{"id":60787,"date":"2020-11-18T09:28:43","date_gmt":"2020-11-18T08:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60787"},"modified":"2020-11-16T18:35:14","modified_gmt":"2020-11-16T17:35:14","slug":"m5s-no-future-for-you","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60787","title":{"rendered":"M5S, no future for you"},"content":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Mannino)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Si \u00e8 aperto il congresso del Movimento 5 Stelle, i cosiddetti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/italia\/stati-ultra-generali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stati Generali<\/a>. Oddio, congresso \u00e8 una parola grossa: non avendo una struttura territoriale n\u00e9 un\u2019organizzazione gerarchica degna di questo nome, senza vere e proprie mozioni, con due terzi dei rappresentanti ammessi in automatico, e cio\u00e8 l\u2019intera truppa degli eletti a ogni livello, dalle Camere all\u2019europarlamento fino a consiglieri comunali e regionali (ovvero chi si sta appassionando alla carriera), diciamo che sar\u00e0 un seminario di autocoscienza e di ratifica degli equilibri prestabiliti, pi\u00f9 che un confronto serrato e aperto. La \u201cbase\u201d grillina, 186 mila iscritti, si \u00e8 espressa attraverso il solo filtro della piattaforma Rousseau. E\u2019 ci\u00f2 che resta dell\u2019impianto originario di democrazia diretta ideato da Gianroberto Casaleggio, a cui il figlio Davide monta la guardia anche se ai ferri corti da tempo con la quasi totalit\u00e0 dei vertici, che vorrebbero relegarlo a mero fornitore di servizi telematici. Formalmente, nessuno dichiara superato il principio fondativo che attribuisce al popolo degli attivisti l\u2019ultima parola. Nei fatti, in questa prima assemblea nazionale della sua storia, il M5S lo ha gi\u00e0 rovesciato: congegnando un meccanismo a tre livelli, con i 305 delegati fra i quali avranno diritto di intervento 30 oratori che esprimeranno poi il futuro assetto dirigente, nella sostanza si \u00e8 introdotto l\u2019opposto principio della delega, sulla cui logica si sviluppa il sistema rappresentativo. Rappresentativo, va sottolineato, di appena 8 mila soggetti, equivalente al miserrimo numero di coloro che hanno aderito al percorso pre-assembleare.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post bar\">\n<div class=\"bannerBarContent\" data-ref=\"bannerBar\">\n<div class=\"barSlides\">\n<div class=\"slides-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ma tutto sommato, questo \u00e8 il meno. Senza ricorrere ai sacri testi di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/negozio\/gog-edizioni\/classici\/elites\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sociologia elitista<\/a>\u00a0(Pareto, Mosca, Michels), \u00e8 evidente a chiunque sappia come gira il mondo che qualsiasi gruppo collettivo che intenda durare, a maggior ragione in politica, prima o poi \u00e8 costretto a regolare il potere della minoranza che inevitabilmente si fa strada al suo interno, cos\u00ec da assicurargli una necessaria legittimazione. Tradotto: una svolta fisiologica da\u00a0<em>movimento<\/em>\u00a0a<em>\u00a0partito<\/em>, dall\u2019equivoco dell\u2019<em>uno vale uno\u00a0<\/em>alla realt\u00e0 (in atto da sempre, a dirla tutta) di pochi che guidano i molti, dallo stato semi-liquido alla forma solida, insomma dall\u2019improvvisazione permanente a una gestione razionale, si \u00e8 fatta attendere anche troppo. Tutto il problema sta nel come e, pi\u00f9 in profondit\u00e0, nel perch\u00e9 si \u00e8 giunti ora a scegliere una modalit\u00e0 di ripensamento che integrer\u00e0 definitivamente la creatura di Beppe Grillo nella \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Per cominciare, in queste settimane di lavori oscurati dalla pandemia il grande assente \u00e8 stato proprio lui, il fondatore. Chi tace acconsente, recita il detto popolare. L\u2019ex capo politico ha, di fatto, gi\u00e0 