{"id":59957,"date":"2020-10-18T00:36:16","date_gmt":"2020-10-17T22:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59957"},"modified":"2020-10-17T23:06:38","modified_gmt":"2020-10-17T21:06:38","slug":"lingranaggio-della-manipolazione-mediatica-in-una-societa-liquida-cioe-liberista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59957","title":{"rendered":"L&#8217;ingranaggio della manipolazione mediatica in una societ\u00e0 liquida (cio\u00e8 liberista)"},"content":{"rendered":"<p>di ANDREA TUMMINELLI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni episodi \u2013 si dice in genere \u2013 non <em>possono<\/em> essere rappresentativi di una manifestazione o di una forza politica: non sta bene inquadrare la parte, l\u2019episodio o il singolo personaggio, e presentarla come se fosse il tutto. In altri casi, tuttavia, siffatto modo di procedere per arrivare alla condanna morale sembrerebbe invece lecito, se non addirittura doveroso, consentito in particolare ai \u201cprofessionisti dell\u2019informazione\u201d. Perch\u00e9, ad esempio, un organo di stampa filogovernativo (oggi la stragrande maggioranza) dovrebbe fornire un\u2019informazione equilibrata sulle istanze che i promotori di una manifestazione scomoda avrebbero realmente inteso portare all\u2019attenzione del pubblico, quando si pu\u00f2 semplicemente concentrare il chiacchiericcio su qualche episodio e affibbiare, grazie a tale espediente, etichette diffamatorie, trancianti ed efficaci nella demonizzazione dell\u2019evento e delle organizzazioni promotrici?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se una persona mentalmente sofferente o anche solo eccessivamente esaltata si presenta ad una manifestazione in luogo pubblico organizzata dal Partito Democratico (come, peraltro, \u00e8 suo diritto costituzionalmente garantito) incitando <em>vistosamente<\/em> alla violenza contro i cosiddetti \u201cnegazionisti\u201d del Covid-19, alla loro carcerazione, alla revoca della potest\u00e0 genitoriale o del diritto di avvalersi del Servizio Sanitario Nazionale, etc., non \u00e8 corretto \u2013 vi spiegher\u00e0 verosimilmente un dotto \u201copinionista\u201d da salotto televisivo \u2013 ritenere l\u2019episodio rappresentativo di un intero partito di \u00abpersone per bene\u00bb. Non sta bene secondo il galateo, signora mia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, invece, sulla scena di una manifestazione sovranista, regolarmente convocata nel rispetto dei principi costituzionali e delle procedure di comunicazione alla Questura, si presenta un branco di operatori dell\u2019informazione mal pagati e famelici e tuffatori d\u2019area di rigore desiderosi di fare carriera, che caricano a testa bassa per riuscire a consegnare a fine giornata la carcassa della \u00abmanifestazione negazionista\u00bb (testuale), gi\u00e0 annunciata con lauto anticipo, allora la caccia ai personaggi sopra le righe ai margini del raduno, la provocazione insolente alla ricerca dello spintone o della rissa per ottenere \u201cvisibilit\u00e0\u201d, lo <em>screening<\/em> ossessivo della piazza per scovare il trasgressore con la mascherina abbassata o il personaggio col tatuaggio del fascio littorio o della svastica in vista e pronto a sollevare il braccio teso (magari dopo un paio di carte da cinquanta euro allungate da qualcuno? \u00c8 lecito domandarsi se non si potrebbe anche arrivare a tanto\u2026) diventano tutte pratiche ammesse. In questo caso gli episodi e i singoli possono, e anzi <em>devono<\/em>, diventare il tutto. Nient\u2019altro deve venire in rilievo. Nient\u2019altro deve essere raccontato al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sovranisti non sono \u00abpersone per bene\u00bb; sono dei subumani, come si incaricheranno immancabilmente di \u201cdimostrare\u201d le immagini volutamente acquisite, tagliate, rimontate e mandate in onda, a seguito di una ricerca maniacale dell\u2019episodio da copione e la cronaca scritta di accompagnamento: parziale, tendenziosa o addirittura fattualmente