{"id":60957,"date":"2020-11-25T09:00:34","date_gmt":"2020-11-25T08:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60957"},"modified":"2020-11-23T22:23:44","modified_gmt":"2020-11-23T21:23:44","slug":"se-le-societa-di-social-media-sono-editori-e-non-piattaforme-cambia-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60957","title":{"rendered":"Se le societ\u00e0 di social media sono editori e non piattaforme, cambia tutto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MEGACHIP (redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"titoli \">\n<p class=\"riassunto\">\u00c8 tempo che i giganti dei social media scelgano da che parte stare. Non possono essere al contempo editore e piattaforma, nonostante le definizioni legali che usano per giustificare le loro decisioni.<\/p>\n<\/div>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"master\" title=\"La gente di FAANG\" src=\"https:\/\/static.globalist.it\/foto\/2020\/11\/20\/00058A7E-la-gente-di-faang.jpg\" alt=\"La gente di FAANG\" \/><\/p>\n<div class=\"testo-out\">\n<div class=\"testo \">\n<div><\/div>\n<div>Il dibattito in corso sul fatto che le societ\u00e0 di social media come Facebook e Twitter debbano essere considerate piattaforme o editori sta davvero iniziando a scaldarsi. In effetti le cose si stanno facendo cos\u00ec scottanti che nel mezzo del dibattito\u00a0<a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/why-the-white-houses-attempts-to-end-social-media-censorship-matter\/\">\u00e8 intervenuta la Casa Bianca<\/a>, dichiarando che \u00e8 finalmente giunto il momento per aziende come Facebook e Twitter di ammettere di essere effettivamente editori che si nascondono dietro tutte le tutele legali concesse loro come piattaforme.<\/div>\n<div>Insomma, se Facebook o Twitter prendono decisioni editoriali su ci\u00f2 che appare sulle loro piattaforme, agiscono in realt\u00e0 come editori. Se prendono decisioni riguardo alla censura di determinati tipi di contenuti,\u00a0<a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/what-is-shadow-banning-and-why-should-we-care\/\">escludendo determinati individui dalle proprie piattaforme<\/a>\u00a0o in qualche modo filtrando o bloccando certi tipi di contenuti usando algoritmi, allora non sono diversi dagli editori tradizionali come i giornali o le riviste.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Editore vs. piattaforma<\/strong><\/div>\n<div>La differenza tra \u201cpiattaforma\u201d e \u201ceditore\u201d potrebbe sembrare semantica o fuffa specialistica aziendalese, ma in realt\u00e0 comporta enormi implicazioni legali per aziende come Facebook e Twitter. Vedete, come &#8220;piattaforma&#8221; questi giganti dei social media possono nascondersi dietro tutte le protezioni legali della\u00a0<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Section_230\">Sezione 230 del\u00a0<em>Communications Decency Act<\/em><\/a>\u00a0(trad: Legge sul decoro delle comunicazioni). Ad esempio, non possono essere citati in giudizio se sul loro sito web vengono visualizzati contenuti diffamatori. Sebbene le aziende tecnologiche abbiano ancora l\u2019obbligo di rimuovere qualsiasi contenuto che violi le leggi penali federali, non possono essere ritenute responsabili se qualche folle inizia a diffondere disinformazione o a spacciare\u00a0<a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/george-soros-is-pushing-another-facebook-political-conspiracy-theory\/\">teorie del complotto<\/a>. Tuttavia\u2026 puf! Tutte le protezioni legali vengono rimosse una volta che queste aziende sono considerate editori e non piattaforme.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Esempi di editori e piattaforme<\/strong><\/div>\n<div>Il modo pi\u00f9 semplice per riflettere su questa dicotomia \u00e8 pensare a societ\u00e0 di giornali come il\u00a0<em><a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/social-media-and-the-end-of-the-news-as-we-know-it\/\">New York Times<\/a><\/em>\u00a0o il\u00a0<em>Philadelphia Inquirer<\/em>. Queste aziende prendono decisioni editoriali su quali notizie pubblicare, hanno comitati editoriali, divulgano articoli di opinione e fanno ogni sforzo possibile per verificare (e riverificare) ogni singola cosa che pubblicano. Se pubblicano un articolo calunnioso o diffamatorio su un personaggio di alto profilo, possono aspettarsi di essere citati in giudizio.