{"id":59225,"date":"2020-06-16T10:30:25","date_gmt":"2020-06-16T08:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59225"},"modified":"2020-06-16T01:05:29","modified_gmt":"2020-06-15T23:05:29","slug":"stati-generali-conte-sotto-esame-vende-fumo-mentre-la-bce-francese-corre-piu-veloce-del-mes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59225","title":{"rendered":"Stati Generali: Conte sotto esame vende fumo, mentre la Bce francese corre pi\u00f9 veloce del Mes"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Musso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla stazione di Berlino c\u2019erano tre treni. Il primo, carico di guastatori, \u00e8 partito diretto verso l\u2019Unione Europea Monetaria (Uem); il secondo, carico delle promesse del Recovery Fund, \u00e8 partito diretto verso l\u2019Unione europea (Ue); il terzo, con a bordo la Troika, \u00e8 fermo sul binario morto\u2026 Pi\u00f9 probabile arrivi a destinazione la Bce francese che il Mes\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il treno dei guastatori \u2013 Il primo treno, quello dei guastatori, truppa scelta da Karlsruhe, fa leva sull\u2019apparente indocilit\u00e0 di Bce a sottomettersi e prosegue indefesso verso l\u2019obiettivo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, Bce francese lancia segnali. Da un lato, continue provocazioni verso Bundesbank: l\u2019ultima gioved\u00ec, quando il capo economista Philip Lane ha definito il PSPP (oggetto della sentenza tedesca) \u201copen-ended\u201d (in flagrante contraddizione con la stessa sentenza). Dall\u2019altro, segnali d\u2019amore verso l\u2019Italia: non pare voler pretendere, in cambio del QE o del PEPP, nuove riforme strutturali stile Troika\u2026 d\u2019altronde non avrebbe senso uccidere la domanda aggregata italiana, pi\u00f9 di quanto si sia fatto sinora, giacch\u00e9 debito estero e saldo commerciale esterno italiani sono pi\u00f9 che in sicurezza; al contrario, il debito estero francese oggi \u00e8 simile a quello italiano del 2011, ma la Francia si terrebbe Bce anzitutto al fine difensivo di evitare a se stessa la cura Monti. Con buona pace degli ultimi Austeriani de\u2019 noatri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre la FAZ pubblica una corrispondenza da Parigi, per avvertire che Macron avrebbe ripreso ad ascoltare \u201ceuroscettici\u201d come Jean-Pierre Chev\u00e8nement, Hubert V\u00e9drine, Philippe de Villiers persino, e ricorda l\u2019ormai antico allontanamento del \u201cgermanofilo\u201d G\u00e9rard Collomb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il treno delle promesse \u2013 Il secondo treno, quello delle promesse del Recovery Fund, porterebbe in Italia anticipi di cassa per 173 miliardi, spalmati il 6 per cento nel 2021, il 16 per cento nel 2022, il 50 per cento nel 2023-2024, il resto sino al 2026 (un ritardo ormai ammesso da chiunque, Tremonti, Fubini, Verderami, il Pd, Gentiloni, Conte persino). A fronte di un esborso futuro per 65 miliardi a titolo di contributi, che Penati definisce debito \u201ctout court\u201d, oltre ad altri 91 miliardi di debito vero e proprio, nonch\u00e9 un \u201cregalo\u201d di 17 miliardi netti (Perotti), ma solo se la Commissione avr\u00e0 approvato i nostri progetti di investimento (giacch\u00e9, di spesa corrente, non se ne parla).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una video conferenza marted\u00ec 9 giugno, i ministri dell\u2019economia hanno potuto recitarsi a vicenda la rispettiva litania di obiezioni: da quanti soldi, a chi li prende, a chi li paga, alle condizionalit\u00e0, tutto insomma; essendo ancora aperte (e nonostante una incessante serie di riunioni a livello diplomatico) tutte le alternative che gi\u00e0 descrivemmo su Atlantico. Ci limiteremo qui a segnalare: come la giovanilistica idea che al rimborso possano provvedere nuove tasse comunitarie stia rapidamente venendo meno, di fronte alla netta opposizione americana ad una eu-digital-tax; come l\u2019Ecofin non abbia nemmeno abbordato il tema del bilancio