{"id":61172,"date":"2020-12-04T10:37:04","date_gmt":"2020-12-04T09:37:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61172"},"modified":"2020-12-03T12:30:12","modified_gmt":"2020-12-03T11:30:12","slug":"la-matrix-degli-imbecilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61172","title":{"rendered":"La Matrix degli imbecilli"},"content":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Zarcone)<\/p>\n<p class=\"has-drop-cap\">Forse il pi\u00f9 famoso sputasentenze \u00e8 stato Socrate. Non il Socrate illuminato, maestro di virt\u00f9\u00a0 consegnatoci da Platone, ma quello parolaio, sofista e con l\u2019aspetto ridicolo irriso da Aristofane. Ma non staremo qui a difendere l\u2019una o l\u2019altra posizione, n\u00e9 parleremo attraverso la teoresi filosofica per dimostrare, fonti alla mano, l\u2019importanza del dialogo nella costruzione di un pensiero. N\u00e9 tantomeno sosterremo, in opposizione al dialogo, la bellezza del monologo quale elemento \u2013 per quanto fascinoso \u2013 di espressione delle proprie convinzioni veritiere. Ragazzi, si parte. Sceglieremo (sceglier\u00f2) una zona franca entro la quale oseremo (oser\u00f2) il dire, nel pieno rispetto del non rispetto per stereotipi o forme convenzionali di pensiero, che purtroppo hanno reso la stessa attivit\u00e0 del pensare un prontuario, un breviario, un codice giuridico da consultare per poterci orientare in modo ottimale all\u2019interno del \u201cgiusto mondo\u201d, del \u201ccorretto agire\u201d, delle \u201cparole consentite\u201d nella nuova societ\u00e0\u00a0 fondata sul \u201cmulti\u201d (multiculturalismo, multietnicit\u00e0, multireligiosit\u00e0 eccetera).<\/p>\n<p>Il cosiddetto \u2018grado zero\u2019 del dire \u00e8 conosciuto presso i greci col nome di\u00a0<em>parresia<\/em>. Semplicisticamente vi dir\u00f2 che la parresia \u00e8 intesa come un\u00a0<em>parlar chiaro<\/em>, che gli inglesi traducono con \u201cfree speech\u201d, i francesi con \u201cfranc-parler\u201d e via discorrendo. Un ardire la parola nella sua potenza primigenia per \u201cdire la verit\u00e0\u201d, per opporsi al potere, per ribadire il proprio punto di vista. Ma essa \u00e8 anche un rischio perch\u00e9 \u201cil\u00a0<em>parresiastes<\/em>\u00a0mette a rischio il suo privilegio di parlare liberamente quando svela una verit\u00e0 che mette paura alla maggioranza\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, occorre che si abbiano delle qualit\u00e0 \u201cpersonali, morali e sociali che garantiscano il privilegio di parlare\u201d: insomma una \u201creputazione rispettabile\u201d. Tutta roba che io non ho. Tuttavia, anche se non sono \u201crispettabile\u201d non ho paura di \u201cmetter paura alla maggioranza\u201d, cosicch\u00e9 affronter\u00f2 \u201cqualcosa che comporta un rischio\u201d; qualcosa di \u201cpericoloso\u201d per me. Per la mia reputazione\u00a0<em>alla<\/em>\u00a0<em>sans fa\u00e7on<\/em>\u00a0(a chi volesse approfondire il concetto di parresia, consiglierei il libro di Michel Foucault \u201cDiscorso e Verit\u00e0 nella Grecia antica\u201d, Donzelli editore). Mi ripeto: siccome non sono Foucault e non ho mai tenuto a una \u201creputazione rispettabile\u201d, alla fine sar\u00f2 semplicemente uno \u201csputasentenze\u201d, uno dei tanti; ma con la differenza che sulle cose che dico e sostengo, ho sempre messo pi\u00f9 palle che negli addobbi di un albero natalizio.