{"id":61235,"date":"2020-12-07T12:00:39","date_gmt":"2020-12-07T11:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61235"},"modified":"2020-12-07T11:59:12","modified_gmt":"2020-12-07T10:59:12","slug":"il-cretino-di-destra-e-quello-di-sinistra-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61235","title":{"rendered":"Il cretino di destra e quello di sinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 40px;text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>(Alfio Squilaci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Borghesi piccoli piccoli, bigotti e senza idee, oppure intellettualini da salotto pronti a leggere in chiave ideologica anche il men\u00f9 del ristorante. Che siano di destra o di sinistra, questi cretini hanno portato a un risultato imprevisto: la scomparsa dei \u201cnon allineati\u201d. Flaiano, Germi, Montale, Brancati, Parise, Arbasino, sono stati uccisi da un cretino, non importa di che colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il cretino di destra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cretino di destra (cdd), che esiste n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno del cretino di sinistra, \u00e8 di prevalenza un piccolo borghese dal punto di vista sociale. L\u2019economista Paolo Sylos-Labini in un suo vecchio libro (Saggio sulle classi sociali, Laterza, 1974) definiva la piccola borghesia una \u201cquasi classe\u201d ossia un ibrido. \u00c8 una classe affetta da bovarismo: \u00e8 una cosa e vorrebbe esserne un\u2019altra, hegelianamente \u00e8 una cosa \u201cin s\u00e9\u201d e un\u2019altra \u201cper s\u00e9\u201d: la testa borghese, lo stomaco proletario. E adesso che non arriva a fine mese, parteggia ancora per le ragioni delle classi a essa superiori. Scriveva Sylos-Labini che la piccola-borghesia dal punto di vista politico \u00e8 soggetta a una specie di \u201ctiro alla fune\u201d: se viene attratta dal proletariato abbiamo il riformismo, se invece dalla borghesia, il fascismo. Oggi, questo schema \u00e8 decisamente obsoleto, per\u00f2 ci fa capire come oscilla l\u2019ago della bussola. La piccola borghesia nel suo realismo e cinismo ha sposato per intero la destra di oggi chiedendo nei fatti dogmatismo e autorit\u00e0 ma coprendo la sua richiesta con la cosmesi linguistica dell\u2019ipocrisia chiamando tutto ci\u00f2 \u201crivoluzione liberale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Da un punto di vista morale e intellettuale il borghese piccolo piccolo \u00e8 un filisteo. Roland Barthes descrisse mirabilmente il filisteo in \u201cMiti d\u2019oggi\u201d come il portatore di una \u201cideologia anonima\u201d. Di cosa si tratta? Di grettezza e crudelt\u00e0 mentale, di incapacit\u00e0 di pensare l\u2019altro. Quando Barthes scrive quei mirabili saggi siamo nella Francia degli anni \u201950, gli anni in cui trionfa Poujade e il poujadismo, ossia il movimento dei bottegai, dei borghesi piccoli piccoli, che odiano con la stessa virulenza sia il fisco che gli intellettuali. Sono un po\u2019 come i nostri qualunquisti di Guglielmo Giannini del dopoguerra o qualche altro movimento politico dei giorni nostri. Indovinate quale. Verso di loro Barthes lancia le sue frecce pi\u00f9 velenose e acuminate: in fondo quando dice \u201cpiccolo borghese\u201d \u00e8 a Poujade che si rivolge, \u00e8 lui l\u2019interlocutore esplicito, e la sua \u201cideologia anonima\u201d \u2013 bella espressione in cui viene racchiuso tutto il sentimento e il risentimento della piccola borghesia \u2013 \u00e8 il bersaglio della prosa di Barthes.