{"id":61113,"date":"2020-12-01T09:30:03","date_gmt":"2020-12-01T08:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61113"},"modified":"2020-11-30T21:04:56","modified_gmt":"2020-11-30T20:04:56","slug":"il-nuovo-mes-una-sciagura-per-litalia-ma-serve-a-macron-per-portare-a-casa-il-mini-bilancio-delleurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61113","title":{"rendered":"Il Nuovo Mes una sciagura per l\u2019Italia, ma serve a Macron per portare a casa il mini-bilancio dell\u2019Eurozona"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Musso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Macron vuole il mini-bilancio dell\u2019Eurozona, il Recovery Fund, ma ha bisogno della riforma del Mes per togliere ogni alibi ai tedeschi. La pressione a \u2018fare presto\u2019 \u00e8, quindi, solo francese. Ma il prezzo che Parigi chiede a Roma di pagare \u00e8 molto alto: il Nuovo Mes ci penalizza. L\u2019Italia non \u00e8 oggetto di una pressione internazionale univoca, bens\u00ec della pressione di due potenze con interessi fra loro divergenti: la Francia, che vuole accelerare l\u2019approvazione del Nuovo Mes e la Germania, che la vuole decelerare. La Francia, se pure ottenesse dall\u2019Italia ci\u00f2 che vuole, comunque non otterrebbe dalla Germania un bilancio dell\u2019Eurozona pi\u00f9 che simbolico. Ne segue che l\u2019Italia, obbedendo ai francesi, non ricaverebbe vantaggio, anzi procurerebbe un fastidio ai tedeschi. Per levarsi d\u2019impiccio, il Parlamento italiano, quando si esprimer\u00e0 l\u20198-9 dicembre, pu\u00f2 solo subordinare la propria approvazione della riforma del Mes all\u2019approvazione definitiva del Recovery Fund<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Macron sta giocando il Recovery Fund come il secondo tempo della partita per il bilancio dell\u2019Eurozona, lo abbiamo visto su Atlantico. Vuole usare il veto di Polonia e Ungheria al bilancio Ue, per convincere i tedeschi a trasformare il Recovery fund della Ue in un bilancio dell\u2019Eurozona, attraverso lo strumento della cooperazione rafforzata. In altre parole, vuole tornare agli accordi da lui fatti con Berlino prima del Covid, gli accordi di Meseberg. Col\u00e0, i tedeschi avevano concesso ai francesi un bilancio dell\u2019Eurozona (sia pur piccino piccino) solo in cambio di una riforma del Trattato Mes: ne segue l\u2019esigenza, per Macron onde togliere alibi ai tedeschi, di portare a casa l\u2019approvazione definitiva di detto Trattato, costi quel che costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cos\u00ec, egli ha spedito a Roma il proprio ministro Le Maire, salutato dai due corifei \u2018francesi\u2019 Bini-Smaghi e Sassoli, a dare ordine di togliere il veto italiano. Significativamente, egli ha dedicato poco tempo e poche parole al Mes-Sanitario, od alle lentezze nell\u2019approvazione dei piani di spesa del fantomatico Recovery Fund, perch\u00e9 non \u00e8 ci\u00f2 che gli preme di pi\u00f9, adesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il prezzo che Parigi chiede a Roma di pagare \u00e8 molto alto. Basti qui citare M\u00fcnchau (il Nuovo Trattato Mes serve a \u201cgettare le basi per una ristrutturazione del debito italiano senza dirlo esplicitamente. Il governo italiano lo sa, e ha ritardato il pi\u00f9 possibile\u201d), Giampaolo Galli (\u201csarebbe una calamit\u00e0 immensa, genererebbe distruzione di risparmio, fallimenti di banche e imprese, disoccupazione di massa e impoverimento della popolazione senza precedenti nel Dopoguerra \u2026 sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di persone che hanno dato fiducia allo Stato comprando titoli del debito pubblico. Sarebbe un evento di gran lunga peggiore di ci\u00f2 l\u2019Italia ha vissuto negli