{"id":60746,"date":"2020-11-16T09:30:28","date_gmt":"2020-11-16T08:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60746"},"modified":"2020-11-15T20:19:15","modified_gmt":"2020-11-15T19:19:15","slug":"il-saccheggio-della-germania-est-il-lato-oscuro-della-riunificazione-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60746","title":{"rendered":"Il saccheggio della Germania Est: il lato oscuro della riunificazione tedesca\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Antonio Cerquitelli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non si studia la storia per imparare a non ripetere gli errori del passato, perch\u00e9 questi ritornano puntualmente sotto forma di farsa o tragedia. Piuttosto, la memoria si configura come un passato irrisolto, dove i vinti non smettono di chiedere di essere vendicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cChiunque abbia riportato sinora vittoria partecipa al corteo trionfale dei dominatori di oggi che calpesta coloro che oggi giacciono a terra\u201d, cos\u00ec il filosofo tedesco Walter Benjamin definisce l\u2019immedesimazione dello storiografo storicista con i vincitori. La storia dell\u2019unificazione della Germania corrisponde per i vincitori al progresso mitico dell\u2019Occidente e in particolare del continente europeo, che \u00e8 andato provvidenzialmente liberandosi delle scorie di quelle idee socialiste sorte intorno all\u2019800.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 9 novembre 1989 \u00e8 stato l\u2019Evento che ha sprigionato finalmente quel \u201cvento di cambiamento\u201d di cui tutti avevano bisogno: wind of change cantava d\u2019altronde il gruppo musicale degli \u201cScorpions\u201d proprio a ridosso dei mutamenti politici che si stavano allora verificando nell\u2019Europa dell\u2019Est. Quello che per\u00f2 gli Scorpions non cantavano nella loro ottima canzone \u00e8 il motto di Spinoza omnis determinatio est negatio, che in questa sede possiamo interpretare come quel nuovo che, affermandosi, finisce per escludere e negare tutto ci\u00f2 che \u00e8 altro e sta fuori rispetto agli innovativi discorsi universalistici che incalzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vladimiro Giacch\u00e9 nel suo libro Anschluss. L\u2019annessione. L\u2019unificazione della Germania e il futuro dell\u2019Europa (Diarkos, 2019), di cui offriamo qui una recensione, si occupa appunto di raccontare il negativo, \u201cil non-detto\u201d nella storia dell\u2019unificazione tedesca in ci\u00f2 che di positivo si stava affermando. L\u2019unificazione della Germania non ha come punto nodale soltanto la notte del 9 novembre 1989, in cui venne gi\u00f9 il muro di Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra notte \u00e8 stata gravida di conseguenze per i tedeschi: il 1\u00b0luglio 1990, masse festanti di cittadini della Germania dell\u2019Est affollarono le banche per cambiare i loro marchi orientali in marchi occidentali. Scrive Giacch\u00e9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuella notte fu, a un tempo, un punto di arrivo e un punto di partenza. Fu il punto d\u2019approdo di un processo, iniziato nell\u2019autunno 1989, di cui \u00e8 stato detto che l\u2019intera storia tedesca non conosce un movimento di democratizzazione a esso paragonabile. E fu l\u2019inizio di una storia completamente diversa, di cui in buona parte determin\u00f2 l\u2019esito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, l\u2019unificazione tedesca richiedeva un processo graduale di riforme, in base ad un principio di per s\u00e9 evidente: le due Germanie erano caratterizzate da architetture giuridiche, culturali ed economiche completamente diverse. Ma c\u2019\u00e8 un secondo elemento, ancora pi\u00f9 decisivo, che segner\u00e0 il destino della Germania Est: la proposta del cancelliere Kohl di avviare trattative immediate per un\u2019unione monetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il libro di Giacch\u00e9 mette a tema proprio le conseguenze economiche, politiche e sociali del tasso di conversione che sar\u00e0 adottato durante le trattative. Ma attenzione: in una questione apparentemente astrusa come appunto quella di un tasso di cambio, sono immediatamente condensate questioni giuridiche, filosofiche, storiche o, per meglio dire, ideologiche e quindi sociali, sarebbe imperdonabile considerarlo un innocuo tecnicismo, dato che ogni dettaglio economico si riferisce immediatamente al modo