{"id":61143,"date":"2020-12-02T09:55:01","date_gmt":"2020-12-02T08:55:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61143"},"modified":"2020-12-01T12:57:51","modified_gmt":"2020-12-01T11:57:51","slug":"non-ce-transizione-col-gas-naturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61143","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 transizione col gas naturale"},"content":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-items GoogleAnalyticsET-processed\">\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\">\n<p>Nel 2019 abbiamo prodotto globalmente un po\u2019 pi\u00f9 di 100\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.aps.org\/policy\/reports\/popa-reports\/energy\/units.cfm\">quad<\/a>\u00a0di energia. Ovvero, quasi 30 mila miliardi di chilowattora (30.000.000.000.000 kWh). La produzione globale di energia \u00e8 in aumento dal secondo Dopoguerra e, ancora, \u00e8 principalmente proveniente dall\u2019utilizzo di combustibili fossili, cio\u00e8 carbone, petrolio e gas naturale (nota: \u00abgas naturale\u00bb e \u00abgas metano\u00bb sono la stessa cosa). L\u2019Europa pu\u00f2 considerarsi un\u2019isola felice dove, nella prima met\u00e0 del 2020, la produzione di energia elettrica\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/ember-climate.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/2020-Europe-Half-Year-report.pdf\">rinnovabile ha addirittura superato per la prima volta la produzione di energia elettrica da fonti fossili<\/a>.<\/p>\n<p>Nel grafico seguente \u2013 elaborato con i dati del\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eia.gov\/totalenergy\/data\/monthly\/pdf\/sec1_7.pdf\"><i>Monthly Energy Review<\/i><\/a>\u00a0di ottobre 2020 del\u00a0<i>U. S. Energy Information Administration<\/i>\u00a0\u2013 viene mostrato l\u2019andamento della produzione di energia per ogni fonte: le principali fonti fossili, il nucleare e le principali fonti rinnovabili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.scienzainrete.it\/files\/ENERGIA.png\" alt=\"gas\" \/><\/p>\n<p class=\"dida\">Figura 1. Produzione annua di energia dal 1949 al 2019. I valori in ordinata sono espressi in quad. 1 quad corrisponde a 293071.08 GWy (GigaWatt*anno). \u00c8 evidente come il maggior contributo alla produzione energetica ancora sia dato dai combustibili fossili (gas, petrolio e carbone), nonostante una lenta crescita delle energie rinnovabili (tratteggiata in basso).<\/p>\n<p>Per generare energia elettrica, in poche parole, serve far girare delle turbine; l\u2019energia meccanica cos\u00ec prodotta viene poi trasformata in energia elettrica e distribuita in rete. Cosa accade con i combustibili fossili? In apposite centrali termoelettriche, un determinato combustibile viene bruciato cos\u00ec da produrre calore; il calore trasforma dell\u2019acqua in vapore acqueo, il quale, a sua volta, aziona le famose turbine. Turbine che possono anche essere azionate direttamente dal vento (centrali eoliche) o dall\u2019acqua (centrali idroelettriche). Il problema \u00e8 che bruciando carbone, petrolio e gas, si emettono gas a effetto serra: principalmente anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) e, in misura minore, gas metano (CH<sub>4<\/sub>) \u2013 lo stesso gas che si usa come combustibile.<\/p>\n<p>I gas serra, in repentino aumento dagli anni \u201950 circa, depositandosi in atmosfera, causano l\u2019innalzamento della temperatura globale media; questo, come sappiamo, ha molteplici effetti negativi per la stabilit\u00e0 del benessere umano. L\u2019obiettivo sancito dall\u2019Accordo di Parigi e rimarcato dai maggiori organismi internazionali (tra cui l\u2019IPCC) \u00e8\u00a0<b>azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050<\/b>,\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/resources\/emissions-gap-report-2019\">con un tasso del 7.6% annuo<\/a>, per arrestare l\u2019innalzamento della temperatura globale media a 1.5\u00b0C.