<\/div>\n<div>Ora pensiamo a societ\u00e0 come Verizon, AT&amp;T o Comcast. Queste sono piattaforme, in quanto la loro funzione principale \u00e8 quella di facilitare la comunicazione e distribuire le informazioni. Non possono vietarti di usare i loro servizi neanche se stai spacciando tutti i tipi di teorie del complotto. Se vuoi parlare al telefono di complotti\u00a0<em>false flag<\/em>\u00a0con tuo zio pazzo, nessuno bloccher\u00e0 o censurer\u00e0 quella conversazione, non riceverai una lettera da AT&amp;T che ti dice che non sei pi\u00f9 un cliente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Quindi Facebook \u00e8 un editore o una piattaforma?<\/strong><\/div>\n<div>Usando le analogie di cui sopra, le\u00a0<a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/how-5g-could-change-how-we-use-social-media\/\">societ\u00e0 di social media<\/a>\u00a0dicono sostanzialmente che si comportano molto pi\u00f9 come il gruppo Comcast che come il\u00a0<em>Philadelphia Inquirer<\/em>. Di conseguenza dovrebbero essere concesse loro tutte le protezioni legali della Sezione 230. Ma in realt\u00e0 questo non regge, se si considera che lo stesso Mark Zuckerberg ha ammesso che Facebook a volte si comporta sia come piattaforma che come editore. E, come hanno evidenziato numerosi politici statunitensi, Facebook ha un notevole pregiudizio verso le ideologie politiche liberali, di sinistra e filodemocratiche, come anche un notevole pregiudizio contro le ideologie politiche conservatrici, di destra e filorepubblicane. A questo proposito, Facebook \u00e8 molto simile al\u00a0<em>Philadelphia Inquirer<\/em>\u00a0che decide di sostenere un particolare candidato a una carica politica: questo \u00e8 qualcosa che fanno sempre gli editori, non le piattaforme.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>E non dimentichiamo la neutralit\u00e0 della rete<\/strong><\/div>\n<div>A rendere le cose ancora pi\u00f9 complicate \u00e8 il fatto che i giganti dei social media sembrano parlare da entrambi i lati della bocca quando si tratta di questioni come la\u00a0<a href=\"https:\/\/socialmediahq.com\/the-contract-for-the-web-might-be-the-only-way-to-save-the-internet\/\">neutralit\u00e0 della rete<\/a>. Facebook, ad esempio, vuole essere sicuro che nessuno dei suoi contenuti venga bloccato, censurato o spostato nella &#8220;corsia lenta di Internet&#8221; da qualsiasi provider di banda larga. Twitter parla di una grande partita in gioco sull\u2019importanza di proteggere la libert\u00e0 di parola e la diversit\u00e0 di pensiero quando si parla di neutralit\u00e0 della rete, ma poi sembra adottare un approccio completamente diverso quando si tratta di censurare, limitare o vietare i contenuti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Attitudine a essere editore<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 quindi tempo che i giganti dei social media scelgano finalmente da che parte stare. Non possono essere allo stesso tempo editore e piattaforma, indipendentemente dal tipo di definizione legale che scelgono di usare per giustificare le loro decisioni. Non importa se \u00e8 un essere umano o un algoritmo meccanico a prendere la decisione editoriale: se stai bloccando o censurando alcuni contenuti che non sono in linea con i tuoi valori e punti di vista, allora sei un editore. Punto. \u00c8 tempo che le societ\u00e0 di social media prendano coscienza di questa realt\u00e0 e si preparino alle conseguenze.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>* Christian Zilles\u00a0<\/strong>\u00e8 Fondatore e CEO di\u00a0<em>Social Media HQ<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/democrazia-nella-comunicazione\/2020\/11\/20\/se-le-societa-di-social-media-sono-editori-e-non-piattaforme-cambia-tutto-2068519.html\">https:\/\/megachip.globalist.it\/democrazia-nella-comunicazione\/2020\/11\/20\/se-le-societa-di-social-media-sono-editori-e-non-piattaforme-cambia-tutto-2068519.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (redazione) &nbsp; \u00c8 tempo che i giganti dei social media scelgano da che parte stare. Non possono essere al contempo editore e piattaforma, nonostante le definizioni legali che usano per giustificare le loro decisioni. 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