{"id":61083,"date":"2020-12-01T10:45:37","date_gmt":"2020-12-01T09:45:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61083"},"modified":"2020-11-29T19:53:28","modified_gmt":"2020-11-29T18:53:28","slug":"il-debito-italiano-e-sostenibile-facciamo-un-po-di-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61083","title":{"rendered":"Il debito italiano \u00e8 sostenibile? Facciamo un po\u2019 di chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>KRITICA ECONOMICA<\/strong> (Serena Ionta)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/savings-2789112_1280-1.jpg?resize=696%2C343&amp;ssl=1\" alt=\"debito italiano\" \/><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h3><strong>1. Introduzione<\/strong><\/h3>\n<p>La\u00a0<strong>crisi sanitaria<\/strong>\u00a0innescata dal coronavirus \u00e8 divenuta velocemente una crisi economica, facendo s\u00ec che molti Stati avessero la necessit\u00e0 di erogare ingenti\u00a0<strong>risorse per finanziare la spesa pubblica<\/strong>\u00a0e indirizzare la liquidit\u00e0 necessaria al sistema sanitario e agli operatori economici colpiti.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 evidenziato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/monetizzazione-del-deficit-i-dati-dicono-che-e-necessario\/\">in un articolo precedente<\/a>, la spesa pubblica pu\u00f2 essere finanziata in due modi:<\/p>\n<p>(1)\u00a0<strong>Imposte<\/strong>, tendendo quindi verso un pareggio di bilancio.<\/p>\n<p>(2)\u00a0<em><strong>Deficit<\/strong><\/em>, finanziato da un aumento di\u00a0<strong>debito pubblico<\/strong>\u00a0o della\u00a0<strong>base monetaria<\/strong>, operazione\u00a0quest\u2019ultima che rappresenterebbe la cosiddetta\u00a0<strong>monetizzazione.<\/strong><\/p>\n<p>In questa sede ci si concentrer\u00e0 principalmente sulla\u00a0<strong>sostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano<\/strong>, attraverso un\u2019analisi basata sui<strong>\u00a0<\/strong>dati sino ad oggi disponibili. L\u2019intento finale \u00e8 quello di demistificare alcuni\u00a0<strong>luoghi comuni poco fondati<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>2. La situazione italiana pre-crisi<\/strong><\/h3>\n<p>Nel caso in cui perdurino\u00a0<em>deficit<\/em>\u00a0non finanziati da moneta\u00a0appositamente emessa \u00e8 molto probabile che si presenti nel tempo\u00a0<strong>un\u2019accumulazione di debito<\/strong>: questo \u00e8 quanto avvenuto in Italia e in altri paesi europei.<\/p>\n<p>Prima di procedere nella discussione sulla sostenibilit\u00e0 del debito nel quadro dell\u2019attuale crisi, \u00e8 necessario comprendere quale sia il\u00a0<strong>livello di vulnerabilit\u00e0<\/strong>\u00a0del sistema fiscale italiano prima dell\u2019avvento del Covid.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019economista Nicola Acocella [1],\u00a0Ancor prima dgli anni 2000, soprattutto tra la fine degli anni \u201980 e l\u2019inizio degli anni \u201990, il debito italiano ha\u00a0subito un forte aumento. Fondamentali per l\u2019interpretazione delle cifre di oggi sono i seguenti aspetti:<\/p>\n<ul>\n<li>La<strong>\u00a0netta differenza tra il tasso di interesse reale<\/strong>\u00a0(circa 7%) e<strong>\u00a0<\/strong>il<strong>\u00a0tasso di crescita dell\u2019economia\u00a0<\/strong>(2,5%), legata a sua volta a: (1) la stretta monetaria inaugurata alla fine degli anni \u201970; (2) il divorzio tra Banca d\u2019Italia e Tesoro (luglio 1981); (3) la politica del \u201ccambio forte\u201d legata all\u2019adesione allo SME. Tutti questi fattori hanno fatto s\u00ec che aumentassero i tassi di interesse a discapito del reddito.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Il <strong>divorzio tra Tesoro e Banca d\u2019Italia<\/strong>, che\u00a0ha comportato l\u2019impossibilit\u00e0 per lo Stato di finanziarsi attraverso\u00a0<strong>l\u2019ampiamento della base monetaria<\/strong>, e dunque una maggiore emissione di titoli di debito pubblico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se lo scopo dell\u2019unione monetaria e delle politiche implementate negli anni \u201980 e \u201990 era quello di un risanamento delle finanze pubbliche italiane, in realt\u00e0, l\u2019allineamento dei tassi di interesse italiani a quelli mondiali e gli annessi vincoli esterni\u00a0<strong>sembrano aver portato ad ottenere l\u2019effetto opposto<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto concerne il quadro contemporaneo,\u00a0<strong>il debito pubblico italiano nel 2019 ammontava a circa 2409 miliardi,<\/strong>\u00a0rappresentando il\u00a0<strong>134.8%<\/strong>\u00a0del PIL riferito allo stesso anno.