{"id":60835,"date":"2020-11-19T10:00:07","date_gmt":"2020-11-19T09:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60835"},"modified":"2020-11-18T19:41:12","modified_gmt":"2020-11-18T18:41:12","slug":"il-tigrai-e-linternazionalizzazione-del-conflitto-con-leritrea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60835","title":{"rendered":"Il Tigrai e l\u2019internazionalizzazione del conflitto con l&#8217;Eritrea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di BABILON (Nicola Pedde)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60836\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0-1536x865.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/114210364_cb217bca-fef8-466a-8150-0c5fe92ec8c0.jpg 1670w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><em>In una continua escalation del conflitto in corso nella regione del Tigrai etiopico, nella notte tra il 13 e il 14 novembre alcuni missili sono stati lanciati contro la capitale eritrea dell\u2019Asmara, apparentemente senza provocare danni significativi.<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019attacco \u00e8 stato rivendicato il mattino successivo dal governatore della regione \u201cribelle\u201d del Tigrai, Debrestion Gebremichael, che ha confermato l\u2019intenzionalit\u00e0 dell\u2019attacco, sferrato secondo il TPLF contro il ministero dell\u2019informazione, l\u2019aeroporto e un\u2019area residenziale nel nord-ovest della capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nessuna conferma da parte del governo eritreo, invece, sebbene da pi\u00f9 parti la notizia dell\u2019attacco sia stata documentata e commentata, minimizzando la portata dei danni subiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019attacco missilistico tigrino segue di sole ventiquattr\u2019ore quello sferrato contro gli aeroporti di Gondar e Bahir Dar, nel tentativo di regionalizzare e al tempo stesso internazionalizzare il conflitto, con l\u2019obiettivo di guadagnare tempo contro le forze federali e stimolare l\u2019interesse e possibilmente l\u2019iniziativa della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019Eritrea e la regione dell\u2019Amhara sotto attacco missilistico dal Tigrai<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il governo federale etiopico ha comunicato che gli aeroporti di Gondar e Bahir Dar, entrambi nella regione Amhara, sono stati interessati da attacchi missilistici condotti dalle forze tigrine nella giornata di venerd\u00ec 13 novembre. L\u2019aeroporto di Gondar sarebbe stato raggiunto da un missile, che avrebbe provocato danni all\u2019aerostazione, mentre quello lanciato verso lo scalo di Bahir Dar avrebbe mancato l\u2019obiettivo finendo in una zona disabitata a poca distanza dallo scalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lancio dei missili sembrerebbe essere stato confermato dallo stesso portavoce delle forze del Tigray People\u2019s Liberation Front (TPLF), Getachew Reda, secondo il quale il lancio sarebbe avvenuto dallo stesso territorio Amhara, come ritorsione per gli attacchi aerei subiti in pi\u00f9 aree del Tigrai. Il giorno successivo, tuttavia, nel corso di un\u2019intervista all\u2019Agenzia France Press, il governatore del Tigrai Debrestion Gebremichael avrebbe rivisto la propria posizione, sostenendo di non avere alcuna informazione in merito, sebbene aggiungendo che \u201cogni aeroporto utilizzato per colpire il Tigrai \u00e8 un obiettivo legittimo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il comunicato del portavoce del TPLF e del governatore hanno seguito di poche ore quello di Sekuture Getachew, esponente di spicco del partito di governo del Tigrai, che nel corso di un programma televisivo ha parlato di un \u201cattacco preventivo\u201d condotto il 3 novembre dalle forze del TPLF contro obiettivi militari federali. L\u2019attacco in questione, nella periferie della capitale regionale di Macall\u00e8, ha poi determinato l\u2019intervento delle forze armate e l\u2019escalation nel conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella notte tra il, 13 e il 14 novembre, invece, un nuovo attacco missilistico \u00e8 stato lanciato contro la capitale dell\u2019Eritrea, Asmara, venendo poi confermato poche ore dopo dal governatore del Tigrai, Debrestion Gebremichael, secondo il quale sarebbero stati colpiti l\u2019aeroporto internazionale, il ministero dell\u2019informazione e un\u2019area residenziale nel nord-ovest della capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nessuna conferma ufficiale \u00e8 giunta dall\u2019Eritrea, sebbene numerose fonti locali abbiano confermato le esplosioni nelle periferie della capitale, senza confermare la