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Una componente di questa ideologia anonima \u00e8 l\u2019odio per il mondo delle parole degli intellettuali, della loro ricchezza semantica: da qui il ricorso alla tautologia che denuncia l\u2019insofferenza per le spiegazioni ritenute troppo articolate. Ma insomma: che sar\u00e0 mai il teatro: \u201cIl teatro \u00e8 il teatro\u201d dice il piccolo borghese, e Barthes chiosa acidamente: \u00abLa pigrizia promossa al rango del rigore. \u201cRacine \u00e8 Racine\u201d: sicurezza ammirabile del niente\u00bb. E Barthes precisa: \u00abC\u2019\u00e8 nella tautologia un doppio omicidio: si uccide la razionalit\u00e0 perch\u00e9 vi resiste; e si uccide il linguaggio perch\u00e9 vi tradisce\u00bb. In questo mondo morale accade che ogni parola avversa \u00e8 ridotta a un rumore e in cui l\u2019abilit\u00e0 polemica del borghese piccolo piccolo consiste nel \u00abcaricare l\u2019avversario degli effetti delle proprie mancanze, a chiamare oscurit\u00e0 la propria cecit\u00e0 e inconsistenza verbale la propria sordit\u00e0\u00bb. \u00abOgni antintellettualismo finisce nella morte del linguaggio, ossia nella distruzione della socialit\u00e0\u00bb poich\u00e9 \u00abil piccolo borghese \u00e8 un uomo incapace di immaginare l\u2019Altro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il piccolo borghese \u00e8 cinico ossia non ha principi ma convenienze e si nutre solo di valori acquisitivi. \u00c8 \u201crealista\u201d ossia glorifica il fatto compiuto: pensa come un hegeliano di destra: \u201cIl reale \u00e8 sempre razionale\u201d per lui, e non si stupisce n\u00e9 tanto meno si indigna per cause che vadano al di l\u00e0 del suo particulare. Odia l\u2019intellettuale che cerca di spiegare perch\u00e9 le cose sono cos\u00ec e soprattutto come avrebbero potuto essere se avessero preso un altro corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questo filisteo \u00e8 scortese, inacidito, cattivo. In Italia si \u00e8 autonominato \u201cmoderato\u201d. Ma in fondo \u00e8 un violento. Violenza repressa, non attiva, la sua, ma desiderata, ottativa ed esercitata per delega come il sesso, vedremo. Il piccolo borghese \u00e8 forse nell\u2019animo pi\u00f9 violento del picchiatore fascista, ma non ne ha la forza fisica, fantastica perci\u00f2 sfracelli; in un film lo raffigurerei come colui che d\u00e0 il colpo di ombrello (incartato in una copia di \u201cLibero\u201d) alla vittima, stesa a terra dal violento primario: il picchiatore fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Pensa male, parla male e vive male. Se sta bene economicamente odia ancora di pi\u00f9 il mondo. Di norma non legge perch\u00e9 ha paura di essere scosso nelle sue certezze. Si sostenta con una ignoranza cattiva che alimenta il pi\u00f9 possibile astenendosi rigorosamente dalla lettura. Ma quando legge predilige i suoi quotidiani velenosi che non mancano mai di indicargli ogni giorno un nemico, un cattivone, come bersaglio per i suoi fiotti di bile. Esteticamente oltre ai cinepanettoni \u00e8 attratto dal palinsesto delle quattro \u201cC\u201d, calcio, cosce, canzoni e cazzate e quando si annoda una conversazione con lui ci si pente subito di aver lasciato i terreni delle ricette di cucina o delle previsioni atmosferiche. \u00c8 sessualmente un \u201cmoderato\u201d- pensa che il sesso che fa lui \u00e8 erotismo, quello che fanno gli altri pornografia \u2013 ma se il suo leader di riferimento \u00e8 affetto da satiriasi \u00e8 disposto, il nostro filisteo, a rivoltare la storia e a chiamare a testimoni Sardanapali e Semiramidi e tutte le orge del potere per affermare che il potere \u00e8 cos\u00ec ed \u00e8 stato sempre cos\u00ec, un\u2019orgia perpetua, e dare del filisteo, proprio lui, all\u2019avversario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non si pu\u00f2 chiudere il ritratto del nostro filisteo senza rammemorare la canzone di Claudio Lolli \u201cPiccola borghesia\u201d che fotografa il nostro tipo per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il cretino di sinistra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(in