{"id":61123,"date":"2020-12-01T10:30:47","date_gmt":"2020-12-01T09:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61123"},"modified":"2020-12-01T01:13:27","modified_gmt":"2020-12-01T00:13:27","slug":"eurointelligence-dobbiamo-parlare-del-debito-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61123","title":{"rendered":"Eurointelligence &#8211; Dobbiamo parlare del debito dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO ( Carmenthesister )<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em><a href=\"https:\/\/www.eurointelligence.com\/?newsdate=2020-11-27&amp;cHash=737d6265e5c2c0e987e44d7e1159b8d8\">Wolfgang Munchau, il prestigioso editorialista del Financial Times direttore del sito Eurointelligence<\/a>, auspicando una discussione franca e aperta, dice esplicitamente ci\u00f2 che il governo italiano tenta maldestramente di nascondere, e cio\u00e8 che i lavori per la riforma del MES hanno il preciso obiettivo di apparecchiare la prossima risttrutturazione del debito italiano, quando le regole di bilancio verranno ripristinate mentre l&#8217;economia italiana ancora si trover\u00e0 al palo. Suggerisco in proposito l&#8217;ottimo commento di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/le-verita-di-munchau-sul-mes\/\">Liturri su Startmag<\/a>\u00a0e aggiungo un caloroso augurio\u00a0<\/em><em>al Governo che avremo nel 2023, di condurre con successo la nave Italia in queste acque pericolose.\u00a0<\/em><em>\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Newsbriefing, 27 November 2020<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quando David Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, ha lanciato l&#8217;idea che la BCE cancellasse il debito pubblico contratto a seguito delle misure di sostegno economico del Covid-19, in Germania c&#8217;\u00e8 stata una prevedibile reazione di indignazione. Ora la proposta \u00e8 stata raccolta da Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Giuseppe Conte, in un&#8217;intervista a Bloomberg che rilancia la questione in maniera importante, pur se la proposta non arriva direttamente da Conte. Ma le reazioni negative sono state immediate. Christine Lagarde ha rifiutato di rispondere a una domanda in proposito, dicendo che la proposta \u00e8 chiaramente illegale. Siamo d&#8217;accordo. Ma la proposta italiana nasce da un giustificato timore delle conseguenze che si avranno per l&#8217;Italia quando la Bce ritirer\u00e0 il sostegno ai titoli di Stato della zona euro, e soprattutto quando verranno ripristinate le regole fiscali. Sembra probabile che ci\u00f2 accadr\u00e0 entro il 2023. Sembra inevitabile che il debito pubblico italiano finir\u00e0 per dover essere ristrutturato. Una delle proposte di Fraccaro era quella di trasformare il debito pandemico in obbligazioni perpetue. Sarebbe di per s\u00e9 una forma di ristrutturazione del debito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per dare alcune cifre, il parere della Commissione europea sul documento programmatico di bilancio dell&#8217;Italia, pubblicato la scorsa settimana, prevede che il rapporto debito pubblico \/ PIL si stabilizzi nel 2021 appena al di sotto del 160% del PIL, in aumento di 25 punti percentuali rispetto alla fine del 2019. Le previsioni del bilancio italiano sono un po&#8217; pi\u00f9 ottimistiche e prevedono che il debito scender\u00e0 ai livelli del 2019 entro il 2031. Si tratta in realt\u00e0 di un ritmo sostenuto di riduzione del debito, di circa 2,5 punti percentuali all&#8217;anno, che per\u00f2 non sar\u00e0 sufficiente a rispettare il limite dell&#8217;indebitamento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il Fiscal Compact prevede che il debito superiore al 60% del PIL dovrebbe essere portato a quel livello nell&#8217;arco di 20 anni. Partendo da un rapporto debito \/ PIL del 160%, ci\u00f2 significa una riduzione del debito del 5% all&#8217;anno per 20 anni. \u00c8 il doppio del ritmo previsto dal governo italiano, per il doppio del tempo. \u00c8 molto probabile che sia impraticabile. La crescita del PIL nominale dell&#8217;Italia non \u00e8 superiore al 3% da oltre 10 anni, quindi una riduzione del debito annuo di 5 punti percentuali richiede che il governo abbia un avanzo di bilancio del 2% del PIL con un&#8217;economia che cresce alla stessa velocit\u00e0 registrata in un qualsiasi anno dalla crisi finanziaria globale ad oggi, quando si sono avuti deficit superiori al 2% del PIL. Qualsiasi percorso di riduzione del debito del governo italiano per il prossimo decennio, anche il pi\u00f9 agevole, richiederebbe al governo di mantenere un avanzo di bilancio nominale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Quindi, non appena le regole fiscali saranno ripristinate, l&#8217;Italia si ritrover\u00e0 in violazione dei vincoli di debito e soggetta a una procedura per disavanzo eccessivo, con la necessit\u00e0 di effettuare un aggiustamento strutturale di forse 4 punti percentuali del PIL. Anche se fosse possibile, con ogni probabilit\u00e0 questo ridurrebbe la crescita e allontanerebbe ulteriormente l&#8217;obiettivo del debito. Senza gli acquisti di titoli della BCE, che la banca centrale non potrebbe giustificare con la pandemia ormai sotto controllo, i rendimenti dei titoli italiani potrebbero aumentare di nuovo, aggravando il servizio del debito e rendendo pi\u00f9 difficile per il governo italiano raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del debito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come abbiamo gi\u00e0 osservato, anche il governo italiano sta valutando una ristrutturazione del debito con la proposta di Fraccaro di trasformare il debito pandemico in obbligazioni perpetue. Nella zona euro una ristrutturazione del debito pubblico \u00e8 avvenuta solo in Grecia, con un procedimento ad hoc. Da allora il Consiglio ha lavorato alla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 (MES) per creare un meccanismo per la ristrutturazione del debito. Ad esempio, nelle emissioni del debito pubblico europeo sono state introdotte delle clausole di azione collettiva. Queste prevedono le cosiddette clausole \u201csingle limb\u201d, che consentono con un singolo voto di ristrutturare tutto il debito per tutti i creditori, \u00a0piuttosto che avere voti separati per emissioni di debito separate. Il significato \u00a0sotteso a tutti questi sforzi \u00e8 stato quello di gettare le basi per una ristrutturazione del debito italiano, senza dirlo esplicitamente. Il governo italiano lo sa, e ha ritardato il pi\u00f9 possibile i lavori, a volte bloccando l&#8217;accordo sulla riforma del MES sfruttando le divergenze politiche, ad esempio sull&#8217;unione bancaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La ristrutturazione del debito italiano \u00e8 una delle questioni politiche pi\u00f9 spinose che non solo l&#8217;Italia, ma la zona euro e l&#8217;UE nel suo insieme, si trovano davanti. Un programma del MES in Italia sarebbe un anatema. Per quanto queste questioni siano difficili, \u00e8 ora che si svolga una discussione politica onesta, preferibilmente senza toni moralistici. Ma non stiamo col fiato sospeso&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.blogspot.com\/2020\/11\/eurointelligence-dobbiamo-parlare-del.html?m=1\">http:\/\/vocidallestero.blogspot.com\/2020\/11\/eurointelligence-dobbiamo-parlare-del.html?m=1<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO ( Carmenthesister ) Wolfgang Munchau, il prestigioso editorialista del Financial Times direttore del sito Eurointelligence, auspicando una discussione franca e aperta, dice esplicitamente ci\u00f2 che il governo italiano tenta maldestramente di nascondere, e cio\u00e8 che i lavori per la riforma del MES hanno il preciso obiettivo di apparecchiare la prossima risttrutturazione del debito italiano, quando le regole di bilancio verranno ripristinate mentre l&#8217;economia italiana ancora si trover\u00e0 al palo. 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