{"id":59163,"date":"2020-06-12T10:30:14","date_gmt":"2020-06-12T08:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59163"},"modified":"2020-06-12T01:29:46","modified_gmt":"2020-06-11T23:29:46","slug":"come-prima-piu-di-prima-il-piano-colao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59163","title":{"rendered":"Come prima, pi\u00f9 di prima. Il piano Colao."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Luca Giangregorio)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La task-force guidata dall&#8217;ex manager di Vodafone ha presentato al Governo il piano per la ripartenza. Ma il tanto decantato gruppo di esperti ripropone solo l&#8217;ideologia liberista, con lo Stato al servizio del privato e nessun ruolo attivo del lavoro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il picco della pandemia e le fasi di lockdown totale l\u2019economia ha retto grazie soprattutto a quei lavoratori e lavoratrici troppo spesso tacciati di bassa produttivit\u00e0 e valore aggiunto e, per questo, meritevoli di bassi salari. Si tratta dei lavoratori della logistica, schiacciati dallo strapotere di Amazon che impone loro ritmi e modalit\u00e0 di lavoro; dei rider vittime del caporalato digitale e ancora soggetti al ricatto dello status di falso autonomo e del salario a cottimo nonostante la sentenza 1663\/2020 della Corte di Cassazione che stabilisce per loro le stesse tutele del lavoratore subordinato; si tratta dei lavoratori della filiera agro-alimentare, dai braccianti \u2013 vittime di una \u00abregolarizzazione per utilit\u00e0 di mercato\u00bb \u2013 alle addette alle casse della grande distribuzione; si tratta degli infermieri che all\u2019interno della stessa unit\u00e0 ospedaliera possono essere soggetti a condizioni differenti grazie alla possibilit\u00e0 di ottenere personale dalle cooperative attraverso operazioni di esternalizzazione del servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste categorie di lavoratori sono anche quelle pi\u00f9 colpite: ogni crisi nella storia del capitalismo \u00e8 stata scaricata sulla merce-lavoro e questa non \u00e8 da meno. Vincenzo Galasso, cos\u00ec come il techincal report del Joint Research Center, confermano come i pi\u00f9 colpiti dalla crisi conseguente alla pandemia sono proprio i lavoratori e le lavoratrici, i soggetti con condizioni occupazionali peggiori e salari pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalle grandi abilit\u00e0 e competenze dei tecnici nominati all\u2019interno della task-force e guidati dal super-manager Vittorio Colao \u2013 ex amministratore delegato di Vodafone \u2013 ci si aspettava un rapporto realmente tecnico, con analisi e numeri a supporto delle loro proposte, con relativa quantificazione e fonti di finanziamento. In realt\u00e0, si tratta solo di una tenera e ideologica lettera del figlio liberale che, come in ogni fase di crisi capitalistica, chiede assistenza gratuita a pap\u00e0 Stato per aiutarlo a sopravvivere e porre la basi per la riproduzione e successiva accumulazione del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ripartire, ma senza lavoro<br \/>\nQuesti lavoratori e lavoratrici, tuttavia, sono del tutto assenti nella concezione di lavoro attivo \u2013 cio\u00e8 di partecipazione alle decisioni della produzione e quindi di dominio del soggetto sull\u2019oggetto e non viceversa \u2013 dal piano tecnico presentato da Colao e dalla sua task-force.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante il primo dei sei punti sia intitolato \u00abimpresa e lavoro, motore dell\u2019economia\u00bb persiste indisturbata la logica liberale per cui sono considerati unicamente l\u2019impresa e il capitale privato i reali carburanti del motore economico lasciando al lavoro il mero ruolo di merce-appendice. Questa visione, infatti, \u00e8 del tutto coerente con la totale assenza della questione lavoro all\u2019interno dell\u2019intero piano tecnico e un totale sbilanciamento delle soluzioni sulle necessit\u00e0 delle imprese: una sfilza di proposte che spaziano dalla defiscalizzazione ai crediti di imposta per facilitare aumenti di capitale e accentramenti, garanzie su prestiti ed estensione dei meccanismi di accesso alla liquidit\u00e0, aumento delle concessioni ai privati nel settore del turismo e alla partecipazione del privato nel definire i percorsi educativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">All\u2019interno della prima sezione, infatti, pochi sono gli accenni al lavoro che si traducono, nei fatti, in soluzioni per l\u2019impresa stessa. Come ad esempio, il suggerimento di derogare al \u00abdecreto dignit\u00e0\u00bb in tema di rinnovo dei contratti a tempo determinato, \u00abper almeno tutto il 2020\u00bb. O i meccanismi