{"id":61301,"date":"2020-12-12T03:01:41","date_gmt":"2020-12-12T02:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61301"},"modified":"2020-12-12T09:32:44","modified_gmt":"2020-12-12T08:32:44","slug":"il-marketing-della-sofferenza-e-le-nuove-frontiere-dellimbarbarimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61301","title":{"rendered":"Il marketing della sofferenza e le nuove frontiere dell&#8217;imbarbarimento"},"content":{"rendered":"<p>di GUIDO CARLOMAGNO (FSI Riconquistare l\u2019Italia Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque abbia avuto la sventura di cadere nelle grinfie dei diabolici algoritmi di <em><i>targetizzazione<\/i><\/em>\u00a0pubblicitaria, avr\u00e0 notato come pochi minuti di scorrimento della propria bacheca social siano sufficienti per essere inondati da un fiume di spot finalizzati a promuovere azioni di beneficienza di vario tipo, tendenzialmente a scopo umanitario. Il <em>trend<\/em> \u00e8 in sensibile e quasi fuori controllo aumento negli ultimi anni. Sempre pi\u00f9 frequente \u00e8 anche l\u2019utilizzo di immagini di bambini \u2013 spesso sofferenti \u2013 dal forte impatto emotivo, cos\u00ec come la veicolazione di messaggi dai toni perentori ed emergenziali, se non addirittura imploranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prendano questi due disperati appelli aventi ad oggetto dei bambini gravemente malati (si \u00e8 scelto di non mostrare le immagini, <em>ndr<\/em>):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><i>\u201cLa mia ***** ha solo 4 anni e soffre di un tumore allo stomaco che si propaga fino alla sua testa. Le condizioni della mia primogenita, la mia adorata bambina, stanno peggiorando giorno dopo giorno e la sua unica possibilit\u00e0 di salvezza \u00e8 quella di sottoporsi a cure dispendiose che io semplicemente non posso permettermi, non ho soldi per salvarle la vita! Il mio cuore si spezza guardando la mia piccola bambina coraggiosa tremare dopo la chemioterapia, piangere per il dolore provocatole dall\u2019ennesimo trattamento. Non posso continuare cos\u00ec. \u00a0La mia ***** ama la vita, ama la sua piccola sorellina e la nostra piccola famiglia. E non ci penso nemmeno ad arrendermi. Vi chiedo di non ignorare questo messaggio, lei vuole vivere!\u201d<\/i><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><i>\u201cDio, il mio unico figlio sta combattendo per la sua vita e non c\u2019\u00e8 nulla che io possa fare per aiutarlo. Vi imploro con le mie mani giunte di donare e salvare mio figlio altrimenti condannato a morire. Ha solo 4 anni, soffre di una letale forma di tumore del sangue.\u201d <\/i><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono poi molti spot dedicati alle questioni della povert\u00e0 e della malnutrizione, talvolta messe in relazione con la crisi climatica, recanti immagini di bambini sofferenti al fianco di esortazioni come \u201cSolo tu puoi salvarli\u201d o \u201cHanno bisogno del tuo aiuto, ora!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>Emergenza fame: tantissimi bambini come *** stanno morendo di fame a causa della crisi climatica<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>Gli occhi della piccola **** ti raccontano della realt\u00e0 della Sierra Leone, un paese in cui i bambini rischiano la vita a causa della malnutrizione<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri affrontano il problema della carenza di strumenti medici e assistenza sanitaria, comunicando il nome dei bambini ritratti negli spot per creare maggiore empatia nel destinatario del messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>La polmonite li sta uccidendo. Migliaia di bambini come *****, con i polmoni pieni di liquidi, stanno lottando per ogni respiro in attesa di cure antibiotiche che solo tu puoi donargli. Dona ora per salvare bambini come *****<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>Crediamo nel diritto alla cura per tutti. Sostieni il lavoro dei nostri medici e