<\/p>\n<p>Visto che la quota maggiore di emissioni di gas serra proviene dalla produzione di energia, questa transizione si ottiene in gran parte passando alle energie rinnovabili, che non emettono gas serra durante la produzione di energia, e abbandonando gradualmente le fonti fossili. La domanda \u00e8:\u00a0<b>pu\u00f2 il gas naturale fungere da \u00abcombustibile fossile di transizione\u00bb?<\/b><\/p>\n<p>La questione nasce dalla volont\u00e0 \u2013 da parte di Stati e di banche, sollecitati da varie realt\u00e0 legate al gas \u2013 di usare il gas metano come principale combustibile \u00abdi transizione\u00bb, prima, eventualmente, di approdare alle rinnovabili. Questo obiettivo poggia su due convinzioni: il gas emette meno gas serra rispetto a carbone e petrolio, le rinnovabili non sono ancora tecnologicamente mature. Quanto c\u2019\u00e8 di vero?<\/p>\n<h2>Emissioni di CO<sub>2<\/sub>\u00a0(o equivalenti): il confronto<\/h2>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 bene sottolineare che per confrontare le varie fonti di energia sulla base delle emissioni di gas serra occorre prendere in considerazione\u00a0<b>tutto il \u00abciclo di vita\u00bb<\/b>\u00a0\u2013 dall\u2019estrazione di materia prima allo smaltimento \u2013 oltre, ovviamente, al modo in cui viene generata l\u2019energia. Per questo motivo, \u00e8 pressocch\u00e9 impossibile parlare di \u00abzero emissioni\u00bb, ma piuttosto di \u00abzero emissioni nette\u00bb o \u00abbasse emissioni\u00bb; emissioni, queste, compatibili con il normale ciclo del carbonio.<\/p>\n<p>Come riferisce\u00a0<b>Francesco Gracceva\u00a0<\/b>(che abbiamo intervistato) \u2013 curatore dell&#8217;Analisi trimestrale dell\u2019ENEA (<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.enea.it\/it\">Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile<\/a>) \u2013 nell\u2019intero ciclo di vita, \u00abun chilowattora [kWh] da fotovoltaico implica emissioni pari a circa 50 grammi di CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalente [gCO<sub>2<\/sub>e], ma possono arrivare anche a oltre 100 gCO<sub>2<\/sub>e nel caso del fotovoltaico di grande scala, mentre sono leggermente inferiori le emissioni del solare a concentrazione. Decisamente inferiori sono le emissioni degli impianti eolici (poco pi\u00f9 di 10 gCO<sub>2<\/sub>e per kWh), come anche del nucleare (valori simili all\u2019eolico, ma con valori massimi maggiori)\u00bb.<\/p>\n<p>A questo proposito occorre fare altre due considerazioni. La prima: oltre alle emissioni di gas serra, un\u2019analisi pi\u00f9 accurata dovrebbe esaminare anche le emissioni di inquinanti atmosferici, che confermerebbe comunque il vantaggio delle fonti rinnovabili. La seconda: la fissione nucleare, durante il processo di creazione di energia, non produce gas serra; tuttavia, per un confronto esaustivo dovremmo analizzare accuratamente la delicata e non banale questione dello smaltimento delle scorie radioattive.<\/p>\n<p>Torniamo a noi. Appurato che le energie rinnovabili producono complessivamente poche o trascurabili emissioni di gas serra,\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.world-nuclear.org\/uploadedFiles\/org\/WNA\/Publications\/Working_Group_Reports\/comparison_of_lifecycle.pdf\">quanta<\/a>\u00a0CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalente\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar5\/wg3\/\">emettono complessivamente<\/a>\u00a0i vari combustibili fossili? Francesco Gracceva spiega che \u00ab<b>un chilowattora da gas richiede circa 500 gCO<sub>2<\/sub>e, quasi il 50% in meno del carbone<\/b>\u00a0(tra 800 e 900 gCO<sub>2<\/sub>e) e meno della met\u00e0 rispetto alla lignite. Le emissioni degli impianti a biomassa sono superiori ai 200 gCO<sub>2<\/sub>e per ogni kWh, con un range di variabilit\u00e0 che va da circa 100 gCO<sub>2<\/sub>e per ogni kWh a circa 400 gCO<sub>2<\/sub>e per ogni kWh\u00bb.