{"id":59108,"date":"2020-06-09T04:02:01","date_gmt":"2020-06-09T02:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59108"},"modified":"2020-06-09T15:09:53","modified_gmt":"2020-06-09T13:09:53","slug":"non-avevo-capito-niente-di-diego-de-silva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59108","title":{"rendered":"&#8220;Non avevo capito niente&#8221; di Diego De Silva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GUIDO D&#8217;OVIDIO (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia L&#8217;Aquila)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uscita in libreria dell\u2019ultimo, probabilissimo best seller di De Silva, annunciata sui social da un originale <em>battage<\/em> pubblicitario (notissimi scrittori, con dei brevi video, hanno raccontato le loro immaginarie esperienze personali con il legale pi\u00f9 scalognato d\u2019Italia), non poteva non incuriosire un lettore ossessivo-compulsivo qual \u00e8 lo scrivente, che pertanto si \u00e8 avventurato in un viaggio nel tempo conclusosi nel 2007, anno d\u2019uscita del primo romanzo della serie sull\u2019avvocato Vincenzo Malinconico, <em>Non avevo capito niente<\/em>. Si comprende subito come gi\u00e0 il nome del protagonista sia una garanzia di successo, magari non processuale, ma sicuramente letterario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo col precisare che si ride, e tanto. E si sa, se riuscire a far ridere \u00e8 complicato, farlo con la parola scritta lo \u00e8 ancor di pi\u00f9. Si ride con tenerezza, nulla di sguaiato; si ride empatizzando, non sfottendo; si ride di s\u00e8 stessi, in fondo. Il romanzo, per\u00f2, non \u00e8 solo intrattenimento. Lo stile destrutturato e destrutturante dell\u2019autore non ci impedisce di individuarne l\u2019impalcatura. In sostanza, ad allietarci sono le vicende familiari di Malinconico, quelle professionali e le sue riflessioni su soggetti e argomenti insoliti, da Finardi alle malattie autoimmuni. Il <em>trait d\u2019union<\/em> \u00e8 una certa visione della societ\u00e0 che, se era attuale nel 2007, oggi \u00e8 addirittura bruciante per quanto veridica. Venuti meno i riferimenti tradizionali, a dilagare \u00e8 quella che Malinconico, in una delle sue memorabili tirate, definisce \u201cla nuova cultura della concorrenza, palazzinara e bulimica\u201d. Tale cultura permea ogni aspetto della vita e paradossalmente svolge una funzione livellatrice: la necessit\u00e0 di dare un senso alla propria esistenza, trasformandola in una continua rincorsa verso un qualcosa che manca e che per\u00f2, una volta raggiunto, non dona l\u2019appagamento che ci si aspettava donasse, propiziando cos\u00ec una nuova rincorsa verso un qualcos\u2019altro che manca, e cos\u00ec via (un po\u2019 come l\u2019utopia di Galeano che non viene mai raggiunta ma serve a camminare, solo che in questo caso ogni passo \u00e8 un passo verso il baratro), realizza un\u2019equiparazione di fatto tra l\u2019avidit\u00e0 di chi ha e vuole di pi\u00f9 e il bisogno di chi non ha e vuole almeno sedersi a tavola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte meno convincente del romanzo, che tuttavia risulta comunque gradevole, \u00e8 quella sulle vicende familiari di Malinconico. Emerge difatti un certo didascalismo, sebbene in chiave postmoderna: l\u2019ex moglie che non \u00e8 poi tanto ex, la figlia non biologica con cui si \u00e8 sviluppato un forte rapporto di complicit\u00e0, il figlio biologico con tendenze omosessuali e probabilmente masochistiche\u2026 D\u2019altronde, se nella cinematografia si registra qualche tentativo di prescindere dalla trama, o quantomeno di relegarla in secondo piano, le letteratura non \u00e8 ancora pronta per questo step, e probabilmente non ne ha la predisposizione strutturale. \u00a0\u00c8\u00a0per\u00f2 rasente al pezzo di bravura il duello rusticano, che si svolge nella straniante tavola calda di un aeroporto, tra Malinconico e il compagno della sua ex moglie, un architetto (il protagonista si chiede come mai i compagni delle ex mogli siano quasi sempre