{"id":59467,"date":"2020-07-07T14:37:43","date_gmt":"2020-07-07T12:37:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59467"},"modified":"2020-07-07T10:55:21","modified_gmt":"2020-07-07T08:55:21","slug":"lo-stato-di-salute-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59467","title":{"rendered":"Lo stato di salute dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma; candidato Sindaco di Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uscito il consueto report annuale dell\u2019ISTAT\u00b9, quasi 300 pagine di dati e di statistiche per raccontare lo stato di salute del Paese. L\u2019attuale crisi, l\u2019ennesima legata a un sistema economico [ordo]liberista tutto puntato sull\u2019export a scapito del mercato interno e dell\u2019interventismo statale in favore di lavoro e salari, va collocata nel quadro di in un Paese che ancora non era tornato ai livelli precedenti la crisi del 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59468\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1-300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1-300x162.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1-1024x551.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1-768x414.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1-1536x827.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g1.jpg 1584w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL DEBITO PUBBLICO<br \/>\nIl rapporto debito\/PIL , nonostante una spesa pubblica sostenuta, era perfettamente sotto controllo durante il 30ennio glorioso (dalla fine della II guerra mondiale alla fine degli anni 70). Al contrario di quello che ci hanno raccontato per giustificare l&#8217;adesione allo SME e il divorzio BdI\/Tesoro, a causa dei quali invece esplose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59469\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2-300x189.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2-1024x645.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2-768x484.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2-1536x967.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g2.jpg 1556w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CROLLO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE<br \/>\nDopo il crollo segnato a marzo (-28,4%), la produzione industriale nel mese di aprile ha segnato un\u2019ulteriore caduta congiunturale: -19,1%. Vuol dire che rispetto ai livelli di febbraio l\u2019indice \u00e8 diminuito del 44%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59470\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3-300x178.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3-1024x609.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3-768x456.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3-1536x913.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g3.jpg 1602w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultimo mese la contrazione della produzione \u00e8 stata particolarmente severa per i beni durevoli (-65,5%) e meno accentuata per i beni strumentali e intermedi (rispettivamente -21,8% e -24,6%). I beni di consumo non durevoli (-8,4%) hanno risentito positivamente della tenuta della produzione di beni alimentari (-0,1%) mentre l\u2019energia ha mostrato un modesto recupero (+0,7 per cento) dopo la discesa dell\u20198,8 per cento di marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL LAVORO TRA PRECARIET\u00c0 E INATTIVIT\u00c0<br \/>\nI lavoratori in cassa integrazione guadagni (Cig) sono passati da meno di 50.000 di febbraio ai circa 1.200.000 di marzo e ai quasi 3.500.000 di aprile. Un aumento senza precedenti degli occupati che non hanno lavorato nella settimana di intervista: circa un quarto del totale a marzo e oltre un terzo ad aprile, pari a circa 7.600.000 lavoratori. Nei mesi di marzo e aprile, nonostante la caduta dell\u2019occupazione, si \u00e8 registrata una diminuzione della disoccupazione (-484 mila, -23,9%) dovuta all\u2019eccezionale aumento dell\u2019inattivit\u00e0 (+746.000, +5,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59471\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4-300x194.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4-1024x661.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4-768x496.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4-1536x992.