{"id":60154,"date":"2020-10-23T02:49:30","date_gmt":"2020-10-23T00:49:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60154"},"modified":"2020-10-22T20:16:59","modified_gmt":"2020-10-22T18:16:59","slug":"positivi-di-ieri-positivi-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60154","title":{"rendered":"Positivi di ieri, positivi di oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di EMILIO MARTINES (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Padova)<\/p>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Occorre essere molto chiari: confrontare il numero di positivi della prima ondata con quelli attuali non ha alcun senso. Infatti, a marzo si facevano i tamponi solo a persone con sintomi, spesso gravi, che arrivavano in ospedale. Oggi invece si fa il tracciamento dei contatti, andando a testare tutti i contatti avuti da un positivo (anche se il sistema sta andando in sofferenza). Ma allora? Si tratta di quantit\u00e0 che non possono essere confrontate?<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Una metodologia di confronto \u00e8 quella di considerare la letalit\u00e0 apparente del virus. Per fare questo, confrontiamo il numero di nuovi positivi moltiplicato per un fattore di letalit\u00e0 con il numero di nuovi decessi, introducendo per\u00f2 un ritardo di 5 giorni tra le due curve per tenere conto dello sviluppo della malattia (il valore di 5 giorni \u00e8 stato verificato essere quello che meglio si adatta ai dati).<\/div>\n<div dir=\"auto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60155\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/mart-1-300x125.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"125\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/mart-1-300x125.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/mart-1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 mostrato nella figura, a sinistra per la prima ondata e a destra per quella attuale. In blu i decessi giornalieri, in arancione i nuovi positivi, moltiplicati per la letalit\u00e0 apparente, e traslati in avanti di 5 giorni.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Si vede che in entrambi i casi le curve si sovrappongono piuttosto bene, solo che nella prima ondata occorre ipotizzare una letalit\u00e0 del 14% e in quella attuale solo dell&#8217;1%. Questo significa che, nell&#8217;ipotesi che la letalit\u00e0 reale sia rimasta invariata, per confrontare i positivi della prima ondata con quelli attuali occorre che i primi vengano moltiplicati per 14.In realt\u00e0, anche la letalit\u00e0 apparente attuale \u00e8 una sovrastima di quella reale, perch\u00e9 non tutti i positivi vengono trovati. In una recente intervista del prof. Pal\u00f9, viene citato il fatto che diversi studi danno una letalit\u00e0 della malattia Covid-19 compresa tra lo 0,3% e lo 0,6%.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Questo significherebbe che la nostra attuale procedura consente di trovare dal 30% al 60% dei positivi realmente in circolazione. Possiamo aggiungere che, sulla base di queste considerazioni, durante la prima ondata \u00e8 possibile che si siano positivizzate una quantit\u00e0 di persone compresa tra 23 e 46 volte il numero ufficiale, ossia tra 6 e 12 milioni di persone (!). Ma anche prendendo per buona una letalit\u00e0 dell&#8217;1%, si arriva ad un numero di positivi nella prima ondata di 3 milioni e mezzo.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ci sar\u00e0 chi obietter\u00e0 che la letalit\u00e0 potrebbe essere scesa fra le due ondate, perch\u00e9 si \u00e8 imparato a curare meglio la malattia. \u00c8 possibile (ma non certo), ma al momento credo che meglio di cos\u00ec non si possa fare.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EMILIO MARTINES (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Padova) Occorre essere molto chiari: confrontare il numero di positivi della prima ondata con quelli attuali non ha alcun senso. Infatti, a marzo si facevano i tamponi solo a persone con sintomi, spesso gravi, che arrivavano in ospedale. Oggi invece si fa il tracciamento dei contatti, andando a testare tutti i contatti avuti da un positivo (anche se il sistema sta andando in sofferenza). Ma allora? 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