{"id":61289,"date":"2020-12-09T10:30:06","date_gmt":"2020-12-09T09:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61289"},"modified":"2020-12-09T05:28:23","modified_gmt":"2020-12-09T04:28:23","slug":"non-e-fantapolitica-le-avventure-di-tartarino-di-tarascona-applicate-al-partito-democratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61289","title":{"rendered":"Non \u00e8 fantapolitica. Le avventure di Tartarino di Tarascona applicate al Partito democratico"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-50807\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LInkiesta-copia.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LInkiesta-copia.jpeg 225w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LInkiesta-copia-150x150.jpeg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LInkiesta-copia-160x160.jpeg 160w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p dir=\"ltr\">di Luigi Sanlorenzo &#8211; 8 Dicembre 2020<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Zingaretti ha promesso che avrebbe domato molti leoni e forse riportato a casa la pelle di qualcuno di questi con cui adornare la sede del Pd. Ma come l\u2019eroe di Alphonse Daudet, promette rivoluzioni su Mes, ius soli e decreti sicurezza, ma intanto si consola con la consultazione della mappa parlamentare, ugualmente abitata da personaggi da romanzo d\u2019appendice.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nell\u2019entroterra della Costa Azzura, a pochi chilometri da Avignone, sulle sponde del Rodano si adagia Tarascona, una delle mille quiete cittadine della Francia in cui il silenzio \u00e8 rotto soltanto dal suono delle campane e dallo scalpiccio frettoloso dei passanti che si affrettano verso casa con la baguette sottobraccio. Siamo nella Provenza dai mille profumi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il nome trae origine da Tarasca, un mostro gigantesco simile alla chimera, sconfitto secondo la legenda da Santa Marta in un curioso modo che potremmo definire \u201cprogressivo\u201d. Ad ogni preghiera della Patrona della citt\u00e0, sbarcatavi nell\u2019anno 48 profuga secondo la tradizione insieme alla sorella Maria dalla Palestina, il corpaccione scaglioso si riduceva sempre di pi\u00f9 e quando le dimensioni lo resero possibile, gli abitanti della citt\u00e0 poterono ucciderlo a colpi bastone. La santa non era stata molto lodata nel Vangelo rispetto alla pi\u00f9 contemplativa sorella, tuttavia in quell\u2019occasione il suo pragmatismo le valse una cattedrale, seppur <u>di<\/u> provincia.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Meno fantasiosa e ben asseverata \u00e8 la vicenda accaduta a poca distanza nella regione del Gevaudan, dove per anni impervers\u00f2 una belva, non classificabile in alcuna specie zoologica a quel tempo conosciuta, che terrorizzava la popolazione e caus\u00f2 molte vittime, ritrovate dilaniate nei boschi. Nella Francia alla vigilia della Rivoluzione si vollero dare molti significati all\u2019evento la cui causa alcuni volevano far risalire a un avvertimento divino volto a contrastare le idee sovversive propagate dall\u2019Illuminismo che minacciavano il potere ecclesiastico. La Vandea in Francia non \u00e8 solo una regione della valle della Loira, ma talvolta anche una categoria dello spirito.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Chi scrive venne a conoscenza del fatto attraverso il Corriere dei Piccoli che negli anni \u201960 ne pubblic\u00f2 a puntate il racconto e, con la nostalgia dell\u2019infanzia, ne ha rivisto la trasposizione cinematografica nel film \u201cIl Patto dei lupi\u201d, girato nel 2001 dal regista francese Christophe Ganz, con un\u2019inquietante dark lady interpretata dalla sinuosa Monica Bellucci.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Un\u2019accurata documentazione d\u2019archivio riporta i fatti e l\u2019atmosfera di quei giorni lontani, il terrore della popolazione, la preoccupazione delle autorit\u00e0 e l\u2019immancabile invio da Parigi dell\u2019eroe incaricato di snidare la belva ma anche la mistificazione dei moralisti e dei bigotti del tempo che l\u2019avevano prodotta. Come nella vicenda del Mastino dei Baskerville, entrambi i \u201cmostri\u201d si riveleranno essere animali di grandi dimensioni, un leone nel racconto francese, un molosso nel racconto di Arthur Conan Doyle, truccati dai rispettivi padroni e resi feroci dai medesimi per essere strumento di terrore e di morte al servizio di disegni di destabilizzazione e di vendetta.