{"id":60961,"date":"2020-11-24T10:30:36","date_gmt":"2020-11-24T09:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60961"},"modified":"2020-11-24T02:38:18","modified_gmt":"2020-11-24T01:38:18","slug":"ancora-francia-cosi-il-creval-vola-tra-le-braccia-di-credit-agricole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60961","title":{"rendered":"Ancora Francia. Cos\u00ec il Creval vola tra le braccia di Cr\u00e9dit Agricole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE (Gianluca Zapponini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La banca francese, per mezzo della sua controllata italiana, lancia un\u2019Opa da 737 milioni per rilevare l\u2019istituto italiano. I sindacati applaudono e dalla Francia arrivano rassicurazioni circa la natura amichevole dell\u2019operazione. E poi \u00e8 l\u2019Europa a chiedere aggregazioni per evitare default in serie. Ma pochi giorni fa il Copasir ha ricordato a Roma come le mani francesi siano sempre pronte ad allungarsi sui nostri gioielli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Europa lo dice da tempo, fin da prima della pandemia. Il futuro delle banche \u00e8 nel\u2019aggregazione. Perch\u00e9, \u00e8 il mood europeo, senza spalle larghe non si va da nessuna parte, tanto meno si resiste all\u2019urto della pi\u00f9 disastrosa crisi dal 1945 ad oggi. La nuova ondata di contagi si tradurr\u00e0 in un\u2019impennata delle sofferenze, con famiglie e imprese che non riusciranno a rimborsare i prestiti contratti, causa assenza di fatturato. Il tutto avr\u00e0 un impatto sui patrimoni delle banche minori, che dovranno accantonare sempre pi\u00f9 capitale per evitare di finire sotto la soglia critica di patrimonializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, dopo una primavera scandita dalla maxi-fusione (6 miliardi) tra Intesa SanPaolo e Ubi, ha preso forma l\u2019Opa della francese Cr\u00e9dit Agricole sul Credito Valtellinese, storica banca del Nord Italia, profondamente legata al territorio e oggi in mano a un pool di fondi e azionisti esteri, tra cui Morgan Stanley (6,4%), Hosting Partners (5,1%) e la stessa banca francese (9,8%). Il canovaccio \u00e8 comunque sempre quello, una grande banca, magari francese, che compra una pi\u00f9 piccola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">ASSALTO AL CREVAL<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa mattina Cr\u00e9dit Agricole Italia, societ\u00e0 guidata dall\u2019ad Giampiero Maioli e branch italiana dell\u2019omonimo gruppo francese concepito per il finanziamento all\u2019agricoltura transalpina, ha lanciato un\u2019Opa al prezzo di 10,5 euro per azione contro 8,7 euro di chiusura del titolo di venerd\u00ec scorso per un esborso massimo complessivo di 737 milioni di euro. In questo modo, proprio grazie all\u2019Opa sul Creval (che nel 2019 ha chiuso i bilanci con un utile di poco sotto i 60 milioni, mentre tra gennaio e settembre 2020 l\u2019utile ha toccato i 65 milioni, in aumento del 57%) nascer\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 la sesta banca commerciale in Italia per asset in gestione e la settima per totale attivi e numero di clienti (2,8 milioni), raggiungendo una quota di mercato del 5% a livello nazionale in base al numero del filiali (1.200). Piazza Affari sembra gradire l\u2019operazione, come ha dimostrato la fiammata sul titolo Creval, sospeso con un rialzo teorico del 21,33% per poi essere ammesso a 10,61 euro, oltre la soglia della stessa Opa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">OPA DELLA PROVVIDENZA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La scalata era comunque nell\u2019ordine delle cose, se l\u2019aspettavano i lavoratori del Creval. Come dimostra anche la benedizione arrivata dai sindacati. \u201cL\u2019Opa era nell\u2019aria. Con le informazioni a ora disponibili possiamo commentare l\u2019operazione