<\/p>\n<p>L\u2019andamento del debito rispetto al PIL negli ultimi anni \u00e8 stato decisamente crescente. Come si pu\u00f2 ben osservare dal grafico seguente, il rapporto debito\/PIL \u00e8 infatti passato dal 105,1% nel 2000 al 134,8% nel 2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3340 lazyloaded td-animation-stack-type0-2 aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine1.png?resize=541%2C343&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"343\" data-srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine1.png?w=541&amp;ssl=1 541w, https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine1.png?resize=300%2C190&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine1.png?resize=150%2C95&amp;ssl=1 150w\" data-recalc-dims=\"1\" data-src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine1.png?resize=541%2C343&amp;ssl=1\" data-sizes=\"(max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><em>Grafico realizzato sulla base della banca dati Oecd<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le cause di questo incremento possono essere ricondotte (1) alla\u00a0<strong>recessione finanziaria<\/strong>\u00a0del 2007, degenerata nella cosiddetta \u201cCrisi dei debiti sovrani\u201d; (2) alle<strong>\u00a0politiche di austerit\u00e0<\/strong>, successivamente rivelatesi poco efficaci, tanto da aver compromesso fortemente il denominatore del rapporto debito\/PIL e portato alla stagnazione; (3) al meccanismo di\u00a0<strong>autogenerazione del debito<\/strong>, di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Come si evince dal seguente grafico, a livello europeo siamo il\u00a0<strong>secondo paese con il rapporto debito\/PIL pi\u00f9 elevato<\/strong>, preceduti dalla sola Grecia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Immagine2-1.png?resize=583%2C340&amp;ssl=1\" \/><em>Grafico realizzato sulla base della banca dati Oecd<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati analizzati aiutano a comprendere quale sia stato il punto di partenza per il Governo italiano nell\u2019affrontare la crisi del Coronavirus, e delineano le cause di fondo di quello che oggi, per taluni, parrebbe essere un vero e proprio \u201c<strong>macigno<\/strong>\u201d [2].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>3. Il fenomeno di accumulazione e sostenibilit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Per entrare ancor meglio nel cuore del dibattito \u00e8 necessario capire quali siano i meccanismi di\u00a0<strong>accelerazione del debito<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019economista Luigi Spaventa [3], la dinamica del rapporto debito\/PIL \u00e8 influenzata principalmente da\u00a0<strong>quattro fattori<\/strong>, di cui due agiscono positivamente e due negativamente.<\/p>\n<p>Nello specifico, i primi due elementi sono il<strong>\u00a0fabbisogno primario del settore pubblico\u00a0<\/strong>e il\u00a0<strong>costo reale degli interessi\u00a0<\/strong>(al netto dell\u2019inflazione) sul debito in essere. I fattori frenanti sono invece il<strong>\u00a0tasso di crescita reale dell\u2019economia\u00a0<\/strong>e il<strong>\u00a0finanziamento monetario da parte della Banca Centrale<\/strong>, che riduce enormemente il fabbisogno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esprimendo le relazioni analiticamente abbiamo:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot-51-1.jpg?resize=181%2C66&amp;ssl=1\" \/><\/p>\n<p>Dove<em>b<\/em><sup>.<\/sup>\u00a0\u00e8 la variazione al tempo t del rapporto tra debito sul mercato e PIL;<em>b<sub>t<\/sub>\u00a0<\/em>\u00e8 il valore del rapporto al tempo\u00a0<em>t<\/em>;\u00a0<em>f<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0\u00e8 il fabbisogno complessivo in\u00a0<em>t<\/em>\u00a0sempre rispetto al PIL;\u00a0<em>H<sup>.<\/sup><sub>t<\/sub><\/em><em>\/ Y<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0\u00e8 la quota del fabbisogno finanziata attraverso base monetaria e\u03b3\u00a0\u00e8 il tasso di crescita nominale del PIL.