dato via libera all\u2019esito scontato dell\u2019happening di sabato 14 e domenica 15 novembre, che vedr\u00e0 vincere la maggioranza che s\u2019identifica nel successore Luigi Di Maio. Non devono ingannare le divisioni in pseudo-correnti dai nomi insipidi (\u201cIdee in movimento\u201d di Nicola Morra, \u201cParole guerriere\u201d di Dalila Nesci, \u201cDa rivoluzione a evoluzione\u201d di Stefano Buffagni), n\u00e9 le differenti sensibilit\u00e0 personali dei big, dalla Taverna alla Lombardi passando per Fico e Crimi: il corpaccione dei 5 Stelle finir\u00e0 per disporsi in schiere superficialmente compatte dietro il vero dux, che era e rimane l\u2019attuale titolare del ministero degli Esteri, passato dall\u2019essere il pi\u00f9 strenuo difensore del Conte 1 con la Lega, a diventare il pi\u00f9 convinto assertore del rapporto preferenziale con il Pd, a cui si deve il rovesciamento di fronte nel Conte 2. E\u2019 persino imbarazzante dover spiegarne la ratio: semplicemente rimanere in sella, garantendosi la continuit\u00e0 non solo nel mantenere il primo gruppo parlamentare \u2013 che altrimenti, in caso di elezioni anticipate, si ridimensionerebbe penosamente, e che invece assicura di tirarla lunga sino a fine legislatura \u2013 ma anche nell\u2019istituzionalizzare e puntellare, grazie al crisma \u201ccongressuale\u201d, la dirigenza della prima ondata. Ossia tutti i succitati ex novizi oggi ben pi\u00f9 scafati e giunti, ormai, al fatidico doppio mandato.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/sdf.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>Alessandro Di Battista<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ecco perch\u00e9, nel dramma pentastellato, l\u2019unico antagonista che ostacola la normalizzazione \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/editoriale\/politica-italiana-m5s-di-battista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Alessandro Di Battista<\/a>: il solo a non aver partecipato all\u2019ultima tornata e alla spartizione degli incarichi di governo, incarna il punto di riferimento di quanti si considerano fedeli all\u2019originaria pulsione anti-sistema, e difatti \u00e8 fermo sulla linea del Piave dell\u2019inderogabile limite al secondo giro. I vari funghi spuntati a squartare il capello sulle regole e regoline statutarie, o a giocare alla divergenze di visione programmatica, danno invece tutta l\u2019impressione di voler costruire una sceneggiata per coprire l\u2019intenzione (per carit\u00e0, lecita e comprensibile: la politica, asciugata all\u2019osso, \u00e8 lotta per il potere, senza il quale gli ideali evaporano come sogni ad occhi aperti) o meglio, la premeditata operazione di alzare una diga comune, di erigere una tacita coalizione contro il ribelle ostinato.<\/p>\n<p>Popolarissimo fra i pi\u00f9 ferventi grillini, Dibba, messo in tragica minoranza, perder\u00e0. Diciamo tragica perch\u00e9 lui sa benissimo che andr\u00e0 cos\u00ec. E qui si apre l\u2019interrogativo: accetter\u00e0 di finire stretto nella camicia di forza della democristianissima \u201cdirezione collegiale\u201d per ridurlo a pi\u00f9 miti consigli e cos\u00ec, in pratica, mettergli la museruola, oppure,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/stati-generali-pedicini-a-fanpage-it-m5s-e-ormai-una-nave-alla-deriva-rischio-di-scissione-ce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come afferma<\/a>\u00a0l\u2019europarlamentare Nicola Pedicini (a lui vicinissimo, clamorosamente escluso dal dibattito finale degli Stati Generali), \u00e8 gi\u00e0 visibile all\u2019orizzonte la scissione, con la nascita di una \u201crifondazione grillina\u201d sollevando la bandiera del ritorno alle origini (o magari al futuro, visto che troppo poco si \u00e8 quagliato rispetto alle millenaristiche premesse iniziali)? Preferir\u00e0 ritagliarsi lo spazio, arduo e faticoso da giocare a lungo termine, del dissidente che punta all\u2019avvicendamento al prossimo turno, o sceglier\u00e0 di tagliare i ponti e dedicarsi ad altro, il che potrebbe anche consistere in qualche progetto non strettamente politico, bens\u00ec metapolitico, di semina, di reclutamento,\u00a0 di preparazione in attesa di tempi migliori?