{"id":60350,"date":"2020-10-31T02:30:50","date_gmt":"2020-10-31T01:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60350"},"modified":"2020-10-30T23:14:29","modified_gmt":"2020-10-30T22:14:29","slug":"economia-o-salute-di-piu-e-un-problema-di-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60350","title":{"rendered":"Economia o salute? Di pi\u00f9: \u00e8 un problema di democrazia"},"content":{"rendered":"<p>di ANONIMO SOVRANISTA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per valutare con equilibrio l\u2019azione del governo durante la pandemia non pu\u00f2 bastare una critica della sola politica sanitaria e nemmeno della politica economica. Entrambe devono essere ricomprese in un\u2019analisi pi\u00f9 ampia che tenga in debito conto l\u2019influenza del discorso pubblico o, come si preferisce dire oggi banalizzando, della comunicazione. Mai come durante un\u2019emergenza il discorso pubblico produce effetti immediati, diretti, sulle azioni individuali e collettive e sulla coscienza politica delle classi popolari. Pensiamo anche solo all\u2019influsso che un discorso pubblico pi\u00f9 o meno allarmista \u00e8 in grado di esercitare sull\u2019occupazione degli ospedali da parte dei cittadini paucisintomatici, con le ricadute a cascata sulla saturazione dei posti letto e sul diffondersi ulteriore del contagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo allora di isolare per un momento il nostro oggetto di studio &#8211; appunto il discorso pubblico durante la pandemia &#8211; eliminando le altre variabili, per quanto interconnesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra ipotesi di partenza \u00e8 che il governo Conte II abbia agito dal marzo scorso al massimo delle sue possibilit\u00e0 sia dal punto di vista sanitario che economico, dato il contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ipotesi che sembra avere una sua ragion d&#8217;essere ad uno sguardo superficiale e che non ha mancato di stuzzicare per qualche tempo anche il sottoscritto: in fondo il governo ha arginato la prima ondata attraverso una serrata generale, molto dura dal punto di vista economico, ma qualitativamente non cos\u00ec diversa da quanto deciso altrove, in Europa e nel mondo. Quello italiano era il primo governo occidentale a dover affrontare il problema su larga scala e ha risposto prendendo esempio dalla Cina, il primo Paese in assoluto colpito dal virus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche dal punto di vista economico uno sforzo \u00e8 stato fatto, con 100 miliardi di euro iniettati nell&#8217;economia attraverso i tre decreti Cura Italia, Rilancio e Agosto e un deficit pubblico che nel 2020 superer\u00e0 senza dubbio il 10% del Pil, tutto compreso. Certo, si poteva fare di pi\u00f9 e prima, in astratto, ma diamo atto a questo esecutivo di dover affrontare un\u2019emergenza sanitaria avendo ereditato rigidi vincoli alla finanza pubblica, una sanit\u00e0 allo sfascio, pesantemente de-finanziata e disarticolata dal regionalismo, e pi\u00f9 in generale il vincolo esterno europeo sulla sua politica economica. Data l\u2019eredit\u00e0, forse di pi\u00f9 non si poteva fare. \u00c8 un\u2019opinione diffusa, che non ci interessa smentire in questa sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto chiediamoci: anche fosse davvero cos\u00ec, il giudizio complessivo sull\u2019azione di governo pu\u00f2 ritenersi positivo, o quantomeno \u00e8 possibile sospenderlo in attesa di elementi aggiuntivi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta \u00e8 un secco no, e la ragione \u00e8 semplice: il governo non ha diffuso tra le classi popolari la coscienza di questa disastrosa eredit\u00e0. Non ha impostato il suo discorso pubblico sul vincolo giuridico e politico che oggi, per la seconda volta in pochi mesi, costringe gli italiani al peggiore dei ricatti: o la salute dei propri cari anziani e dei pi\u00f9 fragili &#8211; e quindi il lockdown estremo &#8211; o la sopravvivenza economica di milioni di lavoratori dipendenti del settore privato, di centinaia di migliaia di partite