<\/p>\n<p>Il fabbisogno pubblico viene invece definito nel modo seguente:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot-52.jpg?resize=185%2C59&amp;ssl=1\" \/><\/p>\n<p>Dove\u00a0<em>g<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0rappresenta la spesa pubblica\u00a0<em>\u03c4<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0le entrate \u2013 entrambe in rapporto al PIL \u2013 e\u00a0<em>i<\/em>\u00a0il tasso di interesse nominale sul debito.<\/p>\n<p>Ponendo tutto in termini reali, si arriva all\u2019equazione:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.kriticaeconomica.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Screenshot-53.jpg?resize=244%2C63&amp;ssl=1\" \/><\/p>\n<p>L\u2019espressione tra parentesi (<em>g<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>\u03c4<sub>t<\/sub><\/em>) rappresenta il disavanzo primario,\u00a0<em>r<\/em>\u00a0\u00e8 il tasso di interesse reale del debito pubblico e\u00a0<em>n<\/em>\u00a0il tasso reale di crescita\u00a0del PIL.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 quindi affermare che la crescita del rapporto debito\/PIL \u00e8 la somma di tre addendi: (1)<strong>\u00a0disavanzo primario<\/strong>; (2)\u00a0<strong>differenza tra il costo medio reale del debito e tasso reale di crescita\u00a0(del PIL), moltiplicata per l\u2019ammontare del debito\u00a0<\/strong>al tempo\u00a0<em>t<\/em>; (3)<strong>\u00a0finanziamento monetario.<\/strong><\/p>\n<p>Nel quadro europeo, secondo l\u2019articolo 123 del TFUE, \u00e8 per\u00f2 disposto il divieto di finanziamento monetario allo Stato. Ci\u00f2 comporta il\u00a0<strong>venir\u00a0meno di un importante fattore di freno\u00a0<\/strong>della crescita\u00a0del debito pubblico, cosicch\u00e9 l\u2019equazione (3) pu\u00f2 essere riformulata nel modo seguente:<\/p>\n<p>La crescita del debito italiano \u00e8 legata principalmente ad un\u00a0<strong>persistente fabbisogno primario<\/strong>\u00a0(<em>g<sub>t<\/sub><\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>\u03c4<sub>t<\/sub><\/em>)\u00a0e ad un\u00a0<strong>fattore di autogenerazione<\/strong>\u00a0(r \u2013 n) b<sub>t<\/sub>\u00a0che \u00e8 tanto maggiore quanto risulta essere la quantit\u00e0 di debito accumulata nel tempo.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 affermare che in presenza di pareggio di bilancio \u2013 ipotesi surreale ma utile per la comprensione \u2013 l\u2019andamento della crescita di debito dipende dalla\u00a0<strong>differenza tra i tassi reali di interesse e di crescita<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo senso, il raggiungimento dello<strong>\u00a0Zero Lower Bound\u00a0e la presenza di inflazione agiscono positivamente sul controllo del debito\u00a0<\/strong>e, pi\u00f9 in generale, sulla sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>4. Bisogna aver paura di un debito eccessivo?<\/strong><\/h3>\n<p>Comprese\u00a0le ragioni storiche, teoriche e analitiche dietro il meccanismo del debito italiano, ci si chiede allora se sussista realmente un problema di sostenibilit\u00e0 e\u00a0<strong>se siano fondati i timori per l\u2019eccessivo debito.<\/strong><\/p>\n<p>In merito, un conteggio che viene spesso effettuato \u00e8 quello relativo alla\u00a0<strong>quantit\u00e0 di debito divisa per ogni cittadino italiano<\/strong>. Se il debito complessivo \u00e8 di 2409 miliardi e la popolazione ammonta a 60,36 milioni\u2026ogni persona sarebbe debitrice di circa quarantamila euro\u2026<strong> si tratta di un\u2019operazione priva di senso logico<\/strong>.<\/p>\n<p>Se si pensa che circa il 19% dei titoli \u00e8 detenuto o dalla BCE o dalla Banca d\u2019Italia e un altro buon 6% \u00e8 detenuto da famiglie e\/o imprese italiane, non \u00e8 corretto definire tutti gli italiani in una posizione debitoria; per miglior comprensione si pu\u00f2 fa riferimento a quanto Ricardo scriveva nei \u201cPrincipi\u201d [4]:\u00a0\u201c<strong>i debiti di una nazione sono i debiti dovuti dalla mano destra a quella sinistra\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Riguardo al timore della posizione patrimoniale netta dello Stato, si potrebbe menzionare la capacit\u00e0 intrinseca di una Banca Centrale di sostenere il Tesoro attraverso l\u2019acquisto dei titoli e, in definitiva,\u00a0<strong>rinnovando illimitatamente il debito<\/strong>\u00a0rendendolo<strong>\u00a0<\/strong>fittizio<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 molto difficile tentare di inquadrare il momento nel quale un debito passa da una situazione di sostenibilit\u00e0 ad una di insostenibilit\u00e0 a causa della\u00a0<strong>difficolt\u00e0 di definizione di un livello critico del rapporto debito\/PIL<\/strong>.