{"id":61345,"date":"2020-12-11T09:30:24","date_gmt":"2020-12-11T08:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61345"},"modified":"2020-12-11T21:13:14","modified_gmt":"2020-12-11T20:13:14","slug":"dietro-le-quinte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61345","title":{"rendered":"Dietro le quinte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>TERMOMETRO GEOPOLITICO (Pierluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a dare un veloce sguardo su cosa sta avvenendo dietro le quinte dell\u2019ordinatore economico. Da dietro le quinte, giungono gli echi di una furibonda lotta tra modi diversi di intendere il futuro del sistema c.d. capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte, c\u2019\u00e8 un vasto gruppo di funzionari del sistema dominante (economico, finanziario, geopolitico, politico) non da ieri preoccupati dai numerosi malfunzionamenti di quel sistema che ne determina la posizione ed il potere sociale. Costoro, hanno individuato da tempo due \u201cdistruzioni creatrici\u201d per rivitalizzare le prospettive del sistema. La prima \u00e8 una volontaria distruzione autoindotta rivedendo il ruolo delle energie carbonifere da sostituire con energie diverse, compatibili ambientalmente. La seconda \u00e8 assecondare l\u2019unico motore attivo dello sviluppo economico ovvero la conversione digital-informatica. Soggetti trasformativi dovrebbero esser le imprese non pi\u00f9 solo legate alla logica stretta del profitto (shareholders i.e. azionisti), ma a quella larga dell\u2019interesse condiviso (stakeholders, i.e. management, dipendenti, fornitori, territorio). Il che porta ad un nuovo patto di potere pubblico-privato, un nuovo contratto sociale ed ad un moderato sacrificio fiscale da parte del privato in favore della redistribuzione pubblica. Redistribuzione pubblica operata in investimenti e forme di sostegno dei poteri d\u2019acquisto (vari tipi di salari di cittadinanza). Il linea generale, un sistema pi\u00f9 inclusivo basato sull\u2019egalitarismo delle possibilit\u00e0 (Rawls, Sen).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi di forma pi\u00f9 che di contenuto, questa impostazione non crede pi\u00f9 possibile lasciare che l\u2019ordine del mondo si basi su l\u2019ordine economico basato sull\u2019ordine semplice del mercato. Per \u201cordine semplice di mercato\u201d intendiamo la convinzione che il mercato operi in base a logiche invisibili in grado di auto-organizzarne il funzionamento. Non credono cio\u00e8 pi\u00f9 possibile affidarsi fideisticamente solo alla \u201cmano invisibile\u201d. Tenuto conto che tale concetto \u00e8 di duecentocinquanta anni fa, la cosa non dovrebbe sorprendere e del resto non \u00e8 per altro vero che in questi due secoli e mezzo il capitalismo si \u00e8 affidato solo alla miracolistica degli arti invisibili. Tale impostazione, presuppone a sua volta una sorta di nuova gerarchia dei poteri tra i poteri, di cui il World Economic Forum si pone come centro intelligente, come luogo di costruzione e gestione di una nuova immagine di mondo condivisa tra chi vuole mantenere il proprio potere ordinativo. Tale posizione \u00e8 pensata \u201cprogressista\u201d in quanto vuol progredire intenzionalmente, accettando sfide adattative, riportando il mercato non solo nella piazza ma in citt\u00e0, accettando la storicit\u00e0 dei concetti e quindi adeguandoli ai tempi che cambiano. Nasconde un interesse sul mondo nel suo complesso, la volont\u00e0 di dargli forma intenzionalmente (global shapers), la volont\u00e0 di costituire una centro intenzionale di sistema sorretto dal diffuso interesse concreto di oltre mille grandi imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra, si pongono i conservatori, coloro per i quali i tempi non cambiano se non in superficie, i concetti hanno validit\u00e0 di leggi di natura anche quando riferiti ad attivit\u00e0 umana (mercato), la citt\u00e0 verte sulla piazza che verte su mercato che verte sulle proprie libere facolt\u00e0 di autorganizzazione (mano invisibile), \u00e8 questa a dover pilotare l\u2019adattamento come sempre ha fatto e certo su nessuna intelligenza umana che \u00e8 destinata, per quanto ben intenzionata, a forzare gli eventi per finire in una delle tante forme della \u201cvia della schiavit\u00f9\u201d (Hayek, Nozick). Questa \u00e8 una posizione meno articolata della prima, pi\u00f9 di \u201cprincipio\u201d, in difensiva che si affida all&#8217;antico motore invisibile della foga di accumulare, vince chi ne \u00e8 pi\u00f9 capace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due posizioni debbono triangolare col pubblico in quanto \u00e8 il pubblico che in definitiva permette il funzionamento dell\u2019una o dell\u2019altra, nei fatti e nei comportamenti previa condivisione dell\u2019immagine di mondo. La prima posizione agisce promettendo un sistema pi\u00f9 equo e condiviso in base a\u201d valori\u201d non solo strettamente economici. La seconda agisce spaventando sul fatto che la prima porti a formare una \u201ccupola\u201d di dominio globale e semi-totalitario. La prima \u00e8 pi\u00f9 \u201ceuropea\u201d, la seconda pi\u00f9 \u201camericana\u201d. La prima ovviamente annovera i campioni dei settori che si pensa avranno futuro (servizi), la seconda i resistenti del vecchio sistema (industria). La prima \u00e8 pi\u00f9 globalista anche se ora disposta a rivedere le logiche pi\u00f9 ingenue, la seconda pi\u00f9 nazionalista ma non per questo contraria a gli scambi internazionali. La prima intende sfruttare il disordine sistemico venutosi a manifestare per via del virus pandemico (ma agisce da molto prima secondo quanto a noi noto), la seconda sostiene che tale accidente \u00e8 stato o esagerato a bella posta o addirittura creato ad hoc per rinforzare le condizioni di possibilit\u00e0 per questa odiosa e pericolosa strategia riformista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima posizione annovera intorno all\u2019intelligence del WEF di Davos che ha lanciato gi\u00e0 mesi fa la nuova parola d\u2019ordine (e programma) del \u201cThe Great Reset\u201d, la nuova presidenza americana, l\u2019Europa e buona parte del Resto del Mondo. La seconda raccoglie oltre a la uscente presidenza americana, una unione dei conservatori in senso pi\u00f9 ampio ed un\u2019altra parte di mondo tra cui ovviamente i centri carboniferi (Russia, petromonarchie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene pensino il sistema in due modi diversi, entrambe sono formate da \u00e9lite ed entrambe, come da secoli fanno tutte le \u00e9lite, tentano di far sembrare che il loro interesse sia da condividere col popolo presso la cui immagine di mondo combattono la battaglia per l\u2019egemonia. Per entrambe vale il principio per il quale le narrative hanno una estetica che non corrisponde affatto alla realt\u00e0 volgare. Entrambe, sono senza alcun dubbio convinte il sistema debba e possa avere avanti a s\u00e9 altri decenni di dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se si sbagliassero entrambe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pierluigi.fagan\/posts\/10222870562528181\">https:\/\/www.facebook.com\/pierluigi.fagan\/posts\/10222870562528181<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Pierluigi Fagan) Proviamo a dare un veloce sguardo su cosa sta avvenendo dietro le quinte dell\u2019ordinatore economico. Da dietro le quinte, giungono gli echi di una furibonda lotta tra modi diversi di intendere il futuro del sistema c.d. capitalistico. 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