estetica e non solo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A volte il cretino di sinistra (cds) \u00e8 pi\u00f9 devastante di quello di destra, perch\u00e9 mentre quest\u2019ultimo, spesso privo di argomenti, si affida in fondo alla ragione della forza, quello di sinistra, che crede di avere argomenti pi\u00f9 alti, punta alla supposta forza della ragione (alle idee, ai libri), con il risultato che la stupidit\u00e0 di destra si risolve con l\u2019esaurirsi dell\u2019azione mentre quella di sinistra agisce nei tempi lunghi, si infiltra nei pensieri e riemerge sotto forma di arcigne e inderogabili idee ricevute e luoghi comuni. Il cds fu per primo individuato da Leonardo Sciascia, che cos\u00ec lo battezz\u00f2, in uno scritto del 1963, formula che secondo le mie letture riprendeva alcune suggestioni sul \u201cprofondismo\u201d di Vitaliano Brancati vergate ne I piaceri. In Sciascia si poteva leggere questo passo: \u00abIl cretino di sinistra ha una spiccata tendenza verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 difficile. Crede che la difficolt\u00e0 sia profondit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Soffriamo intellettualmente di categorie dello spirito metastoriche che in Italia si sono insediate come dei cookies nella nostra memoria collettiva a partire dalla met\u00e0 degli anni Sessanta del secolo scorso, quando la Sinistra ebbe il suo momento di grande slancio e di parossismo, ma sono ancora libere e circolanti in mezzo a noi, e ci fanno ragionare per stimolo-risposta irriflessivo, per partito preso. (Ricordate? Il caff\u00e8, la doccia\u2026 di sinistra, il t\u00e8, la vasca da bagno\u2026 di destra, ecc). A volte ho delle litigate furiose con il cds basico, quello che giudica tutti i fatti estetici in ragione di schieramenti ideologici: un poeta ha criticato intelligentemente il comunismo, perch\u00e9 tra l\u2019altro l\u2019ha patito sulla propria pelle? \u00c8 un poeta che non vale niente. Vargas Llosa \u00e8 un liberale? non meritava il Nobel. Brecht e M\u00e1rquez? Ah quelli s\u00ec che sono dei nostri. Bertolucci, Fo, De Gregori, Erri De Luca, Vecchioni? Compagni! E tutto ci\u00f2 a dispetto del fatto che fra costoro si annidano degli opportunisti, quando non degli stolti o dei cripto-destri della pi\u00f9 bell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vai a ricordare al nostro cds che Moravia era sicuramente un compagno, ma non per questa ragione fu quel grande scrittore che \u00e8 stato. Era ossessionato dal sesso, \u00e8 vero: riteneva che fosse quella \u2013 come per Balzac il denaro \u2013 la chiave per interpretare il mondo. Diceva anche, in un libercolo (Intervista sullo scrittore scomodo, a cura di Nello Ajello, Laterza, 1978) che uno scrittore deve esprimere se stesso e le proprie ossessioni nei romanzi, senza partiti presi, e riservare ad altre forme di espressione (convegni, saggi, interviste) il proprio impegno (v. anche Impegno controvoglia, 1980). Tendeva a distinguere la letteratura dalla vita. E poi: vai a ricordare ancora al nostro cds che tutta la letteratura francese prima di Zola \u00e8 di \u201cdestra\u201d: da Chateaubriand a Balzac, da Baudelaire a Flaubert fino al novecentesco C\u00e9line, e che pure \u00e8 una letteratura superba. Vai a ricordargli ci\u00f2 che Benedetto Croce aveva criticamente argomentato a proposito di \u201clogica dei distinti\u201d: ossia che le categorie di bello, di buono, di utile, di vero, si \u201cprocessano\u201d secondo i loro stessi principi, sono autonome nella vita dello spirito, e che pertanto ci pu\u00f2 essere un buono non bello. Che ti puoi industriare sui buonissimi principi \u2013 il riscatto dei neri per esempio -, e scrivere un\u2019operina esteticamente non memorabile come La capanna dello zio Tom. E che forse in fatto di arti e di estetica conta solamente il