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Entrambi si muovono nella nebbia nella quale la ragione spesso si perde tra gli incubi e \u2013 come dipinse Francisco Goja in quel finire del XVIII secolo raffigurando in una successiva incisione anche Don Chisciotte che teme di addormentarsi \u2013 genera mostri. La medesima preoccupazione \u00e8 presente nel grande quadro dipinto da Renato Guttuso nell\u2019agosto di quaranta anni fa, con riferimento alla strage di Bologna e ai timori di quegli anni. Il settimanale L\u2019Espresso, allora diretto da Livio Zanetti, ne fece una storica copertina.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ma \u00e8 di un singolare \u201ceroismo\u201d che ora racconter\u00f2. E per farlo occorre tornare in quella Tarascona da cui ho iniziato.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel 1872 lo scrittore Alphonse Daudet pubblic\u00f2 un romanzo satirico intitolato \u201cLe avventure prodigiose di Tartarino di Tarascona\u201d, ispirato alla figura di Henri Reynaud, un famoso cacciatore di leoni nelle montagne dell\u2019Atlante in quell\u2019Algeria allora possedimento francese. Individuo pacifico, buontempone, sempre ridanciano e incontenibile pallista, il grassoccio e pantofolaio Tartarino si vanta di essere prediletto dalla dea Diana e narra di mirabolanti avventure venatorie che lo avrebbero visto protagonista durante la vita. Stanchi delle sue balle colossali, i concittadini, in larga parte appassionati cacciatori di fauna locale, lo sfidano a produrre le prove della tanto declamata abilit\u00e0 e lo mettono alle strette: dovr\u00e0 partire per l\u2019Africa e riportare la pelliccia di una fiera.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tartarino \u00e8 terrorizzato, non ha mai sparato un colpo di fucile in vita propria n\u00e9 mai ha lasciato il patrio suolo, ma deve fare buon viso a cattivo gioco e si rassegna a sottoporsi alla prova. Segue il racconto delizioso delle mille esitazioni, dell\u2019acquisto di ogni arma e di altra utile attrezzatura, la scelta di un abbigliamento adeguato alla caccia grossa. Egli spera che nel corso di tali preparativi la pressione dei tarasconesi possa ridursi sino a svanire, ma \u00e8 inutile: ogni giorno qualcuno bussa alla sua porta per chiedergli a che punto si trovi e quando intenda partire. Il cacciatore immaginario lo rassicura mostrandogli la montagna di attrezzature acquistate, le mappe dell\u2019itinerario che percorrer\u00e0, le trappole di sicuro effetto che intende predisporre per costringere le belve a cadere sotto il piombo del proprio fucile dalle dimensioni sesquipedali.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tutto inutile. Dopo tre mesi di attesa, nel giorno fatale un folla vociante si raduna davanti alla sua casa, detta del Baobab, e lo costringe a uscire. A nulla varranno le nuove rassicurazioni e le promesse di mantenimento dell\u2019impegno richiesto che egli declama dal balcone.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nel volgere di qualche ora si presenta al popolo, pronto a partire e completamente bardato. Cos\u00ec descrive la scena Daudet: \u00abA un tratto, verso le dieci, fu un gran romore nella folla. La porta del giardino gir\u00f2 violentemente sui cardini. \u2014 \u00c8 lui!.., \u00e8 lui! \u2014 si grid\u00f2\u2026. Era lui. Quando apparve sulla soglia, due urli di stupore si levarono dalla folla. \u2013 \u00c8 un Turco! \u2013 Porta gli occhiali! Infatti, Tartarino di Tarascona andando in Algeria, si era creduto obbligato di vestire l\u2019abito algerino. Calzoni larghi, sboffanti, di tela bianca; piccola veste attillata a bottoni di metallo; due palmi di cintura rossa intorno allo stomaco; nudo il collo, scoperta la fronte, sul capo una gigantesca cic\u00eca (berretto rosso) con una nappa turchina, lunga lunga\u2026. Oltre a ci\u00f2, due fucili pesanti, uno per ispalla, un coltellone da caccia nella cintura, una cartuccera sul ventre\u2026. Sull\u2019anca una rivoltella dondolante nella busta di cuoio. Ecco tutto! Ah, no! chiedo scusa. Dimenticavo gli occhiali, un enorme paio di occhiali turchini che erano proprio quel che ci voleva per adombrare quanto di troppo feroce appariva nella figura del nostro eroe. \u2014 Evviva Tartarino! evviva Tartarino! \u2014 url\u00f2 il popolo. Il grand\u2019uomo sorrise, ma non salut\u00f2 perch\u00e8 i fucili 73 glielo impedivano. Del resto, adesso non si faceva pi\u00f9 illusione sul favore del popolo; forse, dentro di s\u00e8 egli malediceva a\u2019 suoi terribili compatriotti che lo costringevano a partire, a lasciare la confortevole casina dai muri bianchi e dalle persiane verdi\u2026. Ma questi pensieri non si vedevano. Tranquillo ed altero, tuttoch\u00e8 alquanto pallido, egli avanz\u00f2 sul marciapiede, guard\u00f2 le carriuole, e, veduto che ogni cosa stava bene, prese decisamente la via della stazione, senza nemmeno voltarsi verso la casa del baobab.