{"id":60924,"date":"2020-11-23T09:30:09","date_gmt":"2020-11-23T08:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60924"},"modified":"2020-11-23T03:12:39","modified_gmt":"2020-11-23T02:12:39","slug":"tutti-i-difetti-degli-aiuti-di-stato-concessi-dal-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60924","title":{"rendered":"Tutti i difetti degli aiuti di Stato concessi dal governo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Giuseppe Liturri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gli aiuti del Mef di Gualtieri alle imprese? Tutti entro il tetto voluto dalla Ue. Ma ci sono figli e figliastri. L\u2019approfondimento di Giuseppe Liturri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre al danno, la beffa. Gli aiuti che lo Stato ha via via concesso a partire da marzo devono restare entro il limite massimo di 800.000 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa cifra potrebbe diventare a breve l\u2019incubo di qualsiasi impresa italiana che ha avuto la fortuna di ricevere agevolazioni di varia natura disposte dai decreti legge che si sono succeduti da marzo a fine ottobre (Cura Italia, Liquidit\u00e0, Rilancio, Agosto e Ristoro). Infatti, questi decreti contengono numerose misure definite dalle norme Ue come aiuti di Stato e che, di conseguenza, come vedremo in seguito, sono ritenute s\u00ec ammissibili ma entro il limite anzidetto. Il risultato sar\u00e0 quello di rendere presto di fatto inutilizzabili numerosi benefici varati dal Governo. Se a questo si aggiunge che il confronto europeo ci vede, come al solito, penalizzati, la beffa \u00e8 completa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 rischiamo di finire in questo collo di bottiglia? Partiamo dalla definizione di aiuto di Stato: si tratta di misure di aiuto pubblico che non riguardano tutta l\u2019economia e conferiscono un vantaggio selettivo limitato a determinati settori o tipi di imprese, falsando o minacciando di falsare la concorrenza nel mercato interno. Che \u00e8 un po\u2019 il \u201cSacro Graal\u201d della costruzione europea. Affinch\u00e9 le misure anticrisi possano superare questo divieto, secondo l\u2019articolo 107 del Trattato sul funzionamento della UE, si deve dimostrare che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. l\u2019aiuto sia di portata generale e quindi fuori dal particolare regime restrittivo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2. oppure che si tratti di aiuti destinati, tra l\u2019altro:<br \/>\na) a \u201covviare ai danni arrecati dalle calamit\u00e0 naturali oppure da altri eventi eccezionali\u201d (107, comma 2 lettera b)<br \/>\nb) o che siano aiuti \u201cdestinati a porre rimedio ad un grave turbamento dell\u2019economia\u201d dello Stato membro (107, comma 3 lettera b).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 una fondamentale differenza tra la prima causa di esenzione e la seconda: entrambi vanno notificati ma il primo aiuto \u00e8, per definizione, compatibile col mercato interno, e quindi non ha bisogno della preventiva approvazione da parte della Commissione, al contrario del secondo aiuto che \u201cpu\u00f2\u201d considerarsi compatibile col mercato interno, solo dopo la notifica e la relativa approvazione. Sembra una distinzione di lana caprina ma non lo \u00e8, poich\u00e9 \u00e8 su questa differenza che ballano decine di miliardi di aiuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dimentichiamo che, nel 2015, una decisione della Commissione ritenne aiuto di Stato una irrilevante ricapitalizzazione di Banca Tercas per 300 milioni, innescando la risoluzione di 4 banche ed una crisi epocale delle banche italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando il 19 marzo scorso, di fronte alle disastrose conseguenze economiche del blocco di numerose attivit\u00e0 produttive e di servizi a causa del Covid, la Commissione ha varato il Quadro Temporaneo (Temporary Framework) relativo agli aiuti di Stato, ha definito ben dodici misure agevolative di varia natura, quasi tutte riconducibili alla finalit\u00e0 di porre rimedio ad un grave turbamento dell\u2019economia (107, comma 3, lett. b).