{"id":60915,"date":"2020-11-24T09:53:45","date_gmt":"2020-11-24T08:53:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60915"},"modified":"2020-11-22T17:57:15","modified_gmt":"2020-11-22T16:57:15","slug":"insegnare-il-pensiero-critico-e-possibile-fin-dalla-scuola-primaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60915","title":{"rendered":"Insegnare il pensiero critico \u00e8 possibile, fin dalla scuola primaria"},"content":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Camilla Alderighi, Raffaele Rasoini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" src=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/styles\/molto_grande\/public\/Disegno.jpg?itok=eugGMZsq\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1148\" \/><\/p>\n<blockquote class=\"image-field-caption\"><p>Il progetto\u00a0Informed Health Choices ha lo scopo di trasmettere alle persone, fin dalla giovanissima et\u00e0, la capacit\u00e0 di filtrare in modo critico e consapevole i contenuti scientifici che riguardano la salute. Le risorse sviluppate sono state applicate, nell&#8217;ambito di un progetto pilota, anche in Italia e, in un incontro online organizzato dall&#8217;Associazione Alessandro Liberati,\u00a0si discuteranno le possibili ipotesi per una sua diffusione sistematica nelle scuole italiane. L&#8217;incontro verr\u00e0 trasmesso in diretta anche su Scienza in Rete il 25 novembre dalle 17:00 alle 19:00.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-taxonomy-vocabulary-5 field-type-taxonomy-term-reference field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/taxonomy\/term\/1681\">SALUTE<\/a><\/div>\n<div class=\"field-item odd GoogleAnalyticsET-processed\"><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/categoria\/indice\/scuola\">SCUOLA<\/a><\/div>\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/taxonomy\/term\/2169\">SOCIET\u00c0<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<blockquote><p>\u00abUn ricercatore ha studiato un nuovo farmaco contro la malattia Covid-19. Ha selezionato 26 persone affette dalla malattia e ha somministrato loro il nuovo farmaco. Altre 16 persone con la malattia ricoverate in vari ospedali della zona non hanno ricevuto il farmaco. Dopo pochi giorni ha osservato che circa il 70% delle persone che hanno ricevuto il nuovo farmaco stavano meglio rispetto al 12,5% di coloro che non l\u2019avevano ricevuto. Cosa potresti dire su questo studio?\u00bb<\/p>\n<p><em>\u00abDirei che non sembra un giusto confronto perch\u00e9: 1) le persone sapevano che stavano assumendo un nuovo farmaco e questo poteva influenzare il modo in cui si sentivano. 2) Non c\u2019\u00e8 un vero gruppo di controllo (altre 26 persone con caratteristiche simili al primo gruppo). 3) Il confronto \u00e8 troppo piccolo, hanno partecipato troppe poche persone\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Quelle sopra sono rispettivamente una delle domande finali di un progetto sulla salute poste ai bambini di una classe quinta elementare a Firenze, e la risposta di Giacomo, 10 anni, uno dei bambini partecipanti. Il progetto si chiama\u00a0<strong>Informed Health Choices<\/strong>\u00a0ed \u00e8 stato sviluppato, a partire dal 2013, grazie a\u00a0un finanziamento da parte del Consiglio di Ricerca norvegese. Lo scopo di questo progetto \u00e8 quello di trasmettere alle persone, fin dalla giovanissima et\u00e0, la capacit\u00e0 di filtrare in modo critico e consapevole, in una parola,, i contenuti scientifici che riguardano la salute.