{"id":59161,"date":"2020-06-12T09:30:51","date_gmt":"2020-06-12T07:30:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59161"},"modified":"2020-06-12T01:22:08","modified_gmt":"2020-06-11T23:22:08","slug":"riapre-il-cantiere-della-legge-elettorale-consigli-per-un-dibattito-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59161","title":{"rendered":"Riapre il cantiere della legge elettorale. Consigli per un dibattito serio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Giuseppe Benedetto)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\">Con un intervento su Formiche.net Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi (Fle), invita al dibattito sul sistema elettorale italiano. &#8220;La Fle \u00e8 pronta a dare il suo contributo di idee e a confrontarsi con altre scuole di pensiero per trovare la soluzione migliore e, a nostro avviso, indifferibile per le istituzioni del Paese&#8221;<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sembra riavviarsi, dopo una lunga pausa, il dibattito tra le forze politiche sulla legge elettorale. Raramente parole sono state pi\u00f9 chiare e nette di quelle pronunciate nel corso di un\u2019intervista al\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0dal vice segretario del Pd\u00a0<strong>Andrea Orlando<\/strong>: \u201cIl bipolarismo non riflette pi\u00f9 la complessit\u00e0 dei diversi campi politici, quindi \u00e8 bene che ognuno sia messo nelle condizioni di esprimere fino in fondo il suo punto di vista per poi costruire delle coalizioni sulla base di programmi dopo il voto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E buonanotte ai suonatori della grancassa del maggioritario.\u00a0 A coloro che ad ogni elezione ci spiegano come la sera del voto sia necessario sapere chi ha vinto\ufffc. Il proporzionale, quel sistema che preannuncia Orlando, altro non \u00e8 che la prosecuzione e magari l\u2019aggiornamento dell\u2019attuale sistema parlamentare italiano, per cui i governi si formano in Parlamento e l\u00ec eventualmente cadono e si ricostituiscono anche nel corso della stessa legislatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 nessuno premier eletto dal popolo. Il presidente del Consiglio \u00e8 espressione della coalizione di partiti che trover\u00e0 la maggioranza in Parlamento. Non c\u2019\u00e8 niente di scandaloso, non va certo demonizzata la proposta proveniente dal Pd. Pu\u00f2 piacere o non piacere, ma bisogna analizzare la futura proposta, comprendere quali sarebbero le conseguenze e, se possibile, dare consigli per una soluzione pi\u00f9 opportuna nell\u2019interesse del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui si chiude la prima parte della questione relativa alla legge elettorale, la meno importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Personalmente propenderei tendenzialmente per un sistema elettorale, su cui gi\u00e0 si espresse\u00a0<strong>Luigi Einaudi<\/strong>, di piccoli collegi uninominali in cui con il sistema maggioritario secco ad un turno si elegge il parlamentare di quel collegio. Tale sistema avrebbe il vantaggio di rapportare strettamente l\u2019eletto all\u2019elettore e di migliorare sensibilmente la qualit\u00e0 della nostra classe politica. Dove infatti il cittadino elettore si reca alle urne e conosce, magari direttamente, il candidato da votare potr\u00e0 meglio sindacare la qualit\u00e0 dell\u2019eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la legge elettorale non \u00e8 un piatto che ciascuno cucina a suo piacimento e poich\u00e9 ormai pare evidente come con l\u2019attuale composizione del Parlamento italiano ci si muova rapidamente verso un sistema proporzionale quale quello delineato da Orlando, allora senza speciose polemiche vorrei affrontare i nodi cruciali \ufffcrelativi a quel sistema e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche i pi\u00f9 raffinati politologi continuano ad illustrare, secondo le proprie preferenze, le magnifiche e spesso immaginifiche virt\u00f9 dei vari sistemi elettorali: proporzionali, maggioritari o misti. Ma nessuno o quasi si sofferma sull\u2019altra met\u00e0 del cielo. Infatti, si tende ad ignorare e a non voler considerare come fondamentale la differenza tra sistema elettorale con relativa attribuzione del numero di seggi assegnati ad ogni lista concorrente e meccanismo di ripartizione di quei seggi ad ogni lista sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proporzionale, maggioritario, ecc. \u00e8 il sistema elettorale. Uninominale, plurinominale, con preferenze, ecc. \u00e8 il meccanismo di ripartizione dei seggi in un sistema dato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il sistema dato sar\u00e0 quello di una legge elettorale proporzionale, risulter\u00e0 pressoch\u00e9 inevitabile comporre un governo, votato dal Parlamento che si andr\u00e0 a costituire, che rispecchi la rappresentanza delle singole forze politiche. E diventer\u00e0 cruciale per la stessa democrazia il meccanismo di attribuzione e ripartizione di quei seggi ai partiti. Questo \u00e8 lo snodo vero, il punto che va approfondito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il meccanismo di attribuzione e ripartizione si lega strettamente alla questione della selezione della nostra classe