{"id":61377,"date":"2020-12-14T08:30:48","date_gmt":"2020-12-14T07:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61377"},"modified":"2020-12-13T12:47:42","modified_gmt":"2020-12-13T11:47:42","slug":"il-panopticon-e-la-grande-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=61377","title":{"rendered":"Il Panopticon e la Grande Madre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore A. Bravo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-61378\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/5089502-16x9-large-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/5089502-16x9-large-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/5089502-16x9-large.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Tecnologie e regressione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il panopticon \u00e8 la cifra dello sviluppo delle tecnologie, le quali nella propaganda sono presentate come servizio al cittadino, ma nella concretezza quotidiana sono i mezzi attraverso cui si attua il controllo globale. Vi \u00e8 da porsi il problema della motivazione del loro enorme successo, dell\u2019accettazione fatale e dogmatica di esse. Ad una osservazione pi\u00f9 attenta rispondono ad un bisogno profondo dell\u2019umanit\u00e0: la necessit\u00e0 di essere protetti. Le tecnologie divengono e sono il grande occhio che segue adolescenti ed adulti in ogni loro gesto: ogni ansia \u00e8 calmierata dalla loro presenza, poich\u00e9 difficolt\u00e0 improvvise possono essere risolte mediante comunicazioni veloci. Il raggio d\u2019azione di esperienze estreme si allarga, in quanto esse promettono contatti veloci in situazione di pericolo, si pensi agli sport estremi per giovani alla ricerca di forti emozioni in mancanza di un senso \u00a0etico profondo, oppure il raggio d\u2019azione si restringe, si vive in casa, in ambienti minimi, ma con un click si pu\u00f2 comunicare e comprare al riparo dal mondo. Le tecnologie divengono, in quest\u2019ultimo caso, delle feritoie virtuali da cui osservare il mondo. Contingenze opposte svelano in modo pi\u00f9 immediato e chiaro il fine delle nuove tecnologie: rispondono ad un bisogno di sicurezza, sono paragonabili ad un cordone ombelicale invisibile, ciascuno reca con s\u00e9 \u201cuna piacevole ed inconsapevole\u201d regressione ad uno stato fetale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La pancia globale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci si sente nella pancia del mondo globale. Nessuno osa smentire i magnifici successi dell\u2019avanzare della grande madre virtuale e globale. La rete diviene il simbolo effettuale di un\u2019infinita madre tecnologica razionale ed anaffettiva che ingloba l\u2019umanit\u00e0: madre matrigna che mentre protegge omogeneizza, priva\u00a0<em>l\u2019esserci\u00a0<\/em>di ogni determinazione sino a renderlo \u201cnulla\u201d, ovvero un immenso indistinto nel quale le identit\u00e0 si assottigliano fino ad evaporare, poich\u00e9 inibisce la crescita\u00a0 e la formazione. La dipendenza dalla grande madre rete forma creature che dietro la soglia delle tecnologie non hanno avuto la possibilit\u00e0 di porre ordine al caos delle loro emozioni, non hanno potuto conoscere il loro carattere e la loro resistenza alle frustrazioni. Le tecnologie sono donative, mentre offrono servizi e controllo, ben distribuiti per censo, riducono la conoscenza di s\u00e9 e \u00a0la scoperta del telos comunitario dell\u2019umanit\u00e0. Sostituiscono la relazione con l\u2019offerta di siti da cui scegliere dal catalogo virtuale la momentanea compagnia. Agiscono per impedire ogni ricerca reale, ogni dolore con il quale saggiare la propria forza ed autonomia. La loro presenza \u00e8 simile ad una madre invadente che continuamente controlla il proprio pargolo, ne invade lo spazio pubblico e privato fino a renderlo dipendente e fragile. La grande madre \u00e8 matrigna, poich\u00e9 non vuole l\u2019autonomia dei suoi sudditi, ma li vuole tenere al guinzaglio, li lascia liberi, perch\u00e9 ne estrae informazioni con cui irrobustire il suo intervento sulla psiche di ciascuno. Vuole conoscere ogni capello dei suoi clienti-figli, in quanto la loro dipendenza \u00e8 la sua forza. \u00c8 la nuova divinit\u00e0 nella forma antropomorfa del femminile proiettato nelle tecnologie e specialmente nel loro utilizzo collettivo. La rete si nutre della destabilizzazione emotiva e psichica dei suoi sudditi. La rete \u00e8 la gran madre matrigna usata da multinazionali, finanzieri e capitalisti per dominare il mondo con l\u2019indebolimento emotivo e razionale dei nuovi sudditi globali. Si usa l\u2019archetipo della madre che scorre carsico nella rete per abbattere ogni resistenza e consolidare un imperium tragico e pericoloso. Gli adulti (genitori, docenti, educatori) ne favoriscono il puntellamento in nome del mito della sicurezza, rinchiudono le nuove generazioni in spazi virtuali nei quali sono esposti e gi\u00e0 in vendita. Nelle istituzioni si tace sugli effetti e sugli usi nefasti, le voci dissenzienti sono tacitate gettando su di loro ombre di ridicolo. Si occultano gli aspetti perniciosi dell\u2019uso massivo delle tecnologie in nome\u00a0 del \u201c progresso\u201d acefalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Prometeo scatenato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prometeo scatenato \u00e8 tra di noi, ha l\u2019aspetto della rete, di un immenso grembo in cui ricacciare l\u2019umanit\u00e0, che diviene la nuova caverna della contemporaneit\u00e0: la pi\u00f9 insidiosa di tutte, perch\u00e9 