<\/p>\n<p>Marcello Veneziani, bravo com\u2019\u00e8, mi ha fottuto sul tempo e ha pubblicato un ottimo articolo dedicato all\u2019<a href=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/articoli\/limbecille-globale-al-potere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cimbecille globale\u201d<\/a>. Eh s\u00ec, colui che scarica l\u2019app del politicamente corretto, che divide ancora fra buoni e cattivi (ponendosi nella met\u00e0 campo dei\u00a0<em>buoni<\/em>), che vuole un mondo \u201cmulti\u201d in ogni sua accezione, che vede fascismo da ogni parte (se un padre molla un ceffone al figlio, \u00e8 fascista per l\u2019\u201cimbecille globale\u201d, anche se il\u00a0<em>severo<\/em>\u00a0genitore votasse per il Pd). Il Male tutto da una parte: i difensori dell\u2019identit\u00e0 culturale, della famiglia tradizionale, del\u2019idea di Patria, della religione cristiana, nemici della dottrina gender, contro l\u2019immigrazione clandestina et similia. E il Bene tutto dall\u2019altra: i \u201cmulti\u201d a vario titolo, gli immigrazionisti ideologici, i pasdaran della legge Zan, i nemici di ogni identit\u00e0 e della famiglia tradizionale, i vegani, i no vax, il \u2018popolo green\u2019, i missionari laici, i fautori delle desinenze in \u201ca\u201d,\u00a0<em>quelli che la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione<\/em>\u00a0(a patto che si neghi la parola a Salvini e Meloni) e ad libitum.<\/p>\n<p>Chi non la pensa in quel modo, quel modo l\u00ec propugnato armi alla mano da coloro che hanno creato questo\u00a0<em>democratico<\/em>\u00a0steccato categoriale, \u00e8 semplicisticamente bollato come reazionario, incolto, nemico del progresso. In sintesi: \u201cfascista\u201d. E come scrive ironicamente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/nemico\/wilde-hughes-orwell-british-library\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Davide Brullo<\/a>, tutta la letteratura ascrivibile a una qualsivoglia idea conservatrice, sovranista, identitaria, per i\u00a0<em>guardiani del caveau\u00a0<\/em>della cultura, \u201cfa schifo\u201d. Le case editrici che propongono autori legati a idee non in linea con i dettati della\u00a0<em>Congregazione dell\u2019Indice<\/em>, \u201cfanno schifo\u201d. Non ho intenzione di scopiazzare gli articoli di Veneziani e Brullo, quindi prender\u00f2 (prenderemo) una strada con molti divieti di transito, \u201crischiando\u201d la parola e la parresia medesima. Titolo del film: \u201cA sputar sentenze siamo tutti bravi\u201d. Sottotitolo: \u201cMinchiate per minchiate, preferisco le mie\u201d.<\/p>\n<p>Attori intelligenti, cantanti intelligenti, scrittori intelligenti\u00a0 \u2013 si diceva \u2013 non potranno mai pensare una sola, dico\u00a0una sola\u00a0 cosa, che abbia un legame minimo con quella parte della barricata, del muro (creato dalle ubbie radical chic) dove sono relegati i \u201cfascisti\u201d. Da una vita assisto ai tentativi di sdoganare un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/copertine\/lucio-battisti-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Lucio Battisti<\/a>\u00a0\u201cfascista\u201d: trasmissioni televisive, articoli, interviste, tutti a negare una presunta simpatia di Battisti per il pensiero di destra. Eppure io in persona, trovandomi anni fa a gestire come giornalista l\u2019incontro fra un assessore regionale e un personaggio vicino a Battisti, chiesi al secondo: \u201cMi dica la verit\u00e0, ma Battisti era davvero di destra?