{"id":58876,"date":"2020-05-26T09:17:35","date_gmt":"2020-05-26T07:17:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58876"},"modified":"2020-05-26T09:22:17","modified_gmt":"2020-05-26T07:22:17","slug":"la-caporetto-della-sanita-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=58876","title":{"rendered":"La Caporetto della sanit\u00e0 italiana"},"content":{"rendered":"<div id=\"js_1a\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo un lungo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/stefano.rosso.543\/posts\/3186912491332971\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">post del <strong>Dott. Stefano Rosso<\/strong><\/a>, epidemiologo presso AOU Citt\u00e0 della Salute e della Scienza di Torino.<\/p>\n<p>Di seguito il post.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni in cui si usciva, malconci, dalla Fase 1, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/1971621999723344\/photos\/a.1971629826389228\/2705480313004172\/?type=3&amp;theater\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>sul blog del Chimico Scettico<\/strong><\/a> leggevo un ardito paragone con quello che fu uno dei pi\u00f9 grossi disastri militare della storia bellica italiana: la sconfitta di Caporetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Chimico Scettico ricordava l\u2019attacco austriaco con il gas fosgene che fu devastante per le truppe italiane protette da maschere antigas completamente inadeguate, paragonandolo alla iniziale carenza di DPI nei primi giorni dell\u2019epidemia negli ospedali e nei reparti che dovevano gestire l\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso, tuttavia, che il paragone non si debba fermare a questo episodio. Caporetto, oggi Kobarid in Slovenia, cost\u00f2 la vita a 12000 soldati italiani ed \u00e8 riconosciuto dagli storici come la responsabilit\u00e0 della sconfitta fosse da attribuire agli errori degli alti comandi e alla impreparazione bellica delle truppe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il SARS-Cov-2 colp\u00ec la popolazione italiana alcune decisioni o non-decisioni causarono conseguenze altrettanto devastanti, ma, come per la preparazione bellica, gli errori furono anche conseguenza di azioni ed omissioni che provenivano dalle decisioni prese negli anni precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma su quali \u201cfronti\u201d siamo stati dunque travolti dal virus?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DEL PIANO NAZIONALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta all\u2019epidemia di SARS del 2003 fu redatto un <strong><a href=\"https:\/\/www.epicentro.iss.it\/focus\/flu_aviaria\/pdf\/pianopandemico.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Piano Nazionale di Preparazione e Risposta ad una Pandemia Influenzale\u00a0del 13 Dicembre 2007<\/a><\/strong> che prevedeva la convocazione di un gruppo di valutazione per avviare le decisioni necessarie a fronteggiare la pandemia. Non si sa se tale gruppo fu convocato o meno, addirittura in Gennaio, ma sicuramente, nessuna decisione rilevante fu presa sino al fatidico 9 marzo, data della dichiarazione del <em>lockdown<\/em>. Che la situazione fosse grave in Cina era gi\u00e0 chiaro sin dal 23 Gennaio, quando fu messa in quarantena Wuhan, una citt\u00e0 di 6 milioni di abitanti, probabilmente gi\u00e0 con un ritardo di almeno 15 giorni. In Italia, fra mille polemiche, i voli dalla Cina furono sospesi dal 31 Gennaio, ma senza avviare nessuno degli interventi di identificazione dei possibili contagiati, arrivati nel periodo precedente. Invece, si perdeva tempo con inutili polemiche sull\u2019emergenza razzismo nei confronti della comunit\u00e0 cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi abbiamo saputo che simili ritardi furono presenti anche in altri paesi europei, in particolare in Germania ed Austria, da cui pare siano pervenuti i primi casi venuti poi in contatto con pazienti Lombardi. Ma qui si vuole sottolineare come il Piano Nazionale non sia stato sufficiente ed adeguato per virus non influenzali, oppure non sia stato attivato con sufficiente tempestivit\u00e0, costituendo quindi la prima linea di \u201csfondamento\u201d