{"id":60474,"date":"2020-11-06T10:55:01","date_gmt":"2020-11-06T09:55:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60474"},"modified":"2020-11-05T18:47:08","modified_gmt":"2020-11-05T17:47:08","slug":"erosione-del-suolo-quando-ci-togliamo-il-terreno-sotto-i-piedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60474","title":{"rendered":"Erosione del suolo, quando ci togliamo il terreno sotto i piedi"},"content":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Anna Romano)<\/p>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-6 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/still-life-growing-seedling.jpg?itok=wz5wqZLd\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1067\" \/><\/p>\n<blockquote class=\"image-field-caption\"><p>Il\u00a0rapporto \u201cConsumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici\u201d stima che, in Italia, l&#8217;erosione del suolo\u00a0abbia interessato circa\u00a0540 km<sup>2\u00a0<\/sup>tra il 2012 e il 2019. In generale, l&#8217;erosione\u00a0\u00e8 uno dei principali fattori a determinare il degrado del suolo; \u00e8 un processo naturale ma accelerato da fattori antropici, in particolare dai cambiamenti climatici e dall\u2019uso del territorio. Ne abbiamo parlato con\u00a0Michele Munaf\u00f2, ingegnere per l\u2019ambiente e il territorio dell\u2019Ispra e curatore del rapporto.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-5 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">Sta proprio sotto i piedi ed \u00e8 fondamentale per svariati processi biochimici; \u00e8 alla base della nostra sussistenza non meno dell\u2019aria e dell\u2019acqua; e come queste, il suolo \u00e8 minacciato dalle nostre attivit\u00e0. Come Scienza in rete\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/uso-e-abuso-del-suolo\/michele-munaf%C3%B2-lorenzo-ciccarese\/2017-07-19\">scriveva<\/a>\u00a0gi\u00e0 qualche anno fa, l\u2019attenzione pubblica e delle istituzioni sembra essere meno attirata da alcune \u201cscomode verit\u00e0\u201d ambientali rispetto ad altre. In effetti, quello dell\u2019erosione del suolo sembra un tema che, anche se non ignorato, rimane un po\u2019 di sfondo rispetto ad altri.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<h2>Una risorsa non rinnovabile<\/h2>\n<p>\u201cEntro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccit\u00e0 e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno\u201d: \u00e8 il\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/unric.org\/it\/obiettivo-15-proteggere-ripristinare-e-favorire-un-uso-sostenibile-dellecosistema-terrestre\/\">sotto-obiettivo 15.3<\/a>\u00a0dell\u2019Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Si parla di suolo, pi\u00f9 in particolare del suo degrado. Vale la pena partire da qui per parlare di erosione del suolo, perch\u00e9 quest\u2019ultima rappresenta proprio una delle cause del degrado. \u00abIn inglese, si parla di\u00a0<em>land degradation<\/em>: un termine che indica un concetto ampio, una perdita della capacit\u00e0 del suolo e del territorio di fornire servizi ecosistemici e della loro capacit\u00e0 produttiva\u00bb, spiega Michele Munaf\u00f2, ingegnere per l\u2019ambiente e il territorio dell\u2019Ispra.<\/p>\n<p>Nel suolo, la \u201cpelle\u201d del nostro pianeta, infatti, avvengono un\u2019infinit\u00e0 di processi fondamentali, come l\u2019immagazzinamento e la trasformazione di sostanze (come acqua e carbonio) che non solo consentono la sopravvivenza di piante e animali ma che entrano in gioco anche, per esempio, nella regolazione del clima, perch\u00e9 il carbonio che le piante non utilizzano si deposita e si fissa nel suolo. E quest\u2019ultimo, a causa dei lunghi tempi richiesti per la sua formazione, \u00e8 considerato una\u00a0<strong>risorsa non rinnovabile<\/strong>.