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g4.jpg 1581w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante negli ultimi anni il numero di disoccupati sia diminuito, passando dagli oltre 3.200.000 del 2014 a quasi 2.600.000 del 2019, il livello rimane ben al di sopra di quello del 2008 (1.700.000, +52%). La componente giovanile della disoccupazione continua a essere significativa (quasi il 30% dei disoccupati ha tra i 25 e i 34 anni). Il Mezzogiorno presenta un tasso di disoccupazione tre volte superiore a quello del Nord-est e doppio rispetto al Centro. Gli inattivi di 15-64 anni, si sono ridotti dal 2008 al 2019 di quasi 1.200.000 (-8,2%), prevalentemente per\u00f2 per l\u2019aumento dei disoccupati (+900.000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risultano in crescita, rispetto al 2008 (+186.000), anche le forze lavoro potenziali, cio\u00e8 la componente dell\u2019inattivit\u00e0 costituita da quanti sono disponibili a lavorare se si presentasse la possibilit\u00e0 anche se non hanno svolto azioni di ricerca. Il tasso di mancata partecipazione \u00e8 nel Mezzogiorno quasi tre volte e mezzo superiore a quello del Nord, quello dei giovani pi\u00f9 del doppio di quello degli ultracinquantenni, quello di chi ha un basso livello di istruzione due volte e mezzo quello dei laureati. Nel complesso il segmento di forza lavoro non utilizzata e potenzialmente impiegabile \u00e8 di circa 5.500.000 di individui nel 2019 (2.600.000 di disoccupati e 2.900.000 di forze lavoro potenziali). Nel 2008 la forza lavoro non utilizzata ammontava a 4.400.000, il 20% in meno (di cui 1.600.000 disoccupati e 2.800.000 forze lavoro potenziali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli italiani hanno fronteggiato l\u2019ormai decennale crisi prevalentemente grazie ai redditi da lavoro di chi era rimasto occupato, ai redditi da pensione e ricorrendo agli eventuali risparmi accumulati. Come conseguenza, la povert\u00e0 assoluta \u00e8 salita con forza passando dal 4,0% del 2008 al 6,4% del 2019 quella familiare e dal 3,6% al 7,7% quella individuale. Nel 2019 gli italiani in povert\u00e0 assoluta sono quasi 4.600.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I TAGLI ALLA SANIT\u00c0<br \/>\nL\u2019emergenza sanitaria interviene a valle di un lungo periodo in cui il Servizio Sanitario Nazionale \u00e8 stato fortemente ridimensionato nelle risorse finanziarie, causando un pesante indebitamento a carico delle Regioni. L\u2019Italia impegna infatti per la sanit\u00e0 pubblica il 6,5% del PIL, molto meno del 9,5% della Germania, del 9,3% della Francia e del 9,2% della Svezia ed \u00e8 al 12\u00b0 posto nella graduatoria dei Paesi UE. La maggior parte di queste risorse, in Italia, \u00e8 allocata per l\u2019assistenza ospedaliera, alla quale va il 3,8%, il che ci colloca al 5\u00b0 posto in Europa, dietro Danimarca (4,2%), Francia, Svezia e Norvegia (4,1%). La quota di risorse destinate dal nostro Paese all\u2019assistenza sul territorio \u00e8 pari all\u20191,2% del PIL, cosa che ci vale il 15\u00b0 posto nell\u2019UE: un impegno finanziario molto basso, se confrontato con la Germania (2,9%), il Belgio (2,7%) e la Danimarca (2,3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019austerit\u00e0 degli ultimi anni ha portato alla contrazione delle prestazioni, alla riduzione della rete ospedaliera, dei posti letto e del personale sanitario. Anche la riduzione della spesa per investimenti \u00e8 stata causata dall\u2019austerit\u00e0: si \u00e8 passati dai 2,4 miliardi del 2013 a poco pi\u00f9 di 1,4 miliardi del 2018 (-41%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al rallentamento della componente pubblica ha corrisposto una crescita pi\u00f9 sostenuta della spesa privata delle famiglie, che in questo periodo \u00e8 aumentata in media del 2,5% annuo, assumendo un ruolo supplementare rispetto all\u2019assistenza pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto al 2012 la diminuzione del personale sanitario \u00e8 stata del 4,9% e ha riguardato sia medici (-3,5%) che infermieri (-3,0%). Nello stesso periodo (2012-2018) il solo personale a tempo indeterminato del comparto sanit\u00e0 si \u00e8 ridotto di 25.808 unit\u00e0 (-3,8%): i medici sono passati da 109.000 a 106.000 (-2,3%) e il personale infermieristico da 272mila a 268mila (-1,6%). L\u2019Italia dispone di 39 medici ogni 10.000 residenti, un numero sensibilmente inferiore a quello della Germania, che ne conta 42,5. A causa del blocco del turnover detiene inoltre il primato dei medici pi\u00f9 anziani: la percentuale di quelli attivi di 55 anni o pi\u00f9 \u00e8 del 55%. Tanti anche i medici over 65 (15,5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59472\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g5-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g5-300x228.