{"id":59959,"date":"2020-10-15T02:07:43","date_gmt":"2020-10-15T00:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59959"},"modified":"2020-10-16T08:10:33","modified_gmt":"2020-10-16T06:10:33","slug":"59959","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=59959","title":{"rendered":"Tutto qua. O forse no."},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\">di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma; candidato Sindaco Roma 2021)<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Le bugie, si sa, hanno le gambe corte. E cos\u00ec, dopo mesi di propaganda unionista da parte del Governo e supportata dalla libera stampa di regime (stampa <em>mainstream<\/em> o dominante per gli amici) la verit\u00e0 sta venendo fuori. Come alcuni di noi ripetevano da mesi dopo aver letto le carte ufficiali dell\u2019Unione Europea, si comincia ad ammettere che i soldi del Recovery Fund \u2013 Recovery MES per gli amici \u2013 non ci sono. E, se mai ci saranno, non li vedremo prima della met\u00e0 del prossimo anno. Eh s\u00ec, perch\u00e9 come dicono oggi Baroni e Bresolin su La Stampa, \u00abper vedere le prime risorse del Recovery Fund bisogner\u00e0 attendere almeno fino a giugno, quando la UE comincer\u00e0 a raccogliere sui mercati quasi 900 miliardi per finanziare le misure straordinarie di ripresa\u00bb.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00abPer far partire il Next Generation EU servono infatti ancora una serie di passaggi. Prima di tutto il via libera del Consiglio UE, poi la ratifica nei 27 parlamenti nazionali. Dopodich\u00e9 i Governi presenteranno nel dettaglio i loro piani a Bruxelles e a quel punto inizier\u00e0 la fase di valutazione dei progetti. Il passaggio richieder\u00e0 tre mesi di tempo, ma prima di arrivare all&#8217;esborso del 10% (per l&#8217;Italia 6,5 di sovvenzioni lorde e 12,7 di prestiti) servir\u00e0 una tappa fondamentale: la raccolta dei fondi sui mercati\u00bb. Insomma aspetta e spera\u2026 Eppure oggi l\u2019Italia pu\u00f2 finanziarsi a tassi molto bassi. Negativi addirittura per i titoli di Stato con le scadenze meno lunghe. Questo perch\u00e9 la BCE sta acquistando titoli di Stato come mai prima di ora, facendo appunto abbassare i rendimenti, cio\u00e8 gli interessi passivi sul debito. Che \u00e8 uno dei compiti \u2013 dovrebbe almeno essere \u2013 di ogni Banca Centrale. Perch\u00e9 le Banche Centrali possono emettere moneta quando vogliono e senza limiti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Lo ha ammesso addirittura il Capo del dipartimento di Economia e statistica di Banca d\u2019Italia, Eugenio Gaiotti, durante l\u2019audizione sulla nota di aggiornamento al Def (Nadef) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato rispondendo alla domanda sulla provenienza dei soldi che la BCE ha usato e user\u00e0 per il programma di acquisto di titoli PEPP. \u00abQuesta \u00e8 una decisione di politica monetaria, che vuol dire trattasi di emissione di moneta, che \u00e8 quello che fa una Banca Centrale. Come qualsiasi banca centrale, la Banca Centrale Europea acquista titoli e crea moneta, crea proprie passivit\u00e0 per sostenere l&#8217;economia. Tutto qua\u00bb. Gi\u00e0, tutto qua. O forse no. Perch\u00e9 il finanziamento della politica fiscale, cio\u00e8 del deficit, tramite emissione di titoli di Stato, quindi con l\u2019emissione di nuovo debito pubblico non solo non \u00e8 l\u2019unica strada, ma non \u00e8 neanche la migliore.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Vediamo infatti cosa ci dice Nicola Acocella nel suo <em>Elementi di politica economica<\/em>.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">\u00abCome si \u00e8 detto, il disavanzo pu\u00f2 essere finanziato in due modi: attraverso la creazione addizionale di base monetaria o l&#8217;emissione di nuovi titoli del debito pubblico. Le due modalit\u00e0 di finanziamento in deficit hanno natura ed effetti notevolmente diversi. La prima differenza fra i due modi di finanziamento consiste nel loro diverso costo. \u00c8 chiaro che il finanziamento con debito \u00e8 costoso. Il finanziamento con base monetaria \u00e8, invece, spesso meno costoso o niente affatto costoso. Non lo \u00e8 affatto, se realizzato attraverso emissione di monete o biglietti del Tesoro, se si prescinde dai costi materiali dell&#8217;emissione, lo \u00e8 in minima misura, se ottenuto nell&#8217;ambito di convenzioni tra Stato e Banca Centrale o di norme del genere di quelle che, fino al 1981 (ossia al cosiddetto divorzio fra Tesoro e Banca d&#8217;Italia) prevedeva l&#8217;obbligo di quest&#8217;ultima di finanziare lo scoperto del Tesoro sul C\/C di Tesoreria. Questa linea di credito, infatti, poteva essere mantenuta indefinitamente nel tempo e, anzi, tendeva a crescere in valore assoluto all&#8217;aumentare del volume della spesa pubblica, diventando una forma stabile di finanziamento del deficit. La seconda differenza tra finanziamento monetario e finanziamento con titoli del debito pubblico \u00e8 da ricollegarsi agli effetti espansivi sul reddito. In tale caso la politica fiscale espansiva esplica appieno i suoi effetti e si giustifica il ruolo preminente attribuitole da Keynes. Da questo punto di vista, uno stretto coordinamento della politica fiscale e di quella monetaria si rivela prezioso per ottenere incrementi di reddito e di occupazione: al contrario, pu\u00f2 nuocere l\u2019indipendenza della Banca Centrale che porti a non assicurare un\u2019adeguata espansione monetaria in presenza di un aumento della spesa pubblica\u00bb.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Che \u00e8 poi quello che succede dentro la gabbia unionista. Come si evince dalla parole pronunciate dal presidente di Banca d\u2019Italia, Ignazio Visco \u00abL\u2019obiettivo della stabilit\u00e0 dei prezzi \u00e8 il nostro principale mandato\u00bb. Vale a dire che la nostra Banca Centrale non \u00e8 indipendente come millanta di essere. Peggio. Opera fuori dal recinto Costituzionale che ha al primo punto occupazione e lavoro e che in nessun articolo parla di \u201cstabilit\u00e0 dei prezzi\u201d. Cio\u00e8 di garantire i privilegi alla rendita finanziaria.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Quindi no, non \u00e8 tutto qua.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GILBERTO TROMBETTA (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Roma; candidato Sindaco Roma 2021) Le bugie, si sa, hanno le gambe corte. E cos\u00ec, dopo mesi di propaganda unionista da parte del Governo e supportata dalla libera stampa di regime (stampa mainstream o dominante per gli amici) la verit\u00e0 sta venendo fuori. 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