{"id":61273,"date":"2020-12-08T12:08:15","date_gmt":"2020-12-08T11:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61273"},"modified":"2020-12-08T12:05:45","modified_gmt":"2020-12-08T11:05:45","slug":"il-futuro-delluniversita-liberta-e-collaborazione-o-competitivita-e-valutazione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61273","title":{"rendered":"Il futuro dell\u2019Universit\u00e0: libert\u00e0 e collaborazione o competitivit\u00e0 e valutazione?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ECONOMIA E POLITICA<\/strong> (Daniele Rinaldi, Paolo Pini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cosiddetto \u201c<strong>Processo di Bologna<\/strong>\u201d o \u201c<strong>Dichiarazione di Bologna<\/strong>\u201d del 1999<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/universita-e-ricerca\/il-futuro-delluniversita-liberta-e-collaborazione-o-competitivita-e-valutazione\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0segna un punto di svolta per il modo di concepire Universit\u00e0 e Ricerca. Non solo perch\u00e9 \u00e8 posto alla fine di un millennio, ma perch\u00e9 in realt\u00e0 riassume e realizza quello che \u00e8 un cambiamento egemonico a livello globale. Il Liberismo Economico su base multinazionale ha vinto la sua battaglia sia sul campo politico sia dal punto di vista di vista Filosofico (come visione del mondo).<\/p>\n<p>L\u2019idea di libera Ricerca e libera Universit\u00e0 necessariamente \u00e8 costretta a chinare il capo davanti ai nuovi padroni.<\/p>\n<p>Ora i nuovi concetti guida nati da quel Processo sono profondamente mutati e mutuati dall\u2019economicismo che pretende che tutto abbia una misura ed un valore di mercato.<\/p>\n<p>Il primo concetto chiave \u00e8 la Competitivit\u00e0\u2019, contrapposta alla Collaborazione che da sempre \u00e8 stata la forza della ricerca. Competitivit\u00e0 vuol dire antagonismo e lotta per arrivare a portare a casa finanziamenti, e ad essere tra i primi nei ranking nazionali ed internazionali, mentre lo sviluppo scientifico pu\u00f2 basarsi solo collaborazione, lo scambio di idee, la condivisione di approcci, metodi e risultati scientifici.<\/p>\n<p>Un altro concetto fondamenta \u00e8 la Valutazione. Il problema \u00e8, che mentre nel passato la \u201cvalutazione\u201d era un fenomeno naturale, dove le idee venivano dibattute anche ferocemente (ci furono dissidi anche tra Bohr ed Einstein) e la scienza progrediva in base ed un naturale e dialettico confronto e verifica sperimentale, ora si pretende di misurare numericamente la Ricerca come se ne esistesse una univoca unit\u00e0 di misura. Questo fenomeno \u00e8 anche dovuto alla riduzione (almeno in Italia) dei fondi della ricerca e alla malsana idea di valutare economicamente a cosa pu\u00f2 portare la Ricerca nell\u2019immediato (economicismo di breve e brevissimo periodo). Con un pensiero cos\u00ec limitato ed eticamente potremmo affermare meschino oggi forse non avremmo n\u00e9 i computer n\u00e9 l\u2019elettronica. Tant\u2019\u00e8 che in mancanza di criteri certi si sono dovuti inventare criteri statistici per dare un numero e una misura alla Ricerca. Ma la statistica in questo caso \u00e8 solo una foglia di fico manipolabile e dice solo chi vende di pi\u00f9. Proviamo nel cinema a misurare con questo metro Fellini o (non oso fare nomi) qualche regista di saghe natalizie varie. La misura del botteghino sarebbe impietosa.<\/p>\n<p>Un altro concetto \u00e8 l\u2019Attrattivit\u00e0, cio\u00e8 quanto un\u2019Universit\u00e0 richiama studenti, nazionali o stranieri. Ora questo criterio pu\u00f2 essere interessante, in quanto anche nel passato pi\u00f9 lontano esso ha premiato Universit\u00e0 con la presenza di grandi studiosi. Ma questo significa creare ancora una volta disuguaglianze tra Istituti in crescita e altri in declino, mentre deve essere fondamentale la crescita e soprattutto lo sviluppo anche delle Universit\u00e0 delle zone economicamente pi\u00f9 in difficolt\u00e0 (spesso in Italia gli Atenei del sud). Questo potrebbe essere un ulteriore elemento per lo sviluppo capillare per la Ricerca e non un suo confinamento.<\/p>\n<p>Al contrario, noi crediamo che l\u2019Universit\u00e0 e la Ricerca siano basate sulla Collaborazione, che non \u00e8 un mero concetto, ma una idea di sviluppo globale delle risorse intellettuali dell\u2019umanit\u00e0. Questo implica il concetto di Libert\u00e0 che significa non essere vincolati alla sola visione della Ricerca in funzione della mera applicazione e ritorno economico immediato. Con questo pensiero ristretto saremmo ancora a studiare come ottimizzare la clava.<\/p>\n<p>Il naturale esito di queste idee porta alla conclusione che sono necessarie Risorse per attuare questo processo. Ora l\u2019esito della riduzione delle risorse porta alla affermazione dei concetti di Competitivit\u00e0, Valutazione, Attrattivit\u00e0 sopra descritti rendendo la libera ricerca schiava delle statistiche e di una burocratizzazione nell\u2019assegnazione delle risorse. Al contrario \u00e8 necessaria una espansione della Libert\u00e0 di Ricerca e dell\u2019allargamento della sua base. Perch\u00e9 storicamente \u00e8 stato questo il motore dello sviluppo scientifico.