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019elenco \u00e8 lungo: aiuti di importo limitato (sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o altre forme) aiuti sotto forma di garanzie statali sui prestiti per garantire l\u2019accesso alla liquidit\u00e0 delle imprese, tassi di interesse agevolati per i prestiti pubblici e garanzie e prestiti veicolati tramite banche, assicurazione del credito all\u2019esportazione a breve termine da parte dello Stato, aiuti per la ricerca e sviluppo e per gli investimenti per la produzione di prodotti connessi al Covid-19, aiuti sotto forma di differimento delle imposte e\/o dei contributi previdenziali, aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari, aiuto per la ricapitalizzazione a favore delle imprese, sostegno per i costi fissi non coperti dalle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gran parte delle misure di sostegno adottate dal nostro governo trovano fondamento giuridico in uno di quei dodici tipi di aiuto di Stato considerati ammissibili, sono state notificate a Bruxelles e, per ciascuna di esse, c\u2019\u00e8 una decisione della Commissione che ne attesta la conformit\u00e0 al Temporary Framework (TF). Da marzo a fine ottobre, si tratta di 22 decisioni autorizzative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema per noi \u00e8 che la gran parte di esse o sono consentite entro il vecchio \u201cde minimis\u201d da \u20ac 200.000 o entro il nuovo limite del TF da \u20ac 800.000. Hanno quasi tutte il terribile difetto di \u201cconsumare\u201d uno di questi due plafond.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cinque esempi per comprenderci: il contributo a fondo perduto per le imprese (art. 25 \u201cRilancio\u201d), l\u2019aiuto per la ricapitalizzazione delle imprese (art. 26 \u201cRilancio\u201d), il fondo per la promozione integrata sui mercati esteri (art. 72 \u201cCura Italia\u201d), il credito di imposta per le locazioni commerciali (art. 28 \u201cRilancio\u201d) e la decontribuzione del 30% per il Sud (art. 27 Decreto \u201cAgosto\u201d) assorbono tutti il plafond da \u20ac 800.000 del TF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il risultato che nelle imprese \u00e8 ormai partita la corsa ad ostacoli per evitare lo splafonamento e, soprattutto, evitare di incorrere in sanzioni penali, oltre che nell\u2019obbligo di restituzione delle somme illecitamente percepite. Il penale rischia di scattare perch\u00e9, al momento della richiesta delle agevolazioni, le imprese presentano un\u2019autocertificazione attestante la disponibilit\u00e0 del plafond che potrebbe rivelarsi successivamente falsa qualora siano pendenti altre richieste di aiuto non ancora concesse e, nel frattempo, ricevute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il limite dell\u2019azione del nostro Governo sta proprio nella decisione di aver supinamente e prevalentemente instradato tutte le agevolazioni lungo il sentiero del \u201crimedio ad un grave turbamento dell\u2019economia\u201d anzich\u00e9 lungo quello degli \u201caiuti per eventi eccezionali\u201d. In quest\u2019ultimo caso, il limite di \u20ac 800.000 non si applica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul punto, il confronto con la Germania che gi\u00e0 a maggio vantava il record nella UE di aiuti di Stato alle proprie imprese (circa 1.000 miliardi su 2.000 complessivi, con l\u2019Italia ferma a 300) \u00e8 impietoso. A prescindere dal maggior spazio offerto dal loro bilancio pubblico, i tedeschi hanno spinto al massimo sulla leva dell\u2019evento eccezionale: miliardi per gli aeroporti, per le societ\u00e0 di trasporto pubblico regionale, per gli operatori turistici, per la Lufthansa (6 miliardi contro i 199 milioni erogati ad Alitalia), perfino la compagnia charter Condor ha ricevuto 550 milioni. Tutto senza plafond.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece, il nostro Paese ha messo tutte le uova nello stesso paniere: ha concesso gli aiuti di varia natura, in precedenza elencati in modo non esaustivo, facendo riferimento quasi esclusivamente ai dodici casi di aiuti ammissibili secondo il Temporary Framework (Tf) la cui scadenza \u00e8 stata prorogata il 13 ottobre al 30 giugno. Con ci\u00f2 contribuendo solo ad amplificare il problema: infatti, cosa se ne fanno le imprese di un ulteriore termine per fare ci\u00f2 che gi\u00e0 oggi non riescono a fare, visto che danzano sul filo di equilibrio del superamento del plafond?