infermieri: per ribadire insieme che ogni essere umano ha diritto a essere curato, senza discriminazioni, con le migliori cure possibili. Fai subito la tua donazione<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri ancora sono dedicati a una variegata serie di cause, fra cui quella per la ricerca sulle malattie rare e quella per l\u2019accesso all\u2019istruzione, ma non differiscono dai precedenti in quanto a esposizione dei bambini, toni e contenuti dei messaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>La ricerca pu\u00f2 fare a ***** il dono di compiere quei gesti che riempiono la vita di gioia: abbracciare forte mamma e pap\u00e0. Ecco perch\u00e9 regalare a chi ami un abbraccio virtuale \u00e8 un dono prezioso. Per la ricerca, per *****, per te<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>Senza internet il futuro di milioni di bambini \u00e8 a rischio. Insieme possiamo salvare la loro istruzione. **** e ***** possono permettersi l\u2019accesso a internet, ma solo rinunciando al cibo. Dona l\u2019accesso all\u2019istruzione<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La musica non cambia sui maggiori canali televisivi, i cui costosissimi spazi pubblicitari (in Italia una campagna di dimensioni medie con passaggi da 30 secondi sulle reti Rai o Mediaset <a href=\"https:\/\/www.agenziaspada.com\/prodotti-centro-media\/pubblicita-in-tv\/tv-nazionali\/\"><u>richiede un investimento intorno ai 250-300.000\u20ac<\/u><\/a>) sono sempre pi\u00f9 colonizzati dagli spot umanitari promossi dalle medesime organizzazioni, che evidentemente riservano una parte non trascurabile dei fondi raccolti all\u2019acquisto di tali spazi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, i bambini sono l\u2019oggetto principale degli spot e i messaggi sono altrettanto incalzanti: si va dagli \u201cappelli urgenti\u201d per \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GqSxsp0MWos\"><u>migliaia di bambini che stanno morendo di polmonite<\/u><\/a>\u201d ad asserzioni come \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cMAEc4mbHq8\"><u>la vita dei bambini \u00e8 in grave pericolo a causa della siccit\u00e0 e dell\u2019emergenza climatica<\/u><\/a>\u201d. Frasi ad effetto come \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5GgUK68_BAI\"><u>milioni di bambini oggi non hanno mangiato e andranno a letto con la pancia vuota<\/u><\/a>\u201d o come \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eUUZDPPeXP4\"><u>i loro bambini non camminano, non giocano e non vivono come gli altri<\/u><\/a>\u201d sono usate con estrema disinvoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disclaimer<em><i>: l\u2019articolo non mira a esprimere giudizi di merito sul lavoro delle numerosissime organizzazioni internazionali operanti nel settore della carit\u00e0, n\u00e9 vuole entrare nel dibattito \u2013 <\/i><\/em><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/industria-della-carita-da-storie-libro-valentina-furlanetto\/e\/9788832960426\"><em><i>pur florido<\/i><\/em><\/a><em><i> \u2013 sulle modalit\u00e0 di gestione e indirizzo delle somme raccolte. Non si esclude che nella grande maggioranza dei casi l\u2019attivit\u00e0 delle stesse sia mossa da intenti genuini e sia svolta in maniera regolare. E sia \u2013 in un contesto come quello attuale \u2013 utile se non addirittura indispensabile, rispondendo all\u2019esigenza di rattoppare ove possibile le enormi falle di un sistema economico sempre pi\u00f9 disumano e disfunzionale.\u00a0<\/i><\/em><em><i>Tanto meno si vogliono in alcun modo esortare le persone a boicottare queste raccolte fondi, n\u00e9 pi\u00f9 in generale a non compiere atti di beneficienza, nella profonda convinzione che ogni azione caritatevole abbia di per s\u00e9 connotati del tutto nobili e commendevoli.