offre libert\u00e0 di movimento, pulsioni in libert\u00e0, ma nel contempo sottrae autonomia, autodisciplina e consapevolezza, tutto avviene in modo automatico e lineare. La DAD \u00e8 un esempio di questa logica dell\u2019ipercontrollo che cresce, si dirama, invade ogni spazio: le comunicazioni tra docenti ed alunni sono continue, anche fuori l\u2019orario di lezione, in questo modo agli alunni \u00e8 sottratto il tempo per confrontarsi con le difficolt\u00e0 didattiche, la soluzione \u00e8 nel docente-mamma pronto a soccorrerlo. I genitori comunicano con i docenti quotidianamente; la rete si estende e si stringe intorno a tutti, \u00e8 il \u201ccappio\u201d che tutto dissolve. Il flusso di informazioni non crea comunit\u00e0, ma monadi parlanti che utilizzano le informazioni in funzione della competizione e della divisione mondiale. Gli spazi reali, gli unici nei quali si possono costruire luoghi di comunicazione comunitaria, sono sostituiti da incontri veloci e virtuali: la chiacchiera prende il posto del concetto. La rete \u00e8 la madre infinita costituita da una miriade di punti materni-controllo. Il panopticon virtuale cela la sua verit\u00e0: con il discredito mediatico e culturale sul maschile simbolico-valoriale e sul limite, il femminile si riproduce nelle tecnologie, la rete si estende e promette eterna protezione, il risultato ultimo \u00e8 la dipendenza assoluta. Come si \u00e8 arrivati a questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Senza padri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni cultura \u00e8 viva nel conflitto dialettico tra principi apparentemente opposti, ma in realt\u00e0 l\u2019uno equilibra l\u2019altro, si pensi al polemos eracliteo. Il maschile ha il suo senso se si relaziona al femminile e viceversa. La distruzione del maschile, la perenne propaganda che lo rappresenta come omicida e pericoloso, inevitabilmente favorisce il trionfo del femminile, nel modello anglosassone, oggi massima espressione dell\u2019asservimento alla societ\u00e0 liquida. In assenza del limite, le tecnologie possono non solo essere usate e consumate senza che vi sia educazione al loro uso contestuale, ma specialmente il trionfo del femminile \u00e8 l\u2019affermarsi della cultura del controllo e dell\u2019avversione ad ogni pericolo e frustrazione. Le tecnologie divengono l\u2019estensione del femminile e l\u2019espressione della sconfitta del maschile. Ovunque vi dev\u2019essere omogeneit\u00e0 tra maschile e femminile, al maschile \u00e8 concessa parola solo se ammette \u201cla naturale superiorit\u00e0 e sensibilit\u00e0 del femminile\u201d. Il maschile deve cedere il positivo e proficuo senso del limite in nome del principio femminile del controllo e del \u201cdono\u201d senza regole e razionalit\u00e0. La violenza della maternit\u00e0 matrigna non \u00e8 riconosciuta, per cui si plaude anche a sperimentazioni di nuove famiglie monosessuali che usano il grembo materno altrui per affermare il loro desiderio di paternit\u00e0-maternit\u00e0. Il centro deve tornare ad essere il concetto e non la rete, l\u2019educazione deve avere come fine la formazione della persona e non l\u2019uso meccanico delle tecnologie, l\u2019antiumanesimo \u00e8 la grande vittoria del Prometeo scatenato del capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Nuovi pregiudizi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una societ\u00e0 sana vive della preziosa dialettica tra femminile e maschile, la diade \u00e8 manifestazione di principi capaci di autolimitarsi per permettere la vita al plurale.\u00a0 Da abbattere sono i pregiudizi positivi e negativi: non esistono generi assolutamente negativi o positivi, ma bisogna imparare, in primis, che le persone in quanto unit\u00e0 complesse non possono essere ridotte all\u2019unica variabile del genere. La diversit\u00e0 \u00e8 la possibilit\u00e0 della convivenza fra prospettive diverse che si completano, e specialmente, palesano aspetti differenti della realt\u00e0, i quali colgono aspetti essenziali da relazionare. L\u2019identit\u00e0 \u00e8 possibile solo nella relazione con altre identit\u00e0. \u00a0Se prevale l\u2019incultura del modello unico, maschile o femminile, non importa quale prevale, non pu\u00f2 che esservi una regressione generale, le cui colpe cadranno sulle future generazioni che attraverseranno la storia nella cecit\u00e0 del pensiero unico e dei suoi perniciosi ed inaspettati effetti. Dovremmo avere il coraggio di rallentare o fermarci per capire cosa stiamo dando-donando e specialmente cosa stiamo togliendo alle nuove generazioni, ma anche a noi adulti. Non si tratta di rifiutare la contemporaneit\u00e0 per la conservazione, ma di disporci in modo critico ed intellettualmente onesto. I figli della rete non possono che essere il prologo per tempi inauditi. Dobbiamo armarci di coraggio civile per fermare l\u2019inverno dello Spirito che avanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/panopticon-la-grande-madre\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/panopticon-la-grande-madre\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Salvatore A. Bravo) Tecnologie e regressione Il panopticon \u00e8 la cifra dello sviluppo delle tecnologie, le quali nella propaganda sono presentate come servizio al cittadino, ma nella concretezza quotidiana sono i mezzi attraverso cui si attua il controllo globale. Vi \u00e8 da porsi il problema della motivazione del loro enorme successo, dell\u2019accettazione fatale e dogmatica di esse. 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