architetti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di metterla sul piano fisico e finire a ruzzolarsi sul pavimento menando fendenti a vuoto senza un minimo di tecnica, come farebbero due adolescenti, i due si affrontano sul piano dialettico, e l\u2019avvocato prevale facendo appello proprio alla cultura della concorrenza di cui sopra: <em><i>\u00ab<\/i><\/em><em><i>qui non sono ammesse transazioni, \u00e8 una stronzissima giungla: o si vince o si perde, non \u00e8 che puoi cavartela coi discorsi equilibrati. Se questa \u00e8 ancora la mia famiglia, come hai detto poco fa, vuol dire solo che non sei riuscito a prendertela. E che ti aspetti da me, che ti dia una mano?<\/i><\/em><em><i>\u00bb<\/i><\/em>. \u00c8\u00a0l\u2019approccio problematico a ogni questione, la tendenza a parlare troppo di tutto e su tutto a irritare Malinconico, perch\u00e9 \u00e8 lui il primo ad abusarne. Arriva, in tal senso, persino ad apprezzare per reazione l\u2019approccio camorristico, anticulturale e spicciolo: vuoi una cosa? Prendila! Ce l\u2019ha qualcun altro? Fattela dare! Che la cultura della concorrenza, spinta sino al parossismo, possa giungere a istituzionalizzare il metodo mafioso, a legittimarlo come condotta di vita? Sono aperte le scommesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I capitoletti dedicati alle riflessioni di Malinconico sui temi pi\u00f9 disparati sono spassosissimi, e svolgono la preziosa funzione di spezzare il ritmo di una narrazione che, essendo incentrata su un uomo che non \u00e8 James Bond e neanche John Nash, ma semplicemente un mediocre come tanti che cerca di sopravvivere in un ambiente ostile, rischierebbe momenti di stasi, se non di piattume. Malinconico, per esempio, adora Gilbert O\u2019Sullivan, coi suoi testi irrimediabilmente tristi celati in una musica ritmata e orecchiabile. In particolare, si concentra su \u201cClair\u201d, canzone che narra, in una prosa elementare e al contempo struggente, l\u2019amore di un uomo nei confronti di una ragazzina. Lo fa in modo ambiguo, senza sconfinare nell\u2019esplicito. Malinconico ritiene che una canzone del genere oggi non vedrebbe mai la luce o che, semmai la vedesse, verrebbe immediatamente travolta da un\u2019inarrestabile ondata di indignazione la quale, dopo la risacca, lascerebbe sul terreno solo quella melma che \u00e8 la musica leggera contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0chiaro che nessuno auspica uno sdoganamento della pedofilia. Il punto \u00e8 un altro: mettere in discussione la dittatura del politicamente corretto, cicisbeo dello <em>status quo<\/em>, in base a cui certi temi non vanno nemmeno sfiorati, mentre hanno campo libero l\u2019intrattenimento paludoso e l\u2019impegno di facciata, strumenti di distrazione e di pulizia delle coscienze, da utilizzare con cura mentre la ruota continua a girare, inesorabile. Altra riflessione degna di nota \u00e8 quella sull\u2019evoluzione del fenomeno camorristico. La cultura della concorrenza spiega i suoi effetti anche in quel sottobosco. La malavita non conosce pi\u00f9 stabilit\u00e0, il \u201ctutto e subito\u201d preclude ogni azione o programma che non sia di corto respiro, e perci\u00f2 la criminalit\u00e0 organizzata diventa gangsterismo d\u2019accatto, con l\u2019aumento dell\u2019insicurezza dei cittadini comuni, le cui vite possono essere messe a rischio da un semplice prelievo al bancomat o da uno sguardo interpretato male. Malinconico scende a patti con la realt\u00e0 e giunge ad augurarsi il ritorno della camorra di una volta, una camorra \u201csostenibile\u201d, che controlli il territorio come si deve. \u00c8\u00a0un paradosso amaro: la societ\u00e0 di un tempo, di cui l\u2019<em>homo homini lupus<\/em> non era ancora la stella polare, esprimeva persino una camorra di qualit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dulcis in fundo<\/em>, le peripezie professionali dell\u2019avv. Malinconico, che \u00e8 un avvocato con uno spiccato senso dell\u2019etica, il che ci porta gi\u00e0 a trarre delle conclusioni. La sua \u00e8 una