{"id":6127,"date":"2012-03-15T23:11:47","date_gmt":"2012-03-15T23:11:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=6127"},"modified":"2012-03-15T23:11:47","modified_gmt":"2012-03-15T23:11:47","slug":"rivolta-o-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=6127","title":{"rendered":"Rivolta o liberazione?"},"content":{"rendered":"<p>Con la modifica dell&rsquo;art. 81 e il &quot;pareggio&quot; di bilancio che si vuole portare in Costituzione, l&rsquo;Italia (al pari di tutti gli Stati dell&#39;Unione Europea) diventa come la Grecia: protettorato tra protettorati a diverso titolo di considerazione da parte del centro politico dell&#39;Impero. Lo sancisce il &quot;Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union&quot;, altrimenti detto &quot;Fiscal Compact&quot;. Cosa si intende in termini di &quot;compattare&quot; e comprimere, chi sar&agrave; penalizzato e chi trarr&agrave; vantaggio, &egrave; evidente nell&#39;agenda politica che viene portata avanti in Italia dal governo euroatlantico guidato da Mario Monti: piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e di quelli professionali; privatizzazioni su larga scala; fine del contratto collettivo nazionale di lavoro, con salari e condizioni di lavoro vincolate alle esigenze transnazionalizzate d&#39;impresa; licenziamenti pi&ugrave; facili; tagli di spesa ulteriori e generalizzati; eccetera. Tutto all&#39;insegna di questo &quot;Meccanismo Europeo di Stabilit&agrave;&quot; (MES) che sancir&agrave; la natura illegale e, letteralmente, anti-costituzionale di ogni spesa in deficit di bilancio. Si tratta del requiem ad investimenti di natura sociale (ad esempio, ricerca, infrastrutture, istruzione, sanit&agrave;), dello svuotamento di senso di quei princ&igrave;pi costituzionali che hanno posto quella italiana ad avanzati livelli e che hanno consentito, pur in una cornice di &quot;certo&quot; capitalismo quale quello vissuto in Italia dagli anni Cinquanta sino, grosso modo, alla fine degli anni Ottanta, una qualcerta &#39;avanzata&#39; nei rapporti non solo di lavoro, sull&#39;onda dell&#39;affermazione di certi diritti sociali. Il criterio aziendalistico privato del pareggio di bilancio avr&agrave; il significato di un prelievo fiscale imposto ai cittadini senza ritorno sociale.<!--more--><\/p>\n<p>La grancassa massmediatica che si sta dispiegando in termini di &#39;gogna criminalizzante&#39; dell&#39;evasore\/elusore fiscale negli strati di classi pi&ugrave; o meno dominate (con assoluta impunit&agrave; verso i grandi evasori\/elusori interni o intrecciati alle classi dominanti interne ed estere) s&#39;inscrive in questa macro operazione sistemica euroatlantica. Risorse drenate non in vista di obiettivi di interesse generale, ma in ragione di una &quot;economicit&agrave; privatistica&quot; dettata ed imposta da interessi e finalit&agrave; estranei e a ben vedere ostili a quelli collettivi espressione di ogni nazione. Ci&ograve; che prevedibilmente caratterizzer&agrave; sempre pi&ugrave; la societ&agrave; italiana euroamericanizzata sar&agrave; una commistione di impoverimento e di precarizzazione delle condizioni generali di vita di cui ancora non sono appieno dispiegate portata e dimensioni. Il tutto all&#39;insegna di uno snaturamento sostanziale, per via regressiva, della Costituzione italiana e dei rapporti sociali conseguenti che all&#39;ingrosso prevedeva. E&#39; fondato parlare di un &quot;colpo di Stato bianco&quot; anche nel nostro Paese? Certamente s&igrave;. Con l&#39;accortezza di cogliere i vari tornanti che ne hanno scandito storicamente il dispiegamento progressivo e considerare gli sviluppi recenti ed attuali approdi come parte di un processo il cui grimaldello &quot;eversivo&quot; da tempo si palesa nelle vesti dell&#39;ideologismo europeista. In questo quadro s&#39;inscrive il trasversale e sostanziale sostegno della quasi totalit&agrave; delle forze politiche e sindacali di questo paese i cui posizionamenti e scelte oggi condivise la dicono lunga sul grottesco gioco degli specchi che vent&#39;anni del loro teatrino berlusconiano ed antiberlusconiano hanno prodotto. Tutto questo, ragionevolmente, prefigura un orizzonte a breve di forte depressione ed uno scollamento sociale senza precedenti da dette forze. Sta sempre pi&ugrave; entrando a pieno regime di funzionamento una dimensione dei rapporti sociali e di (sotto)produzione di tipo americano. Con la specificit&agrave;, non solo italiana, che qualunque esecutivo, in questa cornice istituzionale sovranazionalizzata, non potr&agrave; che ridursi -chi pi&ugrave;, chi poco meno- a svolgere mansioni ragionieristiche conto terzi. In un&#39;ottica di tagli, di smantellamenti di diritti, di svuotamento e cessione dei residui pezzi di sovranit&agrave; nazionali, di abbassamento progressivo ed in prospettiva radicale delle condizioni di vita, di contenimento repressivo a tutto campo. Si tratta della materialit&agrave; di condizioni che connota ogni Paese in condizioni di subalternit&agrave;, sudditanza, commissariamento. Grandi turbolenze si prospettano quindi all&rsquo;orizzonte. E&#39; tutto da vedere se i referenti al governo che, su commissione esterna, hanno scoperchiato il vaso di Pandora del sistema di produzione e di relazioni sociali di questo paese abbiano ben chiaro ci&ograve; che sulla carta dovrebbe innescarsi. Come per&ograve;, allo stato, conferma il caso della Grecia, dove anche la combattivit&agrave; di certi sindacati e certe forze politiche non riesce a strappare risultati significativi, il malcontento, pi&ugrave; in generale la lotta sociale, ha bisogno di uno strumento politico, di una strategia politica, di obiettivi politici. Innanzitutto di una chiara ed esplicita rivendicazione della sovranit&agrave;. Quindi di idee, di progetti di societ&agrave; che si articolino nel durante e nell&#39;articolazione di rivendicazioni e lotte concrete. Di una lotta di liberazione nazionale, insomma. Consapevoli che la negazione della sovranit&agrave; significa negazione alla possibilit&agrave; di scegliere e decidere pienamente alcunch&eacute;. La sfida del futuro prossimo rimanda quindi, in estrema sintesi, ad un interrogativo cui sar&agrave; necessario dare risposte in termini di contenuto, di indirizzo, di linguaggio, di analisi, di proposte, di progetto, di forze sociali, e cio&egrave;: rivolta o liberazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la modifica dell&rsquo;art. 81 e il &quot;pareggio&quot; di bilancio che si vuole portare in Costituzione, l&rsquo;Italia (al pari di tutti gli Stati dell&#39;Unione Europea) diventa come la Grecia: protettorato tra protettorati a diverso titolo di considerazione da parte del centro politico dell&#39;Impero. Lo sancisce il &quot;Treaty on Stability, Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union&quot;, altrimenti detto &quot;Fiscal Compact&quot;. 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