<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/momom.jpg\" alt=\"\" \/><figcaption>Luigi Di Maio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il suo programma, in effetti, fra tutti \u00e8 quello che si avvicina di pi\u00f9 al corpus di aspirazioni, a lunga gittata, disordinate, a volte utopistiche ma di inoppugnabile carica dirompente che caratterizzava i primordi del Movimento, quando Grillo era Grillo e non si era ancora convertito alla realpolitik al ribasso. Il profilo dibattistiano d\u2019interprete pi\u00f9 affezionato alla linea allergica ai compromessi \u00e8 confermato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/opinioni\/castellucci-benetton-salvini-sinistra-ponte-morandi-di-battista-20201111697707\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dalle sue uscite di questi giorni<\/a>, le pi\u00f9 dure contro i Benetton (leggi: farla finita con gli appeasement del Pd e i collaborazionismi di Renzi), le pi\u00f9 polemiche con la Lega (attenzione, non sull\u2019inesistente \u201cfascismo\u201d ma sul presunto sovranismo di cui Salvini sarebbe falso profeta, attribuendosi implicitamente il ruolo, su questo terreno, di concorrente diretto), le pi\u00f9 forti anche semanticamente, con quel ripescaggio della parola \u201crivoluzionario\u201d che vale come chiamata alle armi per gli scontenti e gli afflitti di questo infame periodo storico.<\/p>\n<p>Sull\u2019altra barricata, al contrario, il\u00a0<a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1N5kUcOjBcVf7p7myPURmQIsrZl3slIAS\/view?fbclid=IwAR1IXJdXvhZfvApZnkCPkYD1dFssv7nx9q6c7HhCdr0FAX7vfgXUiVRDLhQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ponderoso documento (54 pagine)<\/a>\u00a0preparato dalla senatrice Barbara Floridia e sposato da Di Maio dimostra, come meglio non si potrebbe,\u00a0<em>prima facie<\/em>, l\u2019operazione di maquillage, stile grandi paroloni e poca ciccia, con cui \u00e8 occultata l\u2019alchimia in grigio del neo-grillismo di poltrona con scappellamento a sinistra. Materialmente scritto dal sociologo Domenico De Masi, il testo intitolato \u201cDopo il coronavirus. La cultura politica del Movimento 5 Stelle\u201d avrebbe un\u2019ambizione da manifesto ideologico avanzatissimo, portatore di novit\u00e0 sconvolgenti, tutto proteso all\u2019avvenire. E invece ripropone, fra l\u2019altro qua e l\u00e0 confessandolo pure, la ricetta della pi\u00f9 classica socialdemocrazia, anzi, di un mai prima d\u2019ora udito \u201csocialismo liberale\u201d alla Rosselli, giusto compensato in positivo dal pallino demasiano (questo s\u00ec in sintonia con i fremiti pi\u00f9 controcorrente del pensiero alternativo), del Tempo come unit\u00e0 di misura del benessere autentico, che \u00e8 esistenziale e non riducibile al reddito d\u2019acquisto o al conto in banca.<\/p>\n<div class=\"wp-block-banner-post\">\n<div class=\"banner-post\">\n<div class=\"bannerPreviewProduct style-1\">\n<div class=\"image\"><\/div>\n<div class=\"details\">\n<div class=\"button-content\">\n<div>Facciamo una carrellata, nella profluvie di perentorie previsioni sprizzanti ottimismo da tutte le virgole (roba da far invidia a un undicenne ancora credente nella fluente barba di Babbo Natale): \u201cl\u2019ideologia capitalista andr\u00e0 in crisi lasciando spazio a modelli ibridi, impropriamente definiti \u2018capitalismo sociale\u2019, \u2018capitalismo green\u2019, o \u2018capitalismo egualitario\u2019\u201d, definibili invece come \u201cdecrescita serena\u201d o \u201cfelice\u201d (qui, detto en passant, si evince tutta l\u2019ingenuit\u00e0 politica non solo di De Masi, ma anche dei suoi committenti, che lasciano fuoriuscire pubblicamente una parola d\u2019ordine facilmente criminalizzabile, ma al tempo stesso consci di quanto sia inservibile, dal