<\/p>\n<h2>Erosione, una delle cause del degrado<\/h2>\n<p>\u00abIl degrado del suolo ha diverse cause: l\u2019impermeabilizzazione, per esempio, dovuta alla copertura con materiali, come il cemento e l\u2019asfalto, che impedisce il filtraggio dell\u2019acqua e delle sostanze inquinanti e aumenta il rischio di alcuni fenomeni come le alluvioni; oppure la contaminazione dovuta a diverse sostanze organiche e non. Tra le principali minacce al suolo c\u2019\u00e8, appunto, anche l\u2019erosione\u00bb, continua Munaf\u00f2. \u00abDa una parte, questo \u00e8 un fenomeno naturale: avviene a opera del vento e soprattutto dell\u2019acqua, e ha contribuito a modellare la superficie terreste: \u00e8 grazie all\u2019erosione che si si sono formati alcuni dei suoli pi\u00f9 fertili delle pianure e gli splendidi paesaggi montani e collinari. Dall\u2019altra, l\u2019erosione \u00e8 accelerata dalle attivit\u00e0 umane e diventa insostenibile quando la perdita di suolo supera il suo tasso di formazione. Convenzionalmente, questo limite \u00e8 indicato come una perdita di una tonnellata per ettaro all\u2019anno, considerata irreversibile per un periodo di almeno 50-100 anni\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>erosione idrica<\/strong>\u00a0rappresenta la forma prevalente ed \u00e8 dovuta alla pioggia e all\u2019azione dello scorrimento dell\u2019acqua sulla superficie del terreno, quella che in idrologia \u00e8 detta \u201cacqua di ruscellamento\u201d. In loco, questo causa la perdita delle sostanze presenti nei primi strati di terreno, l\u2019acqua e i sali minerali che arricchiscono il terreno; ma l\u2019erosione pu\u00f2 avere effetti anche a distanza, per esempio perch\u00e9 il materiale eroso finisce nei corpi idrici riducendone la la capacit\u00e0 di portata (e quindi aumentando il rischio alluvionale), oppure perch\u00e9, se nel suolo sono presenti sostanze chimiche come fertilizzanti e pesticidi, queste finiscono nei corsi d\u2019acqua, determinando un inquinamento diffuso.<\/p>\n<h2>Cause umane<\/h2>\n<p>Due sono i fattori antropici che pi\u00f9 contribuiscono ad accelerare l\u2019erosione idrica. Uno \u00e8 l\u2019<strong>uso del territorio<\/strong>: la deforestazione, per esempio, riduce la copertura vegetale che protegge il terreno. Ma bisogna considerare anche altri usi, come l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento, che possono essere responsabile, per esempio, della\u00a0<strong>compattazione<\/strong>\u00a0del suolo causata dall\u2019uso di pesanti macchinari o dal pascolo eccessivo degli animali. Il terreno diventa cos\u00ec meno penetrabile dall\u2019acqua, con il risultato che aumenta quella di ruscellamento e con essa i fenomeni erosivi. Le colture, peraltro, ne risentono per prime, perch\u00e9 la mancanza d\u2019acqua e di ossigeno\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/extension.psu.edu\/effects-of-soil-compaction\">danneggia le radici delle piante<\/a>, anche senza contare l\u2019effetto dell\u2019erosione stessa, che riduce la fertilit\u00e0 del terreno.<\/p>\n<p>\u00abIn generale, l\u2019agricoltura incide sul degrado e sull\u2019erosione del suolo in vari modi, per esempio lasciando il terreno privo di copertura vegetale per lunghi periodi\u00bb, spiega Munaf\u00f2. \u00abPer questo esistono diverse tecniche di\u00a0<strong>agricoltura conservativa<\/strong>, che hanno lo scopo di preservare il suolo, mantenendo uno strato di copertura del terreno (la pacciamatura), diversificando le specie coltivate ed evitando l\u2019aratura. Anche alcune tecniche tradizionali possono essere d\u2019aiuto: la pendenza, per esempio, \u00e8 uno dei fattori che aumentano l\u2019erosione, e il terrazzamento dei terreni \u00e8 un sistema che consente di massimizzare la coltivazione a pendenze elevate, minimizzando al contempo l\u2019erosione del suolo\u00bb.