iva e lavoratori autonomi e di centinaia di migliaia di imprese di piccole e medie dimensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, non c\u2019\u00e8 stata alcuna riflessione pubblica coscientemente stimolata dall\u2019esecutivo riguardo l\u2019assoluta impreparazione della cosiddetta medicina primaria e del sistema di tracciamento di fronte ad un virus ad alta contagiosit\u00e0 (anche se a letalit\u00e0 relativamente bassa, circa tre volte quella dell\u2019influenza stagionale <a href=\"http:\/\/BLT.20.265892.pdf\">secondo le stime dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/a>, che fissa la letalit\u00e0 globale mediana allo 0,23%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo diversi mesi dall\u2019inizio della prima ondata \u00e8 ormai noto che a rispondere meglio alla sfida del virus sono stati i sistemi sanitari fondati sull\u2019assistenza territoriale, come testimoniano i risultati in termine di contagiati, ospedalizzazione e letalit\u00e0 di diversi Paesi asiatici, della Germania e, in Italia, <a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/opinioni\/coronavirus-italia-fase-2-potenziare-assistenza-domiciliare-20200405579793\/\">del Veneto rispetto in particolare alla vicina Lombardia<\/a>, caratterizzata da un sistema sanitario centrato sull\u2019assistenza ospedaliera. Se c\u2019\u00e8 un\u2019alternativa sanitaria al lockdown \u00e8 dunque il potenziamento massiccio della medicina primaria attraverso l\u2019assunzione stabile di migliaia di medici e infermieri di famiglia e un adeguato sistema di tracciamento e isolamento, quest\u2019ultimo domiciliare o, nel caso non fosse conveniente, in strutture dedicate ai positivi non gravi. Certo un investimento sulla salute che non \u00e8 possibile completare in pochi mesi, dopo anni di tagli, ma in tal caso \u00e8 necessario trovare il miglior equilibrio possibile tra salute, economia e vita civile evitando restrizioni inutili o paranoiche e preparandosi per tempo; ma soprattutto stimolando la pubblica riflessione a partire dalle sedi istituzionali. Un conto \u00e8 chiedere sacrifici economici e civili a valle di una chiara presa di posizione politica riguardo agli errori del passato, alle mancanze del presente e agli obiettivi del futuro, un altro \u00e8 imporre quegli stessi sacrifici, o sacrifici ancora maggiori del necessario, senza stabilire il fine (sradicamento totale del virus o tentativo di convivenza?) e scaricando su altri livelli istituzionali e sui singoli cittadini la responsabilit\u00e0 del successo o del fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista, alla vigilia di un secondo lockdown &#8211; per ora di fatto, domani magari di diritto &#8211; nulla \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motivo di questa impostazione omertosa \u00e8 palese a chi abbia riflettuto sulla genesi e sulla natura profonda della Seconda Repubblica: l&#8217;assoluta fedelt\u00e0 di questo e dei precedenti governi a quel vincolo esterno europeo che ha prima stimolato la strisciante privatizzazione dei servizi pubblici, incluso quello sanitario, e ora impedisce una reazione economica adeguata al tracollo della produzione, oltre che in prospettiva dell&#8217;occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto per dare una dimensione a queste parole, il Pil italiano nel 2020 si ridurr\u00e0 di oltre il 10%, cio\u00e8 di circa 180-200 miliardi di euro rispetto al 2019, mentre nel complesso l&#8217;intervento economico dello Stato si \u00e8 fermato a 100 miliardi di euro, con uno iato spaventoso di 80-100 miliardi, pari ad almeno il 5% del Pil (a prescindere dalle condizioni di partenza che vedevano l&#8217;Italia, unica in Europa insieme alla Grecia, ancora sotto ai livelli di Pil del 2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di certo vero che l&#8217;Unione Europea ha rilassato in questa fase i vincoli sulla finanza pubblica sospendendo il Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, sfumando il divieto di aiuti di Stato e lasciando campo all&#8217;azione monetaria espansiva della Bce, ma