{"id":60251,"date":"2020-10-26T10:30:37","date_gmt":"2020-10-26T09:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60251"},"modified":"2020-10-26T00:21:17","modified_gmt":"2020-10-25T23:21:17","slug":"ecco-quali-sono-i-territori-che-litalia-rischia-diperdere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60251","title":{"rendered":"Ecco quali sono i territori che l\u2019Italia rischia diperdere"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Indelicato , Sofia Dinolfo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla montagna al mare, dalle Alpi al Mediterraneo, il territorio italiano \u00e8 per eccellenza la maggiore espressione di un Paese adagiato tra due entit\u00e0 non solo geografiche ma anche culturali e identitarie. Eppure, tanto lungo le delimitazioni alpine quanto lungo quelle marine, esistono non pochi problemi. I confini italiani in alcuni punti non sono ben definiti. \u00c8 una questione forse sottovalutata, ma concretamente reale e non secondaria: a quasi 160 anni dall\u2019unit\u00e0, sono diversi i fronti aperti con gli Stati vicini per la delimitazione delle frontiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il caso del Monte Bianco<\/p>\n<p>Di recente ha fatto scalpore la vicenda legata al rifugio Torino. Si tratta di un\u2019importante struttura non lontana da Punta Helbronner, nei pressi del Monte Bianco. La questione riguarda quindi i confini tra Italia e Francia. Il 27 giugno del 2019 le autorit\u00e0 transalpine hanno vietato il sorvolo in parapendio della zona, una circostanza che ha iniziato a destare sospetti: perch\u00e9 i francesi hanno preso un provvedimento del genere in un\u2019area ricadente in territorio italiano? Molto semplice: poche settimane prima i comuni di Chamonix e St. Gervais, ricadenti sul versante francese, hanno unilateralmente esteso i propri confini anche su Punta Helbronner. In tal modo \u00e8 stata fatta propria la posizione storicamente sostenuta da Parigi e cio\u00e8 che il rifugio Torino ricade in territorio francese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei mesi successivi un deputato di Fratelli d\u2019Italia, Francesco Lollobrigida, ha portato la questione in parlamento con un\u2019interrogazione. Soltanto il 12 ottobre \u00e8 arrivata una prima risposta dalla Farnesina, secondo cui l\u2019Italia si \u00e8 opposta a questa scelta unilaterale dei comuni francesi. In concreto per\u00f2 non sembrano essere stati fatti passi per dirimere la controversia risalente addirittura all\u2019anno dell\u2019unit\u00e0 italiana. In cambio infatti della Savoia, nel 1860 la Francia ha lasciato sovranit\u00e0 a Roma su Punta Helbronner. Per gli italiani quell\u2019intesa \u00e8 ancora valida, per i francesi invece no. E mentre la controversia va avanti, i comuni transalpini intanto intascano i proventi degli impianti sciistici della zona. Anche perch\u00e9 \u00e8 proprio su Punta Helbronner che arriva la funivia di collegamento con la localit\u00e0 turistica valdostana di Courmayeur.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rifugio alpino<\/p>\n<p>Lungo il confine tra l\u2019Italia e la Svizzera vi \u00e8 una contesa fra le due Nazioni che ha a che vedere con la struttura denominata Guide del Cervino. Si tratta di un rifugio, con annesso ristorante, che si trova nel Plateau Rosa e capace di fruttare diversi milioni di Euro per il turismo valdostano. La struttura \u00e8 divenuta oggetto di rivendicazioni da parte della Svizzera a causa dello scioglimento dei ghiacciai alpini e, in particolar modo, del Valtournenche . Quest\u2019ultimo si \u00e8 ritirato di circa 230 metri. Il nocciolo della questione deriva dal regolamento dei confini nelle Alpi, i quali vengono tracciati secondo \u201cla direzione del verso delle acque\u201d. Se il verso segue il lato italiano, una determinata struttura viene considerata appartenente all\u2019Italia, se invece segue il lato svizzero, la stessa viene considerata sotto sovranit\u00e0 svizzera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo modo di regolare i confini e l\u2019arretramento del Valtournenche che ha fatto sorgere le pretese di Berna sul rifugio. Secondo Alain Wicht, sovrintendente alle frontiere elvetiche per Swisstopo, l\u2019arretramento del ghiacciaio ha determinato un cambiamento nel verso dello scorrimento delle acque nella zona del rifugio verso la Svizzera e per tale motivo la struttura deve ritenersi appartenente al territorio elvetico. A questa tesi si oppone l\u2019Istituto Geografico militare di Firenze, secondo cui il rifugio si trova senza dubbio in territorio italiano. Una commissione tecnica adesso sta cercando di definire i confini ma le operazioni non sono del tutto semplici. Berna \u00e8 disposta a riconoscere la sovranit\u00e0 del rifugio all\u2019Italia in cambio di 650 metri quadrati di territorio, lo stesso in cui si trovano il rifugio, il ristorante e la nuova ala della struttura in progetto. Ma da Roma \u00e8 arrivato il no.