presenza di vittime o danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 chiaro quale tipo di missili siano stati impiegati contro Gondar e Bahir Dar prima (che distano circa 200 Km dal confine regionale col Tigrai) e l\u2019Asmara poi (che dista circa un centinaio di chilometri dal pi\u00f9 vicino punto di lancio possibile sul territorio del Tigrai), ma il primo ministro etiopico Abiy Ahmed ha confermato in un\u2019intervista rilasciata alla Ethiopian Broadcasting Corporation lo scorso 5 novembre che il Tigrai disporrebbe di missili e veicoli per la guida radar capaci di una portata pari a circa 300 Km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scarne indicazioni provengono anche dal Tigrai, dove tuttavia il governatore Debrestion Gebremichael avrebbe confermato la disponibilit\u00e0 di numerosi missili nei propri arsenali e l\u2019intenzione di impiegarli contro qualsiasi \u201cobiettivo legittimo\u201d coinvolto nel conflitto. Non ha avuto seguito, invece, l\u2019informazione fornita alla stampa dal portavoce del TPLF Getachew Reda secondo la quale i lanci \u2013 almeno quelli verso Gondar e Bahir Dar \u2013 sarebbero stati condotti da unit\u00e0 penetrate nel territorio della regione Amhara, lasciando in tal modo intendere la capacit\u00e0 non solo di movimento delle proprie unit\u00e0 militari ma anche la scarsa capacit\u00e0 di contrapposizione tanto delle unit\u00e0 federali quanto di quelle della locale amministrazione regionale.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il Tigrai e l\u2019internazionalizzazione del conflitto<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">L\u2019evoluzione del conflitto tra le forze del Tigrai e quelle dell\u2019esercito federale etiopico non \u00e8 agevolmente valutabile in questa fase, stante l\u2019assenza di informazioni ufficiali e di informazioni aggiornate e affidabili sul fronte della stampa, anche in conseguenza dell\u2019ancora intermittente funzionamento delle reti telefoniche e delle connessioni via internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La linea del fronte terrestre sembra aver subito modeste variazioni nel corso degli ultimi giorni, sebbene le forze federali agli ordini del Magg. Gen. Bleay Seyoum, comandante della Divisione Settentrionale, sembrerebbero aver ripreso l\u2019iniziativa sia ad Axum che a Scir\u00e8, dove tuttavia non \u00e8 chiaro quanta parte del territorio, e soprattutto dei centri urbani, sia sotto il controllo delle unit\u00e0 federali o di quelle delle autorit\u00e0 del Tigrai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze federali sono impegnate in una massiccia campagna di bombardamento aereo in diverse aree del Tigrai, colpendo principalmente i depositi militari e le unit\u00e0 dispiegate sul terreno, con l\u2019intento di atrofizzare la capacit\u00e0 operativa dell\u2019avversario e rendere impossibili i rifornimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul terreno, al contrario, il controllo del territorio sembra essere caratterizzato da continue mutazioni della linea del fronte, in conseguenza di attacchi e contrattacchi che rendono molto instabile la capacit\u00e0 di controllo tanto dell\u2019una quanto dell\u2019altra parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo primario del governo federale \u00e8 quello di spezzare la continuit\u00e0 logistica delle forze del Tigrai, soprattutto attraverso il controllo dei principali assi viari (le diramazioni occidentali C35 da Gondar a Humera e la B30 da Gondar ad Adua, entrambe solo parzialmente asfaltate, e ad est la A2 da Addis Abeba ad Axum, quasi interamente asfaltata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Per sopperire alla carenza di unit\u00e0 militari addestrate e ben equipaggiate sul fronte della regione dell\u2019Amhara, il governo di Addis Abeba ha ordinato lo spostamento della gran parte delle proprie unit\u00e0 oggi impegnate nel dispositivo AMISOM in Somalia verso il confine con il Tigrai, sostituendole con unit\u00e0 provenienti dalla regione del Somali, delle quali non si conosce la reale capacit\u00e0 operativa.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le principali difficolt\u00e0 del premier Abiy Ahmed nella condotta del conflitto sono in questo momento essenzialmente tre.