<\/p>\n<p>Confrontando emissioni e calore prodotti da un grammo di metano e da un grammo di carbone, abbiamo intervistato\u00a0<b>Vincenzo Balzani<\/b>\u00a0\u2013 chimico, Professore Emerito dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, fondatore di\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.energiaperlitalia.it\/\">Energia per l\u2019Italia<\/a>\u00a0\u2013 il quale ci ha fornito questi dati: un grammo di carbone sviluppa una quantit\u00e0 di calore pari a 32.8 kJ (chilojoule) e 3.66 grammi di CO<sub>2<\/sub>, un grammo di metano sviluppa una quantit\u00e0 di calore pari a 55,6 kJ e 2,74 grammi di CO<sub>2\u00a0<\/sub>(per curiosit\u00e0, un grammo di benzina sviluppa una quantit\u00e0 di calore pari a 47,8 kJ e 3,08 grammi di CO<sub>2<\/sub>). Facendo i debiti calcoli, si conferma che il gas metano emette in media circa il 50% in meno di CO<sub>2<\/sub>\u00a0rispetto al carbone per unit\u00e0 di energia; proporzione per altro confermata dall&#8217;<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/methane-tracker-2020\/methane-from-oil-gas\"><b>Agenzia Internazionale dell\u2019Energia<\/b><\/a><b>\u00a0<\/b>(IEA) \u2013 \u00abil passaggio dal carbone al gas riduce le emissioni del 50% quando si produce elettricit\u00e0\u00bb \u2013 che ci ricorda inoltre che questa percentuale si riduce al \u00ab33% quando si fornisce calore\u00bb. In generale, scrive l\u2019IEA, \u00abla maggior parte del gas e del carbone prodotti oggi viene utilizzata per la produzione di energia elettrica e come fonte di calore per l&#8217;industria e gli edifici\u00bb.<\/p>\n<p>Riassumendo: per produrre energia elettrica, il gas naturale (o gas metano, che dir si voglia) emette quasi la met\u00e0 dei gas serra del carbone, risultando complessivamente migliore. Basta questo per raggiungere gli obiettivi di Parigi, quindi arrivare allo \u00abzero netto\u00bb entro e non oltre il 2050? Purtroppo no, perch\u00e9, banalmente, non abbiamo il tempo materiale per permetterci di emettere\u00a0<i>un po\u2019<\/i>\u00a0di meno, ma dobbiamo emettere\u00a0<i>molto<\/i>\u00a0di meno e molto velocemente (7.6% l\u2019anno, secondo il Programma ambientale delle Nazioni Unite, come gi\u00e0 detto). In aggiunta, c\u2019\u00e8 anche un altro problema legato all\u2019utilizzo di gas naturale: le emissioni fuggitive.<\/p>\n<h2>Ciclo di vita ed emissioni fuggitive<\/h2>\n<p>L\u2019IEA ha dovuto rivedere (nel suo\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/methane-tracker-2020\/methane-from-oil-gas\">Methane Tracker del 2020<\/a>) le stime sulle emissioni relative al gas, in particolare, scrive l\u2019IEA, \u00abil livello aggregato delle emissioni di metano derivanti dalla produzione e dal consumo di combustibili fossili negli ultimi anni \u00e8 stato pi\u00f9 vicino a 175 Mt [milioni di tonnellate] all\u2019anno piuttosto che a 120 Mt all\u2019anno (come nelle precedenti stime dell&#8217;IEA)\u00bb. Oltre che dagli allevamenti (che meriterebbero un ulteriore e dettagliato approfondimento), quindi, le\u00a0<b>emissioni di metano<\/b>\u00a0provengono anche dalla stessa filiera dell\u2019energia.<\/p>\n<p>L\u2019IEA riporta che oggi le emissioni indirette (perdite durante l\u2019estrazione e il trasporto) totali per le attivit\u00e0 di petrolio e gas equivalgono a 5200 milioni di tonnellate di biossido di carbonio equivalente (CO<sub>2<\/sub>e) e\u00a0<b>il metano \u00ab\u00e8 il pi\u00f9 grande singolo componente di queste emissioni indirette\u00bb<\/b>. Il problema principale delle emissioni aggiuntive di metano \u00e8 che questo gas \u00e8 circa 30 volte pi\u00f9 potente dell\u2019anidride carbonica a trattenere calore in atmosfera; anche se, rispetto alla CO<sub>2<\/sub>, ha una vita media in atmosfera molto minore (qualche lustro contro parecchi decenni). Continua l\u2019IEA: \u00abLe emissioni indirette del petrolio sono tra il 10% e il 30% dell&#8217;intensit\u00e0 delle sue emissioni durante l&#8217;intero ciclo di vita, mentre per il gas naturale sono tra il 15% e il 40%\u00bb.<\/p>\n<p>Vincenzo Balzani su questo \u00e8 molto netto: \u00abPer le compagnie petrolifere il metano viene considerato il combustibile fossile \u201cponte\u201d, cio\u00e8 di transizione verso le energie rinnovabili. In realt\u00e0 \u00e8 un ponte che porta non alle rinnovabili, gi\u00e0 mature, ma al disastro ecologico\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019<b>Energy Watch Group<\/b>\u00a0\u2013 una rete globale di scienziati e parlamentari senza scopo di lucro \u2013 il gas non \u00e8 da considerarsi idoneo per la transizione energetica. In particolare, nel loro rapporto\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/energywatchgroup.org\/wp-content\/uploads\/EWG_Natural_Gas_Study_September_2019.pdf\"><i>Natural Gas Makes No Contribution to Climate Protection<\/i><\/a><i>\u00a0<\/i>del 2019, affermano che\u00a0<b>\u00able emissioni aggiuntive di metano compensano qualsiasi risparmio di CO<sub>2<\/sub>\u00bb.