pluriennale 2021-2027, del quale il nuovo strumento \u00e8 parte; come i Paesi dell\u2019Est accetterebbero di non essere beneficiari netti della componente straordinaria, solo a fronte di forti benefici nella componente ordinaria del bilancio pluriennale; come la Francia non paia avere veramente l\u2019intenzione di servire da contribuente netta; come la Germania abbia gi\u00e0 provveduto a ridurre il progetto di 1\/3, dicendosi contraria alla componente prestiti (Conte fa lo struzzo e parla ancora di \u201c170 miliardi\u201d per l\u2019Italia); come all\u2019opposizione di Olanda ed Austria si sia aggiunta la Finlandia. Un rebelotto tale, da aver costretto i tifosi a sottolineare, non il contributo economico, bens\u00ec quello politico ad una supposta trasformazione federalista delle istituzioni europee (Vittorio Grilli, Monti, Centeno\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I tifosi hanno, cos\u00ec, offerto il destro alla Svezia (che dell\u2019Euro non fa parte), per augurare buona fortuna e sottrarsi \u201ctout court\u201d: il massimo che il ministro Andersson e l\u2019ex ministro Pagrotsky sarebbero disposti a cofinanziare, pure con modesti scompensi fra i soldi dati e ricevuti, \u00e8 \u201cil normale funzionamento del mercato unico\u201d; concetto che potremmo tradurre come: tutto ci\u00f2 che la Ue potrebbe fare pure senza la Uem. La stessa Germania, d\u2019altra parte, scegliendo di far transitare il cosiddetto Recovery Fund dal bilancio Ue, non pu\u00f2 aver avuto un pensiero diverso: cosa mai c\u2019entra la \u201cla transizione ecologica o digitale\u201d con la moneta unica? Infine, i Paesi teoricamente beneficiari tendono a rifiutare una condizionalit\u00e0 macroeconomica, mentre potrebbero pi\u00f9 facilmente accettare una condizionalit\u00e0 per progetti di spesa, come gi\u00e0 \u00e8 per i normali fondi europei. Eventualmente accompagnata da una revisione delle procedure nazionali di spesa e controllo, come sembrano suggerire Moavero e Grilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non saremmo sorpresi, dunque, se il risultato finale fosse molto \u201csvedese\u201d. La Ue, senza la Uem, pu\u00f2 benissimo cofinanziare un nuovo valico alpino; ovvero l\u2019infrastruttura informatica (come propone pure Alain Minc, ad esempio l\u2019ultima iniziativa franco-tedesca detta Gaia-X, una sorta di piattaforma dei cloud). Senza che l\u2019Italia contribuente netto, divenga mai beneficiario netto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando la presidenza semestrale tedesca otterr\u00e0 l\u2019accordo politico dei 27, lo immaginiamo: in corrispondenza con l\u2019uscita di Bundesbank dal QE, in modo da rispondere alla quasi fine della Uem con un investimento sulla Ue. Cos\u00ec da offrire ai tifosi una risposta pronta nei talk show.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il treno della Troika \u2013 Il terzo treno, quello con a bordo la Troika, \u00e8 fermo sul binario morto. Gravato dall\u2019intera condizionalit\u00e0 macroeconomica del relativo Trattato, inutile ad attivare lo Omt, quest\u2019ultimo comunque non illimitato, come gi\u00e0 segnalammo su Atlantico; ci\u00f2 fa certamente premio su un vantaggio di tasso modesto, ma comunque incerto ed esorbitante rispetto allo status di creditore privilegiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, il Tesoro italiano ha inviato la lettera di adesione ai prestiti del programma SURE di sostegno alla cassa integrazione, come gi\u00e0 autorizzato dal Parlamento. Ma qui non vi sono condizionalit\u00e0 macroeconomiche annesse al trattato, e la destinazione dei fondi \u00e8 univoca, immediata e certa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, il Tesoro italiano non ha sin qui profittato del PEPP per finanziare il nuovo debito necessario (nonostante il favore del mercato): incerto della tenuta di Bce \u2013 come spiegava a fine maggio a Le Monde Shahin Vall\u00e9e, molto vicino a Macron \u2013 si teneva pronta la cartuccia del Mes; ma a malincuore ben sapendo che si trattava