{"id":59342,"date":"2020-06-24T09:00:30","date_gmt":"2020-06-24T07:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59342"},"modified":"2020-06-23T07:17:16","modified_gmt":"2020-06-23T05:17:16","slug":"nazionalizzare-si-puo-lesempio-dellargentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59342","title":{"rendered":"Nazionalizzare si pu\u00f2: l\u2019esempio dell\u2019Argentina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARERIVOLTA (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1732\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/06\/maradona.png?w=700\" alt=\"maradona\" data-attachment-id=\"1732\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/06\/19\/nazionalizzare-si-puo-lesempio-dellargentina\/maradona\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/06\/maradona.png\" data-orig-size=\"1173,718\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"maradona\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/06\/maradona.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2020\/06\/maradona.png?w=700\" \/><\/p>\n<p>Il mandato di\u00a0<strong>Alberto Fernandez<\/strong>, attuale presidente dell\u2019Argentina, era iniziato come previsto: da una coalizione ampia e costruita attorno allo scopo principale di sconfiggere Macri, non ci si poteva aspettare alcuna misura radicale. Lo scopo, davvero importante, \u00e8 stato per fortuna raggiunto:\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/09\/28\/argentina-neoliberismo-dipendenza-e-spiragli-di-riscatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Macri \u00e8 stato sconfitto<\/a>. Tuttavia, la composizione della coalizione fa s\u00ec che il gabinetto sia popolato da una grande fetta di individui imbevuti di teoria ortodossa o monetarista. Ci\u00f2 comporta una riluttanza, se non proprio una contrariet\u00e0, nei confronti delle politiche macroeconomiche in deficit, nella convinzione che esse non possano che determinare un\u2019accelerazione permanente dell\u2019inflazione. Poich\u00e8 infatti, secondo questo approccio, l\u2019economia tende spontaneamente verso il migliore (e pieno) impiego delle risorse, in particolare del lavoro, qualsiasi politica espansiva volta ad aumentare l\u2019occupazione non pu\u00f2 che determinare un pi\u00f9 alto tasso di inflazione.<\/p>\n<p>In un Paese in via di sviluppo,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/05\/25\/gli-avvoltoi-sullargentina-scene-dalla-periferia-dellimpero\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fortemente dipendente dall\u2019importazione anche dei mezzi di produzione<\/a>, \u00e8 importante che la politica economica espansiva abbia un carattere, per cos\u00ec dire, \u201cstrutturale\u201d, nel senso che lo Stato si imponga come attore fondamentale della produzione, al fine di sostituirsi al mercato nella produzione delle merci che vengono acquistate all\u2019estero. Quello che servirebbe, in buona sostanza, \u00e8 una politica industriale ad ampio spettro che emancipi il Paese dalla dipendenza dall\u2019estero e allontani lo spettro costante dell\u2019inflazione. Rispetto ai buoni propositi, \u00e8 doveroso ammettere che la pianificazione industriale, improntata alla sostituzione delle importazioni, si \u00e8 interrotta nel 1974 e nemmeno il kirchnerismo (2003-2015) \u00e8 stato in grado di riprenderne il filo.<\/p>\n<p>Ora,\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/02\/29\/largentina-non-puo-pagare-storia-di-un-default-e-di-un-ricatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prima la rinegoziazione del debito<\/a>, che rende difficile qualsiasi decisione politica rilevante per paura di come potrebbero reagire i creditori, poi lo scoppio della pandemia, hanno inflitto un ulteriore colpo di arresto a questo processo.