distorsiva. Dunque, se i sovranisti sono dei subumani, perch\u00e9 al pubblico dovrebbe interessare sapere di pi\u00f9 sulla loro manifestazione e sulle loro ragioni? L\u2019opinionista con il doppio petto e la erre moscia, forse, queste conclusioni non le esprimerebbe apertamente \u2013 ch\u00e9 non sta bene, madama! \u2013 ma, prese per buone le premesse, il pubblico ingenuo non potr\u00e0 che trarle da s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove sta allora la differenza tra il simpatizzante di Renzi o di Calenda che chiede a gran voce, in pubblico o sui social, la \u00ababolizione del suffragio universale\u00bb (un episodio cui forse nessun giornalista darebbe rilievo o che, al massimo, sarebbe giustamente minimizzato come delirio di un povero squinternato) e il \u00abpopulista\u00bb senza mascherina sbattuto in home page, con la bandiera di partito <em>intenzionalmente<\/em> inclusa nell\u2019inquadratura, per aver urlato in faccia ad un professionista al soldo di una testata web? La differenza sta nella rappresentazione (e nella correlata valutazione secondo una, quasi sempre non esplicitata ma subliminalmente somministrata, cornice valoriale). Il linguista americano Lakoff ci illumina su questi aspetti \u2013 peraltro da posizioni dichiaratamente liberali \u2013 nel suo, ormai celebre, <em>Non pensare all\u2019elefante!<\/em> (George Lakoff, <em>Don\u2019t think of an elephant! Know your values and frame the debate<\/em>, Chelsea Green Publishing, 2014, prima ediz. 2004). Rappresentazione e valutazione, in un assetto istituzionale liberista, finisce inevitabilmente per deciderle chi paga e tiene in piedi la baracca. Ed ecco che, allora, irridere gli elettori \u00abignoranti\u00bb e invocare la \u00ababolizione del suffragio universale\u00bb \u00e8 diritto di satira del singolo individuo burlone; berciare \u00abbuffone!\u00bb contro un operatore informativo che adotta comportamenti provocatori \u00e8 invece un intollerabile attacco alla libert\u00e0 di stampa che, per di pi\u00f9, sarebbe generalizzabile al fine di screditare un\u2019intera piazza o un intero partito sovranista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attenzione \u2013 \u00e8 bene precisarlo a scanso di equivoci \u2013 \u201cchi paga\u201d non \u00e8 il pubblico. Come mostrato gi\u00e0 decenni fa da Noam Chomsky e Edward S. Herman (<em>La fabbrica del consenso,<\/em> 1988), il pubblico non \u00e8 il vero cliente dei media, e negli ultimi decenni di informazione \u201cgratuita\u201d sul web questo dovrebbe essere ancora pi\u00f9 chiaro. Un ormai celebre adagio dell\u2019\u201cera google\u201d mette in guardia sul fatto che \u00abse non paghi, vuol dire che non sei il cliente: tu sei la merce\u00bb. Il pubblico \u00e8 infatti la materia prima da manipolare e modellare grazie al \u201csemilavorato\u201d sapientemente prodotto e somministrato dai professionisti dell\u2019informazione. Laddove il prodotto finale deve essere una \u201copinione pubblica\u201d condizionata, cotta a puntino, fatta per reggere anche sotto i colpi di vento pi\u00f9 forti e improvvisi. \u00abIl circo mediatico finge di essere al servizio della domanda [del pubblico] e invece costruisce e determina l&#8217;offerta\u00bb (Costanzo Preve, <em>Il ritorno del clero<\/em>, Petite Plaisance, Pistoia, 1999, pag. 21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, il circo mediatico asseconda la domanda di chi veramente lo finanzia e tiene in piedi la baracca all\u2019interno di cui operano i suoi \u00abspecialisti della mediazione simbolica e della coltivazione dell&#8217;immaginario di un\u2019intera societ\u00e0\u00bb (Costanzo Preve, <em>Il ritorno del clero<\/em>, cit., pag. 5). L&#8217;immaginario di un&#8217;intera societ\u00e0 \u00e8 \u00abun legame sociale complessivo, che \u201ctiene insieme\u201d dimensioni economiche, politiche, tecniche e scientifiche che altrimenti si disgregherebbero e si frantumerebbero\u00bb (<em>Ibidem<\/em>). Le opportunit\u00e0 che lo stato di eccezione da Covid-19 fornisce all\u2019oligarchia \u201cvincolista\u201d che governa in Italia, inimmaginabili solo pochi mesi fa, sono spaventose. Eppure il rischio di incidenti che \u00abdisgregherebbero e \u2026 frantumerebbero\u00bb non \u00e8 da sottovalutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2021 sar\u00e0 un anno vissuto pericolosamente per il regime. Le maglie devono allora stringersi ulteriormente e l\u2019ingranaggio della manipolazione deve diventare ancora pi\u00f9 rozzo e prepotente: si restringono ulteriormente gli spazi che il singolo operatore ha per fornire al pubblico informazioni <em>incompatibili<\/em> con il <em>frame<\/em> impresso per volont\u00e0 dell\u2019oligarchia globale e nazionale. Secondo i modelli idealtipici nella concezione liberale, il dipendente (in senso lato) esegue ci\u00f2 che chiede il padrone e tace. Non importano le implicazioni in tema di libert\u00e0 costituzionali. Nello stato hayekiano, infatti, sostanzialmente solo i proprietari (nel senso di \u201ccapitalisti\u201d) sono soggetti portatori di diritti. Tali modelli idealtipici, attivamente promossi da decenni e in pratica oggi pienamente realizzati grazie alle famose \u201criforme\u201d chieste dall\u2019Ue, si possono schematizzare sinteticamente come segue (traendo spunto dal lavoro di un ricercatore russo sui meccanismi di potere nella societ\u00e0 liberale: Anton N. Oleneik, <em>The Invisible Hand of Power<\/em>, Pickering &amp; Chatto (Publishers) Ltd, 2015):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) il servo astuto, ambizioso, competitivo e senza scrupoli: pu\u00f2 fare carriera, ottenere ruoli direttivi e stare tra i \u201cprivilegiati\u201d ma deve essere disposto a sporcarsi le mani e vendere persino sua madre, se necessario;<br \/>\n2) il precario che non pu\u00f2 permettersi richiami dei capi se vuole coltivare la speranza di continuare a pagare l\u2019affitto;<br \/>\n3) la partita iva o la Srl costituita con un euro che lavora in <em>outsourcing<\/em> e deve vendere il prodotto commissionato: \u00e8 fatta apposta per non far sapere al suo committente troppi dettagli su come prepara le salsicce nella bassa cucina. Il dipendente, ricattabile o disposto ad essere \u201ceticamente flessibile\u201d pur di far carriera o anche solo mettere il pane in tavola, esegue e basta, dicevamo. Chi esegue deve solo riportare l\u2019osso quando il padrone lo desidera. Nell\u2019ambito dei media, i padroni pagano \u2013 se occorre non badano a spese \u2013 per avere una ben precisa rappresentazione e <em>pretendono<\/em> quella rappresentazione. Quella e non altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dovrebbe indurre anche alla riflessione su un altro tassello delle \u201criforme\u201d degli ultimi anni: l\u2019abolizione del finanziamento pubblico ai giornali e agli altri mezzi di informazione (siti, radio). Se le multinazionali e i confindustriali italiani che pagano le inserzioni pubblicitarie, i padroni dei media (magari in conflitto di interessi, come la famiglia Agnelli-Elkann) che pagano stipendi e fatture, fanno intendere univocamente di essere interessati alla \u00abmanifestazione negazionista\u00bb, e a quella il pubblico \u00e8 stato da giorni preparato \u2013 come quando si manipola un impasto per fare la pizza e lo si lascia a lievitare la sera prima \u2013 bisogna consegnare la rappresentazione della \u00abmanifestazione negazionista\u00bb. Zero discussioni, zero chiacchiere, zero difformit\u00e0 nel prodotto (ad esempio, il materiale audiovisivo presentato da una societ\u00e0 che lo vende alle testate, in presenza di difformit\u00e0 rispetto ai <em>desiderata<\/em> dei padroni del discorso non verrebbe acquistato). Il padrone non deve neanche sporcarsi la bocca a chiedere. Deve essere il servo astuto, sempre alla ricerca di promozioni e gratificazioni, a capire come tira il vento e quello che il padrone desidera sia pubblicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove voglio arrivare? Spero di peccare di eccessivo pessimismo ed essere, pertanto, sconfessato dai fatti tra qualche