{"id":59394,"date":"2020-06-25T10:00:03","date_gmt":"2020-06-25T08:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59394"},"modified":"2020-06-23T13:39:25","modified_gmt":"2020-06-23T11:39:25","slug":"dove-non-va-la-nostra-industria-siderurgica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59394","title":{"rendered":"Dove (non) va la nostra industria siderurgica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Ascanio Bernardeschi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/49382db1cabe74312aebfced243ea3c2_XL.jpg\" alt=\"Dove (non) va la nostra industria siderurgica?\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La siderurgia italiana \u00e8 al capolinea. Come \u00e8 avvenuto per l\u2019economia in generale, la pandemia \u00e8 stato solo l\u2019innesco e l\u2019aggravamento di una crisi che stava gi\u00e0 incalzando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Taranto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">A Taranto le acciaierie sono agonizzanti. Il concessionario ArcelorMittal (non ha ancora acquistato lo stabilimento) fa melina col governo fra mille pretesti. Dopo le rimostranze per il sacrosanto affievolimento di un troppo permissivo \u201c<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/arcelormittal-alza-la-posta-subito-cassa-integrazione-per-3-500-operai\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scudo penale<\/a>\u201d, leggasi licenza di uccidere, il pretesto diviene il Covid-19 e ArcelorMittal ha presentato il 9 giugno un\u00a0<strong>piano industriale<\/strong>\u00a0che fa fuori 5.000 lavoratori e fa slittare ancora la realizzazione del nuovo altoforno 5, richiedendo contemporaneamente finanziamenti per poco meno di 2 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Questa volta i sindacati, che nei mesi scorsi per voce di Landini se la prendevano col governo perch\u00e9 poco accondiscendente nei confronti delle pretese della multinazionale, sembra che intendano scendere sul piede di guerra e, dopo la proclamazione di uno sciopero di 24 ore,\u00a0<strong>chiedono lo stop alle relazioni industriali con il gigante della siderurgia, l\u2019intervento delle istituzioni nazionali e locali\u00a0<\/strong>e la verifica con l\u2019Inps della regolarit\u00e0 della richiesta di cassa integrazione ordinaria, avvertendo che sono disposti a portare la protesta nelle strade.<strong>\u00a0Il Consiglio di fabbrica ha annunciato che \u201cin assenza di risposte certe\u201d passer\u00e0 all\u2019autoconvocazione dei lavoratori \u201cnelle sedi istituzionali\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Preso atto che un confronto con l\u2019impresa non \u00e8 pi\u00f9 possibile, sul banco degli imputati vengono chiamati governo e regione, accusati di non opporsi ai continui rinvii e di non affrontare il nodo della questione, e cio\u00e8 la ormai palese assenza di qualsiasi volont\u00e0 di mettere in sicurezza e rendere produttivo lo stabilimento che negli anni ha mietuto un numero enorme di vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Era infatti chiaro da molto tempo, e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/le-scuse-di-arcelormittal-e-le-complicita-dello-stato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questo giornale lo aveva denunciato<\/a>, il motivo per cui ArcelorMittal aveva deciso di ipotizzare l\u2019acquisto (non di acquistarlo, si badi bene) dello stabilimento.\u00a0<strong>Non era la produzione di acciaio a Taranto che le interessava, ma la quota di mercato e la clientela, impedendo che potesse cadere in mano alla concorrenza<\/strong>. E di fronte ai mille cavilli di questa societ\u00e0, ha dell\u2019incredibile l\u2019inedia di governi e sindacati che fin qui hanno lasciato trascorrere tempi interminabili pur di non prendere atto che\u00a0<strong>la soluzione al problema stava nel far tornare in mano pubblica un\u2019attivit\u00e0 strategica cos\u00ec incautamente privatizzata<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Terni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Dallo Ionio trasferiamoci nel Centro Italia, a Terni. A