bello, che poi \u00e8 anche il vero come attestava John Keats. E dunque? Il nostro cds \u00e8 fisso e fesso nel suo ragionamento: l\u2019unico discorso che ammette \u00e8 quello politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia in verit\u00e0 molti, che pure non vorrebbero condividere questo tipo di cretinismo, scelgono comunque la sinistra, ma lo fanno kantianamente in senso trascendentale puro (ossia non derivante dall\u2019esperienza, la quale pullula di cds che li farebbero andare da tutt\u2019altra parte). E infine perch\u00e9, esclusi i cds, in quello schieramento trovano la loro compagnia ideale e le persone pi\u00f9 affini, quelle che leggono e vanno al cinema quanto meno, anche perch\u00e9 sull\u2019altro versante, fra gente comune, sembra concentrarsi l\u2019estetica del palinsesto summenzionato delle quattro \u201cC\u201d (calcio, cosce, canzoni e cazzate) e il semplice annodare conversazioni risulta impresa impossibile, specie in vacanza quando le grisaglie politiche vengono momentaneamente dismesse, ed emerge, inguardabile, l\u2019homo aesteticus di destra in tutte le sue insopportabili nudit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ultima annotazione: la polarizzazione del nostro Paese, tra destra e sinistra, intese come categorie totalizzanti, ha portato un risultato distruttivo non previsto: la scomparsa dei \u201cnon allineati\u201d; le terze forze, spesso liberali ma anche no. Flaiano, Germi, Montale, Brancati, Parise, Arbasino, cos\u2019erano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo dico adesso a conclusione, visto che per molti \u00e8 fin troppo facile dare etichette in relazione alla situazione politica attuale. Ebbene s\u00ec, a volte chi scrive passa dal cretino di destra al cretino di sinistra. Come in un trapezio. Lungi dall\u2019assumere coriacee certezze, che sono appannaggio del cretino integrale senza specificazioni, chi ha un minimo di frequentazione del mondo delle idee sa con certezza solo come esse si muovono dentro di noi. A volte, come nel personaggio di Sciatov dei Demoni di Dostoevskij, le idee ci sovrastano come dei macigni, sotto cui restiamo schiacciati; a volte, come dice Balzac, \u00able idee si trasformano in ghigliottina e baionette\u00bb, e talaltra infine sono come dice Diderot \u201cmes catins\u201d, le mie puttane. Ne prendiamo alcune e ne lasciamo altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Vivere nel mondo delle idee significa sapere che esse sono ossessive, lascive, torbide, cupe, seducenti, amabili, confortanti, traditrici, esplicative o obnubilanti ecc, e spesso agiscono in noi come i sentimenti o gli stati d\u2019animo. Sapere come agiscono in noi, come incrociano la nostra psiche e la nostra condizione sociale \u00e8 il compito pi\u00f9 arduo che la coscienza ci impone. Le idee infatti determinano, secondo la locuzione di Max Scheler, il maggior \u201cconsumo di coscienza\u201d. \u00c8 proprio con esse o senza di esse che navighiamo nel mondo. Fossero anche tutte sbagliate, come talora ci appaiono, senza di esse non potremmo stare in societ\u00e0, cio\u00e8 nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/il-cretino-di-destra-e-quello-di-sinistra\/\">https:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/controcultura\/societa\/il-cretino-di-destra-e-quello-di-sinistra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Alfio Squilaci) Borghesi piccoli piccoli, bigotti e senza idee, oppure intellettualini da salotto pronti a leggere in chiave ideologica anche il men\u00f9 del ristorante. Che siano di destra o di sinistra, questi cretini hanno portato a un risultato imprevisto: la scomparsa dei \u201cnon allineati\u201d. Flaiano, Germi, Montale, Brancati, Parise, Arbasino, sono stati uccisi da un cretino, non importa di che colore. 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