{"id":60083,"date":"2020-10-20T09:30:30","date_gmt":"2020-10-20T07:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60083"},"modified":"2020-10-20T00:03:22","modified_gmt":"2020-10-19T22:03:22","slug":"marx-e-la-centralita-del-conflitto-un-libro-di-gennaro-imbriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60083","title":{"rendered":"Marx e la centralit\u00e0 del conflitto. Un libro di Gennaro Imbriano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">da <strong>MARX\u00a0XXI (Vladimiro Giacch\u00e9)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un libro pu\u00f2 essere classificato in molti modi. Un modo \u00e8 provare a rispondere alla domanda: questo libro mantiene ci\u00f2 che promette? Il libro di cui vorrei parlare appartiene alla rara categoria dei libri che non soltanto mantengono ci\u00f2 che promettono, ma offrono di pi\u00f9. Marx e il conflitto. Critica della politica e pensiero della rivoluzione (Derive\/Approdi, 2020) di Gennaro Imbriano potrebbe essere in effetti una semplice disamina dei concetti di conflitto sociale, lotta di classe e rivoluzione nell\u2019opera di Marx. Non sarebbe poco, in effetti. Ma questo libro &#8211; come gi\u00e0 il sottotitolo lascia in parte presagire &#8211; \u00e8 molto di pi\u00f9. Si tratta infatti di una ricostruzione complessiva dell\u2019itinerario teorico e politico di Karl Marx &#8211; dagli scritti giovanili al Capitale e oltre &#8211; felicemente condensata in un libretto di 150 pagine, per di pi\u00f9 scritto in un linguaggio rigoroso ma chiaro e accessibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti, il tema del conflitto si presta molto bene a una sintesi del pensiero di Marx, come prova l\u2019andamento stesso del libro di Imbriano, molto lineare e consequenziale. Nel testo si muove dal giovane Marx, che \u201cimputa al pensiero critico (o presunto tale) del suo tempo, al dunque, l\u2019incapacit\u00e0 di produrre, rispetto all\u2019esistente che si pretende di criticare, un conflitto decisivo con le strutture che presiedono alla sua riproduzione\u201d (p. 13). Alla base di questa incapacit\u00e0, osserva opportunamente l\u2019autore, non vi \u00e8 un limite di carattere morale, ma un cruciale \u201cdifetto analitico: l\u2019incapacit\u00e0 di cogliere che il mondo storico \u00e8 di per s\u00e9 segnato e pervaso dal conflitto materiale per la riproduzione della specie\u201d, conflitto che si svolge in un contesto segnato dalla \u201cdivisione sociale del lavoro\u201d e dalla \u201cgerarchizzazione dei rapporti sociali\u201d, nonch\u00e9 &#8211; aspetto fondamentale &#8211; dalla \u201clotta delle classi\u201d (ibidem). Gi\u00e0 in questa fase, osserva Imbriano, Marx rifiuta la strada di \u201cedulcorare le contraddizioni nel teatro dello spirito\u201d, come pure quella di \u201cannacquarle nelle forme della mediazione politica\u201d, e sceglie per contro di \u201cinterpretarle, strutturarle e incanalarle nelle forme di un conflitto organizzato\u201d (p. 14). Un conflitto rivolto a mettere in discussione \u201cl\u2019odierna organizzazione dei meccanismi d\u00ec produzione\u201d, imperniati sulla propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione (p. 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Entro questa trama, molto solida ed efficace anche da un punto di vista espositivo, Imbriano inserisce con maestria, e dando prova di un\u2019eccellente conoscenza dei testi marxiani, l\u2019itinerario intellettuale e politico di Marx. In primo luogo gli studi, gli anni berlinesi, la critica della centralit\u00e0 della politica &#8211; che caratterizza i giovani hegeliani &#8211; e la contrapposizione a essa della centralit\u00e0 della trasformazione sociale. A questo riguardo Imbriano osserva, a ragione, come \u201cle rinnovate versioni novecentesche della teologia politica e dell\u2019autonomia del politico\u201d siano \u201cil coerente rovesciamento politico della concezione materialistica della storia, anche quando esse si autorappresentano come interne o coerenti con la prospettiva di Marx\u201d (p. 43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo la critica della filosofia quale luogo del superamento della scissione, ossia quale strada maestra dell\u2019emancipazione: \u201ctutti i misteri che sviano la teoria verso il misticismo &#8211; leggiamo nelle Tesi su Feuerbach di Marx &#8211; trovano la loro soluzione razionale nell\u2019attivit\u00e0 pratica umana e nella comprensione di questa prassi\u201d (p. 58). Si tratta di una critica rivolta non soltanto alla speculazione idealistica, ma anche al materialismo di Feuerbach, che \u201cnon comprende l\u2019importanza dell\u2019attivit\u00e0 \u2018rivoluzionaria\u2019, dell\u2019attivit\u00e0 pratico-critica\u201d (p. 59). Anzi, l\u2019idealismo hegeliano \u00e8 per Marx in ultima analisi superiore al materialismo di Feuerbach, poich\u00e9 \u201cquantomeno ha concepito l\u2019attivit\u00e0 umana come prassi (anche se solo astrattamente, cio\u00e8 come pensiero produttore e non ancora come lavoro)\u201d (p. 62).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il terzo passaggio \u00e8 la critica del socialismo dell\u2019epoca, quale emerge in particolare dal Manifesto del partito comunista (scritto assieme a Friedrich Engels) e dalla critica a Proudhon contenuta in particolare nella Miseria della filosofia; in quest\u2019opera \u00e8 espressa tra l\u2019altro la convinzione che il conflitto sia il motore della storia, che \u201csenza antagonismo non vi &lt;sia&gt; progresso\u201d (p. 86). \u201cOrganizzare politicamente la rivoluzione sociale\u201d: questo diventa l\u2019obiettivo di Marx, il quale, osserva Imbriano, \u201cdedicher\u00e0 la sua vita a questo scopo\u201d (p. 87).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il quarto passaggio \u00e8 la critica dell\u2019economia politica. Tra i momenti essenziali di questa critica vi \u00e8 la \u201cpriorit\u00e0 assegnata al momento della produzione su quello dello scambio\u201d (p. 89). Marx inoltre ricostruisce la genesi storica del capitalismo, fa giustizia di tutte le ricostruzioni apologetiche dell\u2019\u201caccumulazione originaria\u201d fondate sull\u2019astinenza e la virt\u00f9 dell\u2019imprenditore, e individua nello sfruttamento della forza-lavoro, ossia nel fatto che \u201cl\u2019operaio produce un pluslavoro, ovvero un lavoro non pagato\u201d (p. 100) eccedente la parte del lavoro prestato retribuita (necessaria al mantenimento in vita e in attivit\u00e0 del lavoratore stesso), il meccanismo fondamentale di riproduzione del capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Molto opportunamente Imbriano nel suo libro si sofferma sull\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 strettamente politico-organizzativa di Marx, che si svolse &#8211; per quanto consentito dalle circostanze (Marx fu successivamente cacciato da Germania, Francia e Belgio, per approdare infine in Inghilterra) &#8211; in parallelo con l\u2019attivit\u00e0 teorica. \u00c8, questo, un aspetto ingiustamente \u2013 ma non casualmente \u2013 trascurato da molte odierne \u201criletture\u201d e \u201crecuperi\u201d dell\u2019opera di Marx che in realt\u00e0 la scarnificano, riducendo il suo autore a un \u2018geniale analista\u2019 della societ\u00e0 capitalistica. Quello che va perduto in queste riletture asettiche \u00e8 proprio la centralit\u00e0 del conflitto nel pensiero di Marx; ma cos\u00ec facendo l\u2019opera di Marx viene amputata di una sua componente essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Giustamente, quindi, Imbriano attribuisce grande importanza a scritti politici quali ad esempio l\u2019Indirizzo inaugurale del 1864, scritto per la fondazione dell\u2019Associazione internazionale dei lavoratori (meglio nota come Prima Internazionale), testo in cui si afferma tra l\u2019altro che \u201cla conquista del potere politico \u00e8 diventato il grande dovere della classe operaia\u201d (cit. a p. 119). Anni dopo, con riferimento all\u2019esperienza eroica e tragica della Comune di Parigi, Marx per un verso criticher\u00e0 le rovinose indecisioni dei comunardi circa la conquista del potere, dall\u2019altro affermer\u00e0 che la presa del potere da parte della classe operaia non pu\u00f2 consistere \u201cnel trasferire da una mano all\u2019altra la macchina militare e burocratica, ma nello spezzarla\u201d (cit. a p. 126): in altre parole, secondo Marx la rivoluzione proletaria dovr\u00e0 marcare una netta discontinuit\u00e0 