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poco o nulla \u00e8 stato concesso alle imprese ai sensi dell\u2019articolo 107 secondo comma lettera b), che giustifica aiuti concessi per ovviare ai danni causati da calamit\u00e0 naturali ed altri eventi eccezionali. Un documento, pubblicato il 10 novembre dalla Commissione, mostra che da marzo essa ha autorizzato 29 misure con questa giustificazione. Soltanto una, dicasi una, \u00e8 relativa all\u2019Italia (199 milioni erogati ad Alitalia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma il problema non sembra fermarsi qua, poich\u00e9 un ulteriore aspetto aumenta la sensazione di imperizia o pigrizia del Governo. Dopo l\u2019allarme lanciato dal quotidiano Sole 24 Ore il 29 ottobre scorso, circa il rischio di restituzione degli aiuti di Stato e la parziale smentita del giorno dopo (\u201cIl Governo: aiuti, trattiamo con la Ue\u201d), abbiamo la conferma, visionando documenti riservati provenienti da fonti al massimo livello comunitario, che la trattativa si \u00e8 conclusa in modo infruttuoso: i servizi della Commissione hanno ribadito che il calcolo del limite di ottocentomila euro sar\u00e0 eseguito non a livello di singola impresa beneficiaria, ma di impresa \u201ccome unit\u00e0 economica\u201d. Concetto del tutto indefinito e lasciato a valutazioni caso per caso, che non coincide nemmeno con quello di \u201cimpresa unica\u201d che pure esiste a livello UE ed \u00e8 utilizzato per calcolare la soglia dei contributi \u201cde minimis\u201d e anche la distinzione tra piccole\/medie e grandi imprese. In prima approssimazione, i conti si faranno a livello di gruppo, anche se la definizione non \u00e8 perfettamente coincidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 facilmente immaginabile il caos che si scatener\u00e0, anche perch\u00e9 in Italia \u00e8 stato attivato il Registro Nazionale degli Aiuti (Rna) a livello di singola impresa beneficiaria e Francia e Germania, ad esempio, non hanno nemmeno quello e le autocertificazioni richieste dall\u2019ente nazionale concedente rischiano di essere un boomerang.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vicenda \u00e8 nata perch\u00e9 il governo, con il decreto \u201cRilancio\u201d, var\u00f2 uno schema di aiuti concedibili da Regioni, Province autonome e Camere di Commercio con fondi propri, del valore di 9 miliardi. Anche tale regime-quadro, pur non essendo concesso dallo Stato centrale, ricalcava perfettamente gli aiuti concedibili ai sensi del Tf. Quando il 21 maggio la Commissione ne dichiar\u00f2 la compatibilit\u00e0, le Regioni predisposero autonomi strumenti agevolativi che non necessitavano di ulteriori approvazioni, purch\u00e9 coerenti con il regime-quadro autorizzato. Ma la Commissione qualche giorno fa ha ribadito che, non solo tali strumenti concorrono a \u201cconsumare\u201d il plafond unico, ma \u201cla Commissione non pu\u00f2 accettare l\u2019interpretazione di impresa singola beneficiaria e considerer\u00e0 diversi soggetti giuridici come facenti parte di un\u2019unica entit\u00e0 economica ai fini degli aiuti di Stato\u201d. Con ci\u00f2 gettando Regioni ed imprese nella pi\u00f9 totale incertezza sul da farsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su un altro versante, mentre il Governo ha dimostrato ottima vista nel seguire pedissequamente il TF della Commissione \u00e8 stato invece colpito da improvvisa presbiopia al punto 3.12 introdotto proprio con l\u2019ultima modifica del 13 ottobre. \u00c8 infatti possibile concedere alle imprese un aiuto fino al 70% (90% per le micro e piccole imprese) dei costi fissi non coperti dagli utili sostenuti nel periodo 1 marzo 2020 \u2013 30 giugno 2021, a condizione che si registri una perdita di fatturato almeno del 30% rispetto ad uno stesso periodo del 2019. In sostanza, basta considerare le perdite subite nel periodo di riferimento e calcolare il contributo. Una misura pi\u00f9 che adeguata per alberghi, ristoranti, bar ed attivit\u00e0 ricreative e culturali, falcidiate dalle misure restrittive delle ultime settimane e della primavera scorsa. Invece il governo, col decreto \u201cRistoro\u201d si \u00e8 rifugiato nella replica dell\u2019economicamente irrilevante contributo a fondo