<\/p>\n<p>Per mascherare questa crisi ideologica e finanziaria ad un tempo, in Italia si sono inventati strumenti come l\u2019<strong>ANVUR<\/strong>\u00a0(Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) che riduce la valutazione e quindi la destinazione delle risorse ad una burocratizzazione ripetiamo meschina.<\/p>\n<p>A dimostrazione che il re \u00e8 nudo, \u00e8 noto che i progetti di ricerca finanziati a livello nazione (<strong>PRIN<\/strong>\u00a0ecc.) siano praticamente scomparsi per le loro tempistiche geologiche e per il limitatissimo budget che viene stanziato.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge il problema delle carriere, reclutamento e precariato, il quale sopperisce alla diminuzione drammatica dei docenti avvenuta dal 2010 in poi. Per non dire dell\u2019<strong>ASN<\/strong>\u00a0(Abilitazione Scientifica Nazionale) che assegna una Abilitazione a professore in funzione di statistiche, fornite da agenzie private con conflitto di interessi, e ad un giudizio di Commissioni che di volta in volta cambiano i criteri come se fosse un concorso a posto e non una semplice abilitazione, lasciando nell\u2019incertezza i candidati.<\/p>\n<p>Tutta questa complessa macchina, che pretende di misurare ci\u00f2 che non \u00e8 misurabile, ha portato a disastri enormi, a fronte di un sistema che si regge in buona parte su Precari (Assegnisti, RTDB), e Ricercatori a Tempo Indeterminato (RTI) con modesti livelli retributivi.<\/p>\n<p>Non a caso, le varie proposte di legge sul precariato, in mancanza di un serio finanziamento e di un serio riesame del reclutamento, che finalmente mandi in pensione il vecchio sistema dell\u2019ASN, finiranno con l\u2019eliminare i precari (come persone) e non il precariato (come sistema). In attesa che la politica si decida finalmente ad una revisione dell\u2019apparato di leggi nato con la Gelmini (ma sviluppato dai seguenti governi di centro-sinistra, nessuno lo nasconda) come da pi\u00f9 parti si richiede, perdurando questa situazione di sottofinanziamento e di burocratizzazione del reclutamento, a vincere saranno i grandi gruppi e le Universit\u00e0 storicamente ed economicamente pi\u00f9 forti e a perdere immancabilmente tutte le altre Universit\u00e0, particolarmente quelle del sud.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il problema dei RTI che da innumerevoli anni attendono un riconoscimento per il loro lavoro, sottopagato e disconosciuto, che sorregge le Universit\u00e0, tenendo la Docenza di Corsi ufficiali e sostenendo la Ricerca. \u00c8 necessario un pieno riconoscimento del loro ruolo Docente aldil\u00e0 degli orpelli legislativi e burocratici per farli uscire dal limbo nel quale si trovano. A pagarne lo scotto in questa situazione ne \u00e8 tutto il sistema della libera Ricerca come uno dei fondamenti del progresso umano.<\/p>\n<p>La politica deve ora assumersi la responsabilit\u00e0 di risolvere questi nodi, per attuare una inversione di tendenza attraverso i concetti di Libert\u00e0 e Collaborazione contrapposti a Competitivit\u00e0 e Valutazione. Nel contempo tutto sarebbe vano se non si impegnassero risorse necessarie, intese come investimento per il futuro e non come capitoli onerosi di mera spesa.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/universita-e-ricerca\/il-futuro-delluniversita-liberta-e-collaborazione-o-competitivita-e-valutazione\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/processo-di-bologna\">https:\/\/www.miur.gov.it\/processo-di-bologna<\/a>: \u201cIl Processo di Bologna nasce nel 1999 come accordo intergovernativo di collaborazione nel settore dell\u2019Istruzione superiore. L\u2019iniziativa era stata lanciata con la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ehea.info\/cid100210\/ministerial-conference-bologna-1999.html\">Conferenza di Bologna<\/a>\u00a0alla conferenza dei Ministri dell\u2019istruzione superiore europei, sottoscritta a Bologna nel giugno 1999 ed ispirata dall\u2019antecedente incontro dei Ministri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito del 1998 (<a href=\"http:\/\/www.bdp.it\/processobologna\/content\/index.php?action=read_cnt&amp;id_cnt=6070\">Dichiarazione della Sorbona 1998<\/a>). L\u2019obiettivo era appunto costruire uno Spazio Europeo dell\u2019Istruzione Superiore che si basasse su principi e criteri condivi tra i Paesi firmatari\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/universita-e-ricerca\/il-futuro-delluniversita-liberta-e-collaborazione-o-competitivita-e-valutazione\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/lavoro-e-diritti\/diritti\/universita-e-ricerca\/il-futuro-delluniversita-liberta-e-collaborazione-o-competitivita-e-valutazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (Daniele Rinaldi, Paolo Pini) &nbsp; Il cosiddetto \u201cProcesso di Bologna\u201d o \u201cDichiarazione di Bologna\u201d del 1999[1]\u00a0segna un punto di svolta per il modo di concepire Universit\u00e0 e Ricerca. 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