di concepire il nostro essere sociale. L\u2019unificazione monetaria tedesca viene solitamente presentata come un gesto di \u201cgenerosit\u00e0\u201d della Germania dell\u2019Ovest nei confronti della Germania dell\u2019Est, verso i fratelli pi\u00f9 sfortunati in bancarotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea che la Germania Est fosse uno Stato in bancarotta \u00e8 stucchevole. Nel 1993, fu chiamato a testimoniare davanti a una commissione parlamentare l\u2019allora presidente della Bundesbank Karl Otto P\u00f6hl (intuitivamente, per il suo ruolo, ben poco incline a simpatie filo-comuniste), il quale rifer\u00ec che l\u2019indebitamento della RDT era \u201crelativamente esiguo\u201d. Inoltre, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, non \u00e8 il livello assoluto di indebitamento, ma la capacit\u00e0 di ripagare i debiti in scadenza e la RDT non soffriva affatto di morosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Arriviamo ora ad analizzare il trattato di riforma monetaria, ratificato, come si \u00e8 detto, il primo luglio 1990. Nel 1988, il tasso di cambio tra marco-ovest e marco-Est era di 1 a 4,44; vale a dire che un marco dell\u2019ovest corrispondeva a 4,4 marchi dell\u2019Est. Nella riforma monetaria del \u201890, il tasso di conversione fu di 1 a 1: ci\u00f2 caus\u00f2 un aumento dei prezzi delle merci prodotte nella RDT del 350 per cento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le conseguenze facilmente prevedibili erano che le imprese della RDT furono esposte improvvisamente alla concorrenza internazionale, rispetto alla quale non erano preparate, la domanda interna dell\u2019Est della Germania si rivolse massivamente verso i prodotti dell\u2019Ovest con il crollo della richiesta dei beni locali, le banche alzarono i tassi di interesse per impedire la fuga dei capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ebbene, le conseguenze economiche e sociali di questa unificazione monetaria furono drammatiche. Per i cittadini dell\u2019Est il costo della vita crebbe del 26,5 per cento, nel 1992 aument\u00f2 del 66,2. In dieci anni, i prezzi dell\u2019Est aumentarono del 70,2 per cento contro un aumento del 27,7 per cento dell\u2019Ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">A causa dell\u2019apprezzamento della valuta dell\u2019Est, le imprese della RDT persero, contemporaneamente, il mercato della RFT e dei Paesi occidentali, i mercati dell\u2019Est (i quali ora dovevano confrontarsi con una valuta apprezzata) e gran parte del mercato interno, invaso dopo il 1989 dai prodotti dell\u2019Ovest. Come in seguito ebbe a dire Modrow:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019unione monetaria spezz\u00f2 il collo all\u2019economia della RDT\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Riporto di seguito solo alcuni dati economici, che nel libro di Giacch\u00e9 sono molto pi\u00f9 ampi e dettagliati. In due anni, dal 1989 al 1991, il prodotto interno lordo segna un -44%, la produzione industriale segna addirittura -67%. La crescita media annua della ex RDT dal 1990 al 2004 \u00e8 stata inferiore a 1 punto percentuale annuo. Il tasso di cambio 1 a 1 praticamente soppresse l\u2019export della Germania Est e la quota delle esportazioni provenienti dalla Germania Est fu conquistata dall\u2019Ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">E ancora: un rapido processo di deindustrializzazione, tale che in pochi anni la produzione industriale raggiunse un -80% rispetto al 1989, poi un aumento massiccio della disoccupazione. Scorrendo le pagine del libro, tra i dati riportati da Vladimiro Giacch\u00e9 uno in particolare si rileva inaspettato per il lettore: mi riferisco ai numeri relativi all\u2019emigrazione degli abitanti dei L\u00e4nder dell\u2019Est in seguito all\u2019unificazione. Riporto le parole dell\u2019autore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cTra il 1989 e il 1991 il saldo complessivo (ossia tenendo conto delle persone trasferitesi dall\u2019Ovest all\u2019Est) fu negativo di 911.843 persone per i territori della ex Germania Est. Se si prolunga la serie sino al 2006, questa cifra cresce sino a raggiungere la cifra impressionante di 1 milione e 740 mila persone. [\u2026] Se invece non si tenesse conto di chi \u00e8 immigrato dall\u2019Ovest, l\u2019emorragia sarebbe di 4,1 milioni di persone. Il doppio di coloro che erano immigrati nei 10 anni precedenti la costruzione del muro, nel 1961.