\u00a0Il crinale su cui il governo Fern\u00e1ndez si trova ad operare, dunque, \u00e8 particolarmente scosceso tant\u2019\u00e8 che egli ha gestito la pandemia con molta cautela sia dal punto di vista sanitario (il lockdown \u00e8 iniziato il 19 marzo, e la strategia sta garantendo risultati migliori rispetto al resto dell\u2019America latina), sia dal punto di vista economico, dove si \u00e8 notato una certa riluttanza ad effettuare un maggior deficit fiscale.<\/p>\n<p>Ci sono molte spiegazioni per questo. Sia Mat\u00edas Kulfas, ministro dello Sviluppo economico, che Mart\u00edn Guzm\u00e1n, ministro dell\u2019Economia, hanno il background teorico a cui abbiamo fatto accenno precedentemente. Guzm\u00e1n si \u00e8 formato all\u2019ortodossia neoclassica di Brown, mentre Kulfas si \u00e8 formato nella famosa casa FLACSO. Entrambi condividono la stessa visione dell\u2019economia: non si pu\u00f2 spendere pi\u00f9 di quanto si ha. Date queste presenze importanti nel gabinetto, \u00e8 difficile immaginare un ritorno agli ultimi anni dei Kirchner (2011-2015), quando l\u2019approccio dominante nel ministero dell\u2019Economia era ispirato a teorie eterodosse, per cui il ruolo della domanda aggregata \u00e8 determinante per la crescita economica e\u00a0<strong>la fonte dell\u2019inflazione \u00e8 il conflitto distributivo<\/strong>. Inoltre, Fernandez non faceva parte dell\u2019ultimo governo Kirchner e il suo ruolo sembra quello di restauratore delle politiche economiche della stagione 2003-2007, quando si provava a difendere il tasso di cambio reale contenendo i salari (dunque sacrificando i lavoratori) e perseguendo avanzi del bilancio pubblico (a discapito dello stato sociale) e della bilancia commerciale.<\/p>\n<p>Tuttavia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-argentina-grains-vicentin\/argentina-moves-to-take-over-bankrupt-soy-crusher-vicentin-idUSKBN23F2WU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qualche settimana fa<\/a>\u00a0Alberto Fern\u00e1ndez ha annunciato<strong>\u00a0la nazionalizzazione della societ\u00e0 Vicent\u00edn<\/strong>, dando una decisa sterzata rispetto alle proposte moderate avanzate in precedenza. La Vicent\u00edn aveva ottenuto dei prestiti, durante il governo Macri, dal Banco Naci\u00f3n. Presumibilmente, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto in assenza delle garanzie previste dalla legge, tant\u2019\u00e8 che le autorit\u00e0 giudiziarie stanno indagando sull\u2019ipotesi che l\u2019importo dei prestiti concessi dal Banco Naci\u00f3n non coincidesse con quanto previsto dalla regolamentazione del credito. Infatti, quando la Vicent\u00edn \u00e8 andata in bancarotta, ben l\u201988% del debito era stato contratto con le banche pubbliche. La Vicent\u00edn \u00e8 la sesta azienda pi\u00f9 importante nel mercato del grano argentino, ed \u00e8 leader del commercio estero partecipando alle esportazioni di grano per circa il 9% del mercato locale (circa 3.000 milioni di dollari). La sua capacit\u00e0 di esportazione \u00e8 associata alla capacit\u00e0 di produzione e anche alla commercializzazione, in quanto possiede un terminal portuale. Inoltre, d\u00e0 lavoro a 5.000 persone che in virt\u00f9 della crisi rischiano oggi di perdere il proprio posto di lavoro.