<\/p>\n<p>Sappiamo bene \u2013 e la pandemia da SARS-CoV-2 ha certamente rafforzato questa consapevolezza \u2013 come non sempre possiamo contare su affermazioni sulla salute (diffuse da media, giornali o riviste scientifiche, ma anche da siti web, social network, blog) che siano basate su contenuti scientifici corretti: anzi, per quanto siamo raggiunti quotidianamente da informazioni sulla salute, molte di queste risultano in ultima analisi essere scorrette, false e persino fuorvianti. Da un\u2019indagine sull\u2019alfabetizzazione sanitaria europea sappiamo inoltre che, in media, il 47% della popolazione adulta europea ha un\u2019alfabetizzazione sui contenuti di salute problematica o insufficiente, e questa percentuale sale al 54% se consideriamo l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Purtroppo, alcune ricerche sottolineano come non sia semplice veicolare agli adulti questa alfabetizzazione, in considerazione dei pregiudizi, mis-concetti e narrative consolidate che li caratterizzano. Allo stesso tempo, alcuni studi hanno invece dimostrato come sia possibile insegnare ai bambini le basi del pensiero critico fin dalla scuola primaria. Peraltro, questo tipo di obiettivo \u00e8 ormai inserito nei curricula formativi di molte scuole nel mondo, inclusa quella italiana. I bambini sono pi\u00f9 aperti e flessibili rispetto agli adulti riguardo all\u2019apprendimento di nuovi concetti, soprattutto di nuove metodologie, e rappresentano quindi soggetti ideali per questo tipo di insegnamento.<\/p>\n<p>I fondatori del progetto Informed Health Choices, medici\u00a0ma anche insegnanti, designer, giornalisti, esperti di salute pubblica, sono partiti da questo presupposto per costituire un gruppo internazionale (dalla Norvegia si \u00e8 esteso a 26 Paesi nel mondo) e multidisciplinare con l\u2019obiettivo di verificare se veramente fosse possibile insegnare il pensiero critico sui trattamenti per la salute ai bambini della scuola primaria. Il loro presupposto \u00e8 che, per prendere buone decisioni sulla salute, non \u00e8 necessario essere un medico o uno scienziato, ma \u00e8 sufficiente la conoscenza di alcuni \u201cconcetti chiave\u201d.<\/p>\n<p>Il primo passo del gruppo \u00e8 stato quindi quello di elaborare una serie di concetti chiave che servissero come una mappa concettuale. Tali concetti sono stati rivisti e ampliati attraverso un processo di feedback iterativo e trasparente da parte di tutti i membri del gruppo: attualmente i concetti chiave sono 49, e quelli scelti poich\u00e9 adeguati a\u00a0essere veicolati ai bambini della scuola primaria sono 12. I concetti sono stati suddivisi a seconda dell\u2019appartenenza a tre aree tematiche fondamentali (affermazioni, evidenze e decisioni)\u00a0che coincidono con le tre aree di competenza che il progetto vuole stimolare:<\/p>\n<ol>\n<li>Come valutare se un\u2019affermazione sui trattamenti di salute \u00e8 o meno affidabile<\/li>\n<li>Come i ricercatori sulla salute studiano i trattamenti<\/li>\n<li>Come prendere decisioni informate sulla propria salute<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sulla base dei 12 concetti chiave, i ricercatori hanno elaborato un libro di testo (<em>The Health Choices Book<\/em>, Trad. italiana\u00a0<em>Il Libro delle Decisioni sulla Salute<\/em>) che \u00e8 la storia a fumetti di due bambini, John e Julie, ricca di esempi realistici, un libro degli esercizi per la verifica passo dopo passo dei concetti appresi, una guida per gli insegnanti (in corso di traduzione in italiano) e un questionario finale con domande a risposta multipla con l\u2019obiettivo di valutare l\u2019acquisizione delle tre competenze e quindi dei concetti chiave.<\/p>\n<p>Tuttavia, i ricercatori del gruppo Informed Health Choices non si sono fermati qui. Essi erano ben consapevoli che, senza un vero e proprio studio scientifico, la loro affermazione \u201c\u00e8 possibile insegnare ai bambini della scuola primaria il pensiero critico sui concetti di salute\u201d sarebbe rimasta non verificata nella pratica. Hanno quindi messo in pratica quello che insegnano ai bambini: per affermare che un trattamento funziona, i ricercatori della salute devono valutarlo attraverso un \u201cgiusto confronto\u201d.