di premialit\u00e0 associati alla sanatoria per il lavoro nero: lavoratori che auto-dichiarano lavoro nero saranno ricompensati con una riduzione del cuneo fiscale. Al contrario, nessun accenno ai controlli sulle imprese che lavorano in nero e generano un ammanco di versamento di contributi a loro carico di 6,4 miliardi (relazione sull\u2019economia non osservata e sull\u2019evasione fiscale e contributiva anno 2018 \u2013 Mef). \u00c8 un impianto logico coerente con quanto previsto durante il lockdown, ossia totale carenza\/assenza di controlli sulle 192 mila imprese aperte in deroga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre si colpevolizza, di nuovo con la solita retorica liberale, il disoccupato\/cassaintegrato attribuendo tale condizione alle loro mancanze tecnico-conoscitive. Infatti, la task-force propone di introdurre la \u00abriqualificazione\u00bb come condizionalit\u00e0 di accesso ai sussidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ottica di competenza per il mercato \u2013 e non per l\u2019essere \u2013 \u00e8 presente anche nel capitolo dedicato all\u2019educazione dove viene proposta esplicitamente un\u2019\u00abeducation-to-employment\u00bb, i cui corsi di formazione dovrebbero essere forniti (anche a pagamento) da imprese private e tenuti da manager\/dirigenti, come norma raccomandabile\/obbligatoria per accedere a sussidi quali il reddito di cittadinanza. Insomma, il mercato come ente supremo totalizzante che definisce la vita dell\u2019individuo secondo le proprie necessit\u00e0 sin dalla scuola secondaria con \u00abcareer education\u00bb e \u00abcareer and life counselling\u00bb con le imprese private che possono finanziare miglioramenti tecnologici nella didattica tramite \u00abl\u2019adozione di una classe\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non solo mancano totalmente i problemi fondamentali del mondo del lavoro di oggi, quali la stagnazione salariale e la necessit\u00e0 di introdurre un salario minimo, le condizioni materiali e di sicurezza (ricordiamo che in tempi \u00abnormali\u00bb l\u2019Italia presentava in media tre vittime sul lavoro al giorno), il lavoro in appalto, le forme di precariet\u00e0 e di remunerazione a cottimo, ma viene invece delineata quale deve essere la natura dell\u2019individuo e del lavoro. Per la task-force l\u2019individuo sin dalla scuola secondaria deve essere un pezzo del mercato, un\u2019appendice dell\u2019impresa a cui deve adeguarsi, riproponendo l\u2019ennesima visione passiva del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavoro non viene considerato nemmeno nel capitolo secondo, dove il piano per il rinnovamento infrastrutturale \u00e8 anche in questo caso definito solo per lo sviluppo competitivo delle imprese facilitando unicamente lo spostamento rapido delle merci. Insomma, per i soggetti-lavoratori non viene proposta alcuna riforma del sistema dei trasporti, specie su rotaia. Permane l\u2019attuale impianto regressivo di alta velocit\u00e0, improntato alla realizzazione del profitto, che razionalizza il trasporto locale-interregionale che interessa principalmente lavoratori e lavoratrici pendolari, con gli evidenti disservizi e carenza d\u2019offerta nelle regioni meridionali i cui trasporti pubblici sono demandati a soggetti privati su gomma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro timido accenno al lavoro si presenta nel terzo capitolo del piano dedicato all\u2019arte e al turismo. L\u2019Italia, come riporta la stessa task-force, ottiene circa il 13% del suo Prodotto interno lordo dal turismo e quindi secondo Colao e colleghi, \u00e8 necessario elevarlo a vero e proprio brand. Un brand caratterizzato da basso valore aggiunto e alta intensit\u00e0 di sfruttamento del lavoro, con bassi salari e condizioni lavorative del secolo scorso (basti pensare alle polemiche della scorsa stagione sul caso Gabicce). L\u2019unico obiettivo \u00e8 tutelare l\u2019occupazione, ma favorendo l\u2019impresa attraverso il solito strumento della decontribuzione per i nuovi assunti stagionali e con riduzioni di imposte (Tari, Tarsu e Imu), con l\u2019obiettivo di garantire la stagione turistica al settore. Non una parola sui lavoratori dell\u2019arte o dello spettacolo, e delle guide turistiche, solo la retorica del miglioramento delle capacit\u00e0 formative attraverso stage e programmi di formazione \u00abgestiti e condotti da grandi catene internazionali\u00bb, in un contesto gi\u00e0 saturo di precariet\u00e0, esternalizzazioni e privatizzazioni che generano spinte al ribasso dei salari e lavoro gratuito (come gi\u00e0 ben spiegato sempre qui su Jacobin Italia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche in questo caso il soggetto-lavoratore