<\/i><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto premesso, l\u2019obiettivo dell\u2019articolo \u00e8 piuttosto quello di affrontare alla radice la questione e stimolare una riflessione scomoda sui profili di razionalit\u00e0, equit\u00e0 e giustizia del modello di gestione dei rapporti sociali oggi dominante, del quale la forte espansione del settore della carit\u00e0 rappresenta solo un effetto dal grande valore simbolico, che dovrebbe segnalarne alcune gravi carenze strutturali. Questo per far s\u00ec che la meritoria scelta di donare sia auspicabilmente accompagnata da una maggiore comprensione del quadro di insieme e, soprattutto, che accanto al sentimento di compassione suscitato dalla fruizione degli spot sorga un ancor pi\u00f9 profondo senso di indignazione per lo stato attuale delle cose, ancor meglio se canalizzato verso chi quelle cose dovrebbe avere la responsabilit\u00e0 di cambiarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo subito al nocciolo della riflessione, pu\u00f2 una civilt\u00e0 autoproclamatasi progredita come quella contemporanea accettare di buon grado che la vita di una povera creatura come quella oggetto del primo spot condiviso sia appesa all\u2019esito di una catena di Sant\u2019Antonio sponsorizzata da un\u2019impresa privata e veicolata attraverso un <em>social network<\/em> privato? Che la risoluzione dei problemi di malnutrizione e assenza di cure mediche nelle zone pi\u00f9 svantaggiate del pianeta sia affidata al buon cuore di privati cittadini e alla loro disponibilit\u00e0 e propensione ad attingere ai propri risparmi per partecipare a collette estemporanee promosse mediaticamente? Come si pu\u00f2 affidare al randomico senso di <em>pietas<\/em> dei potenziali donatori la sorte di bambini e intere popolazioni? Sono domande non certo originali, che verosimilmente a molti \u00e8 capitato almeno una volta di porsi, ma che troppo spesso si accetta di ignorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, <strong><b>come si possono tollerare livelli sempre pi\u00f9 oppressivi e assillanti di estetizzazione della sofferenza, delle malattie, della povert\u00e0<\/b><\/strong>, in una deriva quasi iconoclasta caratterizzata da una progressiva scomparsa del senso del pudore? Secondo chi promuove questo tipo di <em>marketing<\/em> comunicativo, il fine ultimo di massimizzare i fondi raccolti giustificherebbe qualsiasi mezzo utile a suscitare il pi\u00f9 alto senso di piet\u00e0, commozione, compassione nei destinatari dei messaggi. Ma, oltre il piano estetico, quei messaggi mirano soprattutto a generare, seppur in maniera subliminale, un profondo senso di colpa, che aumenta ulteriormente la propensione all\u2019atto di beneficienza. <strong><b>Questo processo di colpevolizzazione di massa \u00e8 perfettamente funzionale all\u2019affermazione del pensiero oggi dominante, che induce a fare paragoni al ribasso piuttosto che al rialzo (ricordando che c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che sta peggio), a considerare i diritti fondamentali un privilegio calato dall\u2019alto per cui essere grati e riverenti<\/b><\/strong>, contribuendo in tal modo a inibire ogni moto di indignazione per le condizioni di degrado che vengono cos\u00ec brutalmente spettacolarizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spot umanitari sono fredda registrazione del fatto, scevra da ogni giudizio di legittimit\u00e0 o giustizia: <strong><b>come da ossessivo mantra contemporaneo, povert\u00e0 e carenza di risorse sono elevate al rango di totem, esistono in natura, sono un tratto ineludibile del sistema economico, cui non si pu\u00f2 porre rimedio in via permanente attraverso azioni collettive sul piano politico, ma che va affrontato all\u2019insegna della contingenza, caso per caso<\/b><\/strong>, con il decisivo apporto dei pi\u00f9 \u201cfortunati\u201d, i quali hanno l\u2019implicito obbligo morale di mettersi una mano sulla coscienza e supportare quel singolo bambino o quella singola regione o quella singola causa, lasciando che (forse, se capita, ove esista l\u2019interesse dell\u2019organizzazione umanitaria di turno) altri si occupino