\u201d. Risposta: \u201cCerto non era di sinistra\u201d. Eh gi\u00e0, se sei intelligente, se hai scritto fra le pi\u00f9 belle canzoni della storia della musica italiana, non puoi essere di destra. Salvo poi leggere dal 23 novembre 2020 in poi,\u00a0 dispacci d\u2019agenzia e articoli, dove si dice che \u201cLucio Battisti era sorvegliato dai servizi segreti italiani e statunitensi\u201d perch\u00e9 sospettato di essere un \u201csovvenzionatore del Comitato tricolore, organizzazione fondata da Mario Tedeschi, senatore del Movimento Sociale Italiano\u201d, che aveva pi\u00f9 o meno lo stesso ruolo che a sinistra era espletato da Soccorso rosso.<\/p>\n<p>\u201cMolti altri cantanti famosi come Fabrizio De Andr\u00e9, Milva e Gianni Morandi\u201d, secondo gli organi di informazione,\u00a0 sarebbero stati \u201csotto osservazione speciale\u201d. Ma ci\u00f2 non toglie una virgola al ragionamento di fondo: se sei \u201cfascista\u201d sei una schiappa e non puoi essere Battisti o, viceversa, se sei Battisti non puoi essere di destra, tutt\u2019al pi\u00f9 \u201crepubblicano\u201d come insinuato da Bruno Lauzi. Io so che \u00e8 pura follia agire su questo registro e confondere il giudizio estetico, artistico con quello politico, personale.\u00a0E va ricordato in ogni caso che Battisti fu sempre molto discreto, schivo, senza mai confondere la sfera del privato (anche ideologico) con quella del pubblico, ovvero dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Io parlo, dicevo, parlo perch\u00e9 so. Parresiasticamente (e da sputasentenze)\u00a0 parlo. \u201cLa parola d\u2019ordine dei cataloghi anni Novanta [ma anche del Terzo Millennio] \u00e8: diffondersi su artisti impegnati che\u00a0<em>affrontano le tematiche<\/em>\u00a0del razzismo, de sessismo, dell\u2019AIDS e via dicendo. Ma i meriti di un artista non sono in funzione n\u00e9 del sesso, n\u00e9 dell\u2019ideologia, n\u00e9 delle preferenze sessuali, n\u00e9 del colore della pelle o delle condizioni di salute, e affrontare una tematica non vuol dire affrontare un pubblico [\u2026] avere per tema l\u2019AIDS o l\u2019intolleranza non d\u00e0 a un\u2019opera d\u2019arte pregi estetici maggiori che se parlasse di sirene e palmizi\u201d.<\/p>\n<p>Ci hanno incapsulati in \u201cMatrix\u201d. Una \u201cMatrix\u201d che come ogni \u201cMatrix\u201d che si rispetti non accetta il dissenso, in nessuna forma. Perch\u00e9 poi dovremmo dissentire? E da cosa? Ci hanno disegnato il mondo \u2018buono\u2019, \u2018umano\u2019, \u2018equo\u2019, \u2018solidale\u2019, perch\u00e9 mai dovremmo scegliere un dissenso dal puzzo\u00a0<em>littorio-cruciuncinato<\/em>? Viviamo nell\u2019\u201cImpero del Bene\u201d scriveva\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/aringa-rossa-antifascismo-sinistra-destra-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Philippe Muray<\/a>, viviamo in\u00a0<em>Cordicolpolis<\/em>, una megastruttura planetaria senza confini, muri e dissensi, dove vige il \u201cfascismo cordicolo\u201d (da\u00a0<em>cor<\/em>,\u00a0<em>cordis<\/em>, cuore e\u00a0<em>colo<\/em>,venerare, onorare). E noi tutti dobbiamo onorare, riconoscenti, il\u00a0<em>Bene<\/em>\u00a0che ci hanno fatto conquistare: la nostra stessa identit\u00e0 non ha pi\u00f9 ragion d\u2019esistere, essendo essa stessa afflato globale, ecumenico, figlia della\u00a0<em>civilt\u00e0 profilattica<\/em>\u00a0che ha come scopo il proteggerci dalle cattive strade, dai cattivi giudizi, dalle idee bislacche \u2013 che diamine! \u2013 legate a forme di pensiero che si nutrono ancora di sedimenti retrivi e anacronistici.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-134871\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/unnamed.