decreti che approvano i contratti delle amministrazioni statali). Per i fautori di tale proposta, un simile controllo, con la conseguente esclusione della responsabilit\u00e0 per colpa grave del dirigente pubblico che adotta gli atti di gara, consentirebbe di contrastare il fenomeno della cosiddetta burocrazia difensiva; quanti, invece, si dichiarano contrari, evidenziano il conseguente appesantimento del procedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Indubbiamente, se motivata solo dalla volont\u00e0 di creare una sorta di scudo erariale, la misura si appaleserebbe, contemporaneamente, frustante per i tutori del buon uso delle pubbliche risorse e avvilente per i (tanti) dirigenti pubblici che svolgono con competenza e professionalit\u00e0 i propri compiti e non ne temono le responsabilit\u00e0 la stessa, per\u00f2, potrebbe avere un\u2019ulteriore e pi\u00f9 nobile funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una delle pagine pi\u00f9 acute delle \u201cMemorie di Adriano\u201d, il protagonista si interroga sul futuro di Roma. L\u2019imperatore romano\u00a0<strong>Adriano<\/strong>\u00a0preconizza per la sua citt\u00e0, i cui confini hanno ormai superato quelli dell\u2019Urbe per coincidere con quelli dello stesso Impero, un destino diverso delle grandi capitali del passato che egli ha visitato. Roma, a differenza di Tebe, Babilonia o Tiro ha ormai trasceso i limiti del mondo materiale per divenire il simbolo di un nuovo modello di societ\u00e0 destinato a durare nei secoli e a conformare a s\u00e9 ogni futura organizzazione sociale: \u201c\u2026 ovunque vi siano magistrati intenti a verificare i pesi dei mercanti, a spazzare e illuminare le strade, a opporsi all\u2019anarchia, all\u2019incuria, alle ingiustizie, alla paura, a interpretare le leggi al lume della ragione, l\u00ec Roma vivr\u00e0. Roma non perir\u00e0 che con l\u2019ultima citt\u00e0 degli uomini\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il medesimo approdo cui\u00a0<strong>Marguerite Yoircenar<\/strong>\u00a0era pervenuta con una felicissima intuizione poetica, \u00e8 raggiunto, grazie ad una imponente ricostruzione filologica e giuridica, da<strong>\u00a0Aldo Schiavone<\/strong>\u00a0con il suo Ius, l\u2019invenzione del diritto in Occidente. Attraverso la ricostruzione puntuale dell\u2019evoluzione del diritto romano, veniamo condotti lungo un percorso secolare che, da un lato, ha consentito al diritto di sostituirsi alla religione come regolatore dei rapporti umani, rendendo le leggi conoscibili anche agli estranei alle caste sacerdotali e, dall\u2019altro, ha lentamente raffinato dalla massa enorme delle pronunce dei giureconsulti una serie di principi generali, capaci di far sorgere dall\u2019analisi casistica delle vicende concrete un corpus juris completo e valido per le future ed infinite vicende generali ed astratte che si sarebbero potute presentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seppure con le dovute cautele (imprescindibili ogni qualvolta si esaminano eventi storici avvenuti in epoche assolutamente diverse dalla nostra), non si pu\u00f2 nascondere che l\u2019invenzione del diritto da parte del mondo romano segn\u00f2 un importante passo verso la societ\u00e0 attuale: la conoscibilit\u00e0 delle norme favor\u00ec la prevedibilit\u00e0 delle conseguenze dell\u2019agire umano, con ci\u00f2 stesso responsabilizzando l\u2019individuo e consentendone un primo affrancamento dal potere dei pochi detentori della conoscenza delle regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Numerosi secoli dopo, i frutti di quell\u2019elaborazione giuridica apparivano gi\u00e0 in buona parte dispersi. Durante una disputa dottrinale,\u00a0<strong>Santi Romano<\/strong>, che ricordava con orgoglio al suo collega tedesco,\u00a0<strong>Hans Kelsen<\/strong>, come il nostro Paese fosse universalmente riconosciuto quale culla del diritto, si sentiva rispondere che ormai l\u2019Italia era divenuta patria non gi\u00e0 del diritto ma delle leggi. Nella fulminante battuta di Kelsen emerge la consapevolezza della distanza tra l\u2019acme dell\u2019evoluzione giuridica romana e la situazione che si presentava nella nostra Penisola all\u2019inizio del secolo scorso, dove un susseguirsi di leggi stava rompendo il disegno unitario dell\u2019ordinamento e iniziava gi\u00e0 ad erodere il principio di certezza del diritto, senza il quale lo stesso concetto di responsabilit\u00e0 individuale diviene precario ed instabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, a circa un secolo da quella disputa, la distanza rispetto all\u2019elaborazione classica \u00e8 aumentata ancor di pi\u00f9, al punto che si potrebbe dire che da Paese delle leggi l\u2019Italia si appresta a divenire il Paese delle deroghe. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito, accanto a tentativi pi\u00f9 o meno decisi di semplificazione, ad una sempre maggiore rincorsa a legiferare su fattispecie specifiche e puntuali. Accanto ad un diritto emergenziale cui si \u00e8 fatto ricorso sempre pi\u00f9 frequentemente (basti pensare ai corpus normativi emanati per ciascun evento sismico che ha interessato l\u2019Italia negli ultimi anni, alla complessa normativa in tema di Ilva fino alle recenti norme emanate per l\u2019emergenza Covid 19), si \u00e8 sviluppata, all\u2019interno di complessi ordinamentali pi\u00f9 ampi e sistematici, una fitta ragnatela di norme puntuali, spesso derogatorie rispetto alle prime, nate dall\u2019esigenza di dare risposte specifiche a esigenze concrete e temporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una tale deriva, favorita anche dall\u2019esigenza politica di dare risposte immediate ad un\u2019opinione pubblica sempre pi\u00f9 esigente, ha favorito la creazione di un sistema normativo di difficile interpretazione anche da parte degli stessi tecnici, anch\u2019essi spesso paralizzati dalle norme che hanno contribuito a redigere. Un esempio, da pi\u00f9 parti citato, \u00e8 costituito, per l\u2019appunto, dalla materia dei contratti pubblici, un settore affollato da norme molteplici e disomogenee, che vede coinvolte fonti di rango costituzionale, comunitario, primario e secondario, dove il rischio di proliferazione delle fonti e di conseguente perdita di sistematicit\u00e0 ed organicit\u00e0 dell\u2019ordinamento di settore \u00e8 stato da tempo denunciato e dove l\u2019esigenza di certezza e stabilit\u00e0 delle situazioni giuridiche \u00e8 sempre pi\u00f9 avvertita dai privati e dalle stesse amministrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, in una fase storica in cui \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario eliminare ogni inutile ostacolo sulla strada della ripresa economica, l\u2019esigenza di conseguire la certezza del diritto appare ancor pi\u00f9 improcrastinabile. Non c\u2019\u00e8 dubbio che ad un simile obiettivo debba in primo luogo concorrere il legislatore, che dovrebbe imprimere alla sua azione una decisa svolta nel segno della razionalizzazione della produzione normativa, prediligendo norme chiare, generali ed astratte piuttosto che l\u2019attuale profluvio di disposizioni puntuali e dense di numerosi dettagli tecnici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma in quest\u2019opera di semplificazione vanno coinvolte tutte le strutture del Paese, n\u00e9 possono sentirsi esentate le stesse magistrature. In tale processo, un ruolo di particolare rilievo pu\u00f2 essere svolto dalla Corte dei conti. In ragione dell\u2019ampia gamma delle funzioni attribuitele dall\u2019ordinamento (controllo, consultiva, requirente e giudicante) e del suo radicamento centrale e regionale, la sua azione non si concentra solo sul momento patologico del giudizio ma accompagna tutta il fisiologico dispiegarsi dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa: verifica la legittimit\u00e0 degli atti pi\u00f9 rilevanti prima che acquistino efficacia, valuta ex post l\u2019efficienza di complesse gestioni pubbliche e delle relative societ\u00e0 partecipate e, in taluni casi, accerta la responsabilit\u00e0 dei singoli per danno all\u2019erario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Corte dei conti pu\u00f2, quindi, costituire un utile alleato per adiuvare le amministrazioni nel difficile compito di districarsi tra le numerose e oscure norme che affollano il settore dei contratti pubblici e cos\u00ec facendo contribuire non solo alla riaffermazione del diritto ma anche alla pi\u00f9 celere ripresa economica del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In particolare, questo compito pu\u00f2 essere assolto in sede di controllo preventivo, proprio per l\u2019evidente funzione conformativa dell\u2019azione amministrativa che esso pu\u00f2 svolgere. In altri termini, un vaglio preventivo dei pi\u00f9 significativi atti del complesso processo di approvazione di un contratto pubblico (va da s\u00e9 che l\u2019incondizionata sottoposizione a tale tipo di controllo di tutti gli atti del procedimento impedirebbe qualsiasi controllo rigoroso e si risolverebbe solo in una inutile perdita di tempo) da parte di una magistratura specializzata, quale \u00e8 la Corte dei conti (la materia dei contratti pubblici rappresenta da sempre uno dei fondamentali aspetti della contabilit\u00e0 pubblica), consentirebbe di risolvere in radice i tanti dubbi interpretativi che l\u2019intricata normativa crea e renderebbe pi\u00f9 sicura e spedita la successiva azione delle amministrazioni, rafforzando la certezza del diritto e la consapevolezza da parte degli amministratori della legittimit\u00e0 del proprio operato.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/certezza-diritto-corte-dei-conti\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/certezza-diritto-corte-dei-conti\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Luigi Caso) La Corte dei conti pu\u00f2 costituire un utile alleato per adiuvare le amministrazioni nel difficile compito di districarsi tra le numerose norme che affollano il settore dei contratti pubblici, contribuendo non solo alla riaffermazione del diritto ma anche alla pi\u00f9 celere ripresa economica del Paese. 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