momento che nessuno mai voter\u00e0 a favore della decrescita, per quanto felice, per quanto eticamente ragionevolissima); nella \u201csociet\u00e0 futura ci sar\u00e0 un riposizionamento etico dell\u2019economia che salvaguarder\u00e0 sia il capitale che il lavoro\u201d, addirittura fino \u201call\u2019assenza di lotta di classe\u2026 senza squilibri egemonici e senza violenza\u201d, venendo meno \u201cla versione spietata del capitalismo\u201d perch\u00e9 si andr\u00e0 verso un \u201cnuovo localismo\u201d, insufflato dalla \u201csingolare convergenza di interessi delle classi a reddito medio-basso ma stabile (statali, dipendenti privati, piccole imprese mono-committente)\u201d: bla bla bla puramente onirico, perch\u00e9 la scomparsa delle classi otto-noventesche non elimina il conflitto sociale in s\u00e9, n\u00e9 tanto meno promette di risolversi in un\u2019armonia bucolica naturale, coi lupi che abbracciano gli agnelli; e ancora: la bussola non pu\u00f2 che essere la Costituzione (che si presuppone intoccabile, tipo Corano), il valore-cardine \u00e8 la \u201csolidariet\u00e0\u201d (ma quando si capir\u00e0 che semmai a doversi perseguire non \u00e8 un sentimento, di incerta prescrizione, ma semmai il dovere di giustizia sociale?), \u201cnuove\u201d idee sono \u201cl\u2019economia solidale, la finanza etica, il consumo critico, il commercio equo, il pensiero ecologico e affini\u201d (corrette s\u00ec, nuovissime non proprio, oltre che di una genericit\u00e0 deprimente), e, finalmente pi\u00f9 nel concreto, la fedelt\u00e0 canina alla Ue (\u201cimpensabile\u201d uscire, scritto cos\u00ec, apoditticamente), la democrazia diretta rimpicciolita a inoffensivi \u201creferendum consultivi\u201d, l&#8217;\u201dapporto dell\u2019immigrazione\u201d a colmare i vuoti della denatalit\u00e0, l\u2019incentivo all\u2019ambiguo smart working e alla didattica a distanza (\u201canche se l\u2019empatia rester\u00e0 insostituibile\u201d \u2013 e vorremmo vedere), ma anche, ullal\u00e0, si torna all\u2019antico, un reddito di cittadinanza \u201cuniversale\u201d e in pi\u00f9 uno \u201cper i giovani\u201d, la riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario, una botta di assunzioni nel pubblico impiego (dipende dove e come \u2013 <em>spoiler alert:\u00a0<\/em>possibile clientelismo elettorale), l\u2019equivicinanza a Stati Uniti e Cina (\u201csenza per\u00f2 compromettere il Patto Atlantico\u201d, non sia mai). Dal libro del profeta De Masi, che non fa i conti n\u00e9 con i conti finanziari, commissariati de facto dall\u2019amata Ue, n\u00e9 soprattutto con il cinismo dei maggiorenti dimaiani, i quali danno in pasto ai convenuti alla messa grillina queste fughe in avanti, alcune delle quali ardite come un tempo, che per\u00f2 in bocca loro, realisti marci e dorotei di ritorno, emanano un odore d\u2019ipocrisia da svenimento.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ma forse, la formula che rende di pi\u00f9 l\u2019involuzione mascherata dei 5 Stelle governisti a tutti i costi, \u00e8 in quel \u201clusso morigerato\u201d che verso la fine illumina con comica sintesi l\u2019ossimoro di una forza sorta per sabotare gli ingranaggi dell\u2019oligarchia e\u00a0 che adesso, coprendosi scopertamente di retorica, si avvia a farsi oligarchia a sua volta. Per altro in posizione subalterna, arto appena pi\u00f9 mobile di quel morto che cammina e che vampirizza sangue che \u00e8 il centrosinistra (fratello gemello di un centrodestra che abbaia ma non morde, in revival liberal-liberista uguale e contrario, europeista scettico ma pur sempre europeista, cio\u00e8 euro-schiavo). I grilli non zompano pi\u00f9. E si sapeva. Ora sappiamo che vogliono mutarsi in cimici, gli insetti pi\u00f9 invadenti, infidi e insulsi dell\u2019universo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessio Mannino) &nbsp; Si \u00e8 aperto il congresso del Movimento 5 Stelle, i cosiddetti\u00a0Stati Generali. 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