<\/b><\/p>\n<p><b>Ugo Bardi\u00a0<\/b>(che abbiamo intervistato)\u00a0\u2013 docente di chimica all\u2019Universit\u00e0 di Firenze, membro del Club di Roma e tra gli esperti dell\u2019Energy Watch Group \u2013 sostiene infatti che \u00abil gas non \u00e8 un &#8220;combustibile di transizione&#8221; nel senso che non c&#8217;\u00e8 ragione di preferirlo ad altri combustibili fossili in termini di minore emissione. Quello che si guadagna nel minor contenuto di carbonio per unit\u00e0 di energia prodotta lo si perde in termini di &#8220;emissioni fuggitive&#8221; ai pozzi, durante il trasporto, e l&#8217;uso\u00bb. In pi\u00f9, \u00abil gas pu\u00f2 servire come combustibile di transizione solo perch\u00e9 al momento sembra che le risorse siano pi\u00f9 abbondanti di quelle di carbone e petrolio. Ma questo non \u00e8 nemmeno detto, con il crollo recente della produzione del gas naturale dagli scisti negli USA tutti quello che si diceva una volta non vale pi\u00f9. Inoltre, c&#8217;\u00e8 un problema strategico: il trasporto del gas naturale si fa principalmente via gasdotti e questi sono strategicamente controllabili molto di pi\u00f9 delle petroliere. Lo stesso vale per il gas liquefatto che ha un costo di trasporto importante e che richiede particolari infrastrutture, e che comunque deve venire dall&#8217;estero\u00bb. Con particolare riferimento alla situazione europea, che \u00e8 in confronto migliore del resto del mondo (come dicevamo all\u2019inizio), secondo Ugo Bardi sarebbe strategicamente sconveniente \u00abmettersi in mano a produttori esteri\u00bb, dal momento che \u00abil mondo \u00e8 cambiato rispetto agli anni \u201890\u00bb.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, rammenta Francesco Gracceva dell\u2019ENEA, che il futuro utilizzo di gas dipender\u00e0, tra le altre cose, \u00abdall\u2019area geografica, dal settore di uso finale dell\u2019energia e dall\u2019evoluzione di alcune tecnologie chiave\u00bb. \u00c8 necessario quindi che i paesi ricchi, come l\u2019Europa \u2013 dove le emissioni di CO<sub>2<\/sub><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/soer\/2020\">sono calate del 22%<\/a>\u00a0dal 1990 al 2017 \u2013 ma anche gli Stati Uniti, compensino eventuali difficolt\u00e0 dei paesi poveri sia tramite obiettivi di decarbonizzazione pi\u00f9 ambiziosi, sia tramite un maggiore sostegno economico e trasferimento tecnologico verso gli stati svantaggiati. Conclude Gracceva: \u00abLa sostituzione di altre fonti con il gas in alcune regioni e settori sarebbe dunque pi\u00f9 che compensata dalla sostituzione del gas con rinnovabili nel settore elettrico, dall\u2019<b>elettrificazione del riscaldamento<\/b>\u00a0e dagli aumenti di\u00a0<b>efficienza negli usi finali<\/b>.\u00bb<\/p>\n<h2>Le energie rinnovabili sono tecnologicamente mature?<\/h2>\n<p>Come abbiamo riportato all\u2019inizio, nella prima met\u00e0 del 2020 le energie rinnovabili hanno superato la produzione dalle fossili in Europa. Questo fa pensare che non ci siano problemi legati alla tecnologia. Come riferisce Vincenzo Balzani \u00abil fotovoltaico converte la luce del Sole in energia elettrica con un\u2019efficienza di circa il 20%, quasi cento volte maggiore dell\u2019efficienza della fotosintesi clorofilliana. Fotovoltaico ed eolico oggi sono le due tecnologie che forniscono energia elettrica ai costi pi\u00f9 bassi, anche se accoppiate a sistemi di accumulo\u00bb. La conferma da Ugo Bardi, per il quale: \u00abCi sono molteplici studi che indicano come in termini tecnologici\u00a0<b>sarebbe perfettamente possibile fornire energia a basso costo e abbondante per tutta l&#8217;Europa mediante le rinnovabili.