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g5-1024x779.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g5-768x585.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g5.jpg 1528w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il numero di infermieri l\u2019Italia, con circa 350.000 professionisti, cio\u00e8 58 ogni 10.000 residenti, si colloca nella parte bassa della graduatoria, e precede solo Spagna (57,4), Cipro (53,8), Polonia (51,0), Lettonia (45,7) e Bulgaria (43,7). La Germania e la Francia hanno una dotazione circa doppia rispetto all\u2019Italia. Mentre la maggior parte dei paesi Ocse ha circa 3 infermieri per ogni medico, in Italia il rapporto \u00e8 di 1,5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59473\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g6-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g6-300x293.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g6-768x750.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g6.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1995, i posti letto ospedalieri erano 356.000, pari a 6,3 per 1.000 abitanti. Dal 2010 al 2018, il numero di posti letto \u00e8 diminuito in media dell\u20191,8% l\u2019anno, continuando un andamento iniziato nella met\u00e0 degli anni 90. Si \u00e8 passati dai 244.000 posti letto del 2010 ai 211.000 del 2018. Si tratta di 3,49 posti letto ogni 1.000 abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2018 il personale addetto alle cure primarie ammonta a circa 43.000 medici di medicina generale e 7.500 pediatri di libera scelta (PLS). Rispetto al 2012, i MMG sono diminuiti di 2.450 unit\u00e0 e i PLS di 157. L\u2019Italia dispone di 7,1 MMG ogni 10.000 residenti. I PLS sono 9,3 ogni 10.000 bambini e adolescenti con meno di 15 anni. I medici di continuit\u00e0 assistenziale in Italia sono 17.306, 2,9 ogni 10 mila residenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strutture gestite dalle Asl, nel 2017, sono complessivamente 5,8 ogni 100 mila abitanti, in diminuzione rispetto al 2009, quando erano 6,4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ASCENSORE SOCIALE PORTA SOLO IN BASSO<br \/>\nPer la prima volta dalla fine della II guerra mondiale, a parit\u00e0 di generazioni, i figli hanno perso terreno rispetto ai genitori. Nel passaggio dalla generazione dei genitori a quella dei figli si \u00e8 verificato un considerevole rallentamento dell\u2019espansione dimensionale delle classi medie e superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tendenza iniziata a partire dalla met\u00e0 degli anni 90 con la prolungata fase di stagnazione del nostro sistema economico. Iniziata cio\u00e8 quando, con la firma del trattato di Maastricht e l\u2019adesione all\u2019Eurozona, sono cominciati gli avanzi primari e la compressione della domanda interna per recuperare terreno nell\u2019export penalizzato da una moneta sopravvalutata per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un peggioramento tanto pi\u00f9 incisivo considerando che, tra i componenti dell\u2019ultima generazione, la quota di persone mobili in senso discendente supera quella con mobilit\u00e0 ascendente, marcando cos\u00ec una netta discontinuit\u00e0 nell\u2019esperienza storica compiuta dalle generazioni nel corso di tutto il XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59474\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7-300x205.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7-768x524.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7-1536x1047.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g7.jpg 1593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA CARENZA CRONICA DI DIPENDENTI PUBBLICI<br \/>\nAl contrario di quanto ritengano in molti (troppi), l\u2019Italia soffre da decenni di una carenza cronica, rispetto agli altri Paesi europei, di lavoratori pubblici in tutti i settori: sanit\u00e0, amministrazione, difesa e ricerca. Nel 2019 la quota di lavoratori nella sanit\u00e0 (esclusa l\u2019assistenza sociale) non raggiunge il 6%, mentre in Francia, Germania e Regno Unito si oltrepassa il 7%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore amministrazione pubblica e difesa, che ha perso dal 2008 190.000 occupati, presenta in Italia una quota del 5,3%, contro il 6,8% della media europea, con la Francia che supera il 9%. Per la ricerca, settore fondamentale per lo sviluppo del Paese, la quota occupazionale \u00e8 ancora pi\u00f9 bassa: meno della met\u00e0 se confrontata con Germania e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59475\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8-300x198.