<\/p>\n<p>Il secondo fattore antropico che influenza l\u2019erosione \u00e8 il cambiamento climatico, che\u00a0<strong>modifica i cicli idrologici<\/strong>\u00a0aumentando, in alcune aree del mondo, frequenza e intensit\u00e0 delle\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.carbonbrief.org\/explainer-what-climate-models-tell-us-about-future-rainfall\">precipitazioni<\/a>. In un circolo vizioso, l\u2019erosione diminuisce la capacit\u00e0 del suolo di mitigare il riscaldamento globale, perch\u00e9 ne limita il sequestro di carbonio. Uno\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/advances.sciencemag.org\/content\/4\/11\/eaau3523\">studio<\/a>\u00a0pubblicato su Science Advances nel 2018 suggerisce che l\u2019accelerata erosione che si verifica nei terreni agricoli dell\u2019Unione Europea possa portare a un aumento del 35% del carbonio \u201ceroso\u201d nel periodo 2016-2100.<\/p>\n<p>Anche se sono soprattutto gli estremi meteorologici a preoccupare i ricercatori, \u00e8 importante ricordare anche un altro elemento influenzato dalla crisi climatica e che, indirettamente, contribuisce all\u2019erosione. Si tratta degli\u00a0<strong>incendi<\/strong>, che determinano una perdita totale o parziale della vegetazione e, al contempo, influenzano le propriet\u00e0 idrauliche del suolo, che pu\u00f2 risultare pi\u00f9 vulnerabile all\u2019erosione. Diversi studi hanno indagato questa relazione: solo per fare un esempio, un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/abs\/10.1002\/ldr.3694\">articolo<\/a>\u00a0pubblicato a giugno di quest\u2019anno stima che la perdita di suolo nelle foreste della Catalogna possa arrivare a essere del 150% superiore nei periodi in cui vi \u00e8 stata concomitanza di piogge estreme e incendi rispetto a quando gli eventi non si verificano in contemporanea. Sono dinamiche che ci ricordano come tutto, negli ecosistemi, sia strettamente interconnesso e come basti modificare un singolo elemento per avere effetti a cascata.<\/p>\n<h2>Un suolo che scompare<\/h2>\n<p>Ma qual \u00e8 la situazione dell\u2019erosione del suolo, e quali le sue prospettive future? \u00abValutare l\u2019erosione del suolo non \u00e8 semplice: si usano fondamentalmente modelli empirici che tengono in considerazione alcuni fattori principali, quali la pendenza del versante, la copertura, l\u2019erosivit\u00e0 delle precipitazioni (cio\u00e8 la loro capacit\u00e0 di causare erosione, a seconda per esempio dell\u2019intensit\u00e0 e della frequenza) e l\u2019erodibilit\u00e0 del suolo (la sua suscettibilit\u00e0 all\u2019erosione, che dipende da caratteristiche fisiche e a parametri come la permeabilit\u00e0)\u00bb, spiega Munaf\u00f2. Comunque, sono disponibili alcune stime: secondo la Global Soil Partenrship, guidata dalla FAO, vengono erose ogni anno dai terreni coltivabili 75 miliardi di tonnellate di suolo. Si tratta per\u00f2 di stime che vengono da studi dei primi anni Novanta, e lavori successivi basati su un approccio modellistico integrato con dati provenienti dal telerilevamento e dai censimenti, le dimezzano. Uno\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-017-02142-7\">studio<\/a>\u00a0pubblicato su Nature Communications nel 2017, infatti, valuta che siano state erose 35 miliardi di tonnellate di suolo nel 2001, salite per\u00f2 gi\u00e0 del 2,5% nel 2012.<\/p>\n<p>Pasquale Borrelli, ricercatore dell\u2019Universit\u00e0 di Basilea e primo autore del lavoro, ha recentemente pubblicato un altro\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.pnas.org\/content\/117\/36\/21994\">articolo<\/a>, nel quale sono presentate le stime dell\u2019erosione entro il 2070 sulla base degli stessi senari climatici e dei cambiamenti nell\u2019uso del suolo impiegati anche dall\u2019IPCC. Dai risultati emerge un aumento consistente dell\u2019erosione, che va\u00a0<strong>dal 30 al 66% in pi\u00f9<\/strong>\u00a0rispetto al 2015 a seconda degli scenari.