lo ha fatto in un&#8217;ottica di sopravvivenza delle sue istituzioni e dei suoi vincoli, come in parte era gi\u00e0 successo dopo la crisi dei debiti sovrani del 2011-2012. Non quindi un cambio di direzione strutturale della politica economica, che richiederebbe lo stravolgimento dei Trattati Europei, ma un congelamento contingente dell\u2019impianto deflazionista insito in quei Trattati cos\u00ec da garantirlo nel medio e lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto \u00e8 vero che sull&#8217;azione espansiva della Bce pende da un lato la spada di Damocle della Corte costituzionale tedesca, sempre pronta a minacciare l&#8217;uscita della Germania dal perimetro dell&#8217;eurozona, e dall&#8217;altro la stessa natura temporanea e limitata del programma di acquisto di titoli pubblici che la signora Lagarde ha attivato nel marzo scorso. Il Pepp della Bce, cos\u00ec si chiama, durer\u00e0 fino al giugno 2021 e probabilmente anche oltre, ma non sar\u00e0 mai una condizione a priori della politica economica unionista. Persino in questa fase di espansione monetaria la copertura della Bce non \u00e8 illimitata, fermandosi a 1.350 miliardi per tutta l&#8217;eurozona. L&#8217;Italia, in definitiva, non pu\u00f2 espandere il deficit pubblico alla bisogna per compensare interamente il crollo del Pil e risolvere il grave problema occupazionale che gi\u00e0 esisteva prima della pandemia, pu\u00f2 solo galleggiare nella recessione per impedire rivolte sociali (vedremo se ci riuscir\u00e0) mantenendo intatta la direzione deflazionista e mercantilista dell&#8217;economia che persegue da diversi decenni sotto la pressione del vincolo esterno. E dopo il 2021 incombe, naturalmente, il ritorno del Patto di Stabilit\u00e0 oppure una sua modifica che, a giudicare dal dibattito in corso, sar\u00e0 peggiore del male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persistenza di un vincolo europeo alla finanza pubblica anche in questa fase di sospensione delle regole pi\u00f9 rigide, \u00e8 testimoniata dal grafico che segue del Fondo Monetario Internazionale. Vi si trova la risposta economica degli Stati alla pandemia, suddivisa per stimolo fiscale (spesa diretta nell\u2019economia, barra blu scuro) e strumenti di garanzia, liquidit\u00e0 e ricapitalizzazione (barra azzurrina, la famosa e in realt\u00e0 impercettibile \u201cpotenza di fuoco\u201d di contiana memoria). Germania esclusa (non a caso, avendo vinto essa la competizione europea indotta da euro e Trattati ed essendosi cos\u00ec sottratta al vincolo dei mercati finanziari), tutti gli altri principali Paesi dell\u2019Unione hanno speso in stimolo fiscale diretto meno o molto meno dei Paesi extra Ue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60351\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fmi-covid-300x210.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fmi-covid-300x210.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fmi-covid-768x539.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/fmi-covid.png 1004w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">fonte: Fondo Monetario Internazionale https:\/\/www.imf.org\/en\/Topics\/imf-and-covid19\/Fiscal-Policies-Database-in-Response-to-COVID-19<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, la rinuncia del governo a fondare il discorso pubblico su basi razionali e storicamente fondate ha condotto necessariamente al moralismo di Stato. Nel disperato tentativo di sollevare la classe dirigente europeista della Seconda Repubblica dalle sue responsabilit\u00e0 &#8211; talmente pesanti da essere palesi &#8211; l\u2019unica soluzione praticabile, in effetti, era deresponsabilizzare la politica in quanto tale individualizzando la gestione della pandemia e alterandone la portata per mezzo della diffusione a piene mani di confusione e paura. Ecco allora che la comunicazione del governo, ma pi\u00f9 in generale della classe dirigente governista &#8211; stampa e tv in testa &#8211; si \u00e8 risolta da un lato nel sensazionalismo quotidiano sui dati dei ricoveri e dei decessi, e dall\u2019altro