{"id":61195,"date":"2020-12-04T09:00:44","date_gmt":"2020-12-04T08:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61195"},"modified":"2020-12-03T23:14:28","modified_gmt":"2020-12-03T22:14:28","slug":"aboliamo-le-regioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61195","title":{"rendered":"Aboliamo le Regioni!"},"content":{"rendered":"<p><strong>Di Micro Mega (Alessandro Somma)<\/strong><\/p>\n<p>Occorre un forte impegno ad abolire alcuni strati amministrativi intermedi come le Province: si chiudeva cos\u00ec la celebre lettera formata da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet nella loro funzione di presidenti entrante e uscente della Banca centrale europea, che a fine 2011 apr\u00ec la strada al governo tecnico lacrime e sangue di Mario Monti. L\u2019esecutore materiali di questo diktat fu il Governo Renzi, che per\u00f2 non riusc\u00ec a completare l\u2019opera: si limit\u00f2, pi\u00f9 che ad abolire le Province, a eliminare l\u2019elezione diretta dei presidenti e dei consiglieri provinciali.<\/p>\n<p>Probabilmente quell\u2019opera non sarebbe neppure iniziata, se la furia austeritaria dei banchieri europei si fosse scatenata appena una decina di mesi dopo, quando scoppi\u00f2 lo scandalo delle spese pazze alla Regione Lazio. La vicenda coinvolse inizialmente il consigliere berlusconiano Er Batman, al secolo Franco Fiorito, ma ben presto si allarg\u00f2 ad altre personalit\u00e0 e ad altre Regioni. Tanto che all\u2019epoca si propose di abolire queste, in luogo delle province: se proprio si doveva risparmiare sulla democrazia, assecondando il clima da antipolitica all\u2019epoca gi\u00e0 imperante, allora era meglio farlo a spese degli enti territoriali che pi\u00f9 avevano dato prova di essere un terreno fertile per il malcostume politico.<\/p>\n<p>Come si sa, le cose non andarono cos\u00ec. Anzi: nel corso degli anni si sono moltiplicate le spinte verso una estensione delle prerogative regionali, peraltro prevista dalla riforma costituzionale del 2001, voluta da un Centrosinistra succube dell\u2019autonomismo leghista.<\/p>\n<p>Quella riforma prevedeva anche l\u2019introduzione del federalismo fiscale, poi disciplinato da una legge del 2009 che porta il nome di Roberto Calderoli, all\u2019epoca Ministro per la semplificazione normativa del governo Berlusconi II. La legge ha delegato il governo a emanare una serie di provvedimenti, tra i quali spicca un decreto legislativo del 2011 sull\u2019autonomia di entrata delle Regioni, i cui effetti si sono per\u00f2 voluti rinviare: da ultimo con una disposizione contenuta nel disegno di legge di bilancio per il 2021. Quest\u2019ultimo rinvio \u00e8 per\u00f2 saltato, curiosamente negli stessi giorni in cui il Ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, sentito dalla Commissione bicamerale competente in materia, ha affermato di voler finalmente realizzare l\u2019autonomia differenziata. Ha infatti in cantiere due provvedimenti destinati ad attuare quanto \u00e8 stata efficacemente definita la secessione dei ricchi, perch\u00e9 fortemente voluta da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che non se ne faccia nulla: che il rinvio del federalismo fiscale venga ripristinato, e la realizzazione dell\u2019autonomia differenziata rinviata. E tuttavia l\u2019atteggiamento del governo esprime la miseria di una politica cieca di fronte al fallimento delle Regioni, reso pi\u00f9 che mai evidente dalla drammatica inadeguatezza del sistema sanitario a fronteggiare la pandemia da coronavirus.<\/p>\n<p>Le competenze regionali in materia sanitaria sono talmente estese da costituire la parte assolutamente preponderante della loro azione, esattamente come i relativi costi rappresentano la principale componente dei loro bilanci: incidono per oltre l\u201980% della spesa corrente. Certo, la miseria della sanit\u00e0 italiana ha origine nei tagli decisi a livello statale su diktat europeo, e tuttavia le Regioni ci hanno messo del loro. Ad esempio perch\u00e9 si occupano dell\u2019organizzazione della sanit\u00e0, e dunque dipende da loro se si \u00e8 scelto di privilegiare le strutture ospedaliere a scapito della diffusione dell\u2019assistenza sul territorio: esattamente ci\u00f2 di cui avremmo bisogno per affrontare la pandemia senza il triste record di morti per covid.<\/p>\n<p>Si deve poi alle Regioni la mortificazione della sanit\u00e0 pubblica e il sostegno di quella privata, come si ricava in particolare dalle prassi di quelle interessate alla secessione dei ricchi. Il modello sanitario lombardo \u00e8 fondato sull\u2019equiparazione tra strutture pubbliche e private e anzi sulla competizione tra queste, alla base di una spietata aziendalizzazione delle prime. La sanit\u00e0 emiliano-romagnola non ha raggiunto questi livelli, ma promuove anch\u2019essa il ruolo dei privati, come del resto si ricava da un gesto inquietante e simbolico: ha incentrato il sistema di welfare aziendale dei suoi dipendenti sulle prestazioni sanitarie, il che \u00e8 francamente scandaloso per un ente chiamato a difendere il carattere universale del sistema della sicurezza sociale.<\/p>\n<p>Insomma, le Regioni hanno dato prova di non saper esercitare le loro competenze, o peggio di farlo per mortificare il pubblico e alimentare forme di privatizzazione selvaggia. La loro azione ha sovente incentivato fenomeni di malcostume politico, smentendo cos\u00ec un assunto di chi, nel corso degli anni Settanta, aveva promosso l\u2019attuazione del regionalismo: che avvicinare la politica ai cittadini significava contrastare la corruzione.<\/p>\n<p>Da ultimo proprio le Regioni hanno poi alimentato quella forma di antipolitica che si esprime attraverso il caudillismo dei loro presidenti, interessati ad assicurarsi un futuro politico nazionale e impegnati a cercare visibilit\u00e0 ingaggiando scontri surreali con il livello nazionale: da ultimo quelli sulle misure anticovid. A queste condizioni promuovere ulteriormente l\u2019autonomia regionale suona come una provocazione, alla quale non resta che rispondere con un\u2019altra provocazione: aboliamo le Regioni!<\/p>\n<p><strong>Fonte :\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/aboliamo-le-regioni\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/aboliamo-le-regioni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Micro Mega (Alessandro Somma) Occorre un forte impegno ad abolire alcuni strati amministrativi intermedi come le Province: si chiudeva cos\u00ec la celebre lettera formata da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet nella loro funzione di presidenti entrante e uscente della Banca centrale europea, che a fine 2011 apr\u00ec la strada al governo tecnico lacrime e sangue di Mario Monti. 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