giorno. Tuttavia, \u00e8 bene non farsi illusioni: temo che le pochissime interviste in cui a promotori della Marcia della Liberazione o personalit\u00e0 dei partiti aderenti \u00e8 stato consentito di fornire una rappresentazione veritiera e corretta di s\u00e9 stessi e delle loro organizzazioni \u2013 senza sgradevoli domande provocatorie infarcite di slogan preconfezionati e di incisi tendenziosi spacciati per osservazioni \u201coggettive\u201d, senza etichettature infamanti, senza interruzioni o altre azioni di disturbo per il tempo minimo indispensabile ad articolare un ragionamento di senso compiuto e rispondere, spiegare le ragioni della manifestazione, presentare il programma del partito che rappresentano \u2013 (faccio riferimento, ad esempio, all\u2019<a href=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59934\">intervista<\/a> rilasciata ad una rete televisiva dal nostro Presidente Stefano D\u2019Andrea e da altre personalit\u00e0 del nostro partito) non saranno mandate in onda o pubblicate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prodotto, secondo la logica prima esplicata, \u201cnon funziona\u201d. Nel senso che chi lo paga non lo vuole; lo troverebbe, anzi, sgradevole (e credo non occorra dilungarsi a spiegare perch\u00e9). Inoltre, il momento \u00e8 delicato. Soltanto un colpo di fortuna, magari l\u2019ingenuit\u00e0 o l\u2019atto di disobbedienza di qualche operatore informativo (che per ci\u00f2 potrebbe pagare un prezzo alto in termini di carriera o di sicurezza del posto di lavoro), potrebbe regalarci questa rara e (dal sottoscritto) inaspettata opportunit\u00e0. L\u2019appartenente al \u201cclero secolare\u201d mediatico, che \u00abd\u00e0 e toglie la parola a chi vuole\u00bb (Costanzo Preve, <em>Il ritorno del clero<\/em>, cit. pag. 25), se ha fatto carriera fino a ricoprire il ruolo di chi decide discrezionalmente la conformit\u00e0 alla \u201clinea editoriale\u201d, sa bene cosa \u00e8 opportuno mandare in onda e cosa no. Questo \u00e8 \u2013 a mio avviso \u2013 il motivo per il quale tutte le interviste anche in passato rilasciate da esponenti del FSI a trasmissioni televisive con diffusione nazionale e notoriet\u00e0 tra il pubblico non sono, finora, <em>mai<\/em> state mandate in onda. Un sovranista che argomenta con toni civili, in modo lineare, per molti spettatori magari condivisibile, \u00e8 inaccettabile perch\u00e9 <em>incompatibile<\/em> con il <em>frame<\/em>. L\u2019unico sovranista buono in onda deve essere il sovranista rozzo, \u201canalfabeta funzionale\u201d che urla frasi sconnesse. Meglio se travisabile come leghista o come fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presente testo, oltre che sintetica analisi di un \u201cmeccanismo impersonale\u201d ben oliato (uno dei tanti) al servizio dell\u2019oligarchia liberale ed europeista, vorrebbe essere anche uno spunto di riflessione offerto a tutti i lettori sulla questione del funzionamento degli odierni media e dei meccanismi di condizionamento psicologico del popolo tramite l\u2019utilizzo di tali apparati. Una questione che, a parere di chi scrive, si pone evidentemente come una delle pi\u00f9 importanti nel tempo storico in cui viviamo &#8211; se non <em>la\u00a0<\/em>pi\u00f9 importante &#8211; per chi si interessa di politica, soprattutto se auspica un rovesciamento del paradigma liberista restaurato dagli anni \u201990 del secolo scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANDREA TUMMINELLI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma) Alcuni episodi \u2013 si dice in genere \u2013 non possono essere rappresentativi di una manifestazione o di una forza politica: non sta bene inquadrare la parte, l\u2019episodio o il singolo personaggio, e presentarla come se fosse il tutto. In altri casi, tuttavia, siffatto modo di procedere per arrivare alla condanna morale sembrerebbe invece lecito, se non addirittura doveroso, consentito in particolare ai \u201cprofessionisti dell\u2019informazione\u201d. 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