ultimi anni a causa dei fallimenti di alcune banche \u2026 Per questo motivo ci preoccupano le proposte di revisione del Trattato istitutivo del Mes\u201d), Codogno (\u201cavrebbe effetti devastanti sulla domanda interna, oltre che sul funzionamento dell\u2019intero sistema finanziario italiano\u201d), Cottarelli \u201cla ristrutturazione del debito sarebbe per oltre due terzi una tassa che gli italiani dovrebbero pagare. Quindi non un\u2019alternativa all\u2019austerit\u00e0, ma una forma di austerit\u00e0 \u2013 la patrimoniale di cui oggi tanti parlano -. Quindi l\u2019Italia fa bene a opporsi\u201d), sinanco Beda Romano (\u201calcuni governi hanno ottenuto che fossero riviste le modalit\u00e0 di prestito ai Paesi in crisi, facilitando forme di ristrutturazione del debito pubblico\u201d), persino Brunetta (\u201caprirebbe la porta a ristrutturazioni del debito \u2013 cio\u00e8 default \u2013 pilotati, rischiando di allontanare gli investitori. La sola idea che un grande Paese come l\u2019Italia non escluda di poter andare in default rischia di aumentare l\u2019instabilit\u00e0 finanziaria piuttosto che ridurla\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi uno pu\u00f2 dar retta al figlio di De Luca, che definisce tutto ci\u00f2 \u201cestremamente positivo per i risparmiatori\u201d, naturalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ordine giunto da Parigi ha comunque messo Palazzo Chigi sugli attenti: andr\u00e0 alla ricerca del placet parlamentare alla firma del Trattato. Prima dell\u2019Eurogruppo del 30 novembre in Commissione parlamentare passer\u00e0 Gualtieri, prima del Consiglio europeo del 10-11 dicembre nelle due aule passer\u00e0 Conte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo, per\u00f2, \u00e8 diviso: abbiamo il Pd a dire s\u00ec al Trattato e s\u00ec ai prestiti, i 5 Stelle a dire no al Trattato e no ai prestiti, in mezzo Conte a dire s\u00ec al Trattato e no ai prestiti. Il Pd questi prestiti li vuole prendere, dunque non pu\u00f2 accettare la mediazione contiana e pretende che la negazione venga espressa in termini non impegnativi: \u2018s\u00ec al Trattato e forse no ai prestiti\u2019. La scena si \u00e8 gi\u00e0 ripetuta due volte, pare, l\u2019ultima volta in una riunione di maggioranza sabato sera, terminata con un nulla di fatto ed aggiornata a dopo il passaggio di Gualtieri in Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u00ec, Gualtieri sosterr\u00e0 che la seduta, \u201cnon essendo prevista una votazione ma solo un dibattito, non condiziona la condotta del ministro in sede di Eurogruppo\u201d; cio\u00e8, all\u2019Eurogruppo, egli si sentir\u00e0 libero di dare l\u2019adesione propria e del governo, sia pur con riserva, cio\u00e8 subordinata ad una successiva conferma da parte di Conte in sede di Consiglio europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gualtieri sosterr\u00e0 che si discute \u201csolo ed esclusivamente della definizione del negoziato relativo alla riforma del Trattato Mes, che \u00e8 questione distinta e non ha nulla a che fare con il ricorso al Mes o al Mes sanitario\u201d. Ma sar\u00e0 costretto a precisare qualcosa circa l\u2019utilizzo, ad esempio: \u201cl\u2019Italia non ha oggi necessit\u00e0 di far uso di quel prestito\u201d (oggi, ma domani?), \u00e8 \u201cuna polizza vita\u201d (quindi l\u2019Italia deve morire?), \u201csull\u2019utilizzo si dovr\u00e0 comunque passare dal Parlamento\u201d (quindi \u00e8 un s\u00ec?) o simili. In sostanza, dir\u00e0 il \u2018s\u00ec al Trattato e forse no ai prestiti\u2019 che \u00e8 la \u201csintesi\u201d che gli chiede il Pd. Ci\u00f2 potrebbe costargli l\u2019opposizione di parlamentari 5 Stelle, non solo fra quelli che sempre hanno detto \u2018no al Trattato e no ai