delle altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i destinatari degli spot non sono solo coloro che si trovano all\u2019apice della piramide sociale. Gli spot sono rivolti indistintamente a tutti, quindi il \u201cfortunato\u201d chiamato a donare \u00e8 di fatto chiunque abbia il \u201cprivilegio\u201d \u2013 nientepopodimeno \u2013 di non fare la fame come i bambini esibiti negli spot. Ora, esattamente con quale faccia, in tempi caratterizzati da un <a href=\"https:\/\/www.dataforprogress.org\/blog\/2018\/12\/3\/jg5hvxe1e4qpfk5srha9mn21jigwoj\"><u>progressivo impoverimento di fasce sempre pi\u00f9 ampie di popolazione anche nei paesi sviluppati<\/u><\/a>\u00a0e da un <a href=\"https:\/\/inequality.org\/facts\/global-inequality\/\"><u>trend di polarizzazione nella distribuzione della ricchezza senza precedenti<\/u><\/a>, si ha l\u2019audacia di chiedere a persone che vivono sulla soglia di sussistenza, con una capacit\u00e0 di risparmio ridotta al minimo, di risolvere problemi sistemici la cui competenza spetterebbe al piano politico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso quelle persone, smosse da un nobile altruismo unito ai sensi di colpa e <em><i>pietas<\/i><\/em>\u00a0sapientemente innescati dagli spot, accettano di prestarsi al gioco e donare quelle che vengono definite piccole somme ma che per loro significano magari rinunciare a una serata al teatro o al cinema o al ristorante con la famiglia. Il problema \u00e8 che molte di quelle persone lo fanno essendo completamente ignare dei distorti meccanismi di funzionamento dei sistemi monetari e finanziari internazionali; delle facolt\u00e0 di intervento che governi e banche centrali avrebbero; dell\u2019esistenza di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Schuldensuehner\/status\/1330435349168992259\"><u>decine di trilioni di dollari<\/u><\/a>\u00a0che giacciono inoperosi nelle borse mondiali, destinati a un mero gioco speculativo fra i detentori della ricchezza con impatto quasi nullo sull\u2019economia reale; delle numerose voci scettiche sulla <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/carit%C3%A0-uccide-dellOccidente-stanno-devastando\/dp\/8817039977\"><u>reale efficacia del sistema della cosiddetta carit\u00e0 internazionale<\/u><\/a>\u00a0e sull\u2019effettivo contributo fornito alla risoluzione delle criticit\u00e0 nelle zone di intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00c8<\/b>\u00a0questo, da sempre, l\u2019effetto collaterale dei movimenti per la beneficienza: pur a fronte di innegabili meriti e buoni intenti, essi concorrono involontariamente a smorzare ogni riflessione sulla <strong><b>iniqua bestialit\u00e0 di un sistema sociale<\/b><\/strong> dove non sia assicurata, senza se e senza ma, alla bambina oggetto del primo spot condiviso la possibilit\u00e0 di curarsi, dove non sia inconcepibile l\u2019esistenza di trattamenti sanitari \u201ctroppo dispendiosi\u201d, dove la presenza di condizioni di cronica povert\u00e0 sia tollerata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>L\u2019idea che garantire condizioni di vita e di cura dignitose sia un obbligo di cui ci si debba far carico strutturalmente come comunit\u00e0 umana e come singole comunit\u00e0 nazionali attraverso l\u2019azione degli Stati democratici resta dunque sempre pi\u00f9 sfocata, sullo sfondo di un\u2019epoca che al contrario sta rapidamente approdando alla istituzionalizzazione della filantropia, in una distopica transizione dalle socialdemocrazie novecentesche a quella che con un terribile neologismo si potrebbe definire \u201cfilantrocrazia\u201d<\/b><\/strong>: da una parte, infatti, si chiede alla diffusa platea delle vittime del menzionato processo di polarizzazione della ricchezza di raschiare il fondo dei suoi sempre pi\u00f9 esigui risparmi, dall\u2019altra si assurgono i membri del ristretto circolo dei vincitori del processo al ruolo di salvatori dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungi dall\u2019essere identificati come parte integrante del problema o come illegittimi detentori di risorse che \u2013 ove distribuite pi\u00f9 equamente \u2013 contribuirebbero a estendere il benessere collettivo e porre rimedio alle numerose derive di degrado, i nuovi ultramiliardari (<em><i>billionaires<\/i><\/em>) vengono oggi ammirati, se non addirittura venerati. Essi sono posti al centro della riproduzione sociale, gli viene affidato un ruolo quasi istituzionale, ma rigorosamente facoltativo: non c\u2019\u00e8 alcun obbligo a loro carico \u2013 anzi si moltiplicano le opportunit\u00e0 di sottrarre le loro oscene accumulazioni di ricchezza a ogni intervento redistributivo sul piano fiscale \u2013 ma c\u2019\u00e8 una grazia volontaria \u201cpostuma\u201d (intesa come successiva all\u2019accumulazione semi indisturbata) concessa dall\u2019alto, per il tramite delle loro fondazioni, spesso collegate alle stesse organizzazioni internazionali protagoniste nel settore della carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guarda caso, pi\u00f9 o meno tutti i suddetti <em><i>billionaires<\/i><\/em>\u00a0scelgono di concedere all\u2019umanit\u00e0 la loro grazia (sembra quasi che ci sia un\u2019automatica folgorazione filantropica intorno al raggiungimento del primo miliardo di patrimonio), consci del <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tjErpTjvEHw\"><u>sommo status sociale oggi riconosciuto alla figura del miliardario benefattore<\/u><\/a>, ma soprattutto consapevoli dell\u2019importanza di dare l\u2019impressione di restituire qualcosa alla collettivit\u00e0 (anche perch\u00e9 quello che di fatto restituiscono nell\u2019ambito del loro impegno filantropico \u00e8 comunque una porzione infinitesimale rispetto a quanto accumulato e a quanto una maggiore equit\u00e0 distributiva imporrebbe), nel malcelato tentativo di inibire o ritardare una generale presa di coscienza sul fatto che \u201c<a href=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=60370\"><strong><u><b>una societ\u00e0 che ha bisogno di filantropi e benefattori \u00e8 una societ\u00e0 in cui regnano la diseguaglianza e l\u2019ingiustizia<\/b><\/u><\/strong><\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Provocatoriamente, ma non troppo, <strong><b>si potrebbe affermare che quella fin qui descritta \u00e8 una condizione di barbarie ineguagliata nella storia dell\u2019umanit\u00e0<\/b><\/strong>: in epoche premoderne, la bambina del primo post condiviso avrebbe avuto scarse possibilit\u00e0 di salvezza semplicemente perch\u00e9 non esistevano cure adeguate. Nessuno si sarebbe verosimilmente sognato di mettere ostacoli di tipo economico alla sua cura, ove essa fosse esistita. Al presunto apice della civilt\u00e0 e del progresso, invece, le cure esistono ma l\u2019intera societ\u00e0 accetta senza batter ciglio che la bambina vi acceda solo se per combinazione la colletta per \u201ctrovare i soldi\u201d va a buon fine, se il filantropo di turno si appassiona alla causa. Oppure accetta che la ricerca su molte malattie rare, non avendo i crismi per essere condotta in maniera profittevole (\u201c<strong><b>per la ricerca trovare una cura non \u00e8 vantaggioso economicamente<\/b><\/strong>\u201d; \u201cle malattie genetiche rare prese singolarmente non sono statisticamente rilevanti\u201d, per cui esse sono \u201c<a href=\"https:\/\/www.telethon.it\/chi-siamo\/la-mission\/\"><u>trascurate dai grandi investimenti pubblici e industriali<\/u><\/a>\u201d e \u201corfane di ricerca e farmaci\u201d), sia interdetta, rallentata, resa dipendente dai contributi filantropici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019orizzonte di immaginazione \u00e8 ormai atrofizzato: <strong><b>neanche sul piano teorico viene concessa la possibilit\u00e0 di concepire una societ\u00e0 dove esistano alcuni diritti e servizi che siano scevri da ogni connotato economico, come peraltro gi\u00e0 sancito formalmente da tutte le Costituzioni pi\u00f9 evolute, una