professione, siamo franchi, parecchio \u201csputtanata\u201d. Il peso della concorrenza \u00e8 arrivato ben oltre i livelli di guardia, siamo in uno stato di natura hobbesiano con un tutti contro tutti che ha anche risvolti da commedia all\u2019italiana. Memorabili sono le pagine in cui ci vengono narrate la caccia spietata ai clienti, anche i pi\u00f9 squallidi, la meccanicit\u00e0 di una professione che dall\u2019esterno ci si immagina molto diversa, con l\u2019alienazione che ne deriva, la messa in atto di espedienti, inganni, trucchi e altre variegate forme di squallore, l\u2019ostentazione di un presunto prestigio, che in realt\u00e0 \u00e8 una reminiscenza dei bei tempi che furono, da parte di una categoria della quale la netta maggioranza dei componenti sguazza ogni giorno nella disperazione, mascherandola in un finto cinismo e aggrappandosi a un abito, una cravatta e una borsa di cuoio per non annegarvi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malinconico \u00e8 un rassegnato, che tuttavia coglie il punto in un passaggio apparentemente secondario del romanzo, quello in cui fa un \u201ccazziatone\u201d portiere dello stabile delle Generali, reo di aver manomesso, in cambio di qualche mancetta, il foglio di prenotazione in cui gli avvocati si mettono in lista, foglio che determina l\u2019ordine nel quale i liquidatori tratteranno i sinistri stradali. Malinconico non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di questi piccoli soprusi, di queste piccole cucchiaiate di merda da ingoiare ogni giorno, di questo pizzo sulla dignit\u00e0 da pagare senza requie. \u00c8\u00a0consapevole di non poterci fare niente, per\u00f2 non riesce pi\u00f9 a fingere che non gli importi. Qui partorisce l\u2019esclamazione pi\u00f9 significativa di tutto il testo: <em><i>\u00ab<\/i><\/em><em><i>la professione libera \u00e8 un ossimoro!<\/i><\/em><em><i>\u00bb<\/i><\/em>. Gi\u00e0, la \u201clibert\u00e0\u201d, questo termine, questo concetto di cui la cultura della concorrenza abusa allo scopo di propagandarsi, non \u00e8 altro che una pia illusione in una societ\u00e0 come la nostra, intrinsecamente violenta, dove tutto va conquistato, tutto pu\u00f2 essere rimesso in discussione in un attimo e dove si pu\u00f2 precipitare nel vuoto da un momento all\u2019altro, senza rete di protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come fa ad andare avanti, un uomo come Malinconico? Grazie a piccoli soddisfazioni, come un hamburger clandestino con la figlia, un biglietto affettuoso da parte del figlio, un ritrovato amore nello sguardo della ex moglie, una nuova relazione con la pi\u00f9 ambita del foro\u2026 Nei rari momenti di contentezza, gli erutta da dentro un &#8220;vaffanculo&#8221; liberatorio, come a esprimere sollievo. Se siamo felici, diciamo \u201cvaffanculo\u201d: eccola, la cultura della concorrenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUIDO D&#8217;OVIDIO (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia L&#8217;Aquila) L\u2019uscita in libreria dell\u2019ultimo, probabilissimo best seller di De Silva, annunciata sui social da un originale battage pubblicitario (notissimi scrittori, con dei brevi video, hanno raccontato le loro immaginarie esperienze personali con il legale pi\u00f9 scalognato d\u2019Italia), non poteva non incuriosire un lettore ossessivo-compulsivo qual \u00e8 lo scrivente, che pertanto si \u00e8 avventurato in un viaggio nel tempo conclusosi nel 2007, anno d\u2019uscita del primo romanzo della serie sull\u2019avvocato&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":59138,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[18,6],"tags":[4917,479,6686,6687,6688,2878],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/9788806219536_0_500_0_75.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fnm","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59108"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59110,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59108\/revisions\/59110"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}