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8-768x507.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8-1536x1014.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g8.jpg 1588w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASILI NIDO, POCHI E TROPPO CARI<br \/>\nL\u2019aumento nel\u2019uso del nido che si \u00e8 registrato negli ultimi anni avviene soprattutto laddove la diffusione delle strutture \u00e8 ampia e consolidata e quando il reddito familiare \u00e8 alto. Ordinando per quintili il reddito delle famiglie, la percentuale di famiglie con bambini che frequentano il nido cresce via via che si passa dal primo, quello che racchiude l\u2019insieme delle famiglie pi\u00f9 povere (in cui solo il 13% ricorre al nido), all\u2019ultimo, dove si collocano le pi\u00f9 ricche (31,2%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accesso al nido viene razionato, quindi, proprio nelle situazioni di disagio, dove sarebbe pi\u00f9 importante al fine di ridurre lo svantaggio che deriva dalle condizioni socio-economiche di partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59476\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9-300x205.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9-768x524.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9-1536x1047.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g9.jpg 1596w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il costo contribuisce a condizionare la scelta dei genitori. Le tariffe di iscrizione sono infatti alte: mediamente la spesa sostenuta dalle famiglie che usano il nido, pubblico o privato, \u00e8 1.996 euro all\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dato che trova conferma nelle informazioni tratte dai bilanci dei Comuni che riportano, come compartecipazione delle famiglie alla spesa per un bambino iscritto nei nidi comunali, un importo annuo medio di circa 2.000 euro. Come se non bastasse, l\u2019offerta di posti \u00e8 fortemente eterogenea tra territori, a sfavore delle aree meno ricche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta a risultare penalizzato \u00e8 il Mezzogiorno: sommando i posti disponibili nei nidi e nei servizi integrativi, pubblici e privati, mediamente non si arriva a coprire il 15% dei bambini fino a 3 anni di et\u00e0. Un valore distante da quello delle regioni del Centro-Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-59477\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10-300x242.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10-300x242.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10-1024x826.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10-768x620.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10-1536x1239.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/g10.jpg 1563w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL CROLLO ULTERIORE DELLA NATALIT\u00c0<br \/>\nNon deve stupire alla luce dei dati su lavoro e accessibilit\u00e0 dei nidi, l\u2019ulteriore crollo della natalit\u00e0: nel 2018 i neonati sono stati 439.747, oltre 18.000 in meno rispetto all\u2019anno precedente e quasi 140.000 in meno rispetto al 2008. E secondo le stime preliminari, le nascite nel 2019 sono calate ulteriormente, arrivando a 435.000.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma; candidato Sindaco di Roma) \u00c8 uscito il consueto report annuale dell\u2019ISTAT\u00b9, quasi 300 pagine di dati e di statistiche per raccontare lo stato di salute del Paese. L\u2019attuale crisi, l\u2019ennesima legata a un sistema economico [ordo]liberista tutto puntato sull\u2019export a scapito del mercato interno e dell\u2019interventismo statale in favore di lavoro e salari, va collocata nel quadro di in un Paese che ancora non era tornato ai livelli precedenti&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":59478,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[261,6],"tags":[7,2825,1221,2138,930,6212,6697,3923,6617],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/gtr.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ft9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59467"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59467"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59479,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59467\/revisions\/59479"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}