di \u201caccettare una messa sotto tutela, come Atene l\u2019ha gi\u00e0 vissuta dieci anni orsono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, il Pd coltiva una passione perversa per qualunque cosa assomigli ad una Troika, nella logica dichiarata da Stefano Folli: \u201cAderire al Mes significa entrare in un percorso ben definito, ancorando l\u2019Italia a criteri precisi per la gestione futura del debito (\u2026) nel momento in cui la Bce pone in atto uno sforzo poderoso con l\u2019assenso, si suppone, delle maggiori capitali dell\u2019Unione\u201d. Si suppone\u2026 beh, Folli suppone male. Siccome non tutti hanno le fette di salame sugli occhi, non ci si pu\u00f2 stupire che Conte prosegua rinviando, nell\u2019attesa di poter dire: \u201cNon serve, tanto ci pensa la Bce francese\u201d. Mentre il 5 Stelle incassa una nobile vittoria e il Fatto Quotidiano pu\u00f2 far dire all\u2019ottimo Palombi: \u201cLagarde archivia il Mes\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le discussioni a titolo \u201cMes\u201d che ancora si svolgono, paiono mascheramenti del reale dibattito in corso. Poich\u00e9 non pare possibile che il ministro Speranza creda veramente di poterci finanziare imprese e trasporti, l\u2019Abi la riduzione dell\u2019Ires. Annota Liturri: \u201cLa immaginate la faccia del funzionario che dovr\u00e0 attestare che trattasi di costi indirettamente connessi alla crisi da Covid-19?\u201d. Chiosa Tremonti: \u201cFinir\u00e0 che finanziamo poco pi\u00f9 delle mascherine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Soldi dell\u2019Europa \u2013 Non sappiamo se i primi due treni giungeranno a destinazione. Dubitiamo parta mai il terzo perch\u00e9, in tal caso, l\u2019Italia potrebbe sempre agire d\u2019anticipo imponendo il controllo movimento dei capitali e facendo da s\u00e9 (come abbiamo detto su Atlantico, e come ha ribadito Hans Werner Sinn, in un testo curiosamente recensito da Vincenzo Visco sul Sole gioved\u00ec). Tuttavia, abbiamo fiducia nei guastatori tedeschi, al punto che vien da chiederci se i soldi che, a Roma, stanno ad aspettare non siano quelli di Bce francese. Ci\u00f2 spiegherebbe una certa schizofrenia apparente, di Moavero ad esempio, il quale dice di prepararsi ad investire comunque, a prescindere dallo stallo dalla trattativa in corso a Bruxelles; nonch\u00e9 una certa indifferenza alla drammatica crisi economica in corso, come se si sapesse che i soldi ci saranno, in autunno. Per farci cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricapitalizzare le banche, magari, venendo incontro al regolatore che, nel frattempo, ha mostrato un evidente cambio di passo: d\u2019altronde banche meglio capitalizzate avranno meno difficolt\u00e0 ad utilizzare le garanzie gi\u00e0 offerte dallo stato sui prestiti alle imprese; inoltre le regole della banking union erano de facto dirette ad impedire interventi ai Paesi ad alto debito, il che non avrebbe pi\u00f9 senso nel mondo della monetizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finanziare la reindustrializzazione, pure: trasferimenti ad aziende partecipate dallo stato, plausibilmente quotate, magari franco-italiane, secondo un modello che diremmo neo-gollista e che la monetizzazione del debito (presente e futuro) renderebbe di nuovo possibile. Borsa Milano, ad esempio, potrebbe presto fondersi con Borsa Parigi-Euronext, controllata all\u20198 per cento dalla Cdp francese, alla quale si affiancherebbe una partecipazione di Cdp italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Investire in infrastrutture. Cos\u00ec Conte recita una litania di Alte Velocit\u00e0 (Genova-Roma, Milano-Venezia, Roma-Pescara, Roma-Ancona, poi gi\u00f9 sino alla Sicilia rimandando solo il Ponte sullo Stretto), porti, reti idriche\u2026 da far apparire un dilettante il Berlusconi del \u201ccontratto con gli italiani\u201d. Ma, allo stato, disporrebbe solo di una lista di titoli su un foglio excel. Il piano Colao recita: \u201cLo sviluppo ubiquo della rete in fibra ottica \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta\u201d. Conte parla di 120 miliardi \u201cgi\u00e0 stanziati\u201d (gergo politichese che sta per \u201cnon finanziati\u201d). Il Ministero delle infrastrutture avrebbe una lista di opere da 196 miliardi, dei quali 84 non avrebbero bisogno di progetti e autorizzazioni, in teoria. I restanti 113 invece questo bisogno certamente lo hanno, dunque sono almeno 7-8 anni distanti dall\u2019apertura dei cantieri. Annota il Sole 24 Ore: \u201cIl vero nodo \u00e8 nel taglio ai tempi di autorizzazione che sono a monte della gara: progettazione, valutazione di impatto ambientale, autorizzazioni paesistiche\u201d, oltre che nella definizione genericissima dei reati di abuso di ufficio e danno erariale. Il piano Colao parla di \u201cburocrazia difensiva\u201d e suggerisce la via, promettente, dell\u2019autocertificazione e del silenzio assenso; mentre aggira l\u2019ostacolo della riforma penale per la via, timida ed assai meno promettente, della responsabilizzazione gerarchica del funzionariato, previa assegnazione di una polizza assicurativa alla dirigenza contro i rischi del danno erariale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banda Nimby e la banda Onestah \u2013 Si narra che Conte cianci di abbattere i tempi da 7-8 anni a 6-12 mesi, venerd\u00ec ha detto \u201c5 settimane\u201d addirittura; in subordine, un \u201csemestre (o forse anno) bianco, in cui sperimentare nuove procedure eccezionali ed emergenziali che azzerino la burocrazia\u201d. Ma non v\u2019\u00e8 chi non veda la reazione del politico o dell\u2019elettore del Partito democratico e\/o grillino, di fronte alla imposizione del silenzio assenso alle soprintendenze, di fronte alla abolizione del reato di abuso d\u2019ufficio. Gi\u00e0 oggi suona la \u201cbanda Nimby\u201d di chi vorrebbe investire tutto in ciclabili e monopattini elettrici ovvero in \u201cun milione di alberi\u201d, mentre la \u201cbanda Onestah\u201d si riscalda ai margini del campo. Un assaggio lo offrono il ministro 5 Stelle Catalfo che vuole finanziarci \u201cla riduzione del gap salariale uomo\/donna e il salario minimo\u201d, il ministro Di Maio che vuole finanziarci \u201cl\u2019abbassamento delle tasse\u201d, Boeri e Perotti contrari alla Tav e favorevoli a \u201ccostruire tanti campetti di calcio e di pallacanestro\u201d, Penati che semplicemente dice che ad investire non siamo capaci e paragona Conte direttamente a Luigi XVI ghigliottinato. La loro prevalenza finirebbe per impedire qualsiasi investimento sensato. Vana, al riguardo, pare la speranza di redimerli, da taluni attribuita a Conte, infine condannato \u201calla linea dell\u2019ascolto\u201d da celebrarsi in un curioso happening detto \u201cStati Generali\u201d. Happening ufficialmente prodromico ad un Piano Nazionale di Riforma inquadrato in \u201cun piano condiviso dell\u2019azione di governo collegato al Piano Nazionale delle riforme\u201d (qualunque cosa questa espressione significhi) da presentarsi \u201cin settembre\u201d, ufficiosamente volto a \u201cmandare un segnale forte all\u2019Ue\u201d, invero utile ad illudere il pubblico di avere la banda Nimby e la banda Onestah in pugno, cio\u00e8 di essere ancora politicamente vivo. In una parola, il partito grillino e\/o il giustizialismo democratico non paiono adeguati al nuovo assetto esterno cui il nostro Paese potrebbe presto appartenere. Meglio sarebbe innestare il sostegno delle destre, nota Tremonti, meglio con elezioni ma in subordine pure senza, avendo cura di evacuare i (primi) ministri-turisti. Non sapremmo dargli torto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/stati-generali-conte-sotto-esame-vende-fumo-mentre-la-bce-francese-corre-piu-veloce-del-mes\/\">http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/quotidiano\/stati-generali-conte-sotto-esame-vende-fumo-mentre-la-bce-francese-corre-piu-veloce-del-mes\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Musso) Alla stazione di Berlino c\u2019erano tre treni. 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