{"id":60445,"date":"2020-11-04T09:30:28","date_gmt":"2020-11-04T08:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60445"},"modified":"2020-11-03T20:17:13","modified_gmt":"2020-11-03T19:17:13","slug":"coronavirus-la-vittoria-mutilata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60445","title":{"rendered":"Coronavirus: la vittoria mutilata?"},"content":{"rendered":"<p>di Domenico Gallo (www.domenicogallo.it)<\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.domenicogallo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Vittoria-mutilata-Dittatura-sanitaria.jpg?fit=650%2C350&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"350\" data-lazy-loaded=\"1\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p class=\"has-drop-cap\">La pandemia da Covid-19 ha ripreso vigore e ha steso di nuovo il suo nero mantello sui paesi europei. In Italia abbiamo assistito ad un improvviso impennarsi della curva dei contagi, che sono raddoppiati ogni 7\/10 giorni, passando da circa 5.000 contagi giornalieri il 12 ottobre a circa 10.000 il 20 ottobre, superando la soglia dei 25.000 il 28 ottobre, mentre i decessi giornalieri hanno superato quota 200 ed i ricoveri in terapia intensiva sono passati da 358 (l\u20198 ottobre) a 1536 (il 28 ottobre). In altri paesi europei le cose vanno ancora peggio ed in Francia, quando si \u00e8 raggiunta la soglia di 70.000 contagi giornalieri, il Presidente Macron, ha annunciato il ritorno al lockdown su tutto il territorio nazionale (escludendo le scuole) fino al 1\u00b0 dicembre. Nello stesso giorno la Merkel ha annunciato pesanti misure restrittive in Germania, che prevedono la chiusura per quattro settimane di tutti i locali pubblici, palestre, piscine, cinema, teatri.<\/p>\n<p>Siamo in presenza di una seconda ondata che \u2013 come ha riconosciuto Macron \u2013 sar\u00e0 pi\u00f9 dura e pi\u00f9 letale della prima. C\u2019\u00e8 il rischio di avere centinaia di migliaia di morti se non si riesce a rallentare la corsa dell\u2019epidemia.<\/p>\n<p>E\u2019 un lutto che ritorna, pi\u00f9 aggressivo di prima, e colpisce in profondit\u00e0 tutti gli aspetti della vita sociale; impatta sull\u2019economia e rende di nuovo oscuro il futuro alle imprese e ai lavoratori gi\u00e0 stremati dal lockdown di marzo\/aprile; impatta sulla socialit\u00e0, sfaldando i legami sociali e le relazioni personali; impatta sulla psicologia delle persone costrette a chiudersi sempre pi\u00f9 in s\u00e9 stesse; impatta sulla nuda vita con l\u2019aumento esponenziale dei malati e delle vittime e l\u2019affollamento degli ospedali, che presto potrebbero non reggere pi\u00f9 l\u2019urto della pandemia.<\/p>\n<p>E\u2019 un evento luttuoso in s\u00e9 stesso, che produce uno strascico di lutti che, sotto vari aspetti e con differenti livelli di gravit\u00e0, colpiscono un po\u2019 tutti. Si tratta di una situazione, meno cruenta, ma simile ad una guerra, un evento totalizzante che impatta sui singoli e sulla societ\u00e0 nel suo insieme.<\/p>\n<p>Di fronte ad una minaccia cos\u00ec grave ogni societ\u00e0 dovrebbe compattarsi, sviluppare il massimo della solidariet\u00e0, incrementare, attraverso la coesione, la capacit\u00e0 di resistenza al dolore.<\/p>\n<p>Invece gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che nel nostro paese, a fronte dell\u2019avanzata della pandemia, si sono create delle linee di frattura che una politica miserabile cerca di allargare per guadagnare consenso cavalcando il lutto.<\/p>\n<p>Quando il 25 ottobre \u00e8 stato pubblicato il terzo DPCM di ottobre che ha disposto la chiusura di cinema, teatri, palestre, piscine e centri benessere ed ha introdotto pesanti restrizioni orarie per bar e ristoranti (prevedendone la chiusura alle 18), nella stessa notte di domenica e nei giorni seguenti, ci sono state manifestazioni di protesta in numerose piazze italiane (Roma, Napoli, Torino, Catania) in cui le legittime preoccupazioni delle categorie sociali pi\u00f9 colpite dalle restrizioni sono state esasperate e pilotate verso un ribellismo diffuso nei confronti delle misure sanitarie.<\/p>\n<p>Quando si lanciano parole d\u2019ordine con le quali si invoca la libert\u00e0 contro la dittatura sanitaria, in fondo si strumentalizza la sofferenza sociale (il lutto) dei ceti pi\u00f9 colpiti dalle restrizioni offrendo una soluzione impossibile e per questo eversiva. Fatte le dovute proporzioni, nel nostro paese si \u00e8 gi\u00e0 verificata una situazione simile in cui la politica ha cavalcato una grave malessere collettivo realizzando una sorta di elaborazione paranoica del lutto. E\u2019 successo nel 1919 quando, di fronte alle sofferenze inenarrabili che la guerra aveva inferto nella carne viva del popolo italiano (700.000 morti ed un milione di feriti), fu creato il mito della vittoria mutilata, del tradimento del popolo italiano escluso dal banchetto della vittoria. Ma quale banchetto avrebbe potuto portare ristoro nelle famiglie italiane che erano state private di ci\u00f2 che esse avevano di pi\u00f9 prezioso: i propri figli?<\/p>\n<p>Tuttavia la fortuna di questo mito, assieme ad una giusta dose di manganellature, fu la chiave di volta che permise l\u2019avvento dal fascismo. E\u2019 questo un buon motivo per smontare il mito della dittatura sanitaria prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Gallo (www.domenicogallo.it) La pandemia da Covid-19 ha ripreso vigore e ha steso di nuovo il suo nero mantello sui paesi europei. 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