anche qui il prestigioso stabilimento pubblico venne privatizzato nel 1994 a seguito della liquidazione della Finsider. Nuovo proprietario la\u00a0<strong>ThyssenKrupp<\/strong>, nome ai pi\u00f9 divenuto noto a causa di un luttuoso incidente sul lavoro avvenuto a Torino il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/il-rogo-della-thyssenkrupp-otto-anni-dopo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">6 dicembre 2007<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">A gennaio scorso la commissione attivit\u00e0 produttive della Camera convoca i sindacati per affrontare la crisi produttiva e di redditivit\u00e0 dello stabilimento e le manovre di sganciamento dal sito da parte dei nuovi padroni. La pandemia per\u00f2 si \u00e8 subito abbattuta su questa situazione e ha impedito che i lavoratori potessero reagire con la mobilitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Il clima \u00e8 favorevole per il padrone che a maggio annuncia ai dipendenti che \u201csta cercando una partnership o una vendita\u201d della fabbrica<\/strong>. Tale \u201cnecessit\u00e0\u201d, dichiara, \u201c\u00e8 stata soltanto aumentata dalla crisi determinata dal coronavirus\u201d. Pertanto \u00e8 necessario \u201cavviare un percorso di profonda rifocalizzazione del proprio &#8216;core business&#8217; ed una conseguente riorganizzazione interna\u201d, con \u201cricerca di soluzioni nuove al di fuori di ThyssenKrupp o in partnership\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Veniamo a oggi. \u00c8 di questi giorni la notizia che a societ\u00e0 ipotizza la chiusura estiva e l\u2019eventuale prolungamento di tale chiusura (l\u2019anticamera della chiusura definitiva?). Le organizzazioni territoriali dei metalmeccanici, Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Usb, e le Rsu hanno respinto tale proposta e proclamato lo\u00a0<strong>stato di agitazione<\/strong>. Anche in questo caso la pandemia c\u2019entra solo in parte, come ammesso a mezza voce dalla stessa Thyssen. Nell\u2019ultimo anno, infatti, l\u2019azienda era passata dai 98 milioni di utili dell\u2019anno precedente alla perdita di 1,8 milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Ancora una volta, di fronte alla possibilit\u00e0 che lo stabilimento venga nuovamente ceduto a chiss\u00e0 chi, i sindacati rivendicano un ruolo attivo del governo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Piombino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il nostro viaggio prosegue verso la Toscana. A Piombino c\u2019\u00e8 un altro stabilimento siderurgico gi\u00e0 pubblico. Le acciaierie ora si chiamano\u00a0<strong>Jsw Steel Italy<\/strong>. Il padrone \u00e8 una multinazionale indiana della famiglia Jindal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Da anni i lavoratori, nell\u2019avvicendarsi dei proprietari (Lucchini, poi trasformatasi in holding, i russi di Several, gli algerini di Cevital), attendono una soluzione al problema produttivo e occupazionale.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/appelli\/jindal-a-piombino-un-padre-padrone-che-non-ammette-critiche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>L\u2019altoforno \u00e8 spento dal 2014<\/strong><\/a><strong>\u00a0e migliaia sono gli operai in cassa integrazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Venerd\u00ec 12 giugno si \u00e8 tenuta in video conferenza una riunione alla presenza dei rappresentanti dell\u2019azienda, del Governo, della Regione Toscana, del Comune, delle organizzazioni sindacali a livello locale, nazionale, di categoria e confederale e dell\u2019Autority portuale e di Invitalia, un soggetto pubblico preposto alla bonifica delle aree.