{"id":60940,"date":"2020-11-24T10:30:50","date_gmt":"2020-11-24T09:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60940"},"modified":"2020-11-24T13:02:41","modified_gmt":"2020-11-24T12:02:41","slug":"il-sovranismo-filosofico-di-costanzo-preve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60940","title":{"rendered":"Il sovranismo filosofico di Costanzo Preve"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblico un breve saggio che avevo scritto qualche anno fa in occasione di un progetto editoriale poi abortito<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di SIMONE GARILLI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Mantova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo saggio non ambisce ad una ricostruzione dell\u2019articolata filosofia di Costanzo Preve.\u00a0 L\u2019opera del professore torinese sar\u00e0 filtrata in modo da restituire un contributo filosofico di prim\u2019ordine sul tema della sovranit\u00e0 nazionale e della sua legittimit\u00e0 come principio ispiratore dell\u2019azione politica, oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiariamo prima di tutto i termini della questione, a partire dalle definizioni che ci suggerisce lo stesso Preve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posto che la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 senza dubbio uno dei principi ispiratori dell&#8217;azione politica nell&#8217;et\u00e0 moderna, \u00e8 bene distinguere a livello logico i principi politici da quelli filosofici. I primi devono la loro stessa esistenza nel campo delle idee alle strutture sociali e culturali che caratterizzano l&#8217;epoca storica di riferimento. Se sono anche solo astrattamente pensabili \u00e8 perch\u00e9 lo consentono le griglie concettuali entro cui si svolge il pensiero. Un uomo dell&#8217;antichit\u00e0 non pensava come un uomo del Medioevo, il quale a sua volta non pensava come pensa l&#8217;uomo moderno. La validit\u00e0 universale e trans-storica appartiene invece ai soli principi filosofici, strettamente legati alla natura specifica dell\u2019animale uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sovranit\u00e0 nazionale si intende dunque la sovranit\u00e0 degli Stati nazione generati da un processo secolare culminato nella maggior parte dei casi nei secoli XIX e XX. Il termine \u2018nazione\u2019, in effetti, copre un campo di significati ben pi\u00f9 ampio e il suo etimo riporta al latino \u2018natio\u2019, che significa \u2018nascita\u2019, a richiamare l\u2019importanza del territorio in cui si vive e si costruisce una storia e una cultura comuni. Vi \u00e8 quindi nazione anche senza lo Stato moderno e le sue istituzioni, e non sono necessari particolari requisiti dimensionali o politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indipendentemente dai risultati storici prodotti nella societ\u00e0, nella cultura e nella politica da un determinato principio politico, \u00e8 possibile dare di esso un giudizio di valore. Si tratta, nel linguaggio filosofico di Preve, di accertarne il contenuto di Verit\u00e0 trans-storico, cio\u00e8 ontologico. In termini pratici, se si esclude un orizzonte storico governato dalla Provvidenza e una teleologia &#8211; sia essa declinata in senso religioso (Dio) o laico (storicismo marxista, progressismo liberale) &#8211; \u00e8 ovvio che la dimensione ontologica di un principio politico non \u00e8 riducibile al successo o all\u2019insuccesso contingente (e per contingente non si intende l\u2019orizzonte di una vita umana, ma di un\u2019epoca storica, che ha tempi anche molto diversi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 premesso, si capir\u00e0 perch\u00e9 questo breve saggio \u00e8 diviso in due parti: nella prima tenter\u00f2 di isolare dal principio <em>politico<\/em> del sovranismo nazionale moderno il suo valore ontologico. Per farlo mi servir\u00f2 del principio <em>filosofico<\/em> che \u00e8 alla base dell\u2019intera opera previana: il comunitarismo, liberato dai lacciuoli ideologici che lo imprigionano nella nostra epoca. Nella seconda parte riporter\u00f2 il comunitarismo filosofico di Preve al