dell\u2019attacco virale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DELLA LOGISTICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle notizie che giungevano dalla Cina gi\u00e0 in Gennaio, fu abbastanza evidente da subito come fossero indispensabili mezzi di contenimento del contatto virale (DPI, maschere chirurgiche, guanti, abiti, ecc..), innanzitutto per il personale sanitario, ma anche per la popolazione. E fosse altres\u00ec importante dotarsi di sufficienti dispositivi di ventilazione polmonare in ambiente protetto per far fronte alla polmonite interstiziale che poteva provocare, nei soggetti anziani o con pluripatologie, il decesso. In questo, l\u2019iniziale lentezza nell\u2019approvvigionamento di questi presidi sanitari, risult\u00f2 esiziale nel favorire la diffusione della virosi, proprio negli ospedali e nelle strutture che avrebbero dovuto far fronte all\u2019invasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logistica poi, ancora adesso, ha limitato l\u2019esecuzione dei tamponi nasofaringei per l\u2019identificazione diretta del virus. Questo strumento non \u00e8 stato immediatamente disponibile, ma lo si \u00e8 definito una volta identificato il genoma del virus (approssimativamente a fine gennaio in Cina) e si sono dovute adattare le tecnologie necessarie. Ancora a met\u00e0 Marzo i laboratori italiani in grado di eseguire la determinazione erano spaventosamente pochi. In Piemonte erano solo 2 ed a tutt\u2019oggi si \u00e8 arrivati, ma con grande fatica, a superare appena i 30, includendo i laboratori privati. Ma non \u00e8 solo un problema di mancanza di laboratori: anche il personale per l\u2019effettuazione del test \u00e8 essenziale. E deve essere personale sanitario un minimo addestrato. E qui arriviamo al fattore limitante pi\u00f9 serio. Ammesso che kit di laboratorio, reagenti e strumenti fossero sufficienti, e non lo sono nemmeno adesso, \u00e8 stata la cronica carenza di personale che affligge da decenni il nostro SSN, ad impedire di fatto la corretta applicazione di questo strumento diagnostico, essenziale per l\u2019identificazione ed il successivo trattamento preventivo delle persone contagiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Caporetto un esercito forte di 3 milioni di soldati fu sconfitto da un esercito numericamente inferiore, ma meglio organizzato (in realt\u00e0 alla 12\u00b0 battaglia dell\u2019Isonzo, quella di Caporetto, le forze italiane arrivarono esauste con uno schieramento in campo inferiore per uomini e mezzi). Qui, almeno, abbiamo la giustificazione di aver affrontato la battaglia in evidente inferiorit\u00e0 numerica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra prima linea, i dipartimenti di emergenza, arrivarono all\u2019appuntamento con il destino completamente impreparati. Nei primi giorni, interi reparti di pronto soccorso (e le seconde linee di logistica ospedaliera) furono contaminati perch\u00e9 accolsero i pazienti senza protezioni e senza procedure di contenimento. Immediatamente fu chiaro, dall\u2019esperienza cinese e dalle proiezioni che ormai giravano (i famosi \u201cmodelli\u201d) che la disponibilit\u00e0 di terapie intensive non sarebbe stata sufficiente, venendosi cos\u00ec a sommare ritardi nella logistica e nelle decisioni di contenimento, ormai tardive per evitare il primo impatto. A fronte di cifre di malati, anche gravi, che aumentavano a ritmo esponenziale, si decise di \u201calleggerire\u201d le strutture ospedaliere, invece di rafforzarle, inviando i pazienti ad intensit\u00e0 di terapia intermedia, ma pur sempre contagiosi, nelle RSA. Ma se i nostri ospedali pubblici risentivano di anni di carenze di investimenti, le RSA stavano anche peggio: da sempre in mano a gestione privata, le carenze di personale e strutture erano conosciute da tutti. Quelle che avevano investito in strutture lo avevano fatto nel settore riabilitativo, nell\u2019assistenza della grande vecchiaia e del fine vita, non certo pensando al contenimento di malati infettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, considerando come stavano le cose, difficilmente si sarebbe potuto porre rimedio in tempi brevi ad una situazione di carenza