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 di quanto detto, risulta essere improprio affermare che siamo a\u00a0<strong>\u201crischio default\u201d<\/strong>\u00a0o parlare adirittura di <strong>\u201ccrac all\u2019italiana<\/strong>\u201d, come fanno frequentemente i media.<\/p>\n<p>Guardando ai precedenti storici, vi sono stati paesi che hanno sperimentato episodi traumatici di crisi sovrane ed altri, come il Giappone, che\u00a0<strong>hanno rapporti di debito\/PIL superiori a quello italiano, e ciononostante riscontrano bassissimi rischi di\u00a0<\/strong><em><strong>default<\/strong><\/em>\u00a0(la realt\u00e0 giapponese \u00e8 poi peculiare poich\u00e9 gran parte del debito \u00e8 detenuto dal settore domestico).<\/p>\n<p>Quando si parla di sostenibilit\u00e0 del debito pubblico \u00e8 ragionevole sottolineare la crucialit\u00e0 che assume la Banca Centrale. Come infatti accade nel caso giapponese, il giusto\u00a0<strong>coordinamento tra politica fiscale e politica monetaria influisce sul livello dei tassi di interesse e del fabbisogno pubblico, agendo anche come assicurazione dalla insostenibilit\u00e0 e dai possibili rischi speculativi.<\/strong><\/p>\n<p>Un altro aspetto importante della sostenibilit\u00e0 \u00e8 legato\u00a0<strong>alla percezione di solvibilit\u00e0 del debitore<\/strong>\u00a0<strong>da parte dei risparmiatori<\/strong>: maggiormente \u00e8 diffusa la percezione di insolvibilit\u00e0 dello Stato e pi\u00f9 alto sar\u00e0 il costo del debito, con la possibilit\u00e0 di far scaturire una reazione a catena verso\u00a0<strong>l\u2019autorealizzazione dell\u2019insolvibilit\u00e0 stessa.<\/strong><\/p>\n<p>Da questo ultimo aspetto \u00e8 facile comprendere quanto il\u00a0<strong>ruolo delle aspettative<\/strong>\u00a0sia cruciale, portando all\u2019attenzione la necessit\u00e0 di una\u00a0<strong>pianificazione pubblica<\/strong>\u00a0nella gestione del debito.<\/p>\n<p>In definitiva, per rispondere alla nostra domanda iniziale:\u00a0<strong>non vi sono motivi fondati per avere paura di un alto debito pubblico<\/strong>, ma non bisogna per\u00f2 nemmeno fingere che non esista alcun problema. La soluzione migliore sarebbe quella di affrontare il problema del debito\u00a0<strong>pianificando il suo rinnovo e consolidamento lucidamente<\/strong>, magari attraverso un\u2019<strong>interlocuzione costante con la Banca Centrale<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>investimenti pubblici<\/strong>\u00a0finalizzati alla crescita del denominatore del rapporto debito\/PIL, piuttosto che scellerate misure di austerit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>5. Crisi, debito e Covid-19<\/strong><\/h3>\n<p>A fronte della consistenza del debito italiano e della necessit\u00e0 di erogazione di ingenti risorse a causa della crisi vigente, sempre pi\u00f9 spesso si sente parlare<strong>\u00a0di una monetizzazione o addirittura di una mutualizzazione del debito.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultimo intervento in questo senso \u00e8 stato quello di\u00a0<strong>David Sassoli<\/strong>\u00a0[5],<strong>\u00a0<\/strong>presidente del Parlamento Europeo, il quale ha dichiarato e proposto \u201c<strong>cancellazione dei debiti accumulati dai governi<\/strong>\u00a0per rispondere al Covid, Eurobond permanenti, nuovo Mes gestito direttamente dalle istituzioni europee e riforma dei trattati per eliminare il diritto di veto in tutti gli ambiti della politica dell\u2019Unione\u201d. Ha poi sottolineato che \u201cnella riforma del patto di stabilit\u00e0 dovremo concentrarci sull\u2019<strong>evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica\u00a0<\/strong>in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito\u201d.