societ\u00e0 in cui a tali diritti e servizi non sia nemmeno associato un prezzo o un qualsiasi valore monetario<\/b><\/strong>. Tutto ci\u00f2 \u00e8 utopico, hanno insegnato a credere. Probabilmente lo \u00e8, ma almeno si comprenda che si tratta di utopia non in s\u00e9 ma nel contesto dell\u2019odierno squilibrio dei rapporti sociali. Si comprenda che le risorse umane, scientifiche, tecnologiche per garantire diffusamente benessere e condizioni di vita dignitose esisterebbero e che tali obiettivi sarebbero pertanto raggiungibili ove si decidesse di organizzare in maniera pi\u00f9 equa e razionale le modalit\u00e0 di allocazione e distribuzione di quelle risorse. In altre parole, <strong><b>la scarsit\u00e0 di risorse cos\u00ec come viene declinata e sfoggiata in quest\u2019epoca, a giustificazione dell\u2019impossibilit\u00e0 di porre rimedio all\u2019enorme mole di ingiustizie sociali che proliferano nel mondo, \u00e8 in realt\u00e0 un elemento artificiale, frutto di precise e arbitrarie scelte politiche, compiute in aperto contrasto con i valori universali posti a fondamento della convivenza civile fra uomini e in forza della prevaricazione che alcuni gruppi sociali possono oggi esercitare su altri<\/b><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 riconoscere la brutale e scomoda verit\u00e0 che la bambina oggetto del primo spot condiviso, non dovesse malauguratamente riuscire a guarire a causa della mancanza di soldi per pagare le cure, morirebbe non per un tragico caso ma per una precisa scelta politica, sarebbe un primo passo verso l\u2019individuazione dei tratti di profondo regresso che caratterizzano una societ\u00e0 in cui tale scelta politica viene consentita, una societ\u00e0 in cui si passa da uno spot <em>social<\/em> su una bambina in fin di vita a quello di un orologio o di un detersivo come se niente fosse. Vale la pena domandarsi: <strong><b>\u00e8 tutto ci\u00f2 davvero compatibile con la civilt\u00e0 e il progresso fieramente ostentati <\/b><\/strong><strong><em><b><i>urbi et orbi<\/i><\/b><\/em><\/strong><strong><b>\u00a0o si \u00e8 di fronte a un\u2019inedita frontiera di imbarbarimento<\/b><\/strong>? Oppure ancora, che razza di contorto e irrazionale sistema sociale \u00e8 quello in cui la risoluzione delle situazioni di maggiore ingiustizia e iniquit\u00e0 viene affidata a disorganiche iniziative di soggetti privati, i quali peraltro, nell\u2019intento di massimizzare i fondi raccolti a supporto di tali iniziative, sono costretti a impiegare a loro volta ingenti somme di denaro (nell\u2019ordine dei milioni) per affittare spazi pubblicitari super dispendiosi da altri soggetti privati, somme che per forza di cose vanno a erodere la parte dei fondi devoluti con sacrificio dai donatori che giunge effettivamente a destinazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si badi bene, non si vuole in alcun modo banalizzare una questione di estrema complessit\u00e0: \u00e8 chiaro che non esistono soluzioni magiche facilmente alla portata. Da una parte, \u00e8 sicuramente doveroso <strong><b>portare il dibattito su una dimensione strettamente politica, invocando il ripristino e la diffusione di modelli di Stato sociale in grado di imporre strutturalmente e in via permanente il rispetto dei diritti fondamentali, di favorire una distribuzione della ricchezza infinitamente pi\u00f9 equa di quella che si registra oggi, di rimettere al centro della storia gli Stati sovrani nazionali ridimensionando il ruolo di tutte le proliferanti entit\u00e0 privatistiche sovranazionali<\/b><\/strong>; \u00e8 poi altrettanto importante valutare modalit\u00e0 di intervento nelle zone pi\u00f9 in difficolt\u00e0 alternative rispetto a quelle messe in atto finora sulla base dei protocolli della carit\u00e0 internazionale, la cui efficacia \u00e8 quanto meno dubbia visto che \u2013 <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/carit%C3%A0-uccide-dellOccidente-stanno-devastando\/dp\/8817039977\"><u>come