{"id":59061,"date":"2020-06-05T11:30:04","date_gmt":"2020-06-05T09:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59061"},"modified":"2020-06-05T08:58:26","modified_gmt":"2020-06-05T06:58:26","slug":"ricardo-vs-malthus-esistono-leggi-universali-in-economia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59061","title":{"rendered":"Ricardo vs Malthus. Esistono leggi universali in economia?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>KRITICA ECONOMICA<\/strong> (<strong>Matteo Nepi<\/strong>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/ricardo-malthus-678x381.jpg\" alt=\"ricardo Malthus\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo sforzo di assomigliare sempre pi\u00f9 a una scienza \u201cdura\u201d come la fisica, alla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/adam-smith-le-origini-delleconomia-come-scienza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nascente scienza economica del XIX secolo<\/a>\u00a0<strong>non restava che trovare la propria Legge della Gravitazione Universale<\/strong>, ovvero un insieme di leggi economiche valide universalmente in ogni luogo e in ogni momento della storia.<\/p>\n<p>Una delle prime formule a rivestire il ruolo di legge generale dell\u2019economia fu la cosiddetta\u00a0<em>legge di Say<\/em>, che prende il nome da\u00a0<strong>Jean-Baptiste Say<\/strong>\u00a0(1767-1832), sintetizzabile nella frase \u201cl\u2019offerta crea la sua domanda\u201d. Fu\u00a0<strong>uno dei primi tentativi di formalizzare e universalizzare la teoria della capacit\u00e0 autoregolante del mercato<\/strong>. Secondo questa legge, infatti, ogni crisi economica si risolverebbe autonomamente nei sistemi in cui vige il libero scambio, ogni eccesso di domanda verrebbe bilanciato da un aumento del prezzo che incentiverebbe i produttori a incrementare l\u2019offerta di quel bene fino ad incontrare un equilibrio con la domanda, e viceversa ogni eccesso di offerta provocherebbe un calo dei prezzi che farebbe rapidamente riassorbire il surplus.<\/p>\n<p><strong>A promuovere la necessit\u00e0 per l\u2019economia di formulare leggi di validit\u00e0 universale fu l\u2019inglese David Ricardo<\/strong>\u00a0(1772-1823), forse il pi\u00f9 influente fra i padri fondatori della disciplina dopo Smith. Egli attir\u00f2 su di s\u00e9 l\u2019attenzione intervenendo in una disputa riguardante le tariffe doganali sulle importazioni di grano in Gran Bretagna. Ricardo avvert\u00ec che il rincaro di tali tariffe avrebbe provocato un crollo delle importazioni che, a sua volta, avrebbe consentito ai proprietari terrieri locali di avere una leva maggiore per esigere pagamenti di rendite pi\u00f9 elevate ai contadini fittavoli.<\/p>\n<p><strong>Ricardo si accorse che era possibile generalizzare questo fenomeno in una legge valida indipendentemente dal contesto storico o geografico.<\/strong>\u00a0La sua teoria della rendita individua, infatti, una correlazione\u00a0<em>sistematica\u00a0<\/em>fra l\u2019ampiezza dello sfruttamento delle terre coltivabili e le rendite esigibili dai proprietari: in breve, pi\u00f9 si estende l\u2019utilizzo del terreno, pi\u00f9 aumenta la necessit\u00e0 di ricorrere a terreni meno fertili o pi\u00f9 lontani rispetto al luogo del consumo. Se si ipotizza che i salari siano sempre costanti e fissati al livello della minima sussistenza (ipotesi, questa, tutt\u2019altro che fantasiosa),\u00a0<strong>la concorrenza fra i capitalisti per lo sfruttamento delle terre migliori consentirebbe ai proprietari di esigere da questi rendite pi\u00f9 elevate<\/strong>, creando cos\u00ec un inevitabile conflitto fra il proprietario che incassa queste rendite e il capitalista che vede ridursi sempre pi\u00f9 il margine di profitto.<\/p>\n<p><strong>Per Ricardo questo tipo di correlazioni ha carattere di necessit\u00e0 ed \u00e8 perci\u00f2 valido universalmente\u00a0<\/strong>a prescindere da qualsiasi considerazione di tipo culturale, storico o sociale.<strong>\u00a0Egli va cos\u00ec delineando un metodo di ricerca per l\u2019economia politica che predilige un approccio di tipo\u00a0<em>deduttivo<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo entr\u00f2 in conflitto con altri studiosi di economia che concepivano la loro disciplina come una ricerca di tipo fondamentalmente\u00a0<em>storico<\/em>, e quindi basata su un metodo perlopi\u00f9\u00a0<em>induttivo<\/em>. Uno di questi era un altro economista inglese a lui contemporaneo,\u00a0<strong>Thomas Robert Malthus<\/strong>\u00a0(1766-1834), che critic\u00f2 il metodo di Ricardo accusandolo di essere troppo semplicistico e di sottovalutare la molteplicit\u00e0 di cause all\u2019opera nella produzione di determinati effetti.<\/p>\n<p><strong>Malthus riteneva che l\u2019economia non potesse essere studiata prescindendo dal contesto<\/strong>, perch\u00e9 \u201cle leggi che regolano i movimenti della societ\u00e0 umana\u201d, al contrario di quelle fisiche, \u201csono continuamente modificate dall\u2019intervento umano\u201d.<\/p>\n<p>La disputa fra\u00a0<em>induttivisti<\/em>, fra cui spiccavano i rappresentanti della Scuola storica tedesca, e\u00a0<em>deduttivisti,\u00a0<\/em>fra cui figuravano \u2013 oltre a Ricardo \u2013 anche Karl Marx e i primi marginalisti, fu probabilmente\u00a0<strong>la prima grande spaccatura nel pensiero economico<\/strong>, nella quale si riflettevano due interpretazioni inconciliabili sulla natura della disciplina e quindi sul metodo pi\u00f9 appropriato per studiarla: i primi promuovevano un approccio di tipo perlopi\u00f9\u00a0<em>empirico-storico,\u00a0<\/em>i secondi privilegiavano invece un approccio\u00a0<em>logico-analitico<\/em>.<\/p>\n<p>Fu questa divergenza a porre le premesse per\u00a0<strong>la futura separazione della disciplina nelle due grandi e spesso opposte correnti di ricerca della\u00a0<em>Storia dell\u2019economia<\/em>\u00a0e della\u00a0<em>Scienza economica<\/em><\/strong>\u00a0e ad avviare quel processo di formalizzazione del pensiero economico che condurr\u00e0 questa disciplina ad allontanarsi dalle altre scienze sociali per emulare sempre pi\u00f9 le scienze naturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/ricardo-vs-malthus-esistono-leggi-universali-in-economia\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/ricardo-vs-malthus-esistono-leggi-universali-in-economia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Matteo Nepi) &nbsp; &nbsp; Nel suo sforzo di assomigliare sempre pi\u00f9 a una scienza \u201cdura\u201d come la fisica, alla\u00a0nascente scienza economica del XIX secolo\u00a0non restava che trovare la propria Legge della Gravitazione Universale, ovvero un insieme di leggi economiche valide universalmente in ogni luogo e in ogni momento della storia. 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