{"id":58868,"date":"2020-05-26T10:30:21","date_gmt":"2020-05-26T08:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58868"},"modified":"2020-05-26T00:55:47","modified_gmt":"2020-05-25T22:55:47","slug":"come-cambia-la-sicurezza-europea-senza-open-skies-parla-lamb-stefanini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58868","title":{"rendered":"Come cambia la sicurezza europea senza Open Skies. Parla l\u2019amb. Stefanini"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Stefano Pioppi)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">La fine del trattato Open Skies, con un occhio all&#8217;ascesa militare cinese, rende il Vecchio continente pi\u00f9 insicuro. \u201cL&#8217;unica opzione \u2013 secondo l&#8217;ambasciatore Stefano Stefanini \u2013 \u00e8 sviluppare una componente europea pi\u00f9 forte nella Nato\u201d<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 ormai consolidata la \u201cconvergenza di interessi\u201d tra Stati Uniti e Russia per una progressiva erosione del sistema di accordi sul controllo degli armamenti. Nasce dalla comune preoccupazione per l\u2019ascesa cinese e aumenta inevitabilmente l\u2019insicurezza sull\u2019Europa, chiamata dunque ad aumentare il proprio peso nel campo della Difesa, \u201csempre all\u2019interno della Nato\u201d. Parola dell\u2019ambasciatore\u00a0<strong>Stefano Stefanini<\/strong>, senior advisor dell\u2019Ispi, gi\u00e0 consulente diplomatico del Presidente\u00a0<strong>Napolitano<\/strong>\u00a0e rappresentante permanente per l\u2019Italia all\u2019Alleanza Atlantica.\u00a0<em>Formiche.net<\/em>\u00a0l\u2019ha raggiunto per commentare la decisione degli Stati Uniti di uscire, in sei mesi, dal trattato Open Skies, l\u2019accordo che dal 2002 autorizza gli Stati parte a condurre voli di osservazione disarmati sui territori degli altri Paesi che vi hanno aderito (in tutto 35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ambasciatore, come legge la decisione statunitense di uscire dal trattato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La decisione era sicuramente nell\u2019aria. Risponde a una linea americana e russa di progressivo distacco da tutta la struttura pattizia di accordi sul controllo degli armamenti. Su Open Skies, ci\u00f2 riguarda la reciproca capacit\u00e0 di controllo. L\u2019uscita dal trattato si inserisce per\u00f2 in una tendenza consolidata da anni, che rende l\u2019Europa pi\u00f9 vulnerabile, poich\u00e9 viene meno la copertura capace di garantire prevenzione su eventuali aggravamenti dello scenario di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Come viene accolto tutto questo dal Vecchio continente? C\u2019\u00e8 il rischio che si incrini il rapporto tra le due sponde dell\u2019Atlantico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicuramente contribuisce a incrinare i rapporti. Gli europei sostengono gli Stati Uniti nella repressione alla Russia, ma non sono d\u2019accordo sulla conclusione americana, cio\u00e8 l\u2019uscita dai trattati. Lo stesso \u00e8 accaduto sull\u2019Inf la scorsa estate. Chiaramente, gli europei non hanno altra scelta che sostenere gli Usa, condividendone le preoccupazioni per l\u2019assertivit\u00e0 russa. Tuttavia, ritengono che l\u2019attuale metodo americano sul sistema di controllo degli armamenti non sia quello giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Lei ha parlato di \u201clinea americana e russa\u201d. C\u2019\u00e8 una sorta di accordo sulla demolizione dei vincoli reciproci che affondano le radici nella Guerra fredda?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 un accordo esplicito. Non credo ne abbiamo mai discusso. Inoltre, all\u2019interno dell\u2019establishment americano che in questi decenni ha lavorato alla dottrina sul controllo degli armamenti c\u2019\u00e8 chiaramente del dissenso sulla fine dei vari accordi. Immagino che lo stesso accada anche in campo russo. Direi dunque che si tratta pi\u00f9 che altro di una convergenza di interessi e di valutazioni tra le attuali amministrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Alla base di tale convergenza c\u2019\u00e8 secondo lei la comune preoccupazione per la Cina, che non \u00e8 vincolata al sistema di controllo degli armamenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, c\u2019\u00e8 indubbiamente un problema con la Cina. Ormai, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata come terza potenza marginale rispetto alle altre due. Sul piano militare, pu\u00f2 ormai essere ritenuta a livello di Russia e Stati Uniti. Non \u00e8 una superpotenza nucleare come loro (almeno non ancora), ma pu\u00f2 contare su un\u2019azione libera dai vincoli delle rete di disarmo che invece limitano\u00a0Washington e Mosca. Tra l\u2019altro, Pechino rifiuta categoricamente qualsiasi invito a partecipare a nuovi negoziati. Un \u201cproblema Cina\u201d quindi c\u2019\u00e8, comprensibile anche dal punto di vista europeo. Il risultato per\u00f2 \u00e8 che il Vecchio continente vede aumentare la propria insicurezza. La fascia protetta dalla rete di accordi si trova gradualmente allo scoperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ha detto che l\u2019Europa sar\u00e0 pi\u00f9 insicura. Cosa fare, allora?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019Europa non rimane altra scelta che rendere pi\u00f9 credibile la propria capacit\u00e0 autonoma di sicurezza. Serve una componente europea pi\u00f9 forte nella Nato. E dico Nato perch\u00e9, oggi come oggi, pensare a una Difesa europea che sia parallela e al livello dell\u2019Alleanza Atlantica \u00e8 irrealistico. Tra l\u2019altro, la maggiore credibilit\u00e0 europea in questo campo permetterebbe, con due piccole potenze nucleari (occorre infatti tenere agganciato il Regno Unito post-Brexit), di avere voce pi\u00f9 autorevole nel campo del disarmo, cosa che fin\u2019ora \u00e8 stata molto limitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A fine febbraio scade il trattato New Start che limita Usa e Russia su testate nucleari e vettori. \u00c8 destinato a non essere rinnovato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 probabile. Il trattato New Start resta ormai l\u2019ultimo grande\u00a0baluardo della struttura di accordi sul controllo degli armamenti. Si sa che \u00e8 a rischio, ma anche che \u00e8 l\u2019ultima spiaggia per salvare un sistema che, pur affondando nella Guerra fredda, \u00e8 poi durato per oltre un quarto di secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il tutto, nell\u2019incertezza sugli impatti della pandemia sulla sicurezza internazionale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019annunciato ritiro degli Stati Uniti dal trattato Open Skies ci deve ricordare che, anche se oggi il problema numero uno \u00e8 la crisi da Covid-19, gli altri problemi non se ne vanno. Seppur difficile, i nostri leader devono dunque pensare a tutto campo. \u00c8 probabile, nonch\u00e9 auspicabile, che tra cinque anni il Covid-19 appartenga al regno delle brutte esperienze (di quelle che lasciano il segno). Gli armamenti nucleari no.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/sicurezza-europea-open-skies-stefanini\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/05\/sicurezza-europea-open-skies-stefanini\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Pioppi) La fine del trattato Open Skies, con un occhio all&#8217;ascesa militare cinese, rende il Vecchio continente pi\u00f9 insicuro. \u201cL&#8217;unica opzione \u2013 secondo l&#8217;ambasciatore Stefano Stefanini \u2013 \u00e8 sviluppare una componente europea pi\u00f9 forte nella Nato\u201d \u00c8 ormai consolidata la \u201cconvergenza di interessi\u201d tra Stati Uniti e Russia per una progressiva erosione del sistema di accordi sul controllo degli armamenti. 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