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Kohl cerc\u00f2 di giustificare l\u2019unificazione monetaria e politica proprio per bloccare l\u2019emigrazione da Est a Ovest, ma fu smentito dai fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda le conseguenze economiche dell\u2019unificazione per l\u2019Ovest, Giacch\u00e9 utilizza un\u2019espressione di David Harvey: accumulazione tramite espropriazione, nella crisi cio\u00e8 le imprese e i capitalisti dell\u2019Ovest ebbero l\u2019occasione per acquisti su vasta scala di assets svalorizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il compito di privatizzare le imprese e tutte le propriet\u00e0 pubbliche della RDT fu affidata all\u2019istituto della Treuhandanstalt. La sua mancanza di trasparenza nelle operazioni di liquidazione e le accuse di corruzione rivolte ad alcuni suoi funzionari diedero vita ad una commissione parlamentare di inchiesta voluta fortemente dalla Spd. Il boicottaggio da parte delle forze governative e la secretazione di un\u2019enorme quantit\u00e0 di atti insabbiarono il lavoro della commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Che la storia sia \u201cmagistra vitae\u201d \u00e8 solo un pensiero pr\u00eat-\u00e0-porter, comodo per chi \u00e8 poco disposto a confrontarsi con la lordura dei processi storici, esito di smottamenti e conflitti, piuttosto che mossi dall\u2019idea di \u201cprogresso\u201d (che \u00e8 un gioco linguistico dei vincitori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Altrimenti non si spiega perch\u00e9 nella creazione di un\u2019area valutaria comune europea si siano prodotte forzature e vincoli che hanno portato ad una caduta del prodotto interno lordo, elevata disoccupazione, deficit della bilancia commerciale, crescita del debito pubblico ed emigrazione in diversi Paesi dell\u2019Eurozona, nonostante l\u2019ex presidente della Bundesbank P\u00f6hl durante un\u2019audizione al Parlamento europeo giudicasse \u201cun disastro\u201d l\u2019unione monetaria tedesca, mettendo in guardia l\u2019Europa dal ripetere un simile errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non si spiega altrimenti perch\u00e9 il modello fallimentare della Truehand sarebbe stato poi applicato alla Grecia, portando Juncker ad esclamare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cSaluterei con piacere il fatto che i nostri amici greci fondassero un\u2019agenzia per le privatizzazioni secondo il modello della Truehandanstalt tedesca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non si spiega altrimenti perch\u00e9 negli stati del Sud Europa, i cosiddetti PIIGS, si utilizzi un dispositivo di colpevolizzazione allo stesso modo di quelli adottato dai funzionari della Germania Ovest davanti ai risultati economici disastrosi della Germania Est post-unificazione, perch\u00e9 non educati alla disciplina dell\u2019Ovest. L\u00e4nder dell\u2019Est che ora sono abbandonati all\u2019abbraccio mortale dell\u2019estrema destra dell\u2019AFD.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta dunque di analizzare il presente senza cedere alla retorica dei sacrifici per \u201csalvare le generazioni future\u201d, in attesa di un avvenire redento. Piuttosto occorre confrontarsi con le macerie della storia, conservando il ricordo delle vittime, ricomporre l\u2019inespresso. Nelle sue Tesi di filosofia della storia, Benjamin commenta un quadro di Klee, L\u2019Angelus Novus: un angelo con le ali spiegate, che volge per\u00f2 il volto e lo sguardo indietro. Cos\u00ec il filosofo commenta il dipinto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cVi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L\u2019angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l\u2019infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si \u00e8 impigliata nelle sue ali, ed \u00e8 cos\u00ec forte che gli non pu\u00f2 chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ci\u00f2 che chiamiamo il progresso, \u00e8 questa tempesta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/il-saccheggio-della-germania-est\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/il-saccheggio-della-germania-est\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Antonio Cerquitelli) Non si studia la storia per imparare a non ripetere gli errori del passato, perch\u00e9 questi ritornano puntualmente sotto forma di farsa o tragedia. 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