gi\u00e0 evidenziato<\/u><\/a>\u00a0\u2013 in molti casi il risultato che ne consegue pu\u00f2 essere quello di aumentare la dipendenza dagli aiuti, cronicizzando i problemi piuttosto che risolvendoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra, bisogna tuttavia riconoscere con onest\u00e0 che molte delle questioni irrisolte riguardano alcuni specifici contesti di epocale, atavica e molteplice criticit\u00e0, come quella che caratterizza il continente africano. E che l\u2019incapacit\u00e0 di individuare soluzioni organiche e di lungo periodo al riguardo \u00e8 spesso attribuibile \u2013 oltre che a gravi carenze politiche e di sistema \u2013 a dinamiche esogene, come ad esempio quella demografica e quella climatica, che complicano ulteriormente la situazione. In un simile scenario \u2013 giova ribadirlo dopo averlo gi\u00e0 fatto in apertura di articolo \u2013 sarebbe pertanto ingeneroso affibbiare alle organizzazioni attive nel settore della carit\u00e0, pur con tutte le profonde perplessit\u00e0 espresse in merito al modello di intervento da esse promosso e incarnato, responsabilit\u00e0 che esse non hanno o non riconoscerne alcuni indubbi successi ottenuti o, pi\u00f9 in generale, sottacerne i meriti in termini di gestione contingente dell\u2019enorme mole di emergenze umanitarie esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che si sottopone a critica feroce in relazione a tali entit\u00e0, oltre alle gi\u00e0 dibattute dimensioni estetica e subliminale delle loro modalit\u00e0 comunicative, \u00e8 piuttosto la veicolazione da parte delle stesse di messaggi come questo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em><i>Non ci fermiamo: continuiamo a lavorare ogni giorno, in Italia e nel mondo, per realizzare concretamente quell\u2019idea di sanit\u00e0 gratuita, di eccellenza e universale che \u00e8 alla base di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. E tu, con la tua donazione, sei accanto a noi ogni giorno. Fai subito la tua donazione<\/i><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spot del genere sanno di odiosa presa in giro se non di infimo inganno: quanto \u00e8 ipocrita e fuorviante, infatti, associare la sacrosanta lotta \u201cper realizzare quell\u2019idea di sanit\u00e0 gratuita, universale e di eccellenza\u201d citata nel post (cos\u00ec come ogni altra lotta per una \u201csociet\u00e0 pi\u00f9 giusta\u201d) a un sistema di donazioni volontarie di privati cittadini? Come si pu\u00f2 pensare di combattere tali lotte sull\u2019onda della filantropia, a forza di improvvisati atti di carit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 di certo donando all\u2019infinito che i problemi si risolvono, anzi il sempre crescente clamore intorno alla beneficienza \u2013 unito alla presentazione della stessa come la soluzione ai mali del mondo invece che come un palliativo buono al pi\u00f9 a mettere toppe minuscole a falle gigantesche \u2013 ha il solo effetto di contribuire ulteriormente alla narcotizzazione della coscienza collettiva, rimandando in maniera indefinita il momento della lotta vera, quella da condurre sull\u2019unico piano dove ha senso condurla: il piano politico.<\/p>\n<p><em>fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/comedonchisciotte.org\/filantrocrazia-e-marketing-della-sofferenza-le-nuove-frontiere-dellimbarbarimento\/\">ComeDonChisciotte.org<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUIDO CARLOMAGNO (FSI Riconquistare l\u2019Italia Roma) Chiunque abbia avuto la sventura di cadere nelle grinfie dei diabolici algoritmi di targetizzazione\u00a0pubblicitaria, avr\u00e0 notato come pochi minuti di scorrimento della propria bacheca social siano sufficienti per essere inondati da un fiume di spot finalizzati a promuovere azioni di beneficienza di vario tipo, tendenzialmente a scopo umanitario. Il trend \u00e8 in sensibile e quasi fuori controllo aumento negli ultimi anni. 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