non soltanto nella titolarit\u00e0 del potere politico, ma nella sua stessa configurazione. Nella successiva Critica al programma di Gotha la posizione di Marx conoscer\u00e0 un\u2019ulteriore evoluzione, e il rivoluzionario tedesco espliciter\u00e0 in esso la previsione di un periodo di transizione e di dittatura rivoluzionaria al termine del quale lo Stato sar\u00e0 destinato a perdere progressivamente la propria funzione e la propria stessa storica ragion d\u2019essere. L\u2019interpretazione che Imbriano offre di questo snodo delicato del pensiero marxiano \u00e8 cos\u00ec sintetizzabile: la (ineliminabile) conquista del potere politico da parte della classe operaia \u00e8 destinata a innescare un cambiamento sociale progressivo, che non pu\u00f2 per definizione esaurirsi e ritenersi compiuto con la presa del potere. In tal modo, al termine del percorso teorico di Marx, torna a riproporsi quella centralit\u00e0 della trasformazione sociale rispetto all\u2019emancipazione semplicemente politica dal quale il giovane Marx aveva preso le mosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ho provato in queste righe a sintetizzare il contenuto di un libro che, a dispetto della sua brevit\u00e0, \u00e8 davvero molto ricco di contenuti dal punto di vista dell\u2019esegesi del discorso marxiano, e tutt\u2019altro che privo di spunti di riflessione per l\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A questo ultimo riguardo meritano di essere menzionati in particolare due passi del testo di Imbriano. Il primo si trova al termine del capitolo introduttivo dell\u2019opera (non per caso intitolato \u201cLa differenza marxiana\u201d): ci\u00f2 che il pensiero di Marx tuttora ci insegna \u2013 afferma l\u2019autore in queste pagine &#8211; \u201c\u00e8 la possibilit\u00e0 di non arrendersi all\u2019idea che le uniche prospettive alle quali il pensiero critico debba consegnarsi oggi siano quelle che tutto mettono in discussione fuorch\u00e9 l\u2019essenziale: l\u2019odierna organizzazione dei meccanismi della produzione\u201d (p. 22). Questo tema ritorna pi\u00f9 oltre nel libro, e viene maggiormente specificato in un secondo passo, che merita di essere qui riproposto per intero: \u201cse l\u2019opposizione al dominio del capitale diventa mera politica della cittadinanza (inconsapevole della centralit\u00e0 della sfera sociale), lotta redistributiva (affascinata dall\u2019idea che il momento dello scambio sia costituente e che produttive siano le sue figure sociali di riferimento), battaglia culturale per l\u2019affermazione delle idee che si atteggia in superiore distacco dalla massa (presunta) inconsapevole, pratica del dialogo tra interessi inconciliabili (che elimina l\u2019organizzazione del conflitto dal suo orizzonte), esso si pone definitivamente al di fuori del riferimento marxiano, e dunque si rende incapace di diventare vera alternativa\u201d (p. 70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In queste righe non soltanto viene rivendicata la centralit\u00e0 della prassi nel discorso teorico di Marx, ma \u00e8 ribadita anche la centralit\u00e0 del conflitto capitale-lavoro per ogni prassi che intenda davvero costruire un\u2019alternativa all\u2019esistente. Questo non esclude la legittimit\u00e0 e l\u2019importanza di altre forme e obiettivi del conflitto, ma fissa, pi\u00f9 ancora che una gerarchia tra obiettivi, l\u2019obiettivo del rivoluzionamento dei meccanismi di produzione quale conditio sine qua non di una vera trasformazione: quale obiettivo, cio\u00e8, in assenza del quale ogni prassi trasformatrice sar\u00e0 nel migliore dei casi inane, nel peggiore un\u2019operazione cosmetica e gattopardesca funzionale al mantenimento degli attuali assetti di potere, incentrati sul potere economico esercitato attraverso la propriet\u00e0 privata (sempre pi\u00f9 concentrata) dei mezzi di produzione.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/cultura\/libri\/30742-2020-10-15-08-16-06\">https:\/\/www.marx21.it\/index.php\/cultura\/libri\/30742-2020-10-15-08-16-06<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da MARX\u00a0XXI (Vladimiro Giacch\u00e9) Un libro pu\u00f2 essere classificato in molti modi. 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