<\/p>\n<p>In Uganda, Paese con un basso livello di alfabetizzazione sanitaria, hanno quindi selezionato 120 scuole, per un totale di pi\u00f9 di 10.000 bambini dai 10 ai 12 anni, e li hanno divisi in due gruppi di 60 scuole. In un gruppo sono state svolte nove\u00a0lezioni sull\u2019apprendimento dei concetti chiave mediante le risorse didattiche tra cui il libro-fumetto, nell\u2019altro gruppo queste lezioni non sono state svolte. Alla fine, a\u00a0entrambi i gruppi \u00e8 stato somministrato il questionario di verifica: i risultati dello studio sono stati pubblicati nel 2017 sulla rivista Lancet e hanno dimostrato che i bambini a cui sono state veicolate le lezioni sono risultati nettamente pi\u00f9 orientati nell\u2019ambito dei concetti sulla salute, pi\u00f9 in grado di esercitare un filtro critico dei contenuti inaffidabili e pi\u00f9 in grado di prendere decisioni informate sulla propria salute.<\/p>\n<p>Da allora, le risorse didattiche del progetto sono state tradotte e diffuse in molti paesi. In alcuni, come la Norvegia, il progetto \u00e8 entrato a far parte del curriculum formativo della scuola primaria. Anche in Italia, alcuni gruppi di ricerca, come il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, il Dipartimento di Ricerca per la Salute Pubblica, Istituto Mario Negri, e il Centro Cochrane Italiano lavorano da tempo alle risorse didattiche del progetto Informed Health Choices.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0stato richiesto un finanziamento nell&#8217;ambito di un Bando per la Ricerca Finalizzata del Ministero della Salute ma il progetto non \u00e8 stato tra quelli selezionati. Data tuttavia l\u2019importanza di un progetto del genere esteso alle scuole italiane, nel febbraio 2019 abbiamo intrapreso senza finanziamenti la traduzione italiana delle risorse didattiche con la finalit\u00e0 di proporle in una scuola primaria.\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/pensiero.it\/\">Il Pensiero Scientifico Editore<\/a>\u00a0ha pubblicato senza oneri le risorse didattiche in un numero limitato di copie e, da gennaio a giugno 2020, abbiamo applicato queste risorse, per la prima volta, nell\u2019ambito di un progetto pilota, in una scuola primaria italiana, a Firenze.<\/p>\n<p>Il 25 novembre prossimo, l\u2019<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/associali.it\/\">Associazione Alessandro Liberati<\/a>\u00a0(Centro affiliato alla Cochrane Italia) riunir\u00e0 in un\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/associali.it\/salute-dialogare-con-i-bambiniper-promuovere-il-pensiero-critico\/\">incontro online<\/a>\u00a0tutti coloro che hanno cercato in questi anni di diffondere in Italia questo progetto (la diretta \u00e8 disponbile anche sulla home page di Scienza in Rete, ndr.). La finalit\u00e0 \u00e8 quella di raccontare il progetto stesso con la sua contestualizzazione in Italia e discutere insieme possibili ipotesi per una sua diffusione sistematica nelle scuole italiane. L\u2019incontro \u00e8 diretto al settore educazionale (dirigenti scolastici e insegnanti, per esempio), quanto al settore sanitario: l\u2019intento, infatti, \u00e8 quello di porre le basi per un\u2019intersezione virtuosa tra due ambiti con importanti denominatori comuni, come quello sanitario e quello educazionale, con lo scopo di fondare le basi di un futuro approccio critico delle persone alle decisioni sulla salute.<\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto del dirigente della scuola, delle docenti e di quattro bambini delle due classi quinte coinvolte, racconteremo anche l\u2019esperienza delle lezioni ai bambini dell\u2019Istituto Comprensivo Poliziano, a Firenze. La domanda che introduce questo articolo \u00e8 una delle domande finali di verifica di fine corso e la risposta del bambino, 10 anni, \u00e8 una delle tante soddisfazioni che hanno arricchito quei mesi. In definitiva, s\u00ec, \u00e8 possibile &#8211; e allora \u00e8 doveroso &#8211; insegnare ai bambini a prendere decisioni di salute informate, fin dalla scuola primaria.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Camilla Alderighi, Raffaele Rasoini) &nbsp; Il progetto\u00a0Informed Health Choices ha lo scopo di trasmettere alle persone, fin dalla giovanissima et\u00e0, la capacit\u00e0 di filtrare in modo critico e consapevole i contenuti scientifici che riguardano la salute. 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