{"id":59503,"date":"2020-07-16T02:00:57","date_gmt":"2020-07-16T00:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59503"},"modified":"2020-07-15T22:05:11","modified_gmt":"2020-07-15T20:05:11","slug":"la-centralita-del-lavoro-nel-costituzionalismo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59503","title":{"rendered":"La centralit\u00e0 del lavoro nel costituzionalismo italiano"},"content":{"rendered":"<p>di MATTEO MODULON (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Verona)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Costituzione italiana del 1948 rappresent\u00f2 un cambio di paradigma estremamente profondo entro le logiche della storia contemporanea. A partire dalle rivoluzioni Americana e Francese, nacque il principio di causazione tra libert\u00e0 e benessere. La convinzione, poi divenuta forma di organizzazione del sistema-paese, consisteva nell\u2019affermare che dalla libert\u00e0 dell\u2019individuo, non pi\u00f9 oppresso dalla logica feudale dell\u2019aristocrazia e dalla monarchia, pi\u00f9 precisamente dalla sua libert\u00e0 di operare economicamente con altri individui, potesse nascere e progredire il benessere della societ\u00e0 e dell\u2019individuo stesso. Fu la stessa logica con cui duecento anni pi\u00f9 tardi il Presidente statunitense Wilson propose i suoi\u00a0<em>Quattordici Punti\u00a0<\/em>nel gennaio 1918: applic\u00f2 cio\u00e8 le logiche filosofiche liberali e razionalistiche dell\u2019Illuminismo ad una visione non pi\u00f9 nazionale ma internazionale. Sono le stesse logiche che tutt\u2019oggi stanno alla base dei consessi internazionali, uno tra tutti l\u2019ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, sin dalle due rivoluzioni sopra citate, stette alla base del legame tra i concetti di \u201cdemocrazia\u201d e \u201cliberalismo\u201d, cio\u00e8 di\u00a0<strong>ci\u00f2 che tanto spesso si sente pronunciare probabilmente ignorando di cosa si stia parlando: la\u00a0<em>democrazia liberale<\/em><\/strong>. I due termini infatti sono necessariamente legati: la democrazia rappresentativa e costituita da un Parlamento nacque di fatto nell\u2019Et\u00e0 di Antico Regime, periodo in cui l\u2019assemblea pubblica era divisa per ceto sociale. Proprio in questa differenziazione s\u2019innesta la svolta epocale rappresentata dalla Costituzione italiana del \u201848. Osserviamone in particolare il primo articolo:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo comma \u00e8 chiaro e sposa appieno la logica delle due rivoluzioni:\u00a0<strong>la sovranit\u00e0 dello Stato e della Nazione non appartiene ad un singolo individuo ma alla collettivit\u00e0 che vive in quel territorio<\/strong>. Il primo comma invece rappresenta un rivolgimento del paradigma liberale-illuminista estremamente profondo. Con le due rivoluzioni il paradigma che nacque si articolava in una logica di causazione in cui la libert\u00e0 sta alla base della democrazia e la loro congiunzione determina il benessere dell\u2019individuo e del popolo. Con il primo comma del primo articolo della nostra Costituzione il paradigma fu completamente rovesciato:\u00a0<strong>la Repubblica Democratica si fonda sul lavoro, ovvero alla base della democrazia v\u2019\u00e8 il benessere dell\u2019individuo e solo dalla condizione di benessere del singolo e del popolo pu\u00f2 nascere la libert\u00e0 e quindi la democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, il terzo articolo chiarisce perfettamente questo nesso:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ostacoli economici e sociali devono essere rimossi in quanto limitano la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, ovvero la partecipazione dei lavoratori alla democrazia del sistema-paese.<br \/>\n<strong>Vengono<\/strong>\u00a0quindi\u00a0<strong>definiti\u00a0<em>lavoratori<\/em>\u00a0e non\u00a0<em>cittadini<\/em>\u00a0coloro che partecipano attivamente alla democrazia<\/strong>. Anche in questo caso si evolve dal concetto\u00a0<em>rousseauiano<\/em>\u00a0dell\u2019uomo in quanto cittadino con l\u2019intenzione di rimarcare quanto gi\u00e0 detto:\u00a0<strong>\u00e8 il lavoro, cio\u00e8 il benessere, a permettere l\u2019attuazione piena della democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, a partire dagli anni \u201980 del secolo scorso, si cominci\u00f2 a tradire questo concetto a favore della rivisitazione dell\u2019arcaica dottrina liberale, che prese \u2013 e prende tutt\u2019ora \u2013 i nomi di neoliberalismo e neoliberismo. L\u2019Italia fu una democrazia liberale dal 1861 al 1925\/26, divenendo poi un totalitarismo sino al 1943\/45. Evolse quindi verso una nuova forma di stato e di democrazia rappresentativa a partire dal 1948: dopo i tre anni di limbo in cui oper\u00f2 l\u2019Assemblea Costituente questa evoluzione prese corpo. Questa nuova forma di democrazia metteva al centro il senso umano e umanistico dell\u2019organizzazione del sistema-paese, scomodo al\u00a0<strong>potere economico-finanziario nazionale e internazionale, il quale necessita, per il proprio vantaggio, della libert\u00e0 assoluta o semi-assoluta nata con le due rivoluzioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrammo quindi nell\u2019Unione Europea nel 1992 e adottammo l\u2019euro dieci anni dopo, regredendo al periodo 1861-1925\/26. E ora il popolo ne sta pagando le conseguenze.<br \/>\nFummo alla base di una rivoluzione storica ma negammo l\u2019essenza di essa regredendo ad un modello antico e denso di contraddizioni sociali.\u00a0<strong>Quando altrove nel mondo altri modelli nacquero e poi morirono, il nostro, la nostra civilt\u00e0, prosperava e rendeva al cittadino-lavoratore quella dignit\u00e0 da cui nacque e visse al pieno delle sue forze la democrazia parlamentare della Repubblica Italiana<\/strong>.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQui si vuole incidere nelle tavole del nuovo patto il segno di un orientamento nuovo: la rivendicazione dell\u2019alta dignit\u00e0 del lavoro umano, rivendicazione che dev\u2019essere il fondamento essenziale della Repubblica democratica italiana, conferendosi ai lavoratori il diritto di partecipazione effettiva, come dice il progetto, alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb.<\/p>\n<p><cite>Da un discorso del Deputato all\u2019Assemblea Costituente Guido Russo Perez, 14 marzo 1947.<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><em>[Apparso su <a href=\"https:\/\/circoloproudhonverona.altervista.org\">Circolo Proudhon Verona<\/a>, 10.7.2020]<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MATTEO MODULON (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Verona) La Costituzione italiana del 1948 rappresent\u00f2 un cambio di paradigma estremamente profondo entro le logiche della storia contemporanea. 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