cronica. Perch\u00e9 il de-finanziamento del nostro SSN non comincia adesso: sono almeno 10 anni che il budget a disposizione non subisce gli adeguamenti del caso, con una <strong><a href=\"https:\/\/www.gimbe.org\/osservatorio\/Report_Osservatorio_GIMBE_2019.07_Definanziamento_SSN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">perdita stimata in 37 miliardi<\/a><\/strong> che ha attraversato governi di vario colore politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 stato, ed \u00e8 tuttora, una carenza, soprattutto nei settori di emergenza, con situazioni di sotto organico che costringe il personale a turni massacranti e quindi a rischio \u201cerrore\u201d sanitario maggiore che altrove. Questa situazione non \u00e8 ovviamente omogenea su tutto il territorio nazionale, ma forse la retorica del \u201cmiglior servizio sanitario del mondo\u201d e le \u201ceccellenze\u201d del Nord, andrebbero severamente ridimensionate. La personale impressione \u00e8 che tali carenze da tracollo immediato non fossero evidenti solo grazie al personale sacrificio degli operatori che hanno mantenuto in uno stato accettabile i servizi, nella situazione di normalit\u00e0 precedente alla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rivedere, come in un film \u201cLuce\u201d, le dichiarazioni roboanti di certi esponenti politici nazionali e regionali sulla nostra sanit\u00e0, precedenti al COVID-19, mi vien da pensare ai <a href=\"https:\/\/gianluigiagora.wordpress.com\/2015\/06\/24\/come-i-carri-armati-di-mussolini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">carrarmati ed aerei di cartone\u00a0esibiti<\/a>, anni dopo Caporetto, <a href=\"http:\/\/www.storiain.net\/storia\/il-diario-in-trincea-di-mussolini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">da un reduce che fece fortuna politica negli anni successivi<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE E DELLA MEDICINA DI TERRITORIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se possibile, il de-finanziamento dei Dipartimenti di Prevenzione, nel corso degli anni, \u00e8 stato ancora maggiore e pi\u00f9 devastante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, in una epidemia, il lavoro di questi Dipartimenti \u00e8 essenziale? Perch\u00e9 la diffusione dei microorganismi \u00e8 essenzialmente comunitaria e, prima di giungere in ospedale, la circolazione va fermata indentificando i contatti, sorvegliando, e prendendo tutti i provvedimenti necessari al confinamento dei casi asintomatici o paucisintomatici. Il <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/il-veneto-ha-raggiunto-lo-zero-contagi_it_5ec6cbc0c5b696850d8163a4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>parziale successo ottenuto in Veneto<\/strong><\/a> \u00e8 dovuto al potenziamento di questa attivit\u00e0 e nella sua messa in opera immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei vecchi Servizi di Igiene esistevano figure specializzate in quello che adesso viene chiamato il \u201ccontact tracing\u201d, ma che una volta veniva chiamata l\u2019indagine epidemiologica e che richiedeva competenze ed addestramento specifici. Ho avuto la fortuna, per mere ragioni anagrafiche, di lavorare con le assistenti sanitarie addette a quella attivit\u00e0, in occasione del contenimento della tubercolosi e meningite. E devo dire che la loro professionalit\u00e0 nell\u2019approccio alle persone non pu\u00f2 essere nemmeno lontanamente sostituita o vicariata da una App di segnalazione od altre tecnologie. Pensionate quelle figure, e addirittura scomparsa nel panorama formativo, questa figura professionale, si perse un enorme patrimonio di esperienza pratica che non fu poi passata a nessuna nuova generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la rete di relazione fra i medici di base, primo presidio del territorio, ed i Dipartimenti di Prevenzione, strutture, almeno sulla carta, deputate ai successivi trattamenti comunitari, non ha mai funzionato veramente, sin dai tempi, credo, della costituzione del SSN.