perduto gi\u00e0 erogato a giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio su questo punto, in Danimarca non hanno badato a spese anche se resta da capire come sia stato possibile. Senza voler sospettare che \u201cc\u2019\u00e8 del marcio in Danimarca\u201d \u2013 perch\u00e9 lungi da noi anche solo ipotizzare che il ruolo di Commissario alla concorrenza, ricoperto dal 2014 dalla danese Margrethe Vestager, abbia avuto una sia pur minima importanza \u2013 c\u2019\u00e8 da fare i complimenti al governo danese per l\u2019ingente ammontare di aiuti di Stato che \u00e8 riuscito a spendere a favore delle proprie imprese. Sta di fatto che un Paese il cui Pil \u00e8 circa un sesto di quello italiano campeggia, assieme ad Austria e Germania, in cima alla lista degli Stati membri che hanno concesso aiuti di Stato ritenuti ammissibili perch\u00e9 \u201cdestinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamit\u00e0 naturali oppure da altri eventi eccezionali\u201d (articolo 107 comma 2 lettera b del Tfeu). I rispettivi governi hanno erogato alle imprese danesi, austriache e tedesche, nell\u2019ordine, 7, 8 e 6,5 miliardi senza che ci\u00f2 venisse considerato distorsivo della concorrenza. Su 29 decisioni approvate per eventi eccezionali, ben 7, record assoluto, sono relative alla Danimarca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa classifica, l\u2019Italia figura tra gli ultimi, avendo concesso solo 199 milioni ad Alitalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Beninteso si tratta solo di una frazione minoritaria di tutti gli aiuti di Stato autorizzati dalla Direzione generale Concorrenza, che dipende dalla potente vice presidente della Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infatti, la parte preponderante degli aiuti sono stati autorizzati ai diversi Stati membri \u201cper porre rimedio a un grave turbamento dell\u2019economia\u201d (articolo 107 comma 3 lettera b del Tfeu) o \u201cper agevolare lo sviluppo di talune attivit\u00e0 o di talune regioni economiche\u201d (articolo 107 comma 3 lettera c del Tfeu).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo lo scoppio della pandemia i danesi non hanno badato a spese e gi\u00e0 l\u20198 aprile hanno ricevuto dalla Commissione l\u2019approvazione di uno schema di aiuti per complessivi 5,4 miliardi per le imprese che nel periodo dal 9 marzo al 9 giugno hanno subito una perdita di fatturato superiore al 40%. A tali imprese, lo Stato prometteva di riconoscere il parziale o totale ristoro, in relazione all\u2019entit\u00e0 della perdita di fatturato subita, dei costi fissi sostenuti, fino ad un massimo di 8 milioni per impresa. Una cifra dieci volte superiore al tetto previsto dal Tf per tutte le altre imprese UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se si riflette sul fatto che nel secondo trimestre 2020, rispetto al primo, il Pil danese \u00e8 sceso \u201csolo\u201d del 6,8%, mentre quello italiano ha perso il 13% ed i danesi, a causa del Covid, hanno contato 130 morti per milione di abitanti, contro i 384 della media UE, si apprezza ancora di pi\u00f9 la tempestivit\u00e0 e la magnitudo della risposta dei connazionali di Amleto alla crisi economica da Covid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A noi resta l\u2019amara considerazione di non aver potuto (o saputo?) seguire il loro esempio ed aver invece disperso un flusso di circa 100 miliardi di extra deficit, peraltro non tutti effettivamente spesi, in una miriade di norme, che oggi costringono gli imprenditori a muoversi con mille cautele nel timore di sforare il tetto massimo e dover restituire gli aiuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spiace constatare che, in occasione di una crisi, come accadde anche nel 2012\/2013, la Ue \u00e8 causa di aumento delle divergenze economiche anzich\u00e9 funzionare da ammortizzatore almeno in grado di attutirle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/tutti-i-difetti-degli-aiuti-di-stato-concessi-dal-governo\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/tutti-i-difetti-degli-aiuti-di-stato-concessi-dal-governo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 (Giuseppe Liturri) Gli aiuti del Mef di Gualtieri alle imprese? 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