<sup>1<\/sup><\/b>\u00a0Sappiamo come fare e ci sono risorse sufficienti per farlo, a patto di accettare che non si pu\u00f2 continuare a crescere esponenzialmente i consumi per sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 prudente \u00e8 l\u2019opinione di Francesco Gracceva dell\u2019ENEA: \u00abNel sistema elettrico\u00a0<b>solare ed eolico sono ormai competitive\u00a0<\/b>con le alternative fossili nelle aree con le pi\u00f9 favorevoli condizioni di insolazione e ventosit\u00e0.\u00a0<b>Resta per\u00f2 la questione dell\u2019aleatoriet\u00e0<\/b>, variabilit\u00e0 e non programmabilit\u00e0 della loro produzione\u00bb. \u00abResta poi il problema della difficolt\u00e0 a estendere l\u2019utilizzo dell\u2019elettricit\u00e0 (pur se completamente decarbonizzata) a tutti i settori di uso finale, in alcuni casi perch\u00e9 le relative tecnologie sono ancora allo stato di prototipi o di dimostrazione, in altri casi per i limiti intrinseci del vettore elettrico (in particolare nel trasporto pesante e aereo e negli usi industriali ad alta temperatura).\u00bb<\/p>\n<p>Come anche Gracceva ci ricorda, la stessa\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/energy-technology-perspectives-2020\">Agenzia Internazionale dell\u2019Energia<\/a>\u00a0stima che, per restare ben al di sotto l\u2019aumento di 2\u00b0C per fine secolo (come sancito dall\u2019Accordo di Parigi), buona parte della riduzione delle emissioni arriver\u00e0 da tecnologie che oggi sono ancora \u00aballo stato dimostrativo o di prototipo\u00bb. Stiamo parlando di soluzioni, per esempio, legate all\u2019uso dell\u2019idrogeno verde, oppure alle tecnologie di cattura e sequestro della CO<sub>2<\/sub>\u00a0o della combustione di biometano; per le quali c\u2019\u00e8 bisogno di valutazioni attente su effettivi benefici e possibili rischi.<\/p>\n<p>Concludiamo questo capitolo con una nota di speranza per quanto riguarda l\u2019Italia, in cui \u2013 secondo il rapporto ISPRA\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2019\/pubblicazioni\/rapporti\/R_303_19_gas_serra_settore_elettrico.pdf\"><i>Fattori di emissioni atmosferica di gas a effetto serra nel settore elettrico nazionale e nei principali Paesi Europei<\/i><\/a>\u00a0del 2019 \u2013 \u00abla produzione elettrica lorda da fonti rinnovabili \u00e8 passata da 34,9 TWh nel 1990 a 103,9 TWh nel 2017\u00bb. In particolare, il fotovoltaico e l\u2019eolico mostrano l\u2019incremento pi\u00f9 significativo. \u00abLe emissioni di CO<sub>2<\/sub>\u00a0da produzione elettrica sono diminuite da 126,2 Mt nel 1990 a 93 Mt nel 2017\u00bb.<\/p>\n<h2>Gli aspetti della transizione<\/h2>\n<p>Prima di passare al capitolo conclusivo \u00e8 interessante cercare di capire che tipo di transizione aspettarsi.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 necessario frenare i trend di crescita della domanda di gas a causa dell&#8217;aumento delle forniture ad alta intensit\u00e0 di gas serra dalla Russia e dall&#8217;Asia centrale; uno studio pubblicato su\u00a0<i>Nature Communication<\/i>\u00a0del 2020 sotto la guida di Yu Gan<sup>2<\/sup>\u00a0prevede che \u00abl&#8217;intensit\u00e0 media ponderata per l&#8217;energia delle forniture di gas serra aumenter\u00e0 da 21,7 nel 2016 a 23,3 gCO<sub>2<\/sub>e\/MJ [grammi di CO<sub>2<\/sub>\u00a0equivalente per Megajoule] nel 2030, e si stima che\u00a0<b>le emissioni totali da pozzo a pozzo delle forniture di gas cresceranno di circa 3 volte<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>Un altro aspetto che forger\u00e0 la transizione energetica \u00e8 la fiducia nel progresso tecnologico. Possiamo permetterci di affidarci alle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb della scienza? Secondo lo studio condotto da Benjamin K. Sovacool e pubblicato sull\u2019<i>Energy Research &amp; Social Science<\/i><sup>3<\/sup>, no. Fuor di metafora, le\u00a0<b>transizioni, spesso, \u00abnon appaiono come una linea esponenziale su un grafico<\/b>, ma come un equilibrio punteggiato che scende e sale. Le transizioni rapide si sono verificate e sono in grado di verificarsi, ma diventano evidenti solo quando si aderisce con attenzione a una particolare nozione di significato, societ\u00e0, risorse energetiche e servizi energetici [\u2026]. Gli studi, le previsioni e gli scenari energetici futuri dovrebbero rendere questi attributi molto pi\u00f9 trasparenti ed espliciti\u00bb. In breve: non si pu\u00f2 sperare, ma agire.