che viene dominato dalla produzione-turismo allo scopo di aumentare l\u2019attrattivit\u00e0 e i profitti. Infatti, l\u2019idea della task-force \u00e8 rafforzare il turismo di fascia premium (nautica, enogastronomia, itinerari dello shopping di alto livello) attraendo capitali esteri e dando anche in concessione, a uso alberghiero, beni immobili di valore storico e artistico, o estendendo quelle gi\u00e0 in essere (spiagge) per evitare un calo dei profitti e investimenti nel settore. Insomma, di nuovo il fattore lavoro e il bene comune al servizio del profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un piano senza Stato<br \/>\nAll\u2019interno della relazione tecnica viene continuamente citata la parola \u00abpiano\u00bb o \u00abpianificazione\u00bb, soprattutto in tema di investimenti e rinnovamento delle infrastrutture. Tuttavia, sorge spontanea e immediata una domanda: Chi, come e con quali obiettivi dovrebbe concretizzare questo piano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono domande inevase da Colao, ma a cui si pu\u00f2 facilmente rispondere leggendo la relazione proposta. Infatti, a seguito dell\u2019ideologia del new-public management e dell\u2019egemonia neoliberale, lo Stato ha esternalizzato le sue funzioni e perso le proprie competenze dopo i massicci piani di privatizzazione e smantellamento dell\u2019Iri (l\u2019Istituto per la ricostruzione industriale) negli anni Novanta. Questo implica che lo Stato, ad oggi, non \u00e8 in grado di svolgere nessun ruolo attivo nel \u00abpiano\u00bb di Colao, ma \u00e8 uno Stato limitato e assoggettato alle richieste delle imprese. Uno Stato facilitatore al servizio del privato che non pu\u00f2, ideologicamente e materialmente, partecipare attivamente alla definizione e implementazione del piano per l\u2019economia post Covid-19, e non pu\u00f2 democratizzare l\u2019economia partecipando alla formulazione delle risposte alle domande su \u00abcome e cosa produrre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, ben consapevoli del ritardo dei nostri dipendenti pubblici rispetto agli altri paesi europei in termini di percentuale di occupazione pubblica (Eurostat) ed et\u00e0 degli occupati (Ocse), la task-force suggerisce una maggior valorizzazione del personale pubblico attraverso processi selezione pi\u00f9 efficaci, che dal loro punto di vista significa volti alle capacit\u00e0 tipicamente richieste da un\u2019impresa privata \u2013 problem solving, attitudine a lavori di gruppo, soft-skills manageriali ecc. Nonostante sia evidentemente necessario un massiccio piano di assunzione per aumentare la qualit\u00e0 e le competenze del settore pubblico, la logica di fondo della proposta tecnica \u00e8 fornire le competenze necessarie a una pianificazione al servizio del profitto privato, piuttosto che fornire allo Stato e a lavoratori e lavoratrici le necessarie abilit\u00e0 tecnico-conoscitive fondamentali per spostare l\u2019attenzione da valore di scambio al valore d\u2019uso di merci e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci si poteva aspettare nessuna sorpresa da questa relazione tecnica. Infatti, derogando sempre pi\u00f9 a un reale principio democratico, le democrazie liberali fanno affidamento a presunti tecnicismi, che a volte sono astratti \u2013 i \u00abmercati\u00bb \u2013 altri diretta espressione del mondo accademico-manageriale. Gli intellettuali e i tecnici della classe dominante sono riusciti nell\u2019obiettivo di rovesciare il rapporto logico tra tecnica e politica presentando le competenze come neutrali. Tuttavia, la politica per definizione non \u00e8 un campo neutro e nemmeno i rappresentanti della tecnica sono privi di orientamento ideologico, anzi. Come si evince facilmente dalla composizione della task force sono espressione intellettuale e competente della classe dominante e ne perseguono gli interessi. Lasciare la definizione delle politiche economiche post-pandemia a una task force \u00abtecnica\u00bb significa non solo derogare ai principi democratici, ma anche ammettere quali sono i reali interessi di cui lo Stato si vuole prioritariamente occupare in questa nuova fase. Al contrario, occorre una reale democratizzazione dell\u2019economia, con una visione del lavoro attiva e non come semplice merce a disposizione del capitale su cui scaricare i costi di ogni crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/come-prima-piu-di-prima-il-piano-colao\/\">https:\/\/jacobinitalia.it\/come-prima-piu-di-prima-il-piano-colao\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Luca Giangregorio) La task-force guidata dall&#8217;ex manager di Vodafone ha presentato al Governo il piano per la ripartenza. 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