panorama politico del nostro tempo. Tenter\u00f2 quindi di dimostrare come, secondo il filosofo torinese, il principio <em>filosofico<\/em> del comunitarismo coincida, oggi, con il principio <em>politico<\/em> del sovranismo nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Comunit\u00e0 e comunitarismo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cura che Costanzo Preve ha riservato al principio del comunitarismo risponde ad una sola ragione filosofica di fondo: l\u2019esistenza della Natura Umana. \u00a0La filosofia moderna tende a negare la validit\u00e0 di alcune caratteristiche ontologiche della specie umana, e si divide tra un \u201crelativismo storico e sociologico assoluto che identifica la natura umana con la configurazione storica data dai rapporti sociali dominanti\u201d e un \u201cbiologismo riduzionistico, per cui la cosiddetta natura umana \u00e8 interamente ricavabile dalle conoscenze della biologia e della genetica\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Preve riprende invece le tradizioni aristotelica e marxiana, completandole a vicenda. Se l\u2019uomo \u00e8 con Aristotele \u2018animale sociale, politico e comunitario\u2019 (<em>politik\u00f2n zoon<\/em>) dotato di ragione, linguaggio e capacit\u00e0 di calcolo sociale (<em>zoon logon echon<\/em>), \u00e8 anche con Marx \u2018ente naturale generico\u2019 (<em>Gattungswesen<\/em>), laddove con generico si intende la capacit\u00e0 esclusiva \u201cdi produrre consapevolmente e con intenzione forme di produzione e di convivenza comunitaria differenti\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>; ci\u00f2 che lo distanzia da tutte le altre forme viventi governate pi\u00f9 semplicemente dall\u2019istinto e dal corredo genetico sottostante. Per l\u2019uomo la forma di vita razionale e comunitaria \u00e8 quindi innata, sebbene possa articolarsi dal punto di vista culturale, sociale e istituzionale in maniera imprevedibile. Costanzo Preve non ha mai escluso l\u2019ipotesi di una costruzione sociale tanto alienante e oppressiva da negare irreversibilmente la natura umana comunitaria e razionale. Non a caso ha scritto a pi\u00f9 riprese del rischio di una \u201cmutazione antropologica\u201d indotta dal meccanismo impersonale del capitalismo, almeno nella sua fase \u201cpura\u201d, in cui ci troviamo. Ha sempre dato per scontato, per\u00f2, che la natura umana far\u00e0 resistenza, vendendo cara la pelle. Si tratta allora di capire come organizzare questa resistenza e da dove partire, oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta di Preve ci interessa da vicino. Secondo il filosofo torinese \u201coggi le idee veramente incompatibili con la riproduzione capitalistica sono tutte connesse con il recupero della sovranit\u00e0 nazionale (economica, politica, militare), dunque deglobalizzazione, sovranit\u00e0 nazionale e riorientamento geopolitico\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Il principio filosofico del comunitarismo si salda quindi con il principio politico della sovranit\u00e0 nazionale. Vediamo dunque di definire con rigore il comunitarismo che esce dalle pagine del nostro filosofo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Comunit\u00e0 di Preve non \u00e8, come credono molti dei suoi superficiali detrattori, un tutto organico, nel quale l\u2019individuo viene sacrificato al collettivo, e dove le positive libert\u00e0 introdotte dalle rivoluzioni \u201cborghesi\u201d (su tutte le libert\u00e0 di pensiero e di parola) sono negate da uno Stato etico repressivo e totalitario.