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dietro a lui, camminavano, il bravo maggior Bravida, antico capitano di magazzino, il presidente Ladev\u00e8ze, poi l\u2019armaiuolo Costecalde, tutti i cacciatori e poi il popolo\u00bb.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il romanzo \u00e8 gustosissimo. Ora l\u2019intero testo \u00e8 disponibile liberamente online e magari lo si potr\u00e0 leggere ai nipotini per Natale (anche se forse a distanza).<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Dopo innumerevoli avventure in mare e in terra d\u2019Africa tra turchi, zuavi, avventurieri e bellissime maliarde, Tartarino affronta finalmente l\u2019ascesa ai monte dell\u2019Atlante in cerca dei leoni .<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Al termine di tanti inutili tentativi, finir\u00e0 con l\u2019uccidere un macilento e vecchissimo felino addomesticato, tenuto per compassione presso un convento di trappisti nella boscaglia. Ne seguir\u00e0 un grande sconquasso. Trascinato in tribunale, dovr\u00e0 pagare una multa salatissima per far fronte alla quale sar\u00e0 costretto a svendere l\u2019intera attrezzatura. Gli resteranno solo la pelle del malcapitato leone, poche altre carabattole che spedisce a Tarascona ed un cammello che nessuno vuole comprare. Per la compassione di un compatriota riesce ad imbarcarsi alla volta di Marsiglia e giunge finalmente nella cittadina natia.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">A corto di balle fantasiose, \u00e8 pronto ad affrontare il sarcasmo dei concittadini e ad autoisolarsi per sempre nella casa del Baobab. Con immenso stupore trova invece alla stazione di Tarascona una folla plaudente, la banda municipale ed i notabili. \u00c8 un trionfo, la pelle di quell\u2019unico leone, giunta via mare settimane prima, era stata considerata come solo una di quelle delle decine di animali certamente abbattuti; il cammello, mai visto da quelle parti, in un primo momento impaurisce perch\u00e9 ricorda la Tarasca ma Tartarino rassicura tutti dicendo:\u00ab\u00c8 una nobile bestia, mi ha visto uccidere tutti i miei leoni!\u00bb. La sera stessa nell\u2019osteria inizier\u00e0 il racconto della proprie gesta venatorie: \u00abFiguratevi che una certa sera, in pieno Sahara\u2026.\u00bb. La reputazione \u00e8 stata salvata e il prode cacciatore diventer\u00e0 una delle glorie locali.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Un po\u2019 meno per nipotini, beata innocenza, \u00e8 la somiglianza tra il personaggio di Tartarino e Zingaretti, il segretario del Partito democratico, non l\u2019attore pi\u00f9 amato degli italiani cui, probabilmente, fu debitore a suo tempo di tanto consenso nel Lazio ex feudo andreottiano e poi disorientato dalla frammentariet\u00e0 del fronte degli altri candidati. \u00c8 il primo presidente eletto due volte nella propria regione. Non ha fatto grandi studi, in fondo non tutti gli odontotecnici sono oltre il Po e tre solitari esami di filosofia non lo aiutano molto con Massimo Cacciari. Nel partito ha fatto strada, battendo alle primarie del 2018 Maurizio Martina, missing in action, e il mite Roberto Giachetti, gi\u00e0 radicale e considerato troppo renziano per i gusti di quell\u2019anno.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Un caustico ritratto di Nicola Zingaretti \u00e8 stato dipinto sul Fatto Quotidiano da Vincenzo Bisbiglia il 18 marzo del 2019, quando la liaison con il Movimento Cinque Stelle era ancora lontana. Vi si ricorda come il segretario fosse stato definito per anni il \u201csor tentenna\u201d e \u201cer saponetta\u201d, appellativi che Daudet troverebbe appropriati per l\u2019esitante Tartarino.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Da quando l\u2019inquilino del Nazareno \u00e8 parte non piccola pur se insufficiente della maggioranza giallorossa, ha promesso con la consueta piacioneria che avrebbe domato molti leoni e forse riportato a casa la pelle di qualcuno di essi con cui adornare la sede del partito. Ora sembra essere rimasto all\u2019addiaccio sotto le stelle dell\u2019Empireo di Chigi. Come l\u2019eroe di Daudet, promette che presto partir\u00e0 per l\u2019Atlante ma intanto si consola con la consultazione della mappa parlamentare, pi\u00f9 ridotta certamente ma ugualmente abitata da personaggi da romanzo d\u2019appendice.