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>Che senso ha, oggi, parlare di eterosessualit\u00e0, famiglia, Dio, razza, libert\u00e0 di pensiero? Siamo tutti liberi,\u00a0<em>senzadubbiamente<\/em>! di quale libert\u00e0 ulteriore potremmo parlare? Siamo tutti senza sesso perch\u00e9 abbiamo il sesso globale, non dobbiamo disquisire sulla sessualit\u00e0 (sarebbe da fascisti) se ogni forma di sessualit\u00e0 \u00e8 ben accolta dentro \u201cMatrix\u201d. Perch\u00e9 continuare a definirsi etero, applicando un retaggio dichiaratamente \u2018fascista\u2019? O sentirsi cristiano? Esiste gi\u00e0 la religione universale dove convivono i diversi afflati, tutti espressione di questa nuova civilt\u00e0 senza barriere. E di famiglia, ne vogliamo parlare? Orribile eredit\u00e0 di un passato patriarcale che, seppur morto, dobbiamo continuare a crocifiggere per ricordare ai giovani abitanti di\u00a0<em>Cordicopolis<\/em>, che ogni forma di \u2018fascismo\u2019 dovr\u00e0 essere combattuta con l\u2019esercizio della dannazione della memoria. Il nuovo popolo globale non ha pi\u00f9 d\u00e8i, perch\u00e9 i molti d\u00e8i del passato sono ormai inglobati in un unico dio senza nome che li comprende tutti: se tutti gli d\u00e8i sono rispettati sotto un nome astratto che ci garantisce rispetto ed equit\u00e0, perch\u00e9 nel nostro pianeta felice e rispettoso di ogni cosa (tranne del pensiero individuale) dovremmo continuare a parlare di cristianesimo e islamismo?<\/p>\n<p>Questa \u201cMatrix\u201d dal volto umano, ma con lo sguardo pietrificante di Medusa, nella sua immensa bont\u00e0 accetta ogni S\u00e9, ne rivendica le ragioni, a patto per\u00f2 che questo S\u00e9 non azzardi un pensiero difforme. A condizione che questo S\u00e9 individuale non osi tentare di uscire dall\u2019ipnosi collettiva, della quale siamo tutti\u00a0<em>azionisti<\/em>\u00a0o, nel caso contrario, emarginati.\u00a0 Ormai siamo \u201cbuoni\u201d, questo \u00e8 assodato. Abbiamo superato di gran lunga gli intenti gi\u00e0 datati dei Lumi e siamo riusciti, in quanto \u201cmulti\u201d, a far convivere ogni dottrina, ogni pensiero, ogni religione, all\u2019interno di questa immensa \u2018casa comune\u2019 che accoglie derelitti, drogati, immigrati irregolari, carcerati, puttane, rivoluzionari col Rolex, scrittrici scarse, isteriche e beghine, preti politicizzati, centri sociali, Ong, Anpi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/greta-thunberg-giovanna-d-arco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">eroine alla Greta<\/a>\u00a0e alla Carola (la\u00a0<em>speronatrice<\/em>\u00a0pi\u00f9 amata dalla corporazione\u00a0<em>anema e core<\/em>), politici trombati che balbettano libri, cantanti e attori mediocri che cavalcano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/stato-di-partigianeria-perenne\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019antifascismo<\/a>\u00a0per un titolo di giornale, ex sprangatori sessantottini divenuti guru delle calche ululanti, perch\u00e9 ormai \u2018rischiarati\u2019 dalla Luce della Verit\u00e0; facce da talk show politico imbarazzanti e ammaestrate come scimmie da circo, giornalisti che scrivono ormai per un unico padrone (anch\u2019essi ammaestrati); studiosi del profondo che non sanno cercare il profondo e allora diventano a loro volta\u00a0<em>guide spirituali<\/em>\u00a0delle folle narcotizzate, scrivendo un\u2019ovviet\u00e0 dietro l\u2019altra che definisco\u00a0<em>recal-cazzole<\/em>; vignettisti astiosi e irritanti; sempiterni\u00a0fedeli di editori esplosi del loro stesso materiale esplosivo su un traliccio; registi d\u2019inchiesta che raccontano fatti gi\u00e0 noti indirizzando tuttavia la presunta inchiesta in una sola direzione \u2013 che guarda un po\u2019 \u2013 \u00e8 quella prediletta dagli abitanti di questo consesso civile unidirezionale (in tal caso il \u201cmulti\u201d \u00e8 aborrito). Potrei riempire almeno un tomo di tali esempi che dimorano presso\u00a0<em>Cordicopolis-Matrix<\/em>.