\u00a0 Al contrario, vi \u00e8 un dialogo serrato tra due poli che si alimentano reciprocamente: Comunit\u00e0 e Libera Individualit\u00e0. In altri termini, \u201cquesta etica sociale comunitaria non \u00e8 assolutamente ostile all\u2019individuo e alla sua fioritura esistenziale, artistica, filosofica e anche economica, ma \u00e8 incompatibile solo con l\u2019idea che la convivenza umana derivi da una rete di rapporti fra atomi sociali considerati originari, ossia fin dall\u2019inizio preliminari e primari rispetto alla convivenza stessa\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. L\u2019individuo, infatti, \u201cnon \u00e8 solo il profilo dell\u2019imprenditore capitalistico che trasforma la socialit\u00e0 umana in un sistema dell\u2019egoismo relazionale, ma \u00e8 soprattutto il titolare della libert\u00e0 di coscienza, nonch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 minima di resistenza al potere\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per meglio precisare i connotati del comunitarismo previano utilizzer\u00f2 un metodo contrastivo: come <em>non<\/em> si deve articolare il comunitarismo se si intende valorizzarne il contenuto universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto, il comunitarismo di Preve non \u00e8 marxista n\u00e9 comunista. Non \u00e8 marxista perch\u00e9 il marxismo, lungi dall\u2019essere la lineare declinazione politica delle teorie di Karl Marx &#8211; gi\u00e0 di loro non coerenti n\u00e9 sistematiche &#8211; \u00e8 invece una costruzione ideologica messa a disposizione di una classe sociale subalterna e non intermodale (cio\u00e8 non in grado di transitare autonomamente da un modo di produzione ad un altro). In questo senso Preve afferma che il marxismo \u00e8 \u201cuna forma di positivismo per poveri, [il quale] non poteva che mutuare dalla sua stessa natura sociale tutti gli elementi teorici di subalternit\u00e0 tipici appunto delle classi dominate\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Non \u00e8 la sede dove richiamare questi elementi di subalternit\u00e0, basti considerarne gli effetti politici negativi che secondo Preve sono stati prodotti nella realt\u00e0 storica del comunismo, sovietico in particolare. Il comunismo storico, in tal senso, \u201c\u00e8 stato una (generosa) patologia tanto del comunitarismo quanto dell\u2019individualismo, ma soprattutto del secondo. Si tratt\u00f2, infatti, di collettivismo, ossia di organizzazione politica dell\u2019atomismo\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Mi si consenta una parentesi: trovo il giudizio del filosofo torinese sul comunismo storico nel complesso ingeneroso, essendomi noto il livore che Preve ha manifestato soprattutto nell\u2019ultima fase della sua impresa intellettuale verso lo stesso Partito Comunista Italiano. Sono pronto a riconoscere le lacune teoriche (le \u201csubalternit\u00e0\u201d di Preve) che il PCI ha senz\u2019altro mutuato dalla tradizione marxista internazionale, senza le quali d\u2019altra parte non sarebbe stata possibile la mutazione politica che ha condotto passo dopo passo fino al Partito Democratico; da qui a buttare il bambino con l\u2019acqua sporca, tuttavia, ce ne passa, considerando che l\u2019azione politica e istituzionale del PCI in seguito alla Seconda Guerra Mondiale si declin\u00f2 in un riformismo radicale che contribu\u00ec a conquiste sociali decisive per la classi lavoratrici, non certo nella ricerca programmatica della \u201crivoluzione del proletariato\u201d, che tutt\u2019al pi\u00f9 riemergeva in superficie nella propaganda di partito. Al netto di tali considerazioni, comunque, ci\u00f2 che interessa in questa sede \u00e8 il distacco dichiarato del comunitarismo di Preve dalla tradizione politica e teorica marxista e comunista, salvo alcuni singoli intellettuali da lui ritenuti marxiani, o marxisti eretici (innanzitutto Luk\u00e0cs).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comunitarismo di Preve non \u00e8 nemmeno fascista, n\u00e9 razzista o nazionalista. Non \u00e8 fascista per i motivi gi\u00e0 richiamati dell\u2019assoluta importanza della libera individualit\u00e0 e in particolare delle libert\u00e0 di pensiero e parola, ma anche perch\u00e9 rifiuta la rigida divisione in classi della societ\u00e0. Non \u00e8 razzista o nazionalista, d\u2019altra parte, perch\u00e9 l\u2019idea \u201ccomunitaria di nazione deve essere separata e contrapposta alla pratica del nazionalismo espansionistico e colonialistico. Il fascismo italiano non solo non l\u2019ha fatto, ma si \u00e8 addirittura costruito capillarmente sulla base della confusione dei due concetti\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, il comunitarismo previano