{"id":60021,"date":"2020-10-20T10:30:34","date_gmt":"2020-10-20T08:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60021"},"modified":"2020-10-19T17:36:49","modified_gmt":"2020-10-19T15:36:49","slug":"la-guerra-totale-al-lavoro-della-confindustria-di-bonomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60021","title":{"rendered":"La guerra totale al lavoro della Confindustria di Bonomi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di KRITICA ECONOMICA (Luca Giangregorio)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bonomi1200.jpg?resize=678%2C381&amp;ssl=1\" alt=\"Bonomi\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il martello pneumatico di Bonomi non perde potenza, anzi continua a sferrare attacchi al mondo del lavoro<\/strong>. Per ultimo l\u2019invito a non rinnovare il blocco dei licenziamenti.<\/p>\n<p>Questa \u201crichiesta\u201d \u2013 per altro subito accolta dal Ministro Patuanelli che afferma che questa misura terminer\u00e0 con il 2020 \u2013 \u00e8 solo un pezzo di un pi\u00f9 ampio programma politico presentato da Confindustria.<\/p>\n<p>Infatti, nel libro\u00a0<strong>\u201c<a href=\"https:\/\/www.confindustria.it\/home\/policy\/position-paper\/dettaglio\/il-coraggio-del-futuro-volume\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il coraggio del futuro. Italia 2030-2050<\/a>\u201d<\/strong>\u00a0gli industriali ribadiscono una chiara visione dell\u2019educazione e del lavoro.<\/p>\n<p>Attraverso metafore ed inglesismi vari,\u00a0<strong>Confindustria propone una radicale trasformazione del sistema educativo per \u201cvalorizzare il capitale umano\u201d<\/strong>\u00a0che \u00e8 una delle fonti primarie per aumentare la \u201cnuova produttivit\u00e0\u201d. In sostanza, chiedono un sistema educativo che assecondi di pi\u00f9 i bisogni e le necessit\u00e0 delle imprese. In questa direzione riportano tra le cause principali del mismatch tra domanda ed offerta di lavoro la scarsa diffusione dell\u2019alternanza scuola-lavoro, o la mancanza della cosiddetta\u00a0<strong><em>vocational education\u00a0<\/em>i.e. percorsi professionalizzanti (anche a livello terziario)<\/strong>. L\u2019istituzione scuola \u00e8 vista come una settore dipendente del pi\u00f9 ampio sistema produttivo e in quanto tale deve essere formato e indirizzato secondo le principali necessit\u00e0 del mercato. Viene meno, dunque, uno dei principali obiettivi della scuola: educare, ma non per il lavoro, ma prima di tutto per essere in grado di interpretare e partecipare attivamente alla vita sociale<strong>. La visione di un sistema educativo che sforni braccia e cervelli per l\u2019impresa \u00e8 equivalente ad una grande fabbrica<\/strong>\u00a0che produce automi necessari alla produzione in tutti gli altri settori dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Ovviamente, anche il mercato del lavoro non \u00e8 mai sufficientemente adeguato alle richieste degli industriali.\u00a0<strong>Essendo i mercati globalizzati, scrivono dalle parti di Confindustria, \u00e8 necessario adeguarsi ai migliori standard dei principali competitor internazionali<\/strong>. Ci si chiede, dunque, perch\u00e9 siamo sempre pi\u00f9 vicini alle \u201ctigri asiatiche\u201d, piuttosto che alla Danimarca?\u00a0<strong>Una pura\u00a0<em>flexicurity<\/em>\u00a0richiede una forte componente di sostegno ai redditi. Cosa a cui Bonomi si oppone fortemente, pena essere etichettati<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2020\/10\/01\/il-sussidistan-e-il-paese-della-confindustria\/5950016\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u00a0\u201cSussidistan\u201d<\/a>.<\/strong>\u00a0Infatti, si legge: \u201cda anni lo Stato spende circa 30 miliardi l\u2019anno per le politiche del lavoro e li destina, pressoch\u00e9 interamente alle misure di sostegno al reddito cercando in ogni modo di mantenere in essere, attraverso gli ammortizzatori sociali, posti di lavoro anche quando non vi sia lavoro. [\u2026] serve, piuttosto, prendersi cura del lavoro e dei lavoratori, cio\u00e8 delle imprese e delle persone\u201d. L\u2019obiettivo e la richiesta di Bonomi \u00e8 chiara,\u00a0<strong>spostare l\u2019aiuto Statale dai lavoratori alle imprese, con conseguente maggior potere contrattuale dei profitti sui salari<\/strong>.<\/p>\n<p>Se dal lato security Confindustria non pare voglia garantire molto, dal lato flessibilit\u00e0 pretende molto.