<\/p>\n<p>Quello di David Sassoli \u00e8 un coraggioso suggerimento che per\u00f2 non tiene totalmente conto dell\u2019impossibilit\u00e0 normativa di effettuare\u00a0quanto detto nel quadro dell\u2019Articolo 123 del TFUE. Riprendendo il professor Massimo Amato [6],\u00a0<strong>la proposta di Sassoli risulta essere \u201ctecnicamente fattibile\u201d ma \u201cistituzionalmente impossibile\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Data l\u2019inattuabilit\u00e0 di questa operazione, il professor Amato suggerisce di istituire un\u2019<strong>Agenzia Europea del debito\u00a0<\/strong>per concedere agli Stati prestiti perpetui. Si tratta sostanzialmente di concedere la possibilit\u00e0 che i titoli a scadenza, invece di essere rinnovati, vengano trasferiti ad un ente istituito appositamente che, a sua volta,\u00a0<strong>garantisca\u00a0liquidit\u00e0 agli Stati\u00a0<\/strong>stessi.<\/p>\n<p>Un tale suggerimento potrebbe essere una<strong>\u00a0soluzione pratica e utile\u00a0<\/strong>in\u00a0virt\u00f9\u00a0del fatto che<strong>\u00a0non richiederebbe alcuna modifica dei trattati europei<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>6.\u00a0<strong>Conclusione<\/strong><\/h3>\n<p>Il presente articolo ha messo in risalto gli andamenti storici del debito pubblico italiano, investigandone le principali cause di sviluppo.<\/p>\n<p>Le riflessioni che oggi circondano il dibattito politico-economico dovrebbero tener conto dei vari fattori presentati.<\/p>\n<p>Seguendo il consiglio del professor Amato, si dovrebbero cercare soluzioni pi\u00f9 fattibili \u2013 e al tempo stesso originali \u2013che tengano conto: (1) del tema della\u00a0<strong>sostenibilit\u00e0<\/strong>; (2) dell\u2019andamento del\u00a0<strong>costo medio del debito<\/strong>\u00a0e del connesso spread (che in questo momento sembra esser sparito dalla scena); (3) della possibilit\u00e0 di una Banca Centrale\u00a0<strong>che garantisca il finanziamento monetario<\/strong>; (4)\u00a0<strong>del vincolo istituzionale-normativo.<\/strong><\/p>\n<p><em>Grafici interamente realizzati dall\u2019autrice dell\u2019articolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Si ringrazia Federico Pani per alcuni suggerimenti puntuali che hanno permesso la riuscita dell\u2019articolo.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>[1] Acocella, N. (2018).<em>\u00a0Politica economica e strategie aziendali<\/em>. Carocci Editore.<\/p>\n<p>[2] Cottarelli, C. (2018).\u00a0<em>Il macigno: perch\u00e9 il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene<\/em>. Feltrinelli Editore.<\/p>\n<p>[3] Spaventa, L. (1988). Debito pubblico e pressione fiscale.(Public debt and fiscal pressure).\u00a0<em>Moneta e Credito<\/em>,\u00a0<em>41<\/em>(161).<\/p>\n<p>[4] Ricardo, D. (1891).\u00a0<em>Principles of political economy and taxation<\/em>. G. Bell and sons.<\/p>\n<p>[5] Ansa (2020).\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2020\/11\/16\/sassoli-lue-cancelli-i-debiti-e-riformi-il-mes_00aa3b51-7032-4b82-8f4f-201798b87139.html\"><em>Sassoli, l\u2019Ue cancelli i debiti e riformi il Mes<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>[6] Amato, M. (2020).\u00a0<a href=\"https:\/\/valori.it\/debito-pubblico-non-cancellare-perpetuare\/?fbclid=IwAR2AAuKkCCdau9Xw-zML6fsdOkGCqzMIgUtdhQTmpiMqN_RDQpdEm4rL5qU\"><em>Debito pubblico: non \u00e8 da cancellare ma da rinnovare all\u2019infinito<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/debito-italiano-covid-sostenibilita\/\">https:\/\/www.kriticaeconomica.com\/debito-italiano-covid-sostenibilita\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Serena Ionta) &nbsp; 1. Introduzione La\u00a0crisi sanitaria\u00a0innescata dal coronavirus \u00e8 divenuta velocemente una crisi economica, facendo s\u00ec che molti Stati avessero la necessit\u00e0 di erogare ingenti\u00a0risorse per finanziare la spesa pubblica\u00a0e indirizzare la liquidit\u00e0 necessaria al sistema sanitario e agli operatori economici colpiti. Come gi\u00e0 evidenziato\u00a0in un articolo precedente, la spesa pubblica pu\u00f2 essere finanziata in due modi: (1)\u00a0Imposte, tendendo quindi verso un pareggio di bilancio. (2)\u00a0Deficit, finanziato da un aumento di\u00a0debito&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":100,"featured_media":58073,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Kritica_Economica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fTd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61083"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/100"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61083"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61087,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61083\/revisions\/61087"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}