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La prima \u00e8 connessa alla stabilit\u00e0 interna del paese e alla tenuta unitaria delle forze armate. Non \u00e8 solo la crisi del Tigrai a preoccupare il vertice politico dell\u2019Etiopia, che anche nella regione dell\u2019Oromia, del Somali e dell\u2019Ahmara deve fronteggiare istanze etniche e autonomiste che sempre pi\u00f9 confliggono con la strategia centralista e unitaria del governo federale presieduto da Abiy Ahmed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le diverse crisi regionali si riflettono in modo diretto sulla capacit\u00e0 di tenuta unitaria delle forze armate, dove il peso dell\u2019appartenenza etnica rappresenta una variabile di non secondaria importanza, e che potrebbe determinare fratture e insubordinazioni di difficile gestione da parte dell\u2019autorit\u00e0 federale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda difficolt\u00e0 \u00e8 invece connessa alla durata del conflitto e alla capacit\u00e0 di poterne sostenere il peso politico sul piano nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prospettiva di un\u2019operazione rapida e risolutiva per ristabilire l\u2019autorit\u00e0 nel Tigrai e annullare il potenziale di rischio rappresentato dal locale partito di governo, il TPLF, sembra al momento essere sfumata. La resistenza delle locali forze militari, la fragilit\u00e0 politica del governo etiopico e pi\u00f9 in generale il tentativo di internazionalizzare il conflitto da parte di Macall\u00e8 possono facilmente trasformarsi in variabili capaci di mutare la tempistica dell\u2019azione militare, incrementando in tal modo esponenzialmente i rischi sul piano della coesione politica interna attorno alla linea politica del premier Abiy Ahmed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La terza difficolt\u00e0 \u00e8 invece quella connessa al tentativo del vertice politico del TPLF di portare lo scontro militare ad interessare tanto il piano regionale quanto quello internazionale. L\u2019aver colpito la capitale dell\u2019Eritrea con un attacco missilistico \u00e8 in linea con una visione politica che considera l\u2019Eritrea parimenti responsabile per il conflitto in atto e ad una visione strategica volta a determinarne un diretto coinvolgimento sul piano militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al tempo stesso, senza mezzi termini le autorit\u00e0 del TPLF hanno accusato gli Emirati Arabi Uniti di essere coinvolti nel conflitto avendo fornito propri droni armati dislocati sulla base aerea di Assab, nel sud dell\u2019Eritrea, manifestamente sostenendo le forze federali e il progetto politico e militare di Abiy Ahmed.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo tentativo di internazionalizzare il conflitto rischia da un lato di aprire un secondo fronte per il Tigrai, esponendolo al rischio di una rapida sconfitta, sebbene, nell\u2019ottica del TPLF sia invece funzionale a determinare l\u2019interesse e l\u2019intervento della comunit\u00e0 internazionale al proprio fianco, denunciando le violenze del governo federale e imponendo un cessate il fuoco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ottenere questo risultato, il TPLF insiste nella sua narrativa anche su altri due precisi argomenti. Il primo \u00e8 quello della a sussistenza di una sorta di pulizia etnica nei confronti della popolazione del Tigrai e il secondo \u00e8 invece quello di una catastrofe umanitaria in corso in Sudan in conseguenza dei flussi di profughi dalla regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se parlare di pulizia etnica contro la comunit\u00e0 tigrina appare al momento un\u2019esasperazione dei timori del TPLF, non pu\u00f2 essere taciuto e negato come da pi\u00f9 parti siano segnalati episodi di soprusi, violenze, esautorazioni e pi\u00f9 in generale criminalizzazioni a danni di numerosi tigrini residenti al di fuori del Tigrai, alimentandosi facilmente la narrativa di una diffusa politica di ostilit\u00e0 etnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul versante dell\u2019emergenza profughi, certamente reale, \u00e8 necessario segnalare come secondo fonti citate dall\u2019ONU, ma allo stato attuale di difficile verifica, il numero di profughi che avrebbe varcato il confine con il Sudan nel corso dell\u2019ultima settimana sarebbe compreso tra i 7.000 e i 9.000 individui, sebbene alcune agenzie umanitarie abbiano parlato del timore di un numero ben pi\u00f9 alto, compreso tra i 15 e 20.000 profughi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.babilonmagazine.it\/tigrai-internazionalizzazione-conflitto-eritrea\/\">https:\/\/www.babilonmagazine.it\/tigrai-internazionalizzazione-conflitto-eritrea\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BABILON (Nicola Pedde) In una continua escalation del conflitto in corso nella regione del Tigrai etiopico, nella notte tra il 13 e il 14 novembre alcuni missili sono stati lanciati contro la capitale eritrea dell\u2019Asmara, apparentemente senza provocare danni significativi. 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