non \u00e8 nostalgico, e quindi non rimanda a modelli comunitari pre-capitalistici, ed evita l\u2019idealizzazione delle comunit\u00e0 tribali originarie e della vita contadina di epoca feudale, pur riconoscendone alcuni contenuti comunitari positivi, sia pure isolati dalla totalit\u00e0 della riproduzione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, questo comunitarismo riformulato non \u00e8 liberale, n\u00e9 post-moderno. Non \u00e8 liberale perch\u00e9 considera il liberalismo nella sua continuit\u00e0 con il modo di produzione capitalistico, e quindi non separa artificialmente il liberalismo politico ed economico da quello culturale e ideologico, sebbene ne salvi dialetticamente alcuni contenuti di verit\u00e0 universali (molti dei diritti fondamentali dell\u2019individuo cosiddetti civili e politici). Non \u00e8 post-moderno perch\u00e9 rifiuta sia l\u2019accettazione disincantata del capitalismo come \u201cfine della storia\u201d, sia la resistenza primaria ma insufficiente fondata sull\u2019individuo isolato e sulle comunit\u00e0 ristrette di amici, che Preve definisce nei termini di \u201cepicureismo moderno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delineato in questo modo il comunitarismo filosofico, vediamo di calarlo nelle strutture sociali ed economiche odierne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Lo Stato nazione, \u201cgiusto mezzo\u201d del comunitarismo universalistico<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo nella terza fase del modo di produzione capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo pensava Costanzo Preve, sostenendo che fosse in atto un trapasso \u201cda un\u2019epoca di capitalismo ancora borghese (e quindi anche proletario [\u2026] ad un\u2019epoca nuova ed inedita di capitalismo post-borghese, e pi\u00f9 esattamente di un capitalismo senza classi\u201d, il quale, d\u2019altra parte, \u201cnon significa societ\u00e0 pi\u00f9 egualitaria e democratica e con minori differenziali sociali di sapere, potere, ricchezza [\u2026] Tutto al contrario. La societ\u00e0 in cui stiamo trapassando sar\u00e0 caratterizzata dalle diseguaglianze pi\u00f9 odiose ed oligarchiche, tuttavia non saranno pi\u00f9 caratterizzate da differenti <em>ethos<\/em> di classe\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Un capitalismo \u201csempre pi\u00f9 puro e sempre meno appesantito dai sistemi sociali dello stato del benessere\u201d ha bisogno di un continuo \u201callargamento geografico\u201d e di un infinito \u201capprofondimento antropologico (sempre nuovi stili di vita e di consumo da imporre)\u201d. Per riprodursi richiede pertanto \u201cil superamento del vecchio diritto internazionale fondato sulla sovranit\u00e0 degli stati e la messa sotto tutela e sotto condizione di questa stessa sovranit\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Questa, in sintesi, \u00e8 l\u2019essenza di un modo di produzione che ha superato le resistenze sistemiche precedenti ed ha assorbito anche gran parte di quella cultura marxista impregnata di storicismo, disposta perci\u00f2 ad ammettere l\u2019illusoriet\u00e0 delle teorie comunitarie e anti-capitalistiche precedenti scambiando il successo del capitalismo per un giudizio di valore irreversibile sul comunismo. Di qui il ripiegamento della filosofia post-moderna nel binomio solo apparentemente antitetico dell\u2019accettazione disincantata dei rapporti capitalistici (\u201cla gabbia d\u2019acciaio\u201d weberiana) e della resistenza molecolare al potere biopolitico, per non parlare delle inesistenti moltitudini di Toni Negri, riflesso cosmopolita del globalismo ideologico di cui si nutre il capitalismo post-borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 quindi un fondamentale insegnamento politico di natura contingente nella riformulazione comunitaria di Costanzo Preve. Date le condizioni appena descritte &#8211; riprodotte in particolare dall\u2019imperialismo americano rivestito di Diritti Umani e Democrazia formale &#8211; il giusto mezzo della resistenza comunitaria al capitalismo globalizzato \u00e8 la comunit\u00e0 ristretta dello Stato