prestiti\u2019, ma pure fra quelli che dicono \u2018s\u00ec al Trattato e no ai prestiti\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gualtieri sosterr\u00e0 che il Nuovo Trattato offra \u201cuna rete di sicurezza per il settore bancario\u201d. In Italia, alcuni corifei (Bini-Smaghi, Brunetta, \u2026) insistono a parlare di \u201cun passo importante per il completamento dell\u2019unione bancaria\u201d (Brunetta aggiunge che il Mes possa ricapitalizzare direttamente le banche in crisi, ci\u00f2 che i tedeschi affondarono fin dal 2012 addirittura). Purtroppo per loro, le cose stanno un poco diversamente: pure a regime la \u2018rete di sicurezza\u2019 disporrebbe di una somma risibile ed interverrebbe esclusivamente dopo un bail-in, cio\u00e8 solo nel caso impossibile che a \u2018salvare\u2019 le banche non sia stato sufficiente il completo esproprio degli azionisti, dei creditori e di chi vi tenesse un conto corrente. A far svanire ogni illusione ci hanno pensato questa settimana gli olandesi, lanciando un siluro potente: pretendono di infilare nelle bozze di conclusione dell\u2019Eurogruppo e del Consiglio europeo \u201cimpegni formali che riguardano le regole per valutare lo stato di salute delle banche\u201d, da applicarsi escludendo a priori le banche greche e cipriote, le altre revisionandole preventivamente e subito. Implicitamente, il siluro subordina la nascita della \u2018rete di sicurezza\u2019 all\u2019applicazione senza pi\u00f9 eccezioni, dunque totalmente sanguinaria, della direttiva sui salvataggi bancari (la famigerata Brrd, che gi\u00e0 nella sua forma moderatamente sanguinaria cost\u00f2 la testa a Renzi). Esplicitamente, il siluro rimanda la \u2018rete di sicurezza\u2019 all\u2019anno duemilaecredici e la rende definitivamente inutile: da qui ad allora, le banche saranno gi\u00e0 state \u2018salvate\u2019 col bail-in. Fubini scrive che la proposta olandese sia stata accettata da Parigi, il che \u00e8 perfettamente possibile, vista la disperata determinazione che ormai anima Macron; ma ci\u00f2 non toglie che di proposta apertamente provocatoria si tratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gualtieri sosterr\u00e0 che \u201cun veto isolerebbe l\u2019Italia\u201d, dovrebbe aggiungere \u201cdalla Francia\u201d. Il test\u00e9 menzionato siluro olandese (sostenuto dai tedeschi, dice il FT) \u00e8 l\u00ec a dimostrare che Berlino non mette fretta. Certo, olandesi e tedeschi non sono contrari al Nuovo Trattato Mes, anzi nel 2018-19 lo pretesero loro dai francesi; ma oggi sarebbero lieti di un rinvio, in quanto, come abbiamo visto su Atlantico, non hanno interesse ad offrire a Macron argomenti per evitare lo stallo: tanto del Recovery Fund, quanto dell\u2019alternativo bilancio dell\u2019Eurozona. Infatti, mentre gli olandesi si occupavano del Nuovo Trattato Mes, i tedeschi hanno agito sotto traccia: non possiamo non notare n\u00e9 come il presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo stia facendo melina; n\u00e9 possiamo non notare la simpatia innaturale mostrata dalla Von der Leyen a Conte, proprio mentre questo veniva accusato di star ritardando il Recovery Fund; n\u00e9 possiamo non notare l\u2019enfasi con la quale la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha pubblicato una splendida lettera del ministro degli estero polacco, che confermava con forza il proprio veto; n\u00e9 possiamo non notare come persino Romano Prodi si sia accorto che, al bilancio dell\u2019Eurozona, \u201cla cancelliera tedesca fortemente si oppone\u201d. La pressione \u2018internazionale\u2019 a \u2018fare presto\u2019 \u00e8, in realt\u00e0, una pressione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, l\u2019Italia non \u00e8 oggetto di una pressione internazionale