<\/p>\n<p>Questo mondo \u201cbuono\u201d e fuori discussione (chi osa metterlo in discussione \u00e8, ovviamente, \u201cfascista\u201d), \u00e8 il prodotto della \u201ccultura del piagnisteo\u201d vergata nel suo libro da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/conformismo-politically-correct\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Robert Hughes<\/a>. Essa \u00e8 \u201cil cadavere del liberalismo degli anni Sessanta, \u00e8 il frutto dell\u2019ossessione per i diritti civili e dell\u2019esaltazione vittimistica delle minoranze\u2026\u201d. Tale \u201ccultura\u201d vittimistica, esasperazione del politicamente corretto, ha innumerevoli metastasi, come quella che in America ha prodotto l\u2019abolizione di parole che abbiano come prefisso o come suffisso\u00a0<em>man<\/em>\u00a0per non cadere nel vituperato sessismo: \u201cCos\u00ec al posto di\u00a0<em>chairman<\/em>\u00a0[presidente, direttore] troviamo l\u2019ingombrante\u00a0<em>chairperson<\/em>\u00a0o semplicemente\u00a0<em>chair<\/em>\u00a0[sedia]\u201d. E in Australia sono \u201cproibite\u201d perfino parole come \u201csportsmanship\u201d (sportivit\u00e0, fair play), \u201cworkman\u201d (operaio), \u201cstatesmanlike\u201d (da statista). Ma spiega Hughes:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Chiunque conosca la storia della lingua inglese sa che nell\u2019antico anglosassone il suffisso\u00a0 \u2013<em>man<\/em>\u00a0era di genere neutro. Aveva, e conserva tuttora, lo stesso significato odierno di\u00a0<em>persona<\/em>, applicabile a uomini e donne senza distinzione.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma\u00a0<em>l\u2019antico sopruso sessista<\/em>\u00a0grida vendetta, cosicch\u00e9 anche in Italia si \u00e8 arrivati a concepire pagliacciate linguistiche, frutto di una ormai stucchevole lagnanza egalitaria: e spuntano appellativi \u201corribili\u201d e \u201cabominevoli\u201d quali ministra, sindaca, avvocata, dottora e addirittura presidenta (come pretendeva essere chiamata Laura Boldrini). Quei due aggettivi, \u201corribile\u201d e \u201cabominevole\u201d non sono farina del sacco di chi scrive queste righe, n\u00e9 tantomeno di qualche reazionario malinconico che conserva ancora nell\u2019armadio il fez del proprio nonno. Essi sono stati pronunciati da un Presidente emerito della Repubblica, un comunista antica maniera, ossia Giorgio Napolitano, il quale non ha esitato a ribadire l\u2019importante ruolo della nostra lingua, gi\u00e0 mortificata da anglicismi inutili (viene in mente\u00a0<em>Palombella rossa<\/em>, dove Nanni Moretti aggrediva la giornalista che gli parlava di\u00a0trend\u00a0negativo: \u201cTrend negativo? Ma come parli? Chi parla male pensa male, le parole sono importanti\u201d). Ecco cosa ha dichiarato il presidente Napolitano:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u2026 insisto in una licenza, quella di reagire alla trasformazione di dignitosi vocaboli della lingua italiana nell\u2019orribile appellativo di ministra o in quello abominevole di sindaca.