{"id":59155,"date":"2020-06-11T03:55:02","date_gmt":"2020-06-11T01:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59155"},"modified":"2020-06-10T21:00:57","modified_gmt":"2020-06-10T19:00:57","slug":"perseverare-e-diabolico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59155","title":{"rendered":"&#8220;Perseverare \u00e8 diabolico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante lo scoppio dell\u2019ennesima crisi economica (questa volta innescata da un virus) abbia \u2013 almeno a parole &#8211; messo in discussione &#8211; e quindi in crisi &#8211; molti dei pilastri su cui si \u00e8 basata la politica economica degli ultimi 30\/40 anni, le soluzioni proposte sono nel segno della piena continuit\u00e0 delle politiche liberiste e ordoliberiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, poco Stato e al servizio del privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure la Storia, anche recente, ci racconta un\u2019altra realt\u00e0. Ci racconta del fallimento del modello economico dominante. O meglio, del fallimento per la stragrande maggioranza dei lavoratori, degli artigiani e delle PMI. Un grande successo, invece, se visto dal portafoglio del 10% pi\u00f9 ricco della popolazione. Ancora di pi\u00f9 dell\u20191%. Per non parlare dello 0,1%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure \u00e8 lo Stato il motore dell\u2019innovazione, non il privato. \u00c8 lo Stato che pu\u00f2 mediare il conflitto sociale, facendo diminuire le disuguaglianze. \u00c8 il mercato interno la vera ricchezza di un Paese, non quello estero. \u00c8 la tutela del lavoro a far aumentare la produttivit\u00e0, non la sua precarizzazione. Sono i salari dignitosi a far girare l\u2019economia di un Paese, non la globalizzazione dei prodotti a basso costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che ogni crisi pu\u00f2 essere un\u2019occasione per migliorarsi. Ma negli ultimi decenni le crisi sono state occasioni per peggiorare la qualit\u00e0 di vita di fette sempre pi\u00f9 grandi di popolazione. La povert\u00e0 \u00e8 aumentata, sia per numero di persone che per intensit\u00e0. La classe media \u00e8 stata ferocemente attaccata schiacciandola sempre di pi\u00f9 verso il basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scarsit\u00e0 \u2013 indotta politicamente \u2013 di lavoro e di denaro sono state le armi con cui i pi\u00f9 ricchi hanno vinto la lotta di classe. Insieme alla conquista di una globalizzazione fortemente deregolamentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure in Italia avremmo la situazione ottimale per ricostruire dalle macerie tutto il Paese. Da Nord a Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con una classe politica all\u2019altezza della situazione, avremmo lavoro da fare almeno per le prossime 5 generazioni. Ci sono le infrastrutture da rifare: autostrade, rete ferroviaria e porti. C\u2019\u00e8 un intero territorio da ricostruire tenendo conto dell\u2019alto rischio idrogeologico e sismico del Paese. E lo si potrebbe fare adottando le pi\u00f9 moderne tecnologie a basso impatto ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 met\u00e0 del Paese in cui manca quasi tutto, il Sud. Andrebbero costruite autostrade e ferrovie che colleghino tutte le aree dell\u2019Italia. Andrebbero realizzati distretti portuali. Andrebbero costruiti centri di ricerca e fabbriche che si integrino con quelli gi\u00e0 esistenti al Nord. Mancano migliaia di asili nido. Mancano i piccoli Ospedali, quelli vicino al territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo non viene realizzato non per la mancanza di lavoratori. Abbiamo milioni di italiani tra disoccupati, sottoccupati, inattivi e costretti al part time involontario. Cio\u00e8 a fare 2 o pi\u00f9 lavori perch\u00e9 sottopagati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avremmo, per dirla in termini economici, sia la domanda che l\u2019offerta. E avremmo, soprattutto, le capacit\u00e0 per farle incontrare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure ci impongono da anni come scusa la scarsit\u00e0 di denaro, cio\u00e8 del mezzo di contatto tra questa domanda e questa offerta, come scusa per acuire le disuguaglianze. Cio\u00e8 per trasferire reddito e ricchezza dal 90% della popolazione al 10% pi\u00f9 ricco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i soldi si creano dal nulla. Non possono mancare. Sono infiniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora bisogna prendere atto come non si tratti di limiti oggettivi, ma di una precisa scelta politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella di aver creato una classe politica nelle mani di portatori di interessi contrari al bene comune. Cio\u00e8 eversivi rispetto alla nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per colpa dell\u2019abolizione del proporzionale puro. Anche per colpa dell\u2019introduzione delle soglie di sbarramento. Anche tramite l\u2019abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Anche per colpa delle sempre pi\u00f9 frequenti nomine in seno ai partiti che rendono impossibile eleggere un proprio rappresentante nominalmente. Per potergli cos\u00ec chiedere conto, tramite il voto, del suo operato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in questo sistema solo chi ha montagne di soldi riesce a far arrivare nelle sedi preposte la richiesta di tutela dei propri interessi. Anche se di minoranza. Anche se avversi all\u2019interesse comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dipendenti, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori hanno solo un modo per far valere le proprie istanze: il voto. \u00c8 eleggendo rappresentanti politici portatori dei loro interessi che sarebbe possibile invertire la rotta degli ultimi 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Combattere le pervasive e potenti azioni di lobbying a suon di miliardi delle \u00e9lite rimpiazzando col voto una classe politica costituita in prevalenza da maggiordomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo l&#8217;unico voto utile possibile. Ma prima bisogna mettere da parte i conflitti orizzontali con cui ci hanno riempito la testa: dipendenti pubblici contro dipendenti privati, lavoratori dipendenti contro piccoli e medi imprenditori, giovani contro anziani, pubblico contro privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 i conflitti orizzontali aiutano solo quelli che stanno in alto. Perch\u00e9 senza Stato, muore anche il privato. Perch\u00e9 se mettessimo da parte l\u2019insensato campanilismo che vorrebbe il Nord contrapposto al Sud, non ci fermerebbe pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 siamo il Paese che per quasi un secolo, dall\u2019Unit\u00e0 di Italia al 1992, \u00e8 cresciuto mediamente pi\u00f9 di tutti al mondo. Pi\u00f9 degli USA. Pi\u00f9 della Cina. Pi\u00f9 della Russia. Pi\u00f9 del Giappone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma) Nonostante lo scoppio dell\u2019ennesima crisi economica (questa volta innescata da un virus) abbia \u2013 almeno a parole &#8211; messo in discussione &#8211; e quindi in crisi &#8211; molti dei pilastri su cui si \u00e8 basata la politica economica degli ultimi 30\/40 anni, le soluzioni proposte sono nel segno della piena continuit\u00e0 delle politiche liberiste e ordoliberiste. In estrema sintesi, poco Stato e al servizio del privato. 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