\u00a0<strong>In tale sede l\u2019azienda ha chiesto al governo liquidit\u00e0 immediata per almeno 30 milioni necessari al pagamento di fatture arretrate e garanzie statali per un prestito bancario di almeno altri 50 milioni. Il tutto senza essere in grado di presentare un piano industriale, nonostante che sia insediata da 2 anni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Neppure di fronte a questa sfrontatezza il governo, che fin qui aveva riposto tutte le speranze nell\u2019impresa privata di turno, ha pensato di avviare un percorso di messa in mora dell\u2019azienda e di requisizione dello stabilimento. Tutti i presenti, pur manifestando diversi gradi di stupore e delusione, non hanno respinto tale richiesta, rimandando a un ricorrentemente richiamato\u00a0<strong>Piano Siderurgico Nazionale<\/strong>. Tale piano avrebbe proprio per oggetto gli stabilimenti di Piombino, Taranto e Terni. Si tratterebbe in sostanza, e nell\u2019ipotesi pi\u00f9 ottimistica, di un soccorso tramite la partecipazione alle compagini sociali della Cassa Depositi e Prestiti, senza specificare i tempi e\u00a0<strong>soprattutto senza chiarire il ruolo del partner pubblico nella definizione della politica industriale.\u00a0<\/strong>O meglio, tale ruolo sarebbe solo di soccorso, mentre un ruolo attivo dello Stato nella programmazione e nella gestione e \u00e8 considerato uno scandalo in terra italiana e dell\u2019Ue.\u00a0<strong>In sostanza il governo non ravvede alternative alla gestione da parte della multinazionale di turno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In un suo comunicato, l\u2019opposizione Cgil di Piombino afferma:\u00a0<strong>\u201cNoi riteniamo che la via maestra sia quella della nazionalizzazione di questi tre impianti fondamentali per la manifattura italiana in moltissimi settori ed ognuno con le sue specificit\u00e0 (Piombino con i prodotti lunghi, Taranto per la sua quantit\u00e0 e Terni con acciai speciali) ma se\u00a0<em>joint venture<\/em>\u00a0avr\u00e0 da essere riteniamo che le subordinate debbano essere la presenza come socio di maggioranza dello stato o il mantenimento da parte dello stato della\u00a0<em>golden share<\/em>\u00a0in modo di indirizzare la pianificazione industriale\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Ormai anche i gatti dovrebbero aver capito che ArcelorMittal, ThyssenKrupp e Jindal, cos\u00ec come tutti i precedenti partner privati, costituiscono il problema, non la soluzione e rappresentano un freno a tutte le possibilit\u00e0 di sviluppo della siderurgia in Italia, causando disoccupazione devastante, degrado ambientale e danni alla salute, sull\u2019altare di interessi che niente hanno a che vedere con quelli dei lavoratori e delle popolazioni interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Concordiamo quindi con l\u2019indicazione dell\u2019opposizione Cgil:\u00a0<strong>non vediamo alternative serie a un ritorno nel comparto pubblico del settore siderurgico<\/strong>. Ribadiamo inoltre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/nazionalizzare-non-solo-e-possibile-e-urgente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">una tesi gi\u00e0 da noi espressa<\/a>\u00a0a proposito delle nazionalizzazioni.\u00a0<strong>Sarebbe contraddittorio nazionalizzare i settori strategici, quale la siderurgia, per mantenere una gestione di carattere privatistico<\/strong>, attenta solo al bilancio aziendale e magari a realizzare qualche utile a vantaggio del bilancio dello Stato e non allo sviluppo del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In assenza di un forte movimento dei lavoratori che rivendichi politiche alternative i governi opereranno secondo i consueti canoni liberisti. La parola d\u2019ordine della nazionalizzazione deve servire anche ad elevare le coscienze sulla necessit\u00e0 di politiche realmente pubbliche, partecipate e democratiche.\u00a0<strong>Un fronte unitario che issi questa bandiera potrebbe essere utile anche per superare le debolezze delle organizzazioni sindacali e politiche esistenti, ciascuna di loro incapace da sola di arginare il massacro sociale in atto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/dove-non-va-la-nostra-industria-siderurgica\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/editoriali\/dove-non-va-la-nostra-industria-siderurgica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITTA&#8217; FUTURA (Ascanio Bernardeschi) La siderurgia italiana \u00e8 al capolinea. 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