{"id":60331,"date":"2020-10-30T09:30:27","date_gmt":"2020-10-30T08:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60331"},"modified":"2020-10-29T23:40:30","modified_gmt":"2020-10-29T22:40:30","slug":"la-zona-economica-esclusiva-italiana-approda-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60331","title":{"rendered":"La Zona Economica Esclusiva Italiana approda in Parlamento"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fabio Caffio)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalmente ci siamo decisi, dopo tentennamenti decennali, spinti dall\u2019aggressivit\u00e0 dei nostri vicini e dai venti che spirano dal Mediterraneo Orientale, a mettere mano al problema della Zona Economica Esclusiva (ZEE) italiana. Una proposta di legge \u00e8 ora all\u2019esame del Parlamento e se siamo arrivati ben ultimi tra i Paesi mediterranei l\u2019obiettivo ora \u00e8 recuperare il tempo perso in modo da rafforzare la nostra marittimit\u00e0. Intanto cerchiamo di analizzare la questione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre le acque territoriali delle 12 miglia si estendono grandi spazi marittimi potenzialmente soggetti alla giurisdizione nazionale. Non vogliamo parlare di Patria Blu, a noi non si addicono i toni retorici della Turchia cui fanno riscontro le tesi massimaliste della Grecia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che, lo si voglia o no, il nostro Paese deve pensare anche a tutelare e valorizzare le zone di mare su cui vanta diritti sulla base della Convenzione del diritto del mare (Unclos).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(La piattaforma continentale italiana; le aree colorate sono aperte alla ricerca di idrocarburi. Quella in rosso \u00e8 la zona \u201cC\u201d ad est del meridiano 15\u00b010\u2019 (Fonte Mise). I limiti della PC coincidono, grosso modo, con quelli dell\u2019ipotetica ZEE. Le delimitazioni da definire con accordo riguardano soprattutto Croazia, Malta e Tunisia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vedi qui &#x1f447;<\/p>\n<p>https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1-2-1.jpg)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel secolo scorso c\u2019erano le aree dei fondali della Piattaforma Continentale (PC) che l\u2019Unclos considera prolungamento naturale del territorio emerso, normalmente estesa a 200 miglia, appartenente allo Stato costiero ipso iure senza necessit\u00e0 di proclamazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra legislazione l\u2019ha definita in modo appropriato ed i suoi confini sono stati negoziati con ex Iugoslavia, Albania, Grecia, Tunisia e Spagna oltre a concordare con Malta, nel 1970, un Modus Vivendi di delimitazione a carattere provvisorio e limitato spazialmente entro il breve tratto dei fondali di 200 metri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi, dopo il 2000, in Mediterraneo sono cominciate le proclamazioni relative alla colonna d\u2019acqua il cui confine pu\u00f2 o meno coincidere con quello del fondale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima a titolo di zona di protezione ecologica (ZPE) o di pesca (ZPP), in seguito come Zona economia esclusiva (ZEE), cio\u00e8 dell\u2019area di diritti funzionali esercitabili dallo Stato costiero, entro il limite delle 200 miglia. , per la tutela ambientale e la riserva di pesca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La corsa all\u2019istituzione di ZEE \u00e8 stata iniziata da Cipro (accordi con Egitto, Libano ed Israele) cui si sono accodati Tunisia, Libia, Francia e Spagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da parte nostra, di fronte a questo inarrestabile trend, \u00e8 stato adottato un approccio cauto, volto a mantenere alta la bandiera della libert\u00e0 dei mari. Negli anni passati era molto elevato il rischio che alcuni Paesi usassero la ZEE come strumento per limitare l\u2019attivit\u00e0 delle forze navali richiedendo la preventiva notifica\/autorizzazione al loro transito o alle loro esercitazioni. Non a caso i Sovietici facevano ricorso alla retorica del \u201cMediterraneo come lago di pace\u201d proponendo l\u2019allontanamento delle forze della Nato. Proprio per questo -forse per coerenza \u2013 ci siamo limitati ad istituire la ZPE con la legge 61-2006 procedendo ad un\u2019unica proclamazione nel Tirreno (DPR 209-2011) anche perch\u00e9, forse ai nostri pescatori, pi\u00f9 che proteggere i nostri mari dalle incursioni straniere, interessava pescare specie pregiate in acque pi\u00f9 lontane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Territorializzazione Mediterraneo centro-occidentale (Fonte MM): in blu le aree di sovrapposizione tra Algeria, Spagna, Italia e Francia. In verde chiaro la ZPE italiana. In verde scuro le ZPP Libica e Maltese e la ZERP Croata. In tratteggio i limiti ipotetici della ZEE tunisina non ancora delimitata con noi anche per spartire il \u201cMammellone\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vedi qui &#x1f447;<\/p>\n<p>https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/2-1-360&#215;245.jpg)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nel 2015 abbiamo anche concordato le frontiere marittime (comprese quelle ZEE) con la Francia. Purtroppo, sappiamo