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019impegno di imprese, aziende e stati ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili deve necessariamente accompagnarsi a una simmetrica riduzione della quota fossile, obiettivo tutt\u2019altro che scontato, purtroppo. Oltre al fatto che si rischia di estrarre combustibili fossili che poi resteranno inutilizzati. Lo mette nero su bianco uno studio uscito su\u00a0<i>Nature Energy\u00a0<\/i>condotto da Galina Alova,<sup>4<\/sup>\u00a0che riporta come\u00a0<b>\u00abil 60% delle utility che hanno dato priorit\u00e0 alle energie rinnovabili non ha cessato di espandere contemporaneamente il proprio portafoglio di combustibili fossili<\/b>\u00a0[\u2026]. Questi risultati indicano l&#8217;inerzia del sistema elettrico e il rischio di blocco del carbonio e di arenamento degli asset\u00bb.<\/p>\n<h2>Gas naturale: il greenwashing di Eni<\/h2>\n<p>Il bilancio di quanto ci siamo detti \u00e8: il gas emette meno rispetto a petrolio e carbone, ma produce emissioni fuggitive che, alla peggio, compensano il risparmio ottenuto; il fotovoltaico e l\u2019eolico sono gi\u00e0 competitivi; non abbiamo tempo per una decarbonizzazione comoda, ma dobbiamo pianificare una transizione strutturata rapida che ci porti al \u00abnet zero emissions\u00bb entro il 2050. Ci si aspetterebbe un impegno corale per facilitare economicamente e politicamente la transizione: una riduzione generalizzata del consumo energetico, un aumento dell\u2019efficienza della produzione energetica, una spinta sulle rinnovabili e incentivi massicci in ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p>Eppure, c\u2019\u00e8 ancora un nemico invisibile: il\u00a0<b>greenwashing<\/b>, cio\u00e8 la pratica per cui si presentano come ambientalmente sostenibili azioni che in realt\u00e0 non lo sono. Per continuare a parlare di gas naturale e per focalizzare l\u2019attenzione sul nostro paese, \u00e8 utile fare luce sul comportamento di una delle principali Societ\u00e0 per Azioni italiane:\u00a0<b>Eni<\/b>.<\/p>\n<p>Nel suo\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eni.com\/it-IT\/media\/comunicati-stampa\/2020\/02\/piano-strategico-di-lungo-termine-al-2050-e-piano-d-azione-2020-2023.html\">piano strategico di\u00a0lungo termine al 2050<\/a>, Eni dice di voler raggiungere la\u00a0neutralit\u00e0 carbonica con \u00abun mix produttivo con una componente\u00a0<b>gas del 60% al 2030 e pari a circa l\u201985% al 2050<\/b>\u00bb, dipingendo quindi di verde un obiettivo che purtroppo non lo \u00e8. Vincenzo Balzani segnala infatti che \u00abse si vuole azzerare le emissioni bisogna azzerare il consumo di combustibili fossili, metano compreso. Quello che pensa di fare Eni (in accordo con le altre compagnie petrolifere) in realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra cosa. Secondo loro si pu\u00f2 continuare ad usare i combustibili fossili, e in particolare il metano che \u00e8 \u201cil migliore\u201d\u00bb. Ma come? \u00abPrelevando dall\u2019atmosfera la CO<sub>2<\/sub>\u00a0gi\u00e0 emessa. Queste operazioni, indicate con la sigla CCS (<i>Carbon Capture and Sequestration<\/i>), implicano la cattura della CO<sub>2<\/sub>\u00a0emessa e il suo immagazzinamento in giacimenti esauriti di idrocarburi. Questo processo, oltre ad essere poco logico, poich\u00e9 si versano in atmosfere quantit\u00e0 sempre maggiori di CO<sub>2<\/sub>\u00a0per poi ricatturarle e sequestrarle, \u00e8 pericoloso dal punto di vista ambientale, molto costoso e richiede un forte sviluppo con molti interrogativi, perch\u00e9 \u00e8 ancora a livello di ricerca\u00bb.