politica, tema su cui tanto ci si \u00e8 molto soffermati in questi anni. Quella selezionata da un leader, magari gi\u00e0 di per s\u00e9 abbastanza incapace e dunque propenso a scegliere in chiave conservativa chi \u00e8 ancor meno capace di lui, sar\u00e0 una classe politica inevitabilmente mediocre. Insomma, se il parlamentare se lo sceglie il capo partito, il prescelto sar\u00e0 sempre il pi\u00f9 fedele dei suoi uomini, non certo il pi\u00f9 capace, e magari indipendente, di quel partito politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cosa succedeva nel sistema proporzionale vigente nella prima Repubblica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella singola circoscrizione elettorale venivano presentate le liste di ogni partito e l\u00ec veniva assegnata, oltre che il voto al partito, la preferenza o per meglio dire le preferenze (perch\u00e9 per lunghi anni si \u00e8 trattato di preferenze multiple) ai candidati di quel partito. Mi rendo conto delle storture che quel sistema ha potuto creare: campagne elettorali costose; in alcune zone del Paese candidati appoggiati e poi controllati dalla criminalit\u00e0 organizzata; corruzione, n\u00e9 superiore n\u00e9 inferiore a quella conosciuta negli anni successivi, ma sicuramente significativa, in quanto i candidati avevano necessit\u00e0 di disporre di ingenti somme nel corso della campagna elettorale per combattere i propri competitor che erano anche i compagni di lista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma sarebbe inaccettabile non voler vedere anche i lati positivi di quel sistema. Intanto si formarono, anche all\u2019interno dei singoli partiti, delle cordate fondate spesso su una reale identit\u00e0 di vedute. L\u2019elettore riusciva ad individuare il candidato a lui pi\u00f9 vicino e si finiva spesso per eleggere uomini politici mediamente pi\u00f9 capaci e competenti di quelli visti negli anni successivi. Quel sistema, al di l\u00e0 del bilanciamento dei pro e dei contro, fu poi superato all\u2019alba della seconda Repubblica. Si \u00e8 instaurato un micidiale meccanismo caratterizzato non tanto da un sistema elettorale maggioritario, quanto da un meccanismo di ripartizione dei seggi che potesse consentire sempre di pi\u00f9 al capopartito di rendere non scalfibile la propria leadership, attraverso la selezione verso il basso dei parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019invito che rivolgo allora \u00e8 quello di soffermarsi maggiormente sul meccanismo di ripartizione territoriale dei seggi, piuttosto che esclusivamente sul sistema elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto manteniamo un Parlamento nella pienezza dei suoi poteri e nella completezza della sua composizione cos\u00ec come voluta dai padri costituenti, respingendo con l\u2019imminente referendum costituzionale il tentativo di tagliare democrazia attraverso il taglio lineare, insensato e del tutto inutile, di un terzo dei parlamentari. Affrontiamo quindi il problema cruciale della selezione della classe politica privilegiando la scelta del cittadino elettore rispetto alla imposizione del parlamentare da parte delle segreterie di partito. Tema ancor pi\u00f9 attuale oggi, con partiti dalla vita democratica interna pressoch\u00e9 inesistente, caratterizzati da leader o, addirittura, in alcuni casi da registi esterni, che spesso agiscono nell\u2019ombra, scegliendo persone facilmente manovrabili e sostituibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec facendo tanti incompetenti resteranno a svolgere il loro mestiere originario (o in alternativa si godranno il Reddito di cittadinanza o, a secondo dell\u2019et\u00e0, quota 100), senza reinventarsi politici improbabili, talvolta al limite del ridicolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Fondazione Luigi Einaudi \u00e8 pronta a dare il suo contributo di idee e a confrontarsi con altre scuole di pensiero per trovare la soluzione migliore e, a nostro avviso, indifferibile per le istituzioni del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Augurandoci che questa volta, in barba alla Convenzione di Venezia, alle regole di una democrazia funzionante e anche al buon senso, non si aspetti al solito l\u2019ultimo anno o magari l\u2019ultimo semestre di legislatura per varare una nuova legge elettorale. Con il retropensiero mal dissimulato di ogni cattivo politico che, una volta approvata la nuova legge, le lancette dell\u2019orologio elettorale si mettono in moto e non si fermano pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/06\/legge-elettorale-dibattito-benedetto\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/06\/legge-elettorale-dibattito-benedetto\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Giuseppe Benedetto) Con un intervento su Formiche.net Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi (Fle), invita al dibattito sul sistema elettorale italiano. &#8220;La Fle \u00e8 pronta a dare il suo contributo di idee e a confrontarsi con altre scuole di pensiero per trovare la soluzione migliore e, a nostro avviso, indifferibile per le istituzioni del Paese&#8221; Sembra riavviarsi, dopo una lunga pausa, il dibattito tra le forze politiche sulla legge elettorale. 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