<\/p>\n<p><cite>Giorgio Napolitano<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>E per caduta libera l\u2019oculata critica di un uomo che per storia politica e tradizione appartiene a quella parte della barricata che ha creato\u00a0<em>Matrix-Cultura<\/em>, ci fornisce ulteriore spunto di riflessione sul \u2018piagnisteo\u2019 che porta con s\u00e9 i paradossi pi\u00f9 inestricabili. Come quello di abolire parole o di sostituirle con altre eufemisticamente pi\u00f9 \u201ccorrette\u201d.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-134872\" src=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/b880c854761f2dcbd042355c8079736f_w_h_mw600_mh900_cs_cx_cy.jpg\" alt=\"\" \/><\/figure>\n<p>E allora la memoria porta in superficie un frammento del film \u201cNymphomaniac\u201d di Lars von Trier, laddove Joe\/Charlotte Gainsbourg dice:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Ogni volta che una parola diviene proibita, si va a togliere una pietra miliare nelle fondamenta democratiche. La societ\u00e0 rivela la sua impotenza di fronte a un problema concreto, rimuovendo termini dal vocabolario.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si assiste cos\u00ec a un teatrino di idiozie che porta alcune\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/letteratura\/editoria-scrittura-david-randall\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">scrittrici illeggibili<\/a>\u00a0a sostenere il cambiamento del concetto di Patria con quello di Matria, o di cominciare a parlare del punto di vista delle \u201cpersonagge\u201d. Uno stato delirante che ha prodotto aberrazioni concettuali che non si possono leggere, ascoltare. L\u2019attivista statunitense Andrea Dworkin, \u00e8 arrivata a sentenziare che \u201cla donna durante il rapporto \u00e8 uno spazio invaso, un vero e proprio territorio occupato anche se non c\u2019\u00e8 stata resistenza, anche se la donna occupata dice, \u2018s\u00ec, ti prego, s\u00ec, ancora, ancora!\u2019\u201d.\u00a0 Mentre la docente della\u00a0<em>Harvard Law<\/em>\u00a0<em>School<\/em>, Susan Estrich, si \u00e8 spinta fino a un punto di non ritorno del delirio vittimistico: \u201cVedere nel\u00a0<em>s\u00ec<\/em>\u00a0un segno di autentico consenso \u2013 afferma \u2013 \u00e8 fuorviante\u201d.<\/p>\n<p>Una visione grottesca della sessualit\u00e0 che relega la donna, invece di portarla su un piano equamente paritetico, a macchietta priva di volont\u00e0, passioni autentiche, capacit\u00e0 di giudizio. Direi che la mia parresia per il momento pu\u00f2 anche bastare, non amo dilungarmi oltre la pazienza di un ipotetico lettore; altre sentenze le sputer\u00f2 certamente, commetter\u00f2 altri \u201cpsicoreati\u201d, mentre continuo ad osservare il crepuscolo culturale spacciato per \u2018grande apertura\u2019 dal \u2018Ministero dell\u2019Amore\u2019, il cui sguardo lungo \u00e8 pi\u00f9 maligno dell\u2019occhio di Sauron, signore di Mordor.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Zarcone) Forse il pi\u00f9 famoso sputasentenze \u00e8 stato Socrate. Non il Socrate illuminato, maestro di virt\u00f9\u00a0 consegnatoci da Platone, ma quello parolaio, sofista e con l\u2019aspetto ridicolo irriso da Aristofane. Ma non staremo qui a difendere l\u2019una o l\u2019altra posizione, n\u00e9 parleremo attraverso la teoresi filosofica per dimostrare, fonti alla mano, l\u2019importanza del dialogo nella costruzione di un pensiero. 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