{"id":60497,"date":"2020-11-07T01:08:56","date_gmt":"2020-11-07T00:08:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60497"},"modified":"2020-11-09T07:51:12","modified_gmt":"2020-11-09T06:51:12","slug":"quale-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60497","title":{"rendered":"Quale debito pubblico?"},"content":{"rendered":"<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">di SIMONE GARILLI (Fsi Mantova)<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La narrazione neoliberale sul debito pubblico sta crollando sotto i colpi della pandemia. Alla fine dell&#8217;emergenza sar\u00e0 chiaro a tutti che la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico non dipende dal suo valore assoluto n\u00e9 dal suo valore rispetto al Pil, ma dalla disponibilit\u00e0 della banca centrale, sia essa europea o nazionale, a comprare il debito quando necessario per reprimere gli istinti speculativi dei mercati. Cadr\u00e0 anche l&#8217;obiezione neoliberale della minaccia inflazionistica, perch\u00e9 sar\u00e0 altrettanto evidente che l&#8217;immissione monetaria di migliaia di miliardi di euro nell&#8217;eurozona non avviciner\u00e0 nemmeno l&#8217;obiettivo di inflazione ufficiale della Bce, che da sempre \u00e8 &#8220;sotto ma vicino al 2%&#8221;. Anzi torner\u00e0, ed \u00e8 gi\u00e0 tornato, lo spettro della deflazione, che aumenta il valore reale dei debiti di famiglie, imprese e Stati. Ciononostante, il crollo del tab\u00f9 del debito pubblico non si porter\u00e0 con s\u00e9 l&#8217;ideologia neoliberale, che continuer\u00e0 ad imperversare. Semplicemente cambier\u00e0 la narrazione, ma per i rapporti di forza serve ben altro, e cio\u00e8 uno scontro sul terreno materiale della produzione mediato dalla politica e, nello specifico, dai partiti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Cosa ci aspetta, dunque, nell&#8217;ipotesi che questo scontro non avvenga in tempi brevi? In astratto i casi sono due:<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">nel peggiore un ritorno dell&#8217;austerit\u00e0 europea trainato dalla Germania, con la riattivazione <em>tout court<\/em> del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita e del divieto di aiuti di Stato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Nel migliore l&#8217;affermarsi della linea Draghi, formulata nell&#8217;articolo del 25 marzo scorso sul &#8220;Financial Times&#8221;: livelli pi\u00f9 elevati di debito pubblico come caratteristica permanente delle economie avanzate, al fine di cancellare il debito privato.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Suona bene, naturalmente, ed \u00e8 un passaggio di per s\u00e9 necessario, ma il punto \u00e8 come lo si realizza. E allora occorre riaprire i libri di storia, o forse riscriverli daccapo. Negli ultimi quarant&#8217;anni l&#8217;Italia ha gi\u00e0 affrontato per almeno due volte il problema del debito privato delle imprese, che \u00e8 il vero e principale fattore di instabilit\u00e0 strutturale delle nostre societ\u00e0 dalla fine della parentesi keynesiana e social-democratica (1945-1979). La cosiddetta &#8220;finanziarizzazione&#8221; non \u00e8 altro che l&#8217;accumulo di debito privato al posto del debito pubblico, cos\u00ec da levare di mezzo l&#8217;azione ingombrante dello Stato e sostituire lo stimolo pubblico alla domanda aggregata con i mercati finanziari e le banche.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">E, tuttavia, quando il ciclo di accumulazione privato si scontra con l&#8217;eccesso di indebitamento finanziario, il debito pubblico torna di moda perch\u00e9 \u00e8 strettamente necessario per togliere le castagne dal fuoco al sistema delle imprese (le grandi, mentre le piccole falliscono, vengono assorbite o sopravvivono sul pelo dell&#8217;acqua fino alla crisi successiva). \u00c8 gi\u00e0 successo negli anni Ottanta, quando il debito privato delle imprese italiane venne di fatto cancellato dal disavanzo pubblico dello Stato, che intanto stava esplodendo a causa della spesa per interessi (l&#8217;ingresso nel Sistema Monetario Europeo aveva infatti consentito alla classe dirigente dell&#8217;epoca di alzare i rendimenti per attrarre capitali dall&#8217;estero e difendere la parit\u00e0 della lira). Augusto Graziani spieg\u00f2 cos\u00ec quello che stava accadendo: &#8220;quando il settore pubblico gestisce il proprio bilancio in disavanzo, quale che sia la destinazione della spesa&#8230;c\u2019\u00e8 comunque un effetto monetario immediato in quanto attraverso il disavanzo del settore pubblico viene immessa nel sistema economico una liquidit\u00e0 tutta particolare, una liquidit\u00e0, cio\u00e8, che per le imprese non comporta il ricorso al sistema delle banche&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa, per\u00f2, \u00e8 come venne utilizzato il debito pubblico per raggiungere quello scopo. Basta una manciata di dati:<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">&#8211; la spesa per interessi sul debito lievit\u00f2 dal 6,8% al 15,3% della spesa pubblica totale<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">&#8211; la spesa per il rimborso del debito sal\u00ec anch&#8217;essa dal 3,7% al 13,8% del totale<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">&#8211; la spesa per il personale amministrativo pubblico scese dal 23,8% al 15,4%<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">&#8211; la spesa per Istruzione e Cultura scese dal 14 al 9% del totale<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">&#8211; e scese infine anche la spesa per investimenti pubblici, sia pure pi\u00f9 lentamente (dal 29,8% al 24,8%)<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Avete presente i folli anni Ottanta, quelli del debito pubblico alimentato dagli sprechi e dalle ruberie dei nostri padri? Tutte sonore cazzate. Il debito esplose per remunerare gli investitori e ripianare i debiti privati delle imprese, mentre si ridusse sia il deficit primario (il deficit al netto degli interessi) sia lo stato sociale. Oggi ci troviamo alla fine di un altro ciclo di accumulazione, del tutto particolare perch\u00e9 scatenato senza preavviso da una pandemia e perch\u00e9 segue di pochi anni l&#8217;esaurirsi del ciclo principale della storia recente, quello culminato nella grande crisi del 2008. Se sar\u00e0 la linea Draghi a prevalere (ancora una volta), avremo finalmente il tanto agognato debito pubblico e qualche stupida regola europea salter\u00e0, ma sulla base delle esperienze passate non possiamo che chiederci: a quale prezzo?<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SIMONE GARILLI (Fsi Mantova) La narrazione neoliberale sul debito pubblico sta crollando sotto i colpi della pandemia. Alla fine dell&#8217;emergenza sar\u00e0 chiaro a tutti che la sostenibilit\u00e0 del debito pubblico non dipende dal suo valore assoluto n\u00e9 dal suo valore rispetto al Pil, ma dalla disponibilit\u00e0 della banca centrale, sia essa europea o nazionale, a comprare il debito quando necessario per reprimere gli istinti speculativi dei mercati. 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