{"id":60839,"date":"2020-11-19T11:00:24","date_gmt":"2020-11-19T10:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60839"},"modified":"2020-11-18T19:47:45","modified_gmt":"2020-11-18T18:47:45","slug":"filosofia-comunita-e-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60839","title":{"rendered":"Filosofia, comunit\u00e0 e verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore A. Bravo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-60840\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/39e168c98a-300x161.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/39e168c98a-300x161.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/39e168c98a.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La filosofia \u00e8 comunitaria, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 ricercata solo dove non vige l\u2019individualismo. La coscienza filosofica \u00e8 sempre comunicazione dialettica, condivisione disinteressata di processi veritativi. La condivisione comunitaria di parole orientate alla verit\u00e0 rende \u201cfratelli di sangue\u201d, malgrado divergenze e spostamenti teoretici. La filosofia si connota \u00a0per il suo fondamento assiologico, nella dialettica, vi \u00e8 l\u2019incontro-scontro tra rivali che desiderano la sconfitta. Ogni battaglia prevede un vincitore, nel caso della filosofia la vittoria \u00e8 nella sconfitta, poich\u00e9 le argomentazioni pi\u00f9 logicamente fondate non spingono il perdente nella contesa fuori dall\u2019orizzonte della parola, ma aprono una breccia verso nuovi riorientamenti gestaltici: l\u2019anima si magnifica e si rigenera, in quanto le prigioni epistemiche sono una trappola dalla quale si pu\u00f2 essere liberati solo dalla parola emancipatrice. La filosofia \u00e8 stata grande tra i Greci per lo spirito comunitario che li animava, per la ricerca ininterrotta della verit\u00e0. Il relativista non cerca la verit\u00e0 e quindi ogni sua attivit\u00e0 \u00e8 funzionale ai suoi bisogni ed interessi personali che divengono il centro del mondo. La verit\u00e0 costringe a trascendersi, a decentrarsi per accostarsi ad essa mediante passaggi logicamente argomentati. Il dialogo filosofico \u00e8 veritativo o \u00e8 solo chiacchiera da salotto. Tra Grecchi e Preve non vi sono state chiacchiere, ma concetti, e ci\u00f2 emerge dalla lettura del testo che Preve ha dedicato alla filosofia di Luca Grecchi, nel quale la critica \u00a0misura e soppesa gli argomenti<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><em><strong>[1]<\/strong><\/em><\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<em>E passiamo ora a Socrate. E vi sono subito alcune cose da dire su Socrate, per evitare che si discorra su di lui a vuoto. In primo luogo, Socrate si muove all\u2019interno di una comunit\u00e0, e non all\u2019interno di una societ\u00e0 civile di individui post-settecenteschi. Egli tende alla persuasione comunitaria in una polis in cui, nonostante la corrosione sofistica (non a caso, i sofisti sono amatissimi dai \u201claici\u201d di oggi), l\u2019esistenza della verit\u00e0 \u00e8 data per assolutamente scontata. Sono dunque condannati a non capire nulla di Socrate tutti coloro (e ricordo ancora Bailone) che partono dal presupposto della distinzione gnoseologica kantiana fra categorie dell\u2019essere e categorie del pensiero e che ignorano che in Socrate non c\u2019\u00e8 soltanto un\u2019intenzione veritativa, ma anche un presupposto ontologico veritativo. La societ\u00e0 degli individui non sa pi\u00f9 che farsene della verit\u00e0, ma la comunit\u00e0 antica ne presupponeva l\u2019esistenza. In secondo luogo (cfr. G. Deleuze \u2013 F. Guattari, Che cos\u2019\u00e8 la filosofia? Einaudi, Torino 1996), non bisogna pensare che il dialogo socratico fosse una civile conversazione pluralistica di punti di vista tolleranti alla Rorty. Al contrario, ai tempi di Socrate la filosofia aveva \u201corrore\u201d delle discussioni, il criticare senza creare era ritenuto una \u201cpiaga\u201d della filosofia, e lo stesso dialogo socratico \u00e8 una macchina spietata modellata sulla dimostrazione geometrica di tipo pitagorico che richiedeva una attenzione spasmodica. Il cosiddetto \u201cdialogo socratico\u201d non aveva nulla di ci\u00f2 che oggi \u00e8 chiamato \u201cdialogo\u201d. Il dialogo socratico non \u00e8 altro che una ferrea tecnica dimostrativa di tipo pitagorico, la cui sola novit\u00e0 (peraltro importante, ma non tale da far diventare Socrate il primo filosofo, dal momento che utilizza pressoch\u00e9 esclusivamente argomentazioni pitagoriche) \u00e8 che si svolge nella agor\u00e0 davanti a tutti. Socrate \u00e8 un pitagorico trasportato da Crotone ad Atene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In terzo luogo, infatti, Olaf Gigon ha dimostrato che il \u201csocratismo\u201d (sokratik\u00f2s logos) \u00e8 un semplice genere letterario ateniese, il terzo dopo la tragedia e la commedia. Se la filosofia viene definita come \u00abgenere letterario-filosofico specifico\u00bb, allora Socrate \u00e8 veramente il primo filosofo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La creazione di concetti non pu\u00f2 che avvenire attraverso il dialogo, in esso le parole si distendono, trovano nuova forma, si struttura una nuova temporalit\u00e0 senza la quale non vi pu\u00f2 essere creazione: rivivere le parole, i concetti significa lasciare spazio alla creazione,\u00a0 dato che ci\u00f2 che \u00e8 appreso con profondit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 disposizione al nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Filosofare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attivit\u00e0 filosofica \u00e8 pensare il proprio tempo, Kant ed Hegel si ritrovano in una comune eterna verit\u00e0. La filosofia non \u00e8 astratta, ma vive nella storia, interagisce con essa senza essere \u201cstorica\u201d, in quanto ogni contenuto filosofico autentico reca con s\u00e9 le tracce della sua appartenenza alla storia, ma non si esaurisce in essa. La deduzione sociale delle categorie \u00e8 di ausilio per discernere il contingente dalla verit\u00e0. La filosofia si occupa dell\u2019eterno, ma lo coglie nell\u2019andamento della storia. Verit\u00e0, ma \u00a0non esattezza o certezza, poich\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 il fondamento, il principio che determina il giudizio e consente di distinguere il bene dal male, mentre l\u2019esattezza \u00e8 la misura,\u00a0 la quantificazione, sempre eguale, di un fenomeno naturale<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cIn primo luogo, Kant distingue due concetti di filosofia, il \u00abconcetto scolastico\u00bb (Schulbegriff), inteso come sistema di conoscenze razionali, ed un \u00abconcetto mondano\u00bb (Welbegriff), che si riferisce a ci\u00f2 che interessa necessariamente ad ogni essere umano. I due concetti non sono affatto in contraddizione, ma sono anzi complementari. Opere sistematiche di tipo scolastico (pensiamo all\u2019Ontologia dell\u2019Essere Sociale dell\u2019ultimo Luk\u00e1cs 1964-1971), che richiedono in effetti una competenza filosofica almeno media, interessano tuttavia tutti coloro che vogliono pensare radicalmente la loro collocazione sociale e spirituale nel nostro tempo. Grecchi parte sempre dal concetto scolastico della filosofia per arrivare al suo concetto mondano. Qui sta infatti il suo peculiare umanesimo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In secondo luogo, Hegel ha dato a suo tempo due definizioni di filosofia, che possono sembrare incompatibili, ma che in realt\u00e0 sono complementari. Da un lato, per Hegel la filosofia \u00e8 il proprio tempo appreso nel pensiero, e non pu\u00f2 dunque fare a meno \u2013 lo voglia o no \u2013 di partire dalle contraddizioni storiche e sociali in cui siamo immersi. Dall\u2019altro, Hegel ha sostenuto che la filosofia si occupa di ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente, e con questo ha gi\u00e0 fin troppo da fare. Come conciliare queste due definizioni apparentemente inconciliabili?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Non \u00e8 difficile farlo, se si parte con il piede giusto. Da un lato, \u00e8 necessario attuare una deduzione sociale delle categorie, correlandole cos\u00ec al tempo storico che ne ha consentito la generazione, e tuttavia sarebbe sbagliato fermarsi qui, perch\u00e9 si finirebbe con il fare una sorta di storia sociologistica e relativistica della filosofia, che inevitabilmente degraderebbe la filosofia stessa ad una funzione servile e sussidiaria. Servile verso la religione (teologia), servile verso la scienza (gnoseologia ed epistemologia), servile verso la politica (ideologia), servile verso la psicologia (terapia filosofica), eccetera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Dall\u2019altro, non bisogna dimenticare mai che si deve partire dalla deduzione sociale specifica delle categorie, ma si deve cercare di arrivare a ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente. Ed \u00e8 proprio questa l\u2019impostazione di Grecchi, che unisce felicemente il suggerimento di Kant (unire il concetto scolastico ed il concetto mondano di filosofia) ed il suggerimento di Hegel (unire il proprio tempo appreso nel pensiero e tendere a ci\u00f2 che \u00e8, ed \u00e8 eternamente)\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Definizioni a confronto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Preve rileva che Grecchi gli contesta la sua definizione di filosofia. Per Preve la filosofia si occupa di problemi irrisolvibili, Grecchi ne teme l\u2019incrinatura scettica. La filosofia \u00e8 irrisolvibile, poich\u00e9 l\u2019eterno non pu\u00f2 risolversi ed essere assimilato nella temporalit\u00e0 storica, ma necessita di essere tradotto in processualit\u00e0 storica. Irrisolvibilit\u00e0 e risovibilit\u00e0\u00a0 sono in tensione dialettica. La verit\u00e0 resiste alla storia, non