<\/p>\n<p>Anche se non si tratta di una nazionalizzazione dell\u2019intera industria nazionale vocata al commercio estero, come accadde con gli esecutivi peronisti degli anni \u201940, questa iniziativa\u00a0<strong>rappresenta un importante passo in avanti<\/strong>. Il governo, con questa societ\u00e0 in mano, non solo sar\u00e0 in grado di regolare pi\u00f9 facilmente una parte del mercato dei cambi, ma, sebbene in maniera parziale, potr\u00e0 anche influenzare le quotazioni interne che influenzano il prezzo degli alimenti. Diventer\u00e0, quindi, un attore cruciale in quel settore economico soprattutto se si guarda alla politica industriale nel suo complesso. Sembrerebbe infatti che il governo sia intenzionato a formare un\u2019integrazione verticale con YPF Agro, cio\u00e8 la parte della compagnia petrolifera nazionale che si dedica all\u2019agrochimico. Il passo non \u00e8 da poco: in questo modo lo Stato comincerebbe a sviluppare competenze utili alla logica della commercializzazione e della produzione di cereali in un contesto in cui il settore agricolo privato \u00e8 riluttante ad esportare i propri prodotti a causa dei controlli di cambio che la banca centrale effettua.<\/p>\n<p>Le prospettive future del governo Alberto Fern\u00e1ndez non cambiano: come detto in apertura, da una compagine governativa nata principalmente per spodestare Macr\u00ec non ci si pu\u00f2 attendere misure radicali. Tuttavia, questo esecutivo sta prendendo una strada inattesa, in linea con i vecchi concetti del peronismo. Resta da vedere se questa linea pu\u00f2 completare quella avviata con N\u00e9stor Kirchner nel 2003 con la rinazionalizzazione dei fondi pensione e delle grandi infrastrutture nazionali, quali Aerol\u00edneas Argentinas (compagnia di bandiera), YPF (campi petroliferi fiscali), Correo Oficial, Aguas y Saneamientos Argentinos (AySA) (posta nazionale), Talleres Navales D\u00e1rsena Norte (Tandanor) (navale), F\u00e1brica Argentina de Aviones (Fadea) (aerei), Belgrano Cargas y Log\u00edstica (treni), Ciccone Calcogr\u00e1fica (stampa di valuta) oltre alla creazione di Ieasa (nata dalla fusione di Enarsa e Ebisa) (energia), Arsat (satelliti), Adif (treni), Sofse (treni), RTA (radio e televisione), Ceatsa (alta tecnologia), Eana (navigazione aerea), Nuevos Aires del Sur (treni), Playas Ferroviarias (treni), Contenidos P\u00fablicos (comunicazione) e Corredores Viales (strade e autostrade).<\/p>\n<p>Questa vicenda, tuttavia, parla anche ai Paesi occidentali a capitalismo avanzato. Dopo decenni di espulsione dello Stato dall\u2019economia, lo scoppio inatteso della pandemia sta riproponendo sulla scena mondiale una nuova fase di protagonismo dell\u2019attore pubblico, richiesto anche dai settori dell\u2019industria pi\u00f9 riluttanti. Tuttavia, se da un lato bisogna tenere alta la guardia rispetto all\u2019arrivismo del capitale, pronto a sfruttare l\u2019interventismo statale nella fase di crisi, per tutelare i propri profitti, per poi richiederne prontamente il ritiro una volta messo in sicurezza \u2013 sulle spalle della collettivit\u00e0 \u2013 l\u2019economia, dall\u2019altro \u00e8 importante notare come una pi\u00f9 solida, sostenibile e inclusiva crescita economica possa avvenire soltanto con un impegno diretto, e non solo marginale, dello Stato. \u00c9 importante, in buona sostanza,\u00a0<strong>restituire allo Stato la gestione delle industrie strategiche<\/strong>, poich\u00e9 solo lo Stato pu\u00f2 sottrarle alla logica del profitto e metterle al servizio del miglioramento delle condizioni delle classi subalterne.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/06\/19\/nazionalizzare-si-puo-lesempio-dellargentina\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2020\/06\/19\/nazionalizzare-si-puo-lesempio-dellargentina\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARERIVOLTA (redazione) &nbsp; Il mandato di\u00a0Alberto Fernandez, attuale presidente dell\u2019Argentina, era iniziato come previsto: da una coalizione ampia e costruita attorno allo scopo principale di sconfiggere Macri, non ci si poteva aspettare alcuna misura radicale. 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