<\/p>\n<p>Cosa pianifica Eni dal punto di vista degli investimenti? Nella parte di piano strategico al 2023, metterebbe\u00a0<b>in campo circa \u20ac 32 miliardi, usando solo \u20ac 2.6 miliardi per le energie rinnovabili<\/b>, destinando il resto al gas. Eni poi precisa che, al 2050 \u00abin coerenza con gli obiettivi di medio e lungo termine e per alimentare il processo di decarbonizzazione della societ\u00e0, Eni pianifica investimenti in fonti rinnovabili, di efficienza energetica, economia circolare e abbattimento del\u00a0<i>flaring<\/i>\u00a0[combustione del gas in eccesso, ndr] di \u20ac 4 miliardi\u00bb, tenendo a sottolineare che si tratta di \u00abun incremento del 33% rispetto al precedente piano\u00bb.<\/p>\n<p>Obiettivi, quelli di Eni, che vanno in controtendenza, per esempio, con la storica decisione della\u00a0<b>Banca Europea per gli Investimenti<\/b>, che dal 2021\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/press\/all\/2019-313-eu-bank-launches-ambitious-new-climate-strategy-and-energy-lending-policy\">non finanzier\u00e0 pi\u00f9 progetti legati ai combustibili fossili, compreso il gas<\/a>. Non solo dannoso per l\u2019ambiente ma economicamente sconveniente, visto che, secondo il\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/sustainable-recovery\">piano di rilancio dell\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia<\/a>, si risparmieranno o si creeranno \u00abcirca 9 milioni di posti di lavoro all&#8217;anno nei prossimi tre anni\u00bb per mettere in moto la transizione energetica.<\/p>\n<p>Vincenzo Balzani incalza: \u00abConvertirsi alle energie rinnovabili incomincia ad essere tardi per un colosso come Eni, anche perch\u00e9 \u00e8 governato da manager che hanno passato una vita con i fossili e sembrano non capire che non siamo pi\u00f9 ai tempi di Mattei\u00bb e conclude \u00abPrima o poi bisogner\u00e0 capire che \u00e8 necessario riqualificare e proteggere i lavoratori di Eni, ma anche che non ha senso tenere in vita posti di lavoro che non hanno futuro. Prima inizier\u00e0 una vera conversione alle energie rinnovabili e pi\u00f9 facilmente Eni potr\u00e0 gestire il periodo di transizione\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><b>Note<\/b><\/h5>\n<h5>[1] Bardi, U., Sgouridis, S. In Support of a Physics-Based Energy Transition Planning: Sowing Our Future Energy Needs.\u00a0<i>Biophys Econ Resour Qual<\/i>\u00a02, 14 (2017):\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s41247-017-0031-2\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s41247-017-0031-2<\/a><\/h5>\n<h5>[2] Gan, Y., El-Houjeiri, H.M., Badahdah, A. et al. Carbon footprint of global natural gas supplies to China.\u00a0<i>Nat Commun<\/i>\u00a011<b>,\u00a0<\/b>824 (2020):\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-020-14606-4\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-020-14606-4<\/a><\/h5>\n<h5>[3] Sovacool B. K., How long will it take? Conceptualizing the temporal dynamics of energy transitions.<i>\u00a0Energy Research &amp; Social Science<\/i>\u00a013, 202-215<b>\u00a0<\/b>(2016):\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.erss.2015.12.020\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.erss.2015.12.020<\/a><\/h5>\n<h5>[4] Alova G., A global analysis of the progress and failure of electric utilities to adapt their portfolios of power-generation assets to the energy transition.\u00a0<i>Nat Energy<\/i>\u00a0(2020):\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41560-020-00686-5\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41560-020-00686-5<\/a><\/h5>\n<h5><b>Bibliografia<\/b><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">Ember,\u00a0<\/span>Renewables beat fossil fuels, 2020:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/ember-climate.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/2020-Europe-Half-Year-report.pdf\">https:\/\/ember-climate.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/2020-Europe-Half-Year-report.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">U.S. EIA,\u00a0<\/span>Monthly Energy Review October 2020:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eia.gov\/totalenergy\/data\/monthly\/pdf\/sec1_7.pdf\">https:\/\/www.eia.gov\/totalenergy\/data\/monthly\/pdf\/sec1_7.