univoca, bens\u00ec della pressione di due potenze con interessi fra loro divergenti: la Francia, che vuole accelerare l\u2019approvazione del Nuovo Trattato Mes e la Germania, che la vuole decelerare. La Francia, se pure ottenesse dall\u2019Italia ci\u00f2 che vuole, comunque non otterrebbe dalla Germania un bilancio dell\u2019Eurozona pi\u00f9 che simbolico. Ne segue che l\u2019Italia, obbedendo ai francesi, non ricaverebbe vantaggio, anzi procurerebbe un fastidio ai tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per levarsi d\u2019impiccio, al Parlamento italiano, quando finalmente potr\u00e0 esprimere un parere l\u20198-9 dicembre, basterebbe subordinare la propria approvazione della riforma del Mes all\u2019approvazione definitiva del Recovery Fund. Siccome ci\u00f2 implica che tutti i Paesi abbiano tolto il proprio veto al bilancio pluriennale, il testo suonerebbe cos\u00ec: \u2018il Parlamento impegna il governo a portare nel Consiglio europeo la propria approvazione del Trattato di riforma del Mes, solo subordinatamente alla avvenuta approvazione, da parte dello stesso Consiglio europeo, del bilancio pluriennale e del testo finale degli accordi sul Recovery Fund\u2019. Siccome poi, successivamente agli accordi, il finanziamento del Recovery Fund deve ancora essere approvato dai parlamenti nazionali, il testo continuerebbe cos\u00ec: \u2018il Parlamento proceder\u00e0 alla successiva ratifica del Trattato di riforma del Mes, solo subordinatamente alla avvenuta ratifica, da parte degli altri Parlamenti nazionali, delle nuove risorse proprie necessarie a finanziare il Recovery Fund\u2019. Parigi avrebbe pi\u00f9 nulla a pretendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratterebbe di un testo diverso dalla vecchia mozione (Molinari-D\u2019Uva), votata dalla Camera il 19 giugno 2019, che impegnava il governo, fra le altre cose, ad \u201cesprimere la valutazione finale solo all\u2019esito della dettagliata definizione di tutte le varie componenti del pacchetto\u201d e cio\u00e8 tutte le seguenti: bilancio dell\u2019Eurozona, Nuovo Trattato Mes, rafforzamento dell\u2019Unione bancaria (approvazione della assicurazione sui depositi, \u2026). Mentre qui si tratterebbe di obliterare ogni riferimento al completamento dell\u2019unione bancaria, concentrando l\u2019attenzione sul solo Recovery Fund. Berlino avrebbe nulla di che lamentarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agendo in tal modo, la maggioranza ed il governo otterrebbero diversi risultati. Taciterebbero i francesi senza irritare i tedeschi. Eviterebbero a Conte il ricorso al voto dei parlamentari di Forza Italia, consentendogli di sopravvivere un altro po\u2019. Lascerebbero la responsabilit\u00e0 dell\u2019eventuale fallimento delle trattative sul Recovery Fund ad altri: se tali trattative fallissero, nessuno potr\u00e0 incolparne l\u2019Italia. Per soprannumero, se tali trattative fallissero, perlomeno l\u2019Italia non avr\u00e0 pagato il prezzo altissimo che Parigi oggi le chiede di pagare. In difetto, la maggioranza ed il governo rischiano di trovarsi senza il Recovery Fund ma con la Troika. Sprofonderebbero nel ridicolo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/\u2026\/il-nuovo-mes-una-sciag\u2026\/\">http:\/\/www.atlanticoquotidiano.it\/\u2026\/il-nuovo-mes-una-sciag\u2026\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO\u00a0 (Musso) Macron vuole il mini-bilancio dell\u2019Eurozona, il Recovery Fund, ma ha bisogno della riforma del Mes per togliere ogni alibi ai tedeschi. La pressione a \u2018fare presto\u2019 \u00e8, quindi, solo francese. Ma il prezzo che Parigi chiede a Roma di pagare \u00e8 molto alto: il Nuovo Mes ci penalizza. 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