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo per vari motivi. Innanzitutto, la relazione \u00e8 stata orientata sempre di pi\u00f9 verso un controllo burocratico-repressivo dell\u2019operato dei medici di medicina generale, visti, per lo pi\u00f9, come origine di costi inappropriati tramite richieste diagnostiche inutili oppure di prescrizioni eccessive di farmaci. Ed anche i settori della prevenzione si sono sempre di pi\u00f9 orientati verso le sole attivit\u00e0 di vigilanza e repressione delle violazioni delle normative igienico-sanitarie. In fondo, l\u2019unica attivit\u00e0 di prevenzione pro-attiva, \u00e8 rimasta l\u2019organizzazione dell\u2019offerta vaccinale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, una truppa professionalmente impreparata, numericamente insufficiente (ed \u00e8 un gentile eufemismo), e tecnologicamente non attrezzata, \u00e8 stata travolta generando effetti tragicomici come lo <strong><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/torino\/2020\/04\/15\/news\/perse-le-mail-dei-medici-di-base-centinaia-di-casi-sospetti-di-coronavirus-svaniti-1.38719740\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">smarrimento delle mail di segnalazione di casi da parte dei medici di base<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione in cui versano i Dipartimenti di Prevenzione, e verseranno anche dopo, visto che non pare ci sia ripensamento sulla loro organizzazione da nessuna parte, fa ancora pi\u00f9 contrasto con le dichiarazioni dei politici, di qualsiasi schieramento politico e di ogni livello di responsabilit\u00e0, nazionale, regionale o locale, che si sentivano ad ogni convegno sulla prevenzione che ha attraversato il Bel Paese pre-covid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DEL SISTEMA INFORMATIVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione essenziale per la riuscita di qualsiasi campagna bellica \u00e8 la disponibilit\u00e0 di notizie affidabili e di un buon sistema di comunicazione. A Caporetto, il secondo giorno dall\u2019inizio delle ostilit\u00e0 (26 Ottobre), al Colonnello Antonicelli giunse l&#8217;ordine, portato da un tenente, di abbandonare la posizione entro la mattina del 27. Sorpreso per una ritirata ordinata ben un giorno prima, il nuovo capo della Brigata Salerno (ferito il Generale Viora che la comandava) chiese informazioni al portaordini il quale disse che probabilmente si trattava di un errore del comando di divisione, ma Antonicelli volle essere sicuro e obblig\u00f2 il tenente a ritornare con l&#8217;ordine corretto, ma quando il messaggio corretto arriv\u00f2 a destinazione, il Tenente Erwin Rommel (il futuro Feldmaresciallo) al comando di un distaccamento di Alpenkorps, aveva ormai nel frattempo circondato e preso il monte Matajur, punto chiave per la difesa di Cividale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, evito di commentare nel dettaglio il bailamme informativo che si \u00e8 generato nella raccolta e successivo trattamento delle informazioni (quanti positivi, su quanti campioni effettuati, totale pazienti, ma esclusi i guariti oppure no) che ha disorientato anche gli esperti, generando, specie ultimamente, sospetti di manipolazione. Tuttavia, \u00e8 doveroso rilevare come i normali sistemi informativi sanitari si siano rilevati inadeguati sin dall\u2019inizio. In particolare, il sistema di rilevazione dei deceduti e la certificazione delle cause ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. A tutt\u2019oggi non sappiamo quanti morti abbiamo avuto sino alla fine di Aprile in Italia, ma solo su un insieme non completo di comuni e sino al 15 Aprile. E qui si parla del minimo sindacale, ovvero della rilevazione semplice dello stato in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La distanza fra le possibilit\u00e0 tecnologiche (app sul telefonino, tracciamento automatico, ecc\u2026) ed il ritardo di una informazione che non \u00e8 nemmeno dato sensibile, ovvero non protetto dalla normativa GDPR, \u00e8 abissale. E solo contemplando pi\u00f9 da vicino l\u2019abisso si capisce quanto orrenda sia la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro sistema di rilevazione delle cause di morte si basa su un sistema sostanzialmente introdotto ai tempi della rivoluzione francese che mette in capo al sindaco la registrazione dello stato