solo a grandi linee ma esprimiamo un parere positivo e la condividiamo\u201d, ha fatto sapere il segretario generale della Uilca, Massimo Masi. \u201cNon \u00e8 solo un\u2019operazione gi\u00e0 preannunciata ma rientra pienamente nella direzione di un rafforzamento e di una concentrazione dei grandi gruppi bancari, in linea con il percorso gi\u00e0 tracciato di recente da Intesa Sanpaolo e Ubi. Potremo esprimere un giudizio pi\u00f9 puntuale quando avremo modo di esaminare il piano industriale, ma siamo fiduciosi che l\u2019operazione sar\u00e0 in linea con il modo di fare di Cr\u00e9dit Agricole. Ci auguriamo pochi esuberi, poche chiusure di sportello e, al contrario, l\u2019assunzione di molti giovani e una maggiore attenzione alle pmi e all\u2019economia italiana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">UN\u2019OPERAZIONE AMICHEVOLE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La banca francese ha comunque messo le mani avanti, parlando di \u201coperazione amichevole\u201d. Secondo il ceo di Cr\u00e9dit Agricole Italia, Giampiero Maioli, quello odierna \u00e8 \u201cun\u2019operazione che noi consideriamo sostanzialmente amichevole, che crea valore per tutti. Con i vertici di Creval sono stati colloqui molto cordiali. Loro hanno riconosciuto che la banca non ha la dimensione per poter affrontare le difficolt\u00e0 di mercato e le innovazioni tecnologiche necessarie. Credo che in questo siano molto lucidi. Ed \u00e8 chiaro che loro hanno azionisti di riferimento e dovranno fare le loro valutazioni come le far\u00e0 il mercato, ma sul progetto industriale in s\u00e8 non ho percepito che ci siano contrariet\u00e0 o diversit\u00e0 di vedute\u201d. Secondo Maioli quindi \u201cl\u2019operazione non \u00e8 paragonabile a Intesa-Ubi, dato che l\u00e0 c\u2019erano realt\u00e0, sane e importanti, che avevano entrambe la possibilit\u00e0 di un percorso stand alone. Credo che in questo caso lo scenario sia un po\u2019 diverso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">IL MONITO DEL COPASIR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia \u00e8 comunque abituata ormai da tempo ai blitz francesi, a cominciare dal 2006, anno della scalata di Bnp-Paribas alla Bnl (negli stessi anni, ma in ambito extra-bancario, Lactalis rilevava Parmalat). Proprio nei giorni scorsi il Copasir, il comitato per la sicurezza della Repubblica, ha diffuso la sua relazione sul sistema finanziario e bancario nazionale, mettendo in guardia dalle mire francesi. L\u2019Agricole guarda da tempo con interesse a Banco Bpm e la stessa Unicredit \u00e8 spesso finita vittima di sirene fanco-tedesche. Un risiko che tira direttamente in ballo Mps. Il Tesoro, azionista al 68% di Siena, ha ribadito l\u2019intenzione di voler uscire nel 2021 e restituire la banca al mercato. E non \u00e8 un mistero che la stessa Unicredit sia in lizza per una fusione con il Monte. Spostando il baricentro pi\u00f9 in l\u00e0, al Copasir non \u00e8 sfuggito nemmeno un altro rumor, la possibile fusione di Generali con il colosso assicurativo francese Axa. Non \u00e8 tutto. Parigi, sempre secondo Palazzo San Macuto, detiene ad oggi 285 miliardi di debito italiano, per mezzo di operatori istituzionali.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/11\/creval-francia-credit-agricole-intesa-ubi\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/11\/creval-francia-credit-agricole-intesa-ubi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gianluca Zapponini) La banca francese, per mezzo della sua controllata italiana, lancia un\u2019Opa da 737 milioni per rilevare l\u2019istituto italiano. I sindacati applaudono e dalla Francia arrivano rassicurazioni circa la natura amichevole dell\u2019operazione. E poi \u00e8 l\u2019Europa a chiedere aggregazioni per evitare default in serie. 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