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Ogni tanto esibisce il trombone con cui sterminare i nemici, ma la cilecca \u00e8 sempre in agguato. Caduto nelle sabbie mobili del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, assicura di essere pronto a vendere la propria pelle per portare casa come ieri lo ius soli oggi il Mes sanitario e intanto i suoi ascari di quel proponimento fanno orecchie da mercante algerino, per tacere del principale alleato di governo che ogni giorno gli avvelena i pozzi e gli somministra calici di fiele.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Disperato, si \u00e8 spinto a imparare i dialetti locali e se non fosse in bassa fortuna la piattaforma Rousseau, probabilmente ne editerebbe una versione anche per il partito che fu di Moro e di Berlinguer. In fondo, visto il livello, anche nella sua casa politica \u201cuno vale uno\u201d. Gianni Cuperlo a parte, ovviamente, ma quello non alza un voto.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Intanto i mesi passano e dal suo popolo sempre pi\u00f9 lontano gli giungono richieste pressanti di notizie circa l\u2019esito della caccia. Continuando di questo passo, potrebbe esibire anche lui la pelle tarlata di qualche provvedimento a debito, rivendicare qualche briciola di Recovery Plan caduta dalla tavola dell\u2019Epulone che presto ne gestir\u00e0 ogni propaggine, assiso sulla piramide dei nuovi componenti dell\u2019ennesima pletorica task force che far\u00e0 ridere Ursula von del Leyen, come un tempo Angela Merkel e Nicholas Sarcozy di Silvio Berlusconi, mentre piangeranno gli italiani in attesa di una vera rigenerazione del Paese.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Intanto \u00e8 il Cavaliere a essersi ulteriormente rigenerato nel corpo come Donald Trump e nello spirito per l\u2019attimo di residua gloria ottenuto come dono natalizio grazie agli sconsiderati auspici di Goffredo Bettini. L\u2019eterno Letta, Gianni e non Enrico il Pio che pontifica a Sciense Po, lo ha sconsigliato di legarsi al cadavere prossimo venturo. \u00c8 uomo di cultura, conosce le torture medievali e saggiamente ne tiene lontano il proprio assistito. L\u2019Uomo di Arcore gli deve molto.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Risorgono intanto astri dell\u2019usato nel cupo orizzonte dell\u2019Italia natalizia ma non troppo, incapace di puntare su persone nuove e di qualit\u00e0. Alcuni pugili suonati escono dagli armadi spazzolandosi le spalle da qualche residuo di naftalina. Porte aperte per la presentazione dell\u2019ennesimo libro e del pompatissimo documentario Rai, Edizione Straordinaria, di questi giorni. Per porre fine all\u2019incubo infinito di Virgina Raggi, il centrodestra sembra puntare su Guido Bertolaso. Il Pd tirer\u00e0 fuori Walter Veltroni e Francesco Rutelli che, per averle percorse, sanno che tutte le strade portano a Roma? Loro nelle buche preferirebbero veder cadere Carlo Calenda cuor contento che ancora crede e spera nell\u2019appoggio del Pd. Il nuovo Tartarino se la caver\u00e0 esibendo all\u2019inclito pubblico una pelle tarlata e un cammello?<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Nella Capitale si voter\u00e0 nel 2021 e come cento anni prima si verificher\u00e0 un\u2019eclissi solare. Fu l\u2019anno della vigilia della Marcia su Roma, speriamo non finisca allo stesso modo. Di sfiga nel 2020 dovremmo aver gi\u00e0 fatto il <u>pieno.<\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luigi Sanlorenzo &#8211; 8 Dicembre 2020 Zingaretti ha promesso che avrebbe domato molti leoni e forse riportato a casa la pelle di qualcuno di questi con cui adornare la sede del Pd. Ma come l\u2019eroe di Alphonse Daudet, promette rivoluzioni su Mes, ius soli e decreti sicurezza, ma intanto si consola con la consultazione della mappa parlamentare, ugualmente abitata da personaggi da romanzo d\u2019appendice. Nell\u2019entroterra della Costa Azzura, a pochi chilometri da Avignone, sulle&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-fWx","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61289"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61290,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61289\/revisions\/61290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}