civile prima di pertinenza della parrocchia ed \u201cesportato\u201d sino a noi da Napoleone: la certificazione \u00e8 fatta dal medico su un foglio (formato A3, nemmeno tanto agile da manovrare) in duplice copia. La prima va all\u2019ISTAT, e la seconda all\u2019ASL dove \u00e8 avvenuto il decesso, che provveder\u00e0, in caso di deceduti residenti in altro comuno a trasmettere copia all\u2019ASL del comune di residenza. A parte gli errori di compilazione e l\u2019illeggibilit\u00e0 della copia laddove non si abbia cura di calcare nella scrittura, i tempi di trasmissione allungano ancora di pi\u00f9 tutto il processo. Chiss\u00e0 se qualcuno prender\u00e0 seriamente in considerazione un aggiornamento del sistema napoleonico (e ringraziamo almeno il passaggio di Napoleone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CAPORETTO DELLA RICERCA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assorbita la botta iniziale, con numerose vittime fra lo stesso personale sanitario, medici e ricercatori italiani hanno iniziato a cercare di capirci qualcosa ed a provare a rallentare il decorso catastrofico della malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente alcune buone idee sono nate, come la proposta di uso di Tocilizumab, che modula la risposta immunitaria troppo violenta. Oppure, l\u2019identificazione di trombi, prima nel polmone, poi anche in altri distretti, che innescarono l\u2019uso di eparine a basso peso molecolare e che hanno probabilmente ridotto il numero di pazienti che arrivavano in terapia intensiva. Poi il plasma iperimmune, strumento non nuovo e gi\u00e0 utilizzato in Cina durante l\u2019epidemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, se guardiamo la produzione di articoli scientifici su questi ed altri argomenti correlati a questa epidemia, vediamo che la presenza dell\u2019Italia, non degli italiani in generale, presenti nelle istituzioni scientifiche di tutto il mondo, \u00e8 particolarmente carente. E non poteva certo essere un problema di carenza di pazienti ad aver impedito la produzione di un numero importante di ricerche. Non posso nemmeno pensare che manchino professionisti preparati, dal momento che ne esportiamo ovunque. Forse il problema \u00e8 proprio questo: li esportiamo perch\u00e9 il sistema di ricerca in Italia \u00e8 quasi assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca scientifica pu\u00f2 sembrare un lusso inutile, ma invece, proprio in queste situazioni, quando quello che manca \u00e8 una conoscenza approfondita del nemico, \u201cl\u2019intelligence scientifica\u201d \u00e8 indispensabile. Invece la maggior parte ci ci\u00f2 che \u00e8 pubblicato proviene dagli USA e dalla Cina, anche su temi su cui i nostri medici sono stati presenti da subito. Questo testimonia, ancora una volta, quanto sia fragile il sistema di ricerca italiano, ancora suddito delle grandi istituzioni internazionali e sostanzialmente incapace di offrire un habitat adeguato, attrezzato e generoso di giusti riconoscimenti anche economici a chi ci lavora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 capire da questa breve disamina si pu\u00f2 senz\u2019altro affermare che, come a Caporetto, la responsabilit\u00e0 non fu dei \u201csoldati\u201d, medici, infermieri e tutto il personale, ma anche essi furono le vittime di decisioni sbagliate, da cui si spera si potr\u00e0, in futuro, imparare qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immaginario italiano Caporetto fu identificata come la sconfitta per eccellenza, tanto da essere incorporata nelle espressioni della nostra lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 come entrer\u00e0 nella nostra epica nazionale questo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quale sar\u00e0 la nostra linea del Piave?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stefano Rosso, medico<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div style=\"text-align: justify;\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\"><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;E&quot;}\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo un lungo post del Dott. 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