si fonde e confonde con la contingenza, ma vive nella storia. L\u2019irrisolvibilit\u00e0 della filosofia dimostra il suo essere attivit\u00e0 veritativa nella storia non cumulativa, ma relazionale, la filosofia \u00e8 nel tempo qualitativo e non quantitativo<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cMa, a questo punto, voglio fare alcune osservazioni personali. Grecchi mi fa infatti molte critiche specifiche, che meritano risposta. Ritengo esemplare il metodo di chi fa critiche argomentate. Lungi dall\u2019offendere, le critiche argomentate onorano sia chi le fa sia chi le riceve. In filosofia esiste infatti un \u201cagone amichevole\u201d, per cui nessuno perde e nessuno vince, ma insieme si cammina verso la persuasione reciproca. E per i greci la persuasione (peith\u00f2), era una divinit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Grecchi contesta, in modo cortese ma esplicito, una mia definizione di filosofia come \u00absapere che ha come oggetto la conoscenza veritativa dei problemi irrisolvibili della condizione umana\u00bb (cfr. C. Preve, Storia della Dialettica, Petite Plaisance, Pistoia 2006). Ad un \u201cveritativo\u201d come Grecchi questa sembra un\u2019indebita concessione allo scetticismo, non solo, ma anche e soprattutto al kantismo, visto che Kant in effetti ha scritto (e Grecchi lo cita) che la filosofia si occupa di problemi eterni ed \u201cirrisolvibili\u201d.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la filosofia si occupasse di problemi risolvibili, sarebbe interna ad un tempo cumulativo ed automatico, mentre la filosofia \u00e8 relazionale e comunitaria, per cui le sue verit\u00e0 possono essere codificate, ma non essere riconosciute, pertanto solo la relazione comunitaria ed anticrematistica ne consentir\u00e0 la mediazione consapevole. La filosofia \u00e8 dunque irrisolvibile, poich\u00e8 le sue verit\u00e0 possono essere riconosciute in tempi non profetizzabili, in quanto solo dove vive la relazione l\u2019eterno si svela nel dialogo, nel pensiero che cerca la verit\u00e0 senza infingimenti. Socrate \u00e8 stato un grande filosofo, non per assoluti meriti personali, ma in lui ha vissuto l\u2019eterno storicizzato nella comunit\u00e0 dei Greci. L\u2019attivit\u00e0 dialogica \u00e8 gi\u00e0 verit\u00e0 dell\u2019umano, pu\u00f2 essere rimossa, ma sopravvive alle tempeste della storia per riapparire in nuove modalit\u00e0 in nuovi tempi storici<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cE passiamo ora a Socrate. E vi sono subito alcune cose da dire su Socrate, per evitare che si discorra su di lui a vuoto. In primo luogo, Socrate si muove all\u2019interno di una comunit\u00e0, e non all\u2019interno di una societ\u00e0 civile di individui post-settecenteschi. Egli tende alla persuasione comunitaria in una polis in cui, nonostante la corrosione sofistica (non a caso, i sofisti sono amatissimi dai \u201claici\u201d di oggi), l\u2019esistenza della verit\u00e0 \u00e8 data per assolutamente scontata. Sono dunque condannati a non capire nulla di Socrate tutti coloro (e ricordo ancora Bailone) che partono dal presupposto della distinzione gnoseologica kantiana fra categorie dell\u2019essere e categorie del pensiero e che ignorano che in Socrate non c\u2019\u00e8 soltanto un\u2019intenzione veritativa, ma anche un presupposto ontologico veritativo. La societ\u00e0 degli individui non sa pi\u00f9 che farsene della verit\u00e0, ma la comunit\u00e0 antica ne presupponeva l\u2019esistenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo di Costanzo Preve non consente di disperare, l\u2019eterno vive dove vi \u00e8 relazione, e ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire in forme e modi non controllabili dagli automatismi dell\u2019individualismo, il quale pecca in \u201cfantasia\u201d, dato che riduce l\u2019umanit\u00e0 ad un unico organismo indistinto le cui individualit\u00e0 consumano le loro esistenze nelle contingenze del loro tempo. L\u2019eterno, in quanto \u201cirrisolvibile\u201d esiste e resiste malgrado i cantori della morte della verit\u00e0, appartiene all\u2019umano, lo abita, ma solo la parola dialogica permette in passaggio dalla potenza all\u2019atto.\u00a0 Preve e Grecchi si ritrovano nella centralit\u00e0 dell\u2019essere umano nella sua concretezza storica, nell\u2019universale concreto della filosofia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Costanzo Preve, Luca Grecchi interprete del pensiero classico dei Greci, in Comunismo e comunit\u00e0 2008 pag. 8<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[2]<\/a>\u00a0Ibidem pag. 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[3]<\/a>\u00a0Ibidem pag. 6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[4]<\/a>\u00a0Ibidem pag. 7<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/cultura\/filosofia-comunita-verita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore A. 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