tutti che l\u2019accordo \u00e8 stato contestato da diversi ambienti italiani (ingiustamente a parere di chi scrive) e che ora giace in attesa di una prossima ratifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al momento ci sono quindi vaste zone di alto mare prospicienti le nostre coste in Adriatico e nel Canale di Sicilia. Un campanello di allarme che la situazione ci stava sfuggendo di mano \u00e8 squillato nel 2018 quando l\u2019Algeria ha proclamato, senza avvisarci, una ZEE che si sovrappone alla nostra ZPE del Tirreno ed alla sottostante piattaforma continentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un rumore assordante, metaforicamente parlando, \u00e8 poi venuto dalla crisi greco-turca che ha evidenziato l\u2019esigenza di negoziare preventivamente la ZEE con i Paesi vicini ad evitare iniziative a nostro danno come potrebbe essere quella annunciata dalla Libia con Malta e Grecia, nonostante sia risaputo che nel quadrante a sud est di Malta la Corte internazionale di Giustizia nel 1985 ha riconosciuto l\u2019esistenza di nostri diritti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soprattutto ad est del meridiano 15\u00b010\u2019 dove noi abbiamo aperto alla ricerca di idrocarburi l\u2019area \u201cC\u201d. Oltretutto a giugno abbiamo gi\u00e0 firmato un accordo con la Grecia sul limite futuro delle rispettive ZEE che faciliterebbe la nostra partecipazione al negoziato proposto da Tripoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma, per contrastare le pretese altrui, \u00e8 necessario ufficializzare le proprie, perch\u00e9 altrimenti si manifesta una posizione rinunciataria e quasi acquiescente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di qui la Proposta di Legge(PdL) (A.C. 2313) i cui punti qualificanti sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; normativa quadro che introduce la ZEE nel nostro ordinamento;<\/p>\n<p>&#8211; estensione della ZEE a partire dal mare territoriale, concordandone i limiti con i Paesi frontisti (visto che la distanza non consente, in nessun punto del Mediterraneo, proclamazioni di 200 miglia);<\/p>\n<p>&#8211; possibilit\u00e0 che, in attesa di tali accordi, si emani un Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) che fissi provvisoriamente un confine fino ai limiti consentiti dal diritto internazionale, in genere identificabili nella mediana (in questo caso andrebbe forse previsto che il provvedimento venga preventivamente inviato per parere alle competenti Commissioni parlamentari).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si legge nella scheda di presentazione della PdL, \u00abL\u2019istituzione della ZEE garantir\u00e0 al nostro Paese un conseguente vantaggio economico importante, ad esempio per una parte dell\u2019economia blu come la pesca. Potr\u00e0 inoltre costituire un importante strumento per mettere in campo iniziative pi\u00f9 mirate alla sicurezza delle nostre coste e alla tutela dell\u2019ambiente marino salvaguardando cos\u00ec una preziosa risorsa dallo sfruttamento eccessivo, in un\u2019ottica sempre pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 quindi un intervento legislativo necessario per regolare tra le altre la pesca, la tutela dell\u2019ambiente, e per rispondere a chi tenta di intaccare la nostra sovranit\u00e0, cercando di appropriarsi di ci\u00f2 che ci appartiene\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalit\u00e0 pienamente condivisibili ponendo l\u2019accento sulla difesa della nostra sovranit\u00e0, compito che per istituto appartiene alla Marina Militare. Il mare non \u00e8 pi\u00f9 libero come ai tempi di Grozio ma appartiene in gran parte agli Stati costieri che hanno il dovere di custodire e valorizzare gli spazi sotto giurisdizione nazionale cooperando tra loro, principio ancor pi\u00f9 valido in un mare semichiuso come il Mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2020\/10\/la-zona-economica-esclusiva-italiana-approda-in-parlamento\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2020\/10\/la-zona-economica-esclusiva-italiana-approda-in-parlamento\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da TERMOMETRO GEOPOLITICO (Fabio Caffio) &nbsp; Finalmente ci siamo decisi, dopo tentennamenti decennali, spinti dall\u2019aggressivit\u00e0 dei nostri vicini e dai venti che spirano dal Mediterraneo Orientale, a mettere mano al problema della Zona Economica Esclusiva (ZEE) italiana. Una proposta di legge \u00e8 ora all\u2019esame del Parlamento e se siamo arrivati ben ultimi tra i Paesi mediterranei l\u2019obiettivo ora \u00e8 recuperare il tempo perso in modo da rafforzare la nostra marittimit\u00e0. Intanto cerchiamo di analizzare la&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":60332,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/FB_IMG_1603668040743-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fH5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60331"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60331"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60331\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60333,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60331\/revisions\/60333"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}