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019erosione pu\u00f2 essere mitigata con coltivazioni sostenibili e politiche corrette. Speriamo che le nostre previsioni aiutino a comprendere la portata della minaccia e consentano i policy maker a realizzare misure efficaci per attutirne l\u2019impatto\u00bb, aveva spiegato Borrelli in un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.sciencedaily.com\/releases\/2020\/08\/200824165633.htm\">comunicato<\/a>. Tra gli strumenti per contrastare l\u2019erosione, gli autori dell\u2019articolo evidenziano le tecniche di agricoltura conservativa: al momento, scrivono, si stima siano applicate sull\u201911-14% dei terreni coltivabili, ma dovrebbero arrivare a coprirne il 60% circa per compensare gli aumenti di erosione previsti dagli scenari peggiori.<\/p>\n<h2>Da degrado a tutela e ripristino<\/h2>\n<p>In Italia, l\u2019erosione \u00e8 uno dei fattori tenuti in conto nel rapporto \u201c<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/07\/22\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020\/\">Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici<\/a>\u201d, edizione 2020, del Sistema Nazionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (SNPA), curato da Munaf\u00f2. Dai dati raccolti, si stima che il degrado di suolo nel nostro Paese a causa dell\u2019erosione abbia interessato circa 540 km<sup>2<\/sup>\u00a0(lo 0,18% del territorio) nel periodo tra il 2012 e il 2019, soprattutto nelle aree percorse da incendi; a questo si somma l\u2019effetto anche pi\u00f9 consistente di\u00a0<strong>vari altri fattori<\/strong>, quali i cambiamenti di copertura, la perdita di produttivit\u00e0, di carbonio organico e la perdita di qualit\u00e0 degli habitat (perch\u00e9 il suolo ha un\u2019importanza fondamentale come supporto della biodiversit\u00e0).<\/p>\n<p>\u00abA livello politico e pubblico, l\u2019attenzione data al suolo non \u00e8 ancora, a mio parere, sufficiente\u00bb, commenta Munaf\u00f2. \u00abQuesto potrebbe dipendere dal fatto che \u00e8 in qualche modo meno visibile, dato pi\u00f9 per scontato di altri elementi naturali; inoltre, \u00e8 storicamente una risorsa privata e privatizzabile. In Italia si discute di una legge sul consumo di suolo dal 2012, che per\u00f2 non \u00e8 ancora stata approvata\u00bb. Anche a livello europeo manca, al momento, una direttiva quadro sul suolo; tuttavia, una certa attenzione c\u2019\u00e8: per esempio, la Strategia per la Biodiversit\u00e0\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_20_884\">adottata a maggio<\/a>\u00a0dalla Commissione europea\u00a0prevede di aumentare le aree protette e ridurre il degrado, mentre il ripristino \u00e8 tra gli obiettivi dell\u2019Agenda 2030. \u00abE ripristino \u00e8 una parola che implica un certo impegno, perch\u00e9\u00a0<strong>non \u00e8 facile riportare il suolo alla sua funzionalit\u00e0<\/strong>. Proprio a causa delle difficolt\u00e0 di recupero del suolo, la priorit\u00e0 \u00e8 innanzitutto evitare di degradarlo ulteriormente; tuttavia, sappiamo che lo stato di degrado \u00e8 ormai troppo elevato e ha superato la soglia in molte parti del mondo, compresa l\u2019Italia. Oggi, quindi, non basta pi\u00f9 tutelarlo ma \u00e8 necessario recuperarne la funzionalit\u00e0, per esempio riportando nuova vegetazione nelle aree dismesse\u00bb, conclude il ricercatore<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Anna Romano) Il\u00a0rapporto \u201cConsumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici\u201d stima che, in Italia, l&#8217;erosione del suolo\u00a0abbia interessato circa\u00a0540 km2\u00a0tra il 2012 e il 2019. In generale, l&#8217;erosione\u00a0\u00e8 uno dei principali fattori a determinare il degrado del suolo; \u00e8 un processo naturale ma accelerato da fattori antropici, in particolare dai cambiamenti climatici e dall\u2019uso del territorio. 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