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">UNEP, Emissions Gap Report 2019:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.unenvironment.org\/resources\/emissions-gap-report-2019\">https:\/\/www.unenvironment.org\/resources\/emissions-gap-report-2019<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">WNA, Comparison of Lifecycle Greenhouse Gas Emissions of Various Electricity Generation Sources:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/www.world-nuclear.org\/uploadedFiles\/org\/WNA\/Publications\/Working_Group_Reports\/comparison_of_lifecycle.pdf\">http:\/\/www.world-nuclear.org\/uploadedFiles\/org\/WNA\/Publications\/Working_Group_Reports\/comparison_of_lifecycle.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">IPCC, AR5 Climate Change 2014: Mitigation of Climate Change, 2014:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar5\/wg3\/\">https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar5\/wg3\/<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">IEA, Methane Tracker 2020:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/methane-tracker-2020\/methane-from-oil-gas\">https:\/\/www.iea.org\/reports\/methane-tracker-2020\/methane-from-oil-gas<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">EWG,\u00a0<\/span>Natural Gas Makes No Contribution to Climate Protection, 2019:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"http:\/\/energywatchgroup.org\/wp-content\/uploads\/EWG_Natural_Gas_Study_September_2019.pdf\">http:\/\/energywatchgroup.org\/wp-content\/uploads\/EWG_Natural_Gas_Study_September_2019.pdf<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">EEA, The European environment \u2014 state and outlook 2020: knowledge for transition to a sustainable Europe, 2019:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/soer\/2020\">https:\/\/www.eea.europa.eu\/soer\/2020<\/a><\/h5>\n<h5><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">IEA, Energy Technology Perspectives 2020, 2020:\u00a0<\/span><a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/energy-technology-perspectives-2020\">https:\/\/www.iea.org\/reports\/energy-technology-perspectives-2020<\/a><\/h5>\n<h5>ISPRA, Fattori di emissioni atmosferica di gas a effetto serra nel settore elettrico nazionale e nei principali Paesi Europei, 2019:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2019\/pubblicazioni\/rapporti\/R_303_19_gas_serra_settore_elettrico.pdf\">https:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files2019\/pubblicazioni\/rapporti\/R_303_19_gas_serra_settore_elettrico.pdf<\/a><\/h5>\n<h5>ENI, Piano strategico di lungo termine al 2050 e Piano d\u2019azione 2020 \u2013 2023, 2020:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eni.com\/it-IT\/media\/comunicati-stampa\/2020\/02\/piano-strategico-di-lungo-termine-al-2050-e-piano-d-azione-2020-2023.html\">https:\/\/www.eni.com\/it-IT\/media\/comunicati-stampa\/2020\/02\/piano-strategico-di-lungo-termine-al-2050-e-piano-d-azione-2020-2023.html<\/a><\/h5>\n<h5>EIB, EU Bank launches ambitious new climate strategy and Energy Lending Policy, 2019:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/press\/all\/2019-313-eu-bank-launches-ambitious-new-climate-strategy-and-energy-lending-policy\">https:\/\/www.eib.org\/en\/press\/all\/2019-313-eu-bank-launches-ambitious-new-climate-strategy-and-energy-lending-policy<\/a><\/h5>\n<h5>IEA, Sustainable Recovery, World Energy Outlook Special Report, 2020:\u00a0<a class=\"GoogleAnalyticsET-processed\" href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/sustainable-recovery\">https:\/\/www.iea.org\/reports\/sustainable-recovery<\/a><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<footer>\n<div class=\"field-item even GoogleAnalyticsET-processed\"><\/div>\n<\/footer>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCIENZA IN RETE (Jacopo Mengarelli) &nbsp; Nel 2019 abbiamo prodotto globalmente un po\u2019 pi\u00f9 di 100\u00a0quad\u00a0di energia. Ovvero, quasi 30 mila miliardi di chilowattora (30.000.000.000.000 kWh). La produzione globale di energia \u00e8 in aumento dal secondo Dopoguerra e, ancora, \u00e8 principalmente proveniente dall\u2019utilizzo di combustibili fossili, cio\u00e8 carbone, petrolio e gas naturale (nota: \u00abgas naturale\u00bb e \u00abgas metano\u00bb sono la stessa cosa). 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