nazione. Va da s\u00e9, d\u2019altro canto, che a differenza dei modi di produzione precedenti, il capitalismo ci presenta uno scenario globale che non possiamo semplicemente rifiutare, ma con il quale dobbiamo relazionarci secondo i dettami del comunitarismo. Preve chiama allora \u2018universalismo\u2019 quel \u201ccampo di confronto fra comunit\u00e0 unite dai caratteri essenziali del genere umano, della socialit\u00e0 e della razionalit\u00e0\u201d. Sostiene a proposito che, \u201castrattamente parlando, l\u2019individuo libero inteso come unit\u00e0 minima di resistenza al potere non ha bisogno della comunit\u00e0 per rapportarsi all\u2019universale. In concreto, invece, il passaggio per la comunit\u00e0 gli \u00e8 essenziale, altrimenti non potrebbe nemmeno pensarsi come individuo\u201d<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Ne discende che \u201cil comunitarismo \u00e8 anche la sola via concretamente praticabile per l\u2019universalismo\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Nella fase post-borghese del capitalismo il solo comunitarismo all\u2019altezza della sfida politica, culturale e antropologica che ci \u00e8 dinanzi \u00e8 quello dello Stato nazionale, che trova la sua radice nel \u201cdiritto all\u2019autodeterminazione dei popoli e soprattutto nel diritto &#8211; assoluto e non negoziabile &#8211; a coltivare le loro identit\u00e0 linguistiche e culturali\u201d<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Costanzo Preve, <em>Individui liberati, comunit\u00e0 solidali<\/em>, CRT, Pistoia, 1998, p. 10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Costanzo Preve, <em>Elogio del comunitarismo<\/em>, Controcorrente, Napoli, 2006, p. 48.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Costanzo Preve, <em>Attacco alla sovranit\u00e0 e ruolo (negativo) degl\u2019intellettuali. Intervista a Costanzo Preve<\/em>, in <em><a href=\"http:\/\/www.eurasia-rivista.org\">www.eurasia-rivista.org<\/a><\/em>, 4 dicembre 2011, <a href=\"http:\/\/www.eurasia-rivista.org\/attacco-alla-sovranita-e-ruolo-negativo-deglintellettuali-intervista-a-costanzo-preve\/12558\/\">http:\/\/www.eurasia-rivista.org\/attacco-alla-sovranita-e-ruolo-negativo-deglintellettuali-intervista-a-costanzo-preve\/12558\/<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Costanzo Preve, <em>Elogio del comunitarismo<\/em>, Controcorrente, Napoli, 2006, p. 222.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ivi, p. 245.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Ivi, p. 71.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ivi, pp. 245-246.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ivi, pp. 205-206.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Costanzo Preve, <em>Hegel antiutilitarista<\/em>, Settimo Sigillo, Roma, 2007, p. 56.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Costanzo Preve, <em>Elogio del comunitarismo<\/em>, Controcorrente, Napoli, 2006, p. 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Ivi, p. 253.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Ivi, p. 252.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Costanzo Preve, <em>Comunitarismo, Eurasia. Parla Costanzo Preve<\/em>, in <em><a href=\"http:\/\/www.rivistaindipendenza.org\">www.rivistaindipendenza.org<\/a><\/em>, agosto 2007, <a href=\"http:\/\/www.rivistaindipendenza.org\/Teoria%20nazionalitaria\/Intervista%20a%20Costanzo%20Preve.htm\">http:\/\/www.rivistaindipendenza.org\/Teoria%20nazionalitaria\/Intervista%20a%20Costanzo%20Preve.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico un breve saggio che avevo scritto qualche anno fa in occasione di un progetto editoriale poi abortito di SIMONE GARILLI (FSI-Riconquistare l&#8217;Italia Mantova) Questo saggio non ambisce ad una ricostruzione dell\u2019articolata filosofia di Costanzo Preve.\u00a0 L\u2019opera del professore torinese sar\u00e0 filtrata in modo da restituire un contributo filosofico di prim\u2019ordine sul tema della sovranit\u00e0 nazionale e della sua legittimit\u00e0 come principio ispiratore dell\u2019azione politica, oggi. 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