\u00a0<strong>Oltre allo sblocco dei licenziamenti, gli industriali propongono una ulteriore stagione di flessibilit\u00e0 del mercato.<\/strong>\u00a0Nello specifico, \u201cva valorizzata la somministrazione, perch\u00e9 strumento flessibile, preciso nel verificare le competenze del lavoratore e, nel contempo, in grado di migliorarne rapidamente le competenze con la formazione\u201d. In realt\u00e0, la somministrazione \u00e8 un vantaggio economico per le imprese, da un lato, e dall\u2019altro favorisce disparit\u00e0 e individualizzazione tra i lavoratori. Parcellizzazione che consente al blocco industriale di preservare il suo strapotere contrattuale.<\/p>\n<p><strong>Alle posizioni di Confindustria, si aggiunge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=57025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pietro Ichino<\/a><\/strong>, il quale aggiunge \u2013 difatti se ne sentiva la mancanza tra le pagine del rapporto di Confindustria \u2013 la responsabilit\u00e0 individuale della disoccupazione. Affermando che il passaggio dalla cassa integrazione al trattamento di disoccupazione \u201cincentiva gli interessati ad attivarsi\u201d significa sostanzialmente affermare che lo stato di disoccupazione \u00e8 una responsabilit\u00e0 (o meglio colpa) principalmente individuale.<\/p>\n<p>In generale, queste posizioni si basano sull\u2019idea che il livello di occupazione sia determinato nel mercato del lavoro dall\u2019equilibrio tra domanda ed offerta. Inoltre, la possibilit\u00e0 di licenziare permetterebbe alle imprese di avere un risparmio di costi e ampliare margini di profitto cos\u00ec da poter affrontare meglio la ripartenza e, semmai, assumere ancora pi\u00f9 di prima.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, seppur oggi visto come un bolscevico,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/fare-la-rivoluzione-con-lord-keynes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Keynes aveva ben intuito come il livello occupazionale sia determinato dal mercato dei beni<\/a><\/strong>, piuttosto che da quello del lavoro. L\u2019avvertimento di Bonomi (dal sapore di minaccia) sull\u2019importante aumento dei licenziamenti avr\u00e0 ripercussioni significative in termini di reddito disponibile. Il lockdown ha gi\u00e0 dato un bel colpo ai redditi disponibili, specie dei soggetti nella coda sinistra della distribuzione<strong>. Facilitare licenziamenti significa gettare benzina sul fuoco e le aspettative di profitto degli imprenditori si rivedranno ancor pi\u00f9 al ribasso<\/strong>, impedendo il riassorbimento dei disoccupati.<\/p>\n<p>L\u2019argomentazione di Ichino per cui le imprese sarebbero meno incentivate ad assumere col blocco dei licenziamenti sembra ignorare totalmente il fatto che le decisioni di investimento e quindi di assunzione da parte delle imprese dipendano principalmente da aspettative di profitto. Inoltre, il blocco dei licenziamenti riguarda solo licenziamenti \u201ceconomici\u201d, quindi per giustificato motivo oggettivo (quali il calo di fatturato, crisi economica, ecc.).\u00a0<strong>Se un\u2019impresa assume, significa che non \u00e8 in una situazione di oggettiva difficolt\u00e0 economica e non rientra dunque nella platea del blocco dei licenziamenti.<\/strong>\u00a0In sostanza, perch\u00e9 un\u2019impresa che non rientra nelle condizioni oggettive di difficolt\u00e0 economica dovrebbe essere scoraggiata dall\u2019assunzione in caso di contestuale blocco di licenziamento?<\/p>\n<p><strong>La questione non \u00e8 solo economica \u2013 nonostante le ripetute mancanze empiriche, per ultima l\u2019analisi diffusa di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tandfonline.com\/doi\/abs\/10.1080\/09538259.2020.1759245?journalCode=crpe20\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Emiliano Brancaccio<\/a><\/strong>\u00a0\u2013 ma anche e soprattutto politica: gli industriali stanno razionalmente agendo per tutelare i loro interessi, mantenere il loro potere politico-economico ed anzi sfruttare la crisi per consolidarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/bonomi-lavoro-confindustria\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/bonomi-lavoro-confindustria\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Luca Giangregorio) &nbsp; &nbsp; Il martello pneumatico di Bonomi non perde potenza, anzi continua a sferrare attacchi al mondo del lavoro. 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