{"id":59,"date":"2009-06-09T06:40:53","date_gmt":"2009-06-09T05:40:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=59"},"modified":"2009-06-09T06:40:53","modified_gmt":"2009-06-09T05:40:53","slug":"nostra-valutazione-dei-risultati-delle-elezioni-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59","title":{"rendered":"Nostra Valutazione dei risultati delle elezioni europee."},"content":{"rendered":"<p><strong>La Redazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo dato significativo che emerge dalla lettura dei risultati delle votazioni per il parlamento europeo &egrave; l&rsquo;elevata percentuale degli astenuti.<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un dato da valutare positivamente. Pur non avendo la certezza che l&rsquo;elevata percentuale di astenuti stia ad indicare un aumento degli antieuropeisti tra i cittadini italiani, vi &egrave; comunque la possibilit&agrave; che tra le cause dell&rsquo;astensionismo &ndash; che &egrave; stato maggiore rispetto a quello delle precedenti politiche e a quello delle amministrative &ndash; vi sia una maturata consapevolezza antieuropeista.<\/p>\n<p>Qui &egrave; appena il caso di ribadire che l&rsquo;europeismo e l&rsquo;antieuropeismo vanno misurati e valutati soltanto con riguardo all&rsquo;Europa cos&igrave; come essa &egrave; configurata nei Trattati europei e che non ha alcun senso, sotto il profilo giuridico, politico e pi&ugrave; in generale pratico, dirsi europeisti ma contrari ai Trattati europei. L&rsquo;Europa da giudicare &ndash; rispetto alla quale si &egrave; favorevoli o sfavorevoli &ndash; &egrave; l&rsquo;Europa esistente: quella configurata e progettata dai Trattati europei. Chi &egrave; per un Europa diversa da quella configurata e progettata dai Trattati &egrave; antieuropeista, anche se non possiede l&rsquo;intelligenza per capirlo o il coraggio per affermarlo.<\/p>\n<p>Peraltro, &egrave; pi&ugrave; probabile che l&rsquo;astensionismo sia dipeso non tanto da un sia pur modesto aumento della coscienza antieuropea, quanto dalla consapevole, o meno, distanza dell&#39;italiano dall&#39;Europa. Eleggere un parlamentare europeo sembra assolutamente inutile, salda essendo la convinzione (tutt&rsquo;altro che falsa, bens&igrave; esattissima e incontestabile) che il Parlamento europeo non decida nulla e sia un assemblea ipocrita, volta a dare all&rsquo;Europa delle banche e dei governi sembianze democratiche e dunque sembianze di Europa dei popoli. Peraltro, seppure le cose stessero cos&igrave;, si tratterebbe pur sempre di sano antieuropeismo. Poco consapevole ma sano.<br \/>\n\t<strong><br \/>\n\t<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il secondo dato &egrave; il successo della Lega Nord tra i partiti della coalizione di centro-destra.<\/strong><\/p>\n<p>Anche questo dato deve essere valutato positivamente.<\/p>\n<p>La lega Nord, rispetto al PDL &egrave; un vero partito. &Egrave; stato edificata dal basso e non dall&rsquo;alto. &Egrave; stata costruita con la militanza e non con il denaro. E questi sono titoli di onore che vanno riconosciuti. Chiunque aspiri alla costituzione di un Fronte Popolare &ndash; del Fronte Popolare Italiano &ndash;, anche se non ha mai votato e mai voter&agrave; per uno dei partiti del cosiddetto centro-destra, non pu&ograve; che rallegrarsi del fatto che un partito popolare sottragga voti all&rsquo;alleato elitista e plutocratico creato con il marketing. Naturalmente, la valutazione positiva del successo della Lega rispetto al PDL non implica alcuna adesione alle posizioni di questo partito, che reputiamo per molti versi pericoloso e sul quale avremo modo di esprimere pi&ugrave; compiutamente le nostre opinioni.<\/p>\n<p><strong>Il terzo dato &egrave; il fallimento del progetto del Partito Democratico.<\/strong><\/p>\n<p>Innanzi tutto precisiamo che alludiamo al fallimento del tentativo di costruire un unico partito, filo europeista, strettamente alleato delle grandi banche private, borghese (sebbene piuttosto piccolo borghese) anzich&eacute; popolare, moderato fino alla malattia mentale &#8211; le idee sono pure ma &ldquo;i democratici&rdquo; hanno confuso la necessaria mediazione politica, con le &ldquo;idee mediate&rdquo; che ovviamente non esistono e non sono nemmeno pensabili &#8211; , cerchiobottista, innamorato della cultura Statunitense (Kennedy; Obama; I Care; casa a New York e cos&igrave; via), consapevolmente o inconsapevolmente classista, incapace di avere un&rsquo;idea nuova e quindi privo di coraggio, appunto perch&eacute; cerchiobottista.<\/p>\n<p>Il progetto &egrave; fallito perch&eacute;, da un lato, una parte dei cittadini continua a votare a sinistra, pur nella consapevolezza o comunque correndo il rischio di dare un voto inutile; dall&rsquo;altro, quel progetto si &egrave; scontrato con la personalit&agrave; di Antonio Di Pietro e con il partito dell&rsquo;Italia dei Valori, i quali, si deve riconoscere, a prescindere da ogni valutazione sulle opinioni politiche, hanno dimostrato capacit&agrave; tattiche e strategiche.<\/p>\n<p>Insomma il risultato del cervellotico e demenziale progetto del modestissimo Veltroni &egrave; il nulla. D&rsquo;altra parte, crediamo che sia convinzione comune a tutti coloro che hanno una minima capacit&agrave; di ragionare che chi ha utilizzato anche soltanto tre volte nella vita la frase &ldquo;ma anche&rdquo; non crede in nulla e non pu&ograve; per principio costruire nulla.<\/p>\n<p>Anche questo terzo dato, quindi, deve essere valutato positivamente.<\/p>\n<p><strong>Il quarto dato &egrave; il successo dell&rsquo;Italia dei Valori.<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un partito popolare, nello stile, nelle idee, nella figura del capo. Il capo, Antonio Di Pietro, ha scelto di procedere ad una iniezione di idee di sinistra (candidature di Vattimo e altri) . La scelta, coraggiosa, si &egrave; rivelata strategicamente vincente.<\/p>\n<p>Essendo attualmente estranei alla coalizione di centrosinistra (partito democratico- Italia dei valori), tuttavia non possiamo che rallegrarci del travaso di voti dal peggiore dei partiti italiani &ndash; il partito democratico &ndash; ad un partito popolare, che almeno una volta su due sostiene posizioni che ci appaiono condivisibili. Idee nuove non ne ha; anch&rsquo;esso &egrave; malato di antiberlusconismo; e tuttavia non &egrave; paragonabile al PD, per coerenza, chiarezza delle posizioni e fermezza delle idee (siano o meno condivisibili).<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla cosiddetta sinistra.<\/strong><\/p>\n<p>I&nbsp; due principali &ldquo;schieramenti&rdquo; della sinistra si sono divisi i voti e non hanno eletto rappresentanti. &Egrave; un bene o &egrave; un male? Se si considera che i seggi vogliono dire denaro e visibilit&agrave; dei gruppi dirigenti dei due &ldquo;schieramenti&rdquo; forse &egrave; un bene. Perch&eacute; vi sono maggiori possibilit&agrave; che la sconfitta dei due &ldquo;progetti&rdquo; (o forse delle due alleanze elettorali) agevoli l&rsquo;emersione di qualche idea nuova. Quindi forse anche di questo dato deve essere offerta una valutazione positiva.<\/p>\n<p>D&rsquo;altra parte, l&rsquo;argomento principale che gli schieramenti di sinistra avrebbero dovuto utilizzare nella campagna elettorale consisteva nella necessit&agrave; di introdurre una riforma costituzionale che preveda il referendum sulla legge di ratifica del trattato di Lisbona. Ci&ograve; non &egrave; stato e questa &egrave; una gravissima colpa degli schieramenti di sinistra. E non &egrave; una colpa come un&rsquo;altra; &egrave; il segno che non sono in grado di svolgere il ruolo al quale il momento storico li chiama. Alcuni poi, non tanto hanno trascurato l&rsquo;antieuropeismo, o comunque la necessit&agrave; di dare l&rsquo;ultima parola ai popoli, contro i governi e le burocrazie europee, bens&igrave; non sono antieuropeisti e non danno alcuna importanza alla possibilit&agrave; che il popolo italiano si esprima sul trattato che costruisce in capo al popolo medesimo un mega stato. Di questi ultimi speriamo che il cosiddetto (ormai piccolo) popolo della sinistra italiana si dimentichi presto, anche se dobbiamo amaramente constatare persino l&rsquo;esistenza di qualche malefica infatuazione.<\/p>\n<p>Dicevamo che la sconfitta delle due alleanze &#8211; &egrave; adesso, al momento della sconfitta, che si vedr&agrave; se si trattava di alleanze o di progetti, per quanto fallimentari &#8211; potrebbe essere utile all&rsquo;emersione di nuove idee. Quali idee nuove? Crediamo che si tratti delle idee espresse nel Manifesto del Fronte Popolare Italiano e che cercheremo di sviluppare attraverso il nostro sito.<\/p>\n<p><strong>Da ultimo,<\/strong> &egrave; positivo il fatto che il nano della politica italiana, che &egrave; potuto apparire a molti un gigante a causa degli avversari a dir bene mediocri che la storia gli ha collocato innanzi, pur essendosi presentato in tutte le circoscrizioni, non ha ottenuto il plebiscito che sperava. Forse l&rsquo;Italia si liberer&agrave; di lui, non per merito del popolo italiano, bens&igrave; per l&rsquo;anziana et&agrave;, che sta cominciando a colpire la sua lucidit&agrave;; per il fallimento del PD, che faceva apparire indispensabile un grande partito del centro-destra con a capo il minuscolo imperatore; per la crisi economica che smentir&agrave; le sue bugie e il suo sciocco ottimismo; e anche per la combinazione del miserabile moralismo che attanaglia l&rsquo;immenso sottoproletariato televisivo italiano e del voyerismo suscitato e diffuso dalle televisioni di mediaset; i quali, moralismo e voyerismo, rivolgeranno contro il presidente del consiglio le massaie e le donne e gli uomini pii, parte essenziale, fino ad ora, del consenso berlusconiano, senza che ulteriori consensi possano venirgli dai frequentatori di bische e sale bingo, gi&agrave; tutti schierati con il nano politico che ha avuto la ventura di incontrare avversari molto pi&ugrave; inconsistenti di lui: la superiorit&agrave; del presidente del consiglio rispetto ai suoi avversari non deve essere mai sottaciuta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Redazione Il primo dato significativo che emerge dalla lettura dei risultati delle votazioni per il parlamento europeo &egrave; l&rsquo;elevata percentuale degli astenuti. 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