nel legare questi dati sapientemente decontestualizzati al comportamento dei singoli, o meglio di alcuni gruppi sociali via via additati come responsabili della diffusione del virus (il corridore senza mascherina, i giovani della movida, il ristoratore inadempiente, le famiglie festaiole, gli scolari indisciplinati&#8230;)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una narrazione non monolitica, perch\u00e9 la classe dirigente stessa \u00e8 attraversata al suo interno da conflitti politici pi\u00f9 o meno profondi che aprono squarci di verit\u00e0 nel discorso pubblico, ma in ogni caso efficace, dato che nel complesso le opposizioni parlamentari hanno rinunciato a svolgere una critica organica all\u2019azione dell\u2019esecutivo. Esempio supremo di questo atteggiamento arrendevole delle opposizioni \u00e8 la loro adesione alla prassi emergenziale dei DPCM, atti amministrativi che non transitano per il Parlamento. E se nella nostra Repubblica parlamentare il Parlamento \u00e8 per definizione la sede del discorso pubblico, rinunciarvi significa consentire al governo di accentrare il discorso pubblico al riparo dalla democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questa arrendevolezza? Per la stessa fondamentale ragione che ha spinto il governo a individualizzare la narrazione della pandemia: fedelt\u00e0 assoluta di tutto l\u2019arco parlamentare, opposizioni incluse, al vincolo esterno europeo, che non pu\u00f2 essere \u201cmesso in discussione\u201d, cio\u00e8 innanzitutto parlamentarizzato. Guai a ragionare pubblicamente dei vincoli strutturali all\u2019azione pubblica se si pu\u00f2 giocare a scaricarsi vicendevolmente le responsabilit\u00e0 politiche del contagio e dei fallimenti in campo economico scimmiottando un conflitto politico che non sussiste (se non per mere ragioni di potere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, anche sospendendo il giudizio sulla politica sanitaria ed economica del governo \u00e8 la gestione complessiva dell\u2019epidemia ad essere negativa, almeno secondo un criterio di giudizio democratico, che in fondo \u00e8 il pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte \u00e8 ormai diffusa nella popolazione l\u2019idea che governare con la paura durante l\u2019emergenza sia cosa buona e giusta, perch\u00e9 \u00e8 il popolo <em>in primis<\/em>, diviso come \u00e8 oggi, a diffidare dei comportamenti, dei pensieri e degli istinti del popolo. \u00c8 un problema di mancanza di riconoscimento: il popolo non riconosce pi\u00f9 di essere tale e si disarticola in mille rivoli corporativi, pronto a scaricarsi addosso una rabbia istintiva, di per s\u00e9 giustificata, ma non sapientemente elaborata e quindi direzionata. Un esito ormai noto, essendo l\u2019emergenza sanitaria da Covid solo l\u2019ultima edizione di una narrazione emergenziale che solitamente \u00e8 di natura economico-finanziaria, quando non climatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima ancora della salute e del benessere materiale, in ultima analisi, quella in cui ci troviamo invischiati \u00e8 una questione di democrazia e come tale va posta da chi ritiene di essere avanguardia popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non significa, va da s\u00e9, negare l\u2019esistenza materiale del virus e la sua pericolosit\u00e0 per alcune categorie specifiche &#8211; oltre che per il sistema sanitario pubblico nel suo complesso &#8211; ma interrogarsi su come un\u2019emergenza reale, di molto accentuata dalle precise responsabilit\u00e0 storiche di un\u2019intera classe dirigente, sia utilizzata ancora una volta per negare al popolo la possibilit\u00e0 di costruirsi una matura coscienza di classe e nazionale, e anzi per abituarlo sempre pi\u00f9 all\u2019asservimento disciplinato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANONIMO SOVRANISTA Per valutare con equilibrio l\u2019azione del governo durante la pandemia non pu\u00f2 bastare una critica della sola politica sanitaria e nemmeno della politica economica. 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