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La contesa con l\u2019Algeria dell\u2019Italia sulla Zee<\/p>\n<p>Dal 21 marzo del 2018 v\u2019\u00e8 una questione che ha portato l\u2019Italia e l\u2019Algeria a trattare in merito alla vicenda legata alla Zee, ovvero la Zona Economica Esclusiva. Quest\u2019ultima \u00e8 regolamentata dalla convenzione di Montego Bay, un documento che funge da base del diritto internazionale del mare e che la stabilisce entro le 200 miglia nautiche dalla linea di base dello Stato costiero. In quest\u2019area la Nazione interessata esercita il diritto di gestione delle risorse naturali avendo anche giurisdizione in materia di installazione e uso di strutture artificiali o fissa, ricerca scientifica, protezione e conservazione dell\u2019ambiente marino. L\u2019Italia non ha mai stabilito i confini della propria Zee e, nel 2018, l\u2019Algeria ha allargato i propri estendendoli fino alla Sardegna. Il caso sollevato dall\u2019ex presidente della Regione Sardegna, Mauro Pili, \u00e8 arrivato in Parlamento. Tra Algeri e Roma viene adesso portato avanti un dialogo diretto a risolvere le rivendicazioni dell\u2019Italia. Nel dicembre del 2019 \u00e8 stato depositato alla Camera un disegno di legge per istituire una Zee italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima firmataria \u00e8 stata Iolanda Di Stasio, deputata del M5S che ad InsideOver ad agosto ha confermato il coinvolgimento trasversale da parte delle forze politiche: \u201cLa proposta di legge sulla Zee \u2013 ha affermato Di Stasio \u2013 ha ricevuto la piena approvazione da parte della Commissione esteri della Camera, con un appoggio trasversale che ne valorizza ulteriormente l\u2019importanza strategica per il Paese e attendiamo dunque la calendarizzazione per il voto dell\u2019Aula\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le controversie legate al trattato di Caen<\/p>\n<p>Non \u00e8 soltanto l\u2019attuale mancanza della Zee a dare grattacapi all\u2019Italia sul fronte dei confini marittimi. C\u2019\u00e8 un altro caso che riguarda ancora una volta i rapporti con i cugini transalpini. Nel marzo 2015, nella cittadina francese di Caen, Roma e Parigi hanno firmato un trattato con cui sono stati fissati i nuovi confini. In particolare, in cambio di alcune secche tra la Corsica, Capraia e l\u2019Isola d\u2019Elba, l\u2019Italia ha ceduto alcune porzioni del mar di Sardegna e del mar Ligure. In un primo momento la firma del trattato non ha avuto eco mediatica. La situazione \u00e8 cambiata nel gennaio 2016, quando il peschereccio italiano Mina \u00e8 stato fermato dai francesi nella zona denominata \u201cFossa del Cimitero\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta di uno dei punti ceduti dall\u2019Italia alla Francia: \u201c\u00c8 un tratto di mare molto ricco dal punto di vista della pesca, con una vivace presenza proprio di gamberoni rossi\u201d, ha spiegato nel suo blog l\u2019ammiraglio De Giorni alcuni mesi dopo. Da qui le polemiche pi\u00f9 importanti contro il trattato. Alcuni partiti, tra cui Fratelli d\u2019Italia, Lega e M5S, hanno accusato l\u2019allora governo Renzi di aver regalato tratti di mare molto pescosi alla Francia. Tuttavia la controversia \u00e8 ancora in corso: il parlamento italiano non ha mai ratificato il trattato di Caen, che dunque ufficialmente non \u00e8 in vigore. Le stesse autorit\u00e0 francesi, dopo aver sequestrato il peschereccio Mina, hanno chiesto scusa visto che i nuovi confini formalmente non esistono. La questione quindi non \u00e8 stata risolta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/ecco-quali-sono-i-territori-che-l-italia-rischia-di-perdere.html]\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/ecco-quali-sono-i-territori-che-l-italia-rischia-di-perdere.html]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Mauro Indelicato , Sofia Dinolfo) &nbsp; Dalla montagna al mare, dalle Alpi al Mediterraneo, il territorio italiano \u00e8 per eccellenza la maggiore espressione di un Paese